{"id":3873,"date":"2015-05-25T04:04:12","date_gmt":"2015-05-25T04:04:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3873"},"modified":"2017-04-13T03:20:17","modified_gmt":"2017-04-13T03:20:17","slug":"linno-svizzero-e-la-sinistra-ticinese-in-granconsiglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3873","title":{"rendered":"L\u2019inno svizzero e la sinistra ticinese in Granconsiglio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della cerimonia di insediamento del nuovo Granconsiglio \u00e8 risuonata (senza le parole, invero abbastanza imbarazzanti) la melodia dell\u2019inno nazionale svizzero. 89 deputati su 90 si sono alzati in piedi, fra di essi tutto il gruppo socialista e anche il parlamentare comunista <strong>Massimiliano Ay<\/strong>. L\u2019unico che \u00e8 rimasto invece seduto \u00e8 stato il deputato troskista <strong>Matteo Pronzini<\/strong>.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Internazionalisti, non cosmopoliti<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11265587_1106706676023314_1990754992623867402_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3874\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11265587_1106706676023314_1990754992623867402_n-225x300.jpg\" alt=\"11265587_1106706676023314_1990754992623867402_n\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11265587_1106706676023314_1990754992623867402_n-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11265587_1106706676023314_1990754992623867402_n-480x640.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11265587_1106706676023314_1990754992623867402_n-375x500.jpg 375w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11265587_1106706676023314_1990754992623867402_n.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Attaccato dal giornale leghista \u201cIl Mattino della Domenica\u201d per questo suo gesto provocatorio, Pronzini ha giustificato su Facebook la sua scelta in quanto: \u201cil proletariato non ha confini! Il mio mondo \u00e8 diviso tra sfruttati e sfruttatori, tra padroni e salariati\u201d. Pi\u00f9 complessa l\u2019impostazione di Ay, che \u00e8 pure membro di comitato della \u201cWorld Anti-Imperialist Youth Union\u201d attiva proprio in ottica internazionalista, il quale precisa: \u201ci comunisti sono internazionalisti ma non sono cosmopoliti: sia in Marx che in Lenin permane infatti la distinzione nazionale, favorendo per\u00f2 la cooperazione e la solidariet\u00e0 contro l\u2019imperialismo\u201d. Chi ha ragione? Tutti e due, dal loro punto di vista. Semplicemente Ay segue la tradizione marxista del Partito del Lavoro che ha sempre difeso la sovranit\u00e0 popolare e la neutralit\u00e0 svizzera, mentre Pronzini si rif\u00e0 alle concezioni della cosiddetta \u201crivoluzione permanente\u201d troskista.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">\u201cIl proletariato si elevi a classe nazionale\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo breve saggio \u201cTogliatti, Gramsci, Lenin\u201d l\u2019editore marxista italiano <strong>Alessio Arena<\/strong> scrive come sia interessante notare che gi\u00e0 nel Manifesto del Partito Comunista di <strong>Karl Marx<\/strong> ed <strong>Friedrich Engels<\/strong> \u201caccanto all\u2019affermazione della natura internazionale della lotta proletaria sia contenuta l\u2019affermazione che \u00abpoich\u00e9 il proletariato deve conquistarsi prima il dominio politico, elevarsi a classe nazionale, costituirsi in nazione, \u00e8 anch\u2019esso nazionale, bench\u00e9 certo non nel senso della borghesia\u00bb\u201d. E <strong>Palmiro Togliatti<\/strong> (in: Scritti su Gramsci, Editori Riuniti), storico segretario dell\u2019ex-Partito Comunista Italiano , il pi\u00f9 grande dell\u2019Occidente, ricordava come le condizioni del mondo capitalistico, giunto alla fase dell\u2019imperialismo, \u201ccreano le premesse generali della rottura rivoluzionaria, ma che in ogni paese la rottura ha le sue premesse particolari\u201d, premesse che derivano proprio dalla sua storia nazionale! Mentre lo storico rivoluzionario cinese <strong>Liu Shaoqi<\/strong> ricordava come \u201cil patriottismo genuino delle masse proletarie in tutti i paesi non \u00e8 in contraddizione con l\u2019internazionalismo proletario\u201d: poich\u00e9 questo sentimento di appartenenza &#8220;non ha nulla a che fare con i pregiudizi nazionali come l\u2019isolazionismo, il razzismo,\u2026\u201d ma al contrario \u201crispetta l\u2019uguaglianza delle altre nazionalit\u00e0 e ha la speranza di realizzare i migliori ideali umani nel proprio singolo paese e nel contempo difendere l\u2019unit\u00e0 di ogni nazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della cerimonia di insediamento del nuovo Granconsiglio \u00e8 risuonata (senza le parole, invero abbastanza imbarazzanti) la melodia dell\u2019inno nazionale svizzero. 89 deputati su 90 si sono alzati in piedi, fra di essi tutto il gruppo socialista e anche il parlamentare comunista Massimiliano Ay. L\u2019unico che \u00e8 rimasto invece seduto \u00e8 stato il deputato troskista Matteo Pronzini. Internazionalisti, non cosmopoliti Attaccato dal giornale leghista \u201cIl Mattino della Domenica\u201d per questo suo gesto provocatorio, Pronzini ha giustificato su Facebook la sua scelta in quanto: \u201cil proletariato non ha confini! 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