{"id":3869,"date":"2015-05-24T20:04:32","date_gmt":"2015-05-24T20:04:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3869"},"modified":"2016-06-04T22:49:31","modified_gmt":"2016-06-04T22:49:31","slug":"il-giorno-della-vittoria-e-il-valore-dellanti-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3869","title":{"rendered":"Il Giorno della Vittoria e il valore dell&#8217;anti-fascismo"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3776\" aria-describedby=\"caption-attachment-3776\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3776\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-300x300.jpg\" alt=\"fabio scolari\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-480x480.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3776\" class=\"wp-caption-text\">Fabio Scolari \u00e8 l&#8217;autore dell&#8217;articolo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i motivi di aspro scontro politico tra la Federazione Russa e l\u2019Occidente Europeo non sembrano trovare una soluzione stabile, nel rispetto del diritto all\u2019autodeterminazione dei popoli, il 9 maggio ha visto sfilare sulla Piazza Rossa un\u2019imponente parata militare per celebrare il \u201cGiorno della Vittoria\u201d. Anche in una data dal cos\u00ec alto valore morale, durante la quale viene ricordata la capitolazione della Germania Nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, i leader delle principali nazioni europee non hanno mancato di mostrare la solita arroganza disertando la commemorazione. I nostri mass media, anche di fronte all\u2019evidenza di un paese che ormai ha saputo riguadagnarsi un posto di prim\u2019ordine a livello mondiale, dopo il collasso dell\u2019Unione Sovietica, ed il rispetto di tutti gli stati che non vogliono sottomettersi ai desideri di Washington, continuano a ripetere le solite storielle su un suo presunto isolamento internazionale e su una sua volont\u00e0 nascosta di conquista dell\u2019intero pianeta. Il presidente Putin durante i festeggiamenti al contrario non ha esitato ad attaccare la politica imperialista e di constante ingerenza, amplificando le voci di chi come noi da tanti anni si batte in favore di un mondo multi-polare e per il rispetto della sovranit\u00e0 nazionale di ogni popolo, che ormai da decenni viene portata avanti dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Un senso di malcelato orgoglio ci ha percorsi non solo quando abbiamo udito il ricordo dell\u2019eroico tributo del popolo sovietico nella lotta per la liberazione dell\u2019Europa dal nazi-fascismo, ma anche quando abbiamo visto di nuovo sventolare la bandiera rossa con i simboli del lavoro e la presenza di diversi esponenti politici dei paesi socialisti. Tra questi il pi\u00f9 prestigioso e noto era sicuramente il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, nonch\u00e9 segretario del Partito Comunista Cinese. Una partecipazione la sua non casuale, volta anzi a dimostrare come l\u2019integrazione politica ed economica dell\u2019asse sino-russo stia ormai emergendo come principale contrappeso a livello globale contro le strategie guerrafondaie occidentali. Non possiamo per\u00f2 a questo punto esimerci da considerazioni pi\u00f9 generali. Negli ultimi anni \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente, soprattutto tra le giovani generazioni, una mancanza di comprensione del fenomeno nazista e fascista, delle loro origini e degli interessi di classe che hanno sempre tutelato. Mentre i militanti comunisti in Ucraina vengono perseguitati dal governo \u201cdemocratico\u201d e filo occidentale di Poroschenko, in Italia due consiglieri della Lega Nord di Milano propongono la messa al bando di tutti i partiti \u201cche si ispirano a dottrine bolscevico-marxsite\u201d. Le accuse rivolte a chi storicamente e pi\u00f9 conseguentemente ha lottato per una trasformazione degli assetti sociali sono le stesse ormai da decenni. Ai Comunisti sarebbero infatti alieni concetti come quelli di libert\u00e0 oppure di democrazia! Vorremmo quindi che questi presunti democratici, i quali non disdegnano la partecipazioni di organizzazioni apertamente neo-fasciste alle loro manifestazioni, ci spiegassero perch\u00e9 quando il regime mussoliniano annient\u00f2 ogni diritto democratico dei lavoratori e di tutti i cittadini, chi se non i comunisti proclamarono la necessit\u00e0 di chiamare alla lotta tutto il popolo e praticarono un politica di larga unit\u00e0 tra tutte le forze democratiche. Dovremmo inoltre ricordare che la maggioranza di chi non venne mai a compromessi con il fascismo, nemico di tutte le libert\u00e0, era schierato con i comunisti. Chi se non i comunisti, guidati da Palmiro Togliatti, nel dopo guerra lottarono per un profondo rinnovamento democratico della nazione, contro la possibilit\u00e0 che la Democrazia Cristiana potesse instaurare un nuovo regime autoritario e clericale, per l\u2019applicazione integrale della costituzione repubblicana e per aprire le porte all\u2019esercizio effettivo del potere politico alle masse popolari. Queste polemiche servono infatti ad eludere il problema principale ben compreso a suo tempo da Antonio Gramsci , il quale durante un dibattito alla Camera che lo vide contrapposto allo stesso Mussolini, disse:\u201d E\u2019 rivoluzione solo quella che si basa su una nuova classe. Il fascismo non si basa su nessuna nuova classe che non fosse gi\u00e0 al potere\u201d. Chi se non la borghesia industriale e agraria finanzi\u00f2 gli squadristi contro il movimento operaio e i suoi rappresentanti, sfruttando un periodo di riflusso seguito alla fine del biennio rosso? Chi se non la classe politica dell\u2019Italia liberale guidata da Giolitti porta su di s\u00e8 le maggiori responsabilit\u00e0 per l\u2019elezione dei primi deputati fascisti? Le nostre sono ovviamente domande retoriche, perch\u00e9 ormai sappiamo con certezza che sono le classi borghesi le prime ad abbandonare il terreno della lotta democratica ogni qualvolta i loro egoistici interessi sono messi a repentaglio. In conclusione, oggi pi\u00f9 che mai riteniamo necessaria una larga convergenza e un lavoro comune di tutti quei paesi e organizzazioni politiche che, anche nelle loro diversit\u00e0, combattono per un\u2019evoluzione pi\u00f9 democratica degli assetti internazionali, per evitare il risorgere, nel grembo dei paesi occidentali, di forze che apertamente aspirino a un\u2019involuzione reazionaria e autoritaria, da cui le classi lavoratrici avrebbero tutto da perdere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Fabio Scolari<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre i motivi di aspro scontro politico tra la Federazione Russa e l\u2019Occidente Europeo non sembrano trovare una soluzione stabile, nel rispetto del diritto all\u2019autodeterminazione dei popoli, il 9 maggio ha visto sfilare sulla Piazza Rossa un\u2019imponente parata militare per celebrare il \u201cGiorno della Vittoria\u201d. 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