{"id":3854,"date":"2015-05-20T00:50:13","date_gmt":"2015-05-20T00:50:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3854"},"modified":"2016-06-03T12:43:37","modified_gmt":"2016-06-03T12:43:37","slug":"expo-di-maggio-lavoro-selvaggio-una-prima-cronaca-dallexpo2015-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3854","title":{"rendered":"Expo di Maggio, lavoro selvaggio. Una prima cronaca dall&#8217;Expo2015 di Milano."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Di primo mattino, tra i militari che smontano dal servizio notturno e le scolaresche allegramente tradotte per una obbligatoria e plaudente iniezione di ottimismo renziano, la sensazione \u00e8 quella di trovarsi in una coloratissima e scintillante festa degna della Roma del 410. I senatori, incuranti del declino irreversibile della loro societ\u00e0, mentre Alarico e i visigoti entravano in citt\u00e0, determinando la fine dell\u2019impero, ancorch\u00e9 protratta artatamente nei libri di storia fino alla non significativa e solo simbolica deposizione di Romolo Augusto oltre mezzo secolo dopo, si divertivano in allegri banchetti e orgiastiche feste. L\u2019Expo \u00e8 un po\u2019 questo, con banchetti spesso modesti, ma tutti rigorosamente, rigidamente e salatamente a pagamento, e priva di qualsiasi festosa carnalit\u00e0. L\u2019Occidente e l\u2019Italia\u00a0 si festeggiano, pur senza generosit\u00e0 verso i visitatori, mentre il declino irreversibile della loro parte del mondo a vantaggio dei BRICS e dei paesi del Sud del pianeta diventa concreta quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3754\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015-300x181.jpg\" alt=\"expo_2015\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015-768x464.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015-1024x619.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015-480x290.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015-827x500.jpg 827w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/expo_2015.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>I visitatori si gettano in accaldate file per entrare negli spazi delle nazioni che conoscono, ovvero quelle europee e poche altre, perdendo cos\u00ec l\u2019opportunit\u00e0 di entrare in quelli del Bahrein o del Sudan e di molti altri stati, continuando a ignorare tutto di quelle nazioni, quando invece potrebbero riceverne un grande arricchimento personale, stabilendo, per quanto superficiale, un primo contatto con realt\u00e0 significative della terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche scolaresca, guidata da docenti illuminati, evita la prosopopea dei padiglioni imperialisti per entrare in quelli del resto del mondo. Cos\u00ec a quello dell\u2019Ecuador apprezzano la biodiversit\u00e0, il rispetto dell\u2019ambiente, la lotta bolivariana contro le multinazionali, raccontata anche da Bolivia e Venezuela, mentre a quello degli Emirati Arabi Uniti seguono un video toccante chiamato a spiegare il valore dell\u2019acqua, soprattutto per una nazione sorta tra deserti e in cui la pioggia \u00e8 un raro dono celeste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel complesso l\u2019Expo sembra una festa dell\u2019Unit\u00e0 renziana, stile 2.0, in cui non si regalano i libriccini con le opere di Ho Chi Min, per altro purtroppo dismessi da oltre un quarto di secolo anche dalla sinistra piddina, ma si vendono porcellane vietnamite. Il partito neofanfaniano-liberista manda i suoi ministri all\u2019Expo per corroborare il nuovo ottimismo di stato, ma capita che, mentre il ministro dell\u2019istruzione sproloquia di sport nelle scuole a tutti i livelli, si incontrino a pochi metri le balde e bellissime ragazze dell\u2019Istituto Professionale Sportivo di Bergamo, contraddistinto da una significativa caratteristica: non ha la palestra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/DSC01600.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3856\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/DSC01600-300x168.jpg\" alt=\"DSC01600\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>Le dogane italiane stanno ritardando deliberatamente l\u2019arrivo di quanto necessario ad aprire i padiglioni dei paesi socialisti, cos\u00ec quello di Cuba \u00e8 ancora chiuso, la Bielorussia riesce ad aprire solo il ristorante e la Palestina ha lo spazio espositivo mezzo vuoto. I compagni e le compagne della Corea Popolare addirittura attendono ancora il visto a Pechino, ma intanto all\u2019Expo nell\u2019area loro riservata campeggia una gigantografia di Chollima, mitico e velocissimo cavallo alato, nella sua rappresentazione monumentale di Pyongyang,\u00a0 sempre capace di emozionarmi, l\u00e0 dal vivo, come qui nella sua riproduzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si \u00e8 attanagliati dalla fame \u00e8 consigliato raggiungere il padiglione russo e rifocillarsi con \u201cPelmeni\u201c, ravioli di carne, anche se io preferisco quelli al formaggio e un ottimo \u201cStroganoff\u201d, manzo sminuzzato in salsa di funghi. Vicino \u00e8 il padiglione del Turkmenistan in cui il presidente Gurbanguly Berdimuhamedov campeggia generoso tra i suoi concittadini in decine di riproduzioni che, nel pi\u00f9 puro stile sovietico del culto della personalit\u00e0, accresciuto da una dimensione estremo &#8211; orientale\u00a0 del potere, per quanto il Turkmenistan\u00a0 si trovi nel cuore dell\u2019Asia Centrale,\u00a0 esaltano l\u2019amore per chi \u00e8 capace di farsi concretamente carico della quotidianit\u00e0 dei popolo ed edifica con risoluta destrezza l\u2018avvenire. Per altro Berdimuhamedov ha raddoppiato gli stipendi dei docenti e aumentato considerevolmente le pensioni, insomma, si capisce perch\u00e9 sia nel cuore dei suoi concittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il padiglione dell\u2019Angola mostra con forza le conquiste del popolo dopo la vittoria sul colonialismo portoghese, la dignit\u00e0 costruita col sudore di donne\u00a0 e uomini per i quali l\u2019orizzonte possibile \u00e8 stato ed \u00e8 quello dell\u2019eguaglianza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al tramonto, mentre il sole smorza i suoi raggi e scolora e il cielo diventa intensamente blu, il pensiero corre al maggio poeticamente poliziano e al suo gonfalon selvaggio, sono infatti in fila per entrare nel meraviglioso e multimediale padiglione kazako, ricco di storioni natanti e video fantasmagorici sull\u2019universo, il tutto in una costante tensione verso l\u2019Expo 2017 voluta ad Astana dal presidente Nursultan Abisuli Nazarbajev, con me in coda anche alcuni volontari dell\u2019Expo: divisa d\u2019ordinanza, volto stanco, un mezzo sorriso, forse obbligatorio, come imposto dalla retorica trionfalistico &#8211; festosa del nuovo corso italico renziano, eppure nei loro occhi leggo la consapevolezza di essere lo strumento con cui si \u00e8 distrutto definitivamente il diritto del lavoro in Italia, introducendo i prestatori d\u2019opera volontaria e gratuita, ultima frontiera del liberismo occidentale, incapace e disinteressato a estendere i diritti, ma pronto, sempre, a distruggerli per tutti e a piegare i forzati senza retribuzione a sorridere \u201cdemocraticamente\u201d con tragico e remissivo ottimismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di primo mattino, tra i militari che smontano dal servizio notturno e le scolaresche allegramente tradotte per una obbligatoria e plaudente iniezione di ottimismo renziano, la sensazione \u00e8 quella di trovarsi in una coloratissima e scintillante festa degna della Roma del 410. 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