{"id":3839,"date":"2015-04-09T20:31:01","date_gmt":"2015-04-09T20:31:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3839"},"modified":"2020-05-04T00:05:23","modified_gmt":"2020-05-04T00:05:23","slug":"ticino-moralista-studenti-alla-gogna-perche-proiettano-a-serbian-film-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3839","title":{"rendered":"Ticino moralista: studenti alla gogna perch\u00e9 proiettano \u201cA serbian film\u201d a scuola."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un ex-studente della Scuola Cantonale di Commercio (SCC) dalla evidente simpatie di destra invia un comunicato stampa in cui denuncia la proiezione del lungometraggio \u201cA serbian film\u201d del regista <strong>Srdjan Spasojevic<\/strong> nell&#8217;ambito delle due giornate culturali autogestite dell&#8217;istituto, ossia nel contesto dell&#8217;autogestione studentesca di poche settimane fa. Il film racconta il disagio e la precariet\u00e0 di un ex-attore porno che accetta un lavoro per poter mantenere moglie e figlio. Firma il contratto per un film del quale non gli viene rivelato nulla, scoprendo, quando sar\u00e0 troppo tardi, di essere stato coinvolto nella produzione di <em>snuff movies<\/em> a tema pedofilia, necrofilia e torture varie.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">\u201cUn film atroce da depravati\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">A scandalizzare l&#8217;ex-studente (con simpatie verso la destra nazionalista), tale <strong>Muhamet Gubetini<\/strong> (che per\u00f2 all&#8217;evento nemmeno vi ha partecipato) sono delle attivit\u00e0 di \u201cassoluta immoralit\u00e0\u201d che susciterebbero addirittura \u201cprofondo turbamento in alcuni ragazzi\u201d, come appunto nel caso del film in questione. Secondo Gubetini in tale film non vi \u00e8 alcun \u201caccenno o allegoria (velata o meno) a quella che \u00e8 la classe politica serba\u201d che il regista asserisce di criticare. Si tratterebbe insomma non solo di \u201cviolenza allucinante\u201d ma anche un \u201cinutile prodotto specchio di un depravato delirio voyeuristico del regista\u201d. Al di l\u00e0 di questi insulti al regista, di cui Gubetini si prende naturalmente le proprie responsabilit\u00e0, la preoccupazione \u00e8 che \u201ci nostri giovani si vedono caoticamente proiettare una serie di atrocit\u00e0 senza fine\u201d e \u2013 fatto a suo dire gravissimo &#8211; \u201c\u00e8 che tale assurdit\u00e0 avvenga nelle nostre scuole\u201d. Francia, Portogallo, Norvegia e Spagna per restare in Europa hanno censurato il film, la Svizzera lo ha invece autorizzato nelle sale cinematografiche solo a un pubblico adulto. Secondo Gubetini insomma si tratta di un prodotto \u201cdiseducativo\u201d, \u201cfuori contesto\u201d, ecc. A scendere in campo su Facebook a difesa del giovane scandalizzato il deputato dell&#8217;UDC <strong>Orlando Del Don<\/strong> che chiede l&#8217;intervento del DECS.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">\u201cUn film di critica sociale\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 quanto sia \u201cdiseducativo\u201d lo dovrebbe dire un pedagogista e anche qui le scuole di pensiero sarebbero un&#8217;infinit\u00e0. E l&#8217;accusa di \u201cfuori contesto\u201d viene pure rimandata al mittente, poich\u00e9 in realt\u00e0 si \u00e8 svolta un&#8217;introduzione sia socio-politica sia filmico-tecnica e un&#8217;ampia discussione finale con gli studenti. A confermarlo \u00e8 <strong>Samuel Iembo<\/strong>, di recente eletto coordinatore della Giovent\u00f9 Comunista e promotore della visione di questo film nell&#8217;ambito dell&#8217;autogestione: \u201cSe (Gubetini, ndr) fosse stato presente alla proiezione non avrebbe potuto avanzare queste affermazioni, dato che \u00e8 stata condotta un\u2019introduzione e contestualizzazione al film, che l\u2019identificava come un film sugli effetti negativi dell\u2019occidentalizzazione della Serbia. Va inoltre precisato che nell\u2019introduzione all&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 stato esplicitamente chiesto a minorenni e sensibili alla violenza di andarsene prima dell\u2019inizio\u201d. L&#8217;intento era di affrontare una discussione seria, che si \u00e8 effettivamente sviluppata, sul disagio che traspare dalla trama del film. Iembo appare invece deluso dal clima moralista che si respira: \u201cdi questo passo dovremmo proibire ad esempio i film di Pasolini (uno tra tutti &#8220;Sal\u00f2 o le 120 giornate di Sodoma&#8221;) perch\u00e9 contiene una violenza logorante o addirittura il Decameron di Boccaccio perch\u00e9 delle suore fanno sesso. Con questi vuoti moralismi non si fanno che creare tab\u00f9 e censurare delle rappresentazioni che invece sono delle profonde critiche e che hanno sicuramente intendo di sensibilizzare pi\u00f9 che istigare alla violenza\u201d. A concordare con Iembo vi \u00e8 il segretario del Partito Comunista (PC) <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, il quale asserisce che la pellicola \u201cstando agli amatori del genere (e io sinceramente non rientro fra questi), pu\u00f2 essere interpretata come critica alla societ\u00e0 serba che \u2013 nel contesto di disgregazione non solo statuale ma anche sociale, psicologico e culturale post-jugoslavo \u2013 recepisce i disvalori occidentali in maniera devastante, favorendo un forte disagio umano\u201d. La scuola secondo i comunisti \u201cnon deve essere un mondo ovattato, soprattutto se si tratta di una Scuola Media Superiore, quella che dovrebbe insegnare il distacco critico a ragazzi\u201d. Conclude il segretario del PC: \u201cE che pensiero critico vogliamo trasmettere se censuriamo tutto?\u201d. E per dimostrare che i comunisti non sono moralisti e difendono la libert\u00e0 artistica \u00e8 stata concesso la sede del partito ai ragazzi che volessero vedere \u201cA serbian film\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">\u201cUn film noioso con violenze solo accennate\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giorgio Bomio<\/strong> \u00e8 un esperto di film horror e secondo lui \u201cla violenza vera e propria la si trova solo nelle scene finali. Un po&#8217; come in &#8220;Kill list&#8221;, altro film da pugno nello stomaco (e proiettato al Festival del film di Locarno). In entrambe le pellicole (molto simili nella concezione strutturale della storia, sebbene affrontino due temi completamente diversi), la tensione viene costruita a poco a poco, dapprima introducendo i personaggi, immergendoli nelle rispettive vicende, per poi far esplodere il tutto nel finale\u201d. Bomio, che \u00e8 pure consigliere comunale a Tenero, difende la decisione di proiettarlo in una scuola superiore poich\u00e9 ritiene che \u201cil cinema non debba nascondere la violenza che si pu\u00f2 trovare nella societ\u00e0. Capisco chi vuole dai film intrattenimento e svago, ma il pericolo \u00e8 quello di nascondersi dietro un dito. La societ\u00e0 odierna \u00e8 violenta; i film non possono non mostrarla\u201d. Abbiamo voluto chiedere anche a <strong>Ugo Brusaporco<\/strong>, noto critico cinematografico, come giudicasse la pellicola finita alla gogna in questi giorni. Il suo giudizio \u00e8 severo: \u201cho purtroppo visto questo film che mostra i suoi limiti economici e di linguaggio di povert\u00e0 imbarazzante. Non avere soldi abbastanza non \u00e8 un peccato, ma occorre una dignit\u00e0 di realizzazione che \u00e8 prova di una maturit\u00e0 che il regista mostra chiaramente di non avere. Sappiamo che \u00e8 un&#8217;opera prima, ma non \u00e8 una giustificazione. Girare un film non \u00e8 una masturbazione privata. Quello che opprime nel film \u00e8 l&#8217;imbarazzo di attori incapaci di esserlo e che sono abbandonati dall&#8217;ignavia del regista. Per il resto la noia del racconto non viene dispersa da qualche aggiunta di violenze abominevoli solo accennate\u201d. Insomma, secondo Brusaporco la \u201cviolenza allucinante\u201d di cui parlava l&#8217;ex-studente sarebbe in realt\u00e0 solo accennata, tanto da nemmeno dare quel tocco di brio in pi\u00f9 a un film altrimenti ritenuto \u201cnoioso\u201d. Pi\u00f9 politica il commento di un altro critico cinematografico e storico del cinema, <strong>Davide Rossi<\/strong>, direttore dell&#8217;Istituto di Storia e Filosofia del Pensiero Contemporaneo (ISPEC): &#8220;la pellicola con le sue asperit\u00e0 e durezze \u00e8 una iperbolica trasposizione della vitalit\u00e0 sessuale balcanica e del suo trasformarsi in fredda violenza, i parallelismi sono evidenti col passaggio dalla libert\u00e0 socialista alla devastazione capitalista imposte dall\u2019Occidente.\u00a0\u00c8 un film che non aggiunge nulla a quanto si vede in mille altre situazioni, televisive o su internet&#8221; e conclude: &#8220;trovo assolutamente strumentale l\u2019aggressione a Samuel Iembo che lo ha proposto e trovo assurdo che quando \u00e8 stato proposto da <em>Castellinaria<\/em> non vi sia stata uguale polemica&#8221;.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">\u201cLa destra vuole attaccare l&#8217;autogestione!\u201d<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preoccupati della situazione sono <strong>Luca Robertini<\/strong> e <strong>Francesco Vitali<\/strong>, coordinatori del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) che leggono nella mossa di Gubetini il tentativo di screditare le Giornate autogestite, costringendo le direzioni scolastiche a interferire maggiormente nella scelte delle attivit\u00e0, diminuendo cos\u00ec il grado di autogestione appunto dei giovani. \u201cCome mai lo studente non si \u00e8 rivolto al comitato studentesco di organizzazione delle giornate? O perch\u00e9 non si \u00e8 rivolto alla direzione per esprimere il suo disappunto?&#8221;, si chiedono i sindacalisti studenteschi del SISA. &#8220;Evidemente la protesta doveva essere lanciata sui media per raggiungere il suo scopo, cos\u00ec che la parte conservatrice della popolazione potesse mettere sotto pressione le autorit\u00e0 scolastiche e alla gogna le giornate autogestite. Da sempre queste persone, rimaste a livello di mentalit\u00e0 e di apertura a prima degli anni &#8217;70, si oppongono alla partecipazione attiva degli studenti all&#8217;interno della vita scolastica, cercando quindi di ostacolare con ogni mezzo momenti come le giornate autogestite, che costituiscono appunto sono un&#8217;importante conquista degli studenti nell&#8217;ambito della partecipazione alla vita d&#8217;istituto e della responsabilizzazione giovanile\u201d. La preoccupazione del SISA \u00e8 condivisa anche dalla politica tanto \u00e8 vero che nel comunicato di Massimiliano Ay si precisa quanto segue: \u201cl\u2019autogestione studentesca \u00e8 un evento che esiste da quasi 20 anni negli altri licei ticinesi ed \u00e8 organizzata con impegno dagli allievi (e lo dico per avervi preso parte in prima persona, non come altri politici che manco sanno che esistono!). Tali giornate rappresentano momenti educativi che favoriscono responsabilizzazione e senso di comunit\u00e0. Quest\u2019anno alla SCC vi sono state oltre 150 attivit\u00e0 diverse, fra cui corsi di storia del movimento sindacale, conferenze sull\u2019America latina, attivit\u00e0 musicali, dibattiti sulle droghe, ecc. Ma come accade per il Festival di Locarno, il problema anche qui \u00e8 stato proprio un lungometraggio considerato violento e \u2013 non sia mai! \u2013 sessualmente esplicito\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ex-studente della Scuola Cantonale di Commercio (SCC) dalla evidente simpatie di destra invia un comunicato stampa in cui denuncia la proiezione del lungometraggio \u201cA serbian film\u201d del regista Srdjan Spasojevic nell&#8217;ambito delle due giornate culturali autogestite dell&#8217;istituto, ossia nel contesto dell&#8217;autogestione studentesca di poche settimane fa. Il film racconta il disagio e la precariet\u00e0 di un ex-attore porno che accetta un lavoro per poter mantenere moglie e figlio. 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