{"id":3818,"date":"2015-03-18T21:01:24","date_gmt":"2015-03-18T21:01:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3818"},"modified":"2015-03-19T00:47:48","modified_gmt":"2015-03-19T00:47:48","slug":"una-sinfonia-non-un-assolo-one-belt-one-road","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3818","title":{"rendered":"\u201cOne Belt, One Road\u201d &#8211; Una sinfonia, non un assolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sinistra.ch propone la traduzione &#8211; a cura di Aris Della Fontana &#8211; di un <a href=\"http:\/\/news.xinhuanet.com\/english\/2015-03\/11\/c_134057346.htm\">articolo<\/a> (Chinese Marshall Plan analogy reveals ignorance, ulterior intentions) apparso su &#8220;Xinhua&#8221; nel marzo 2015, a firma di Wang Shang. Tale contributo evidenzia la radicale differenza tra il Piano Marshal statunitense (1948-1951) e l&#8217;iniziativa politico-diplomatica cinese denominata &#8220;One Belt, One Road&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Definire \u201cOne Belt, One Road\u201d quale versione cinese del Piano Marshall, denota, da parte di alcuni, una scarsa conoscenza fattuale, mentre, da parte di altri, intenzioni ulteriori, sostanzialmente strumentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le iniziative messe in campo, in special modo la Nuova Via della Seta e la Via della Seta Marittima del 21\u00b0 secolo, si differenziano \u00a0rispetto allo statunitense Piano Marshall sotto diversi aspetti, tanto che qualsiasi storico o\u00a0analista politico serio considererebbe tale analogia una forzatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, per quanto concerne le motivazioni, le divergenze sono impressionanti. A differenza del politicamente diretto Piano Marshall, che contribu\u00ec allo strutturarsi della Guerra Fredda, le iniziative cinesi non si muovono sul solco dell&#8217;intensificazione d&#8217;un qualsiasi confronto-scontro. Esse, infatti, vengono condotte sulla base della convinzione secondo cui molti Paesi in via di sviluppo sono intenzionati a effettuare la propria crescita economica senza le limitazioni imposte dall&#8217;Occidente, e che un tale paradigma porta di beneficio alla Cina stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina non intende realizzare queste iniziative a proprio vantaggio, per tramite, concretamente, della formazione di un&#8217;alleanza in contrapposizione a un certo paese o a un qualsiasi gruppo di paesi. La Cina, men che meno, mediante queste manovre, ambisce a stabilire una supremazia in Asia e oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invero, attraverso queste iniziative, la Cina aspira, anzich\u00e9 ad intensificare i sentimenti antagonistici, a rafforzare lo sviluppo comune. Come sottolineato dal Presidente cinese Xi Jinping, tali iniziative rappresentano \u201cun&#8217;enorme e inclusiva piattaforma destinata a combinare la rapida espansione dell&#8217;economia cinese con i benefici che tutte le parti coinvolte potranno fruire da tale processo di crescita\u201d. Inoltre, mentre il Piano Marshall escluse i paesi comunisti e inaspr\u00ec il conflitto tra Unione Sovietica e Occidente, le iniziative \u201cOne Belt, One Road\u201d sono aperte a tutti i paesi che aspirano alla pace e allo sviluppo, e a nulla di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda importante differenza va individuata nel fatto che le iniziative \u201cOne Belt, One Road\u201d saranno congiuntamente intraprese da tutti i paesi partecipanti e, attraverso la cooperazione e la consultazione, andranno a produrre benefici altrettanto complessivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, da un lato, il Piano Marshall si rivel\u00f2 cruciale affinch\u00e9 i paesi dell&#8217;Europa Occidentale si potessero risollevare dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale, dall&#8217;altra, esso permise agli Stati Uniti di stabilire il sistema di Bretton Woods, ossia un paradigma dollaro-centrico che, praticamente, assicur\u00f2 l&#8217;assoluto dominio da parte della valuta stelle e strisce.\u00a0Ma la Cina non aspira a ci\u00f2. Come al solito, infatti, il Gigante Giallo cerca di delineare un contesto multi-polare, al cui centro stia il dialogo fra pari a proposito delle questioni internazionali all&#8217;ordine del giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa impostazione, peraltro, \u00e8 stata confermata dalle parole del\u00a0Ministro degli Esteri cinese\u00a0Wang Yi, il quale ha ricordato che le iniziative in questione non rappresentano un assolo, bens\u00ec una sinfonia musicata da tutte le parti interessate.<br \/>\nNell&#8217;ambito di queste iniziative, infatti, la Cina agir\u00e0 secondo i principi della consultazione allargata, del contributo congiunto e dei benefici condivisi. La Cina, inoltre, ha promesso di effettuare consultazioni a carattere paritario e di rispettare le scelte degli altri Paesi.<br \/>\nE, bench\u00e9 la Cina ha investito molto in queste iniziative, e ha fondato istituzioni quali l&#8217;Asian Infrastructure Investment Bank e il Silk Road Fund, essa non \u00e8 in nessun modo intenzionata a imporre il proprio volere sugli altri Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutt&#8217;altro, la Cina sar\u00e0 ricettiva nei confronti delle altre istanze partecipanti, assicurando trasparenza e apertura, inserendo le iniziative in questione all&#8217;interno delle strategie di sviluppo degli stessi partecipanti, e creando sinergie con i meccanismi di cooperazione regionale gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, mentre il Piano Marshall fu, in un certo senso, un piano d&#8217;emergenza che dur\u00f2 solo quattro anni, le iniziative \u201cOne Belt, One Road\u201d accolgono progetti di lungo termine, condotti al fine di strutturare una comunit\u00e0 internazionale maggiormente integrata e meglio comunicante, nonch\u00e9 prosperante a livello economico e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, da un lato, la Cina \u00e8 consapevole del fatto che, sostenendo campagne di questa portata, incontrer\u00e0 difficolt\u00e0 e battute d&#8217;arresto, dall&#8217;altro, \u00e8 altrettanto conscia dei potenziali benefici che, per tutti i soggetti in gioco, ne potrebbero scaturire, e dunque ritiene che valga la pena perseguirli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di riflesso, l&#8217;impegno cinese per le iniziative in questione \u00e8 sincero, e la pazienza inflessibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sinistra.ch propone la traduzione &#8211; a cura di Aris Della Fontana &#8211; di un articolo (Chinese Marshall Plan analogy reveals ignorance, ulterior intentions) apparso su &#8220;Xinhua&#8221; nel marzo 2015, a firma di Wang Shang. 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