{"id":3811,"date":"2015-03-15T22:31:16","date_gmt":"2015-03-15T22:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3811"},"modified":"2016-06-04T22:51:16","modified_gmt":"2016-06-04T22:51:16","slug":"essere-comunisti-oggi-riscoprire-le-radici-e-studiarne-le-moderne-applicazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3811","title":{"rendered":"Essere comunisti oggi: riscoprire le radici e studiarne le moderne applicazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019odierna societ\u00e0 globalizzata del XXI secolo definirsi, anche in una semplice conversazione tra amici, comunista pu\u00f2 creare un senso di incredulit\u00e0 nell\u2019ascoltatore. La caduta del Muro di Berlino e l\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica non solo hanno segnato la fine di una speranza per milioni di uomini, ma hanno anche inferto un duro colpo all\u2019immagine di chiunque ancora aspiri a una trasformazione in senso socialista della societ\u00e0. A peggiorare questa situazione si sono in seguito aggiunti, soprattutto nei paesi dell\u2019Europa occidentale, tranne qualche rara eccezione, persino tentativi disastrosi di una \u201crifondazione\u201d dell\u2019ideale comunista, che in verit\u00e0 hanno nascosto un puro e semplice liquidazionismo della gloriosa e anche complessa storia del movimento comunista novecentesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo dall\u2019inizio, l\u2019evento che senza ombra di dubbio segna la svolta all\u2019interno del movimento operaio \u00e8 la Rivoluzione Socialista d\u2019Ottobre in Russia. <strong>Lenin<\/strong> rompe gli indugi e spezza \u201cl\u2019anello pi\u00f9 debole\u201d della catena imperialista. Le reazioni all\u2019interno dei partiti socialisti, che riflettono le diverse impostazioni politiche, sono ovviamente discordanti. I socialisti riformisti, infatti, incapaci di comprendere a fondo le novit\u00e0 di questo avvenimento, a causa di un\u2019interpretazione deterministica e meccanicistica della teoria marxista, arriveranno ad attaccare aspramente il potere bolscevico, come nei casi pi\u00f9 famosi dei \u201crinnegati\u201d <strong>Turati<\/strong> e <strong>Kautsky<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3776\" aria-describedby=\"caption-attachment-3776\" style=\"width: 296px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3776 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-300x300.jpg\" alt=\"fabio scolari\" width=\"296\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-480x480.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/fabio-scolari.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3776\" class=\"wp-caption-text\">Fabio Scolari, autore dell&#8217;articolo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre due date che devono necessariamente essere ricordate sono il 1919, anno di fondazione della III Internazionale e il 1921 quando, ad opera del dirigente russo, furono fissate in 21 punti le condizioni per aderire alla nuova organizzazione rivoluzionaria (tra le pi\u00f9 conosciute vi sono il cambio di nome e l\u2019espulsione dei riformisti). Quest\u2019ultimo episodio si carica di un significato ancor pi\u00f9 profondo proprio perch\u00e9 dall\u2019accettazione incondizionata di tale documento si ebbero le scissioni delle minoranze comuniste dal movimento socialista e la costituzione dei primi Partiti Comunisti sul modello bolscevico (ad esclusione della KPD tedesca e del MKP ungherese).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina e l\u2019interpretazione leninista, oltre che a tradurre in prassi vivente il pensiero marxiano, certifica e rende irreversibile la rottura tra le due aree del movimento operaio, gi\u00e0 presentatesi nelle conferenze internazionali di Kienthal e Zimmerwald per quanto riguardava le strategie di lotta negli anni della Prima Guerra Mondiale, da un lato i socialisti riformisti e massimalisti e dall\u2019altro i comunisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto va precisato in modo chiaro, per quanto crediamo che gi\u00e0 quanto in sintesi riportato sopra lo dimostri, che al contrario di alcuni incapaci dirigenti politici attuali, autocelebratisi quali portatori di nuove dottrine rivoluzionarie e che con una furia quasi iconoclasta hanno attaccato e cancellato l\u2019opera di Lenin come ispirazione teorica delle loro azioni, che per definirsi comunisti oggi non si possa non partire dallo studio critico e approfondito dell\u2019opera lasciataci in eredit\u00e0 dal leader bolscevico e da tutti i suoi interpreti successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente \u00e8 necessario contestualizzare le sue proposte e le sue analisi, ma &#8211; e non \u00e8 purtroppo mai superfluo specificarlo &#8211; evitando di trasformarle in vuote formule applicabili in qualsiasi epoca facendo astrazione del contesto storico. Tale premessa risulta necessaria da un lato per combattere il revisionismo e l\u2019eclettismo imperante nel contemporaneo movimento progressista e che riteniamo essere la principale causa della situazione disastrosa della sinistra occidentale. Soltanto uno sprovveduto non si accorgerebbe come l\u2019abbandono del leninismo, inteso come evoluzione del marxismo all\u2019epoca dell\u2019imperialismo, abbia coinciso con uno scivolamento socialdemocratico di molte formazioni politiche che esibiscono sui loro simboli la falce e il martello. Dall\u2019altro per\u00f2 ci aiuta a restituire al militante comunista odierno le armi per interpretare in modo corretto il mondo e di conseguenza sostenere qualsiasi genere di lotta politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta riappropriatici delle nostre radici teoriche e ideologiche, possiamo rispondere a un\u2019altra questione, ben pi\u00f9 importante della polemica ideologica, che generalmente crea imbarazzo ad alcuni \u201ccomunisti\u201d occidentali del XXI secolo. Dove le nostre idee stanno trovando attuazione? Dove stanno producendo risultati concreti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accusa infantile, spacciata ormai come dato di fatto, ruota intorno \u201call\u2019evidenza\u201d che ormai <strong>Marx<\/strong>, Lenin, <strong>Gramsci<\/strong> e tutte le personalit\u00e0 appartenenti alla nostra storia siano state sepolte dalle macerie del Muro e dal trionfo del sistema capitalistico. Per controbattere a tali \u201ccertezze\u201d vogliamo partire da una citazione estratta dal \u201cRapporto presentato al III Congresso dell&#8217;Internazionale comunista\u201d (1921) preparato da Lenin stesso, e nel quale leggiamo: \u201cci troviamo qui di fronte al problema pi\u00f9 difficile. L&#8217;imposta in natura significa, s&#8217;intende, libert\u00e0 di commercio. Il contadino, dopo aver pagato l&#8217;imposta in natura, ha il diritto di scambiare liberamente quel che gli rimane del suo grano. Questa libert\u00e0 di scambio significa libert\u00e0 per il capitalismo. Noi lo diciamo francamente e lo sottolineiamo. Non lo nascondiamo affatto. Le nostre cose andrebbero male se pensassimo di nasconderlo. Libert\u00e0 di commercio significa libert\u00e0 per il capitalismo, ma significa al tempo stesso una nuova forma di capitalismo. Vale a dire che noi, in una certa misura, ricreiamo il capitalismo. E lo facciamo del tutto apertamente. Si tratta del capitalismo di Stato. Ma capitalismo di Stato in una societ\u00e0 in cui il potere appartiene al capitale, e capitalismo di Stato in uno Stato proletario sono due concetti diversi. In uno Stato capitalistico, capitalismo di Stato significa capitalismo riconosciuto e controllato dallo Stato a vantaggio della borghesia e contro il proletariato. Nello Stato proletario, vien fatta la stessa cosa a vantaggio della classe operaia e allo scopo di resistere alla borghesia ancora forte e di lottare contro di essa. \u00c8 ovvio che dovremo cedere molte cose alla borghesia e al capitale straniero. Pur non snazionalizzando nulla, cederemo ai capitalisti stranieri miniere, boschi, pozzi petroliferi, per ottenere in cambio prodotti industriali, macchine, ecc, per ricostruire in tal modo la nostra industria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il momento storico in cui queste parole furono scritte e pronunciate \u00e8 quello della NEP (Nuova Politica Economica): chiusa la stagione della guerra civile e del comunismo di guerra, Lenin e il giovane governo bolscevico decidono una parziale liberalizzazione nella produzione e negli scambi per risollevare l\u2019economia del Paese. Il ruolo che il mercato potrebbe rivestire nello sviluppo delle forze produttive inizia ad essere indagato con maggiore profondit\u00e0. Il filo di questa analisi per vari motivi interni e internazionali sar\u00e0 interrotto negli anni successivi, quando sotto la guida di Stalin le scelte del gruppo dirigente sovietico si orienteranno verso una collettivizzazione e una industrializzazione a tappe forzate, nonch\u00e9 una statalizzazione integrale dei mezzi di produzione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3812\" aria-describedby=\"caption-attachment-3812\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/jiang-zemin-castro-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3812\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/jiang-zemin-castro-2.jpg\" alt=\"Jiang Zemin e Fidel Castro\" width=\"289\" height=\"282\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3812\" class=\"wp-caption-text\">Jiang Zemin e Fidel Castro<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia ci ha per\u00f2 abituato a colpi di scena spettacolari: dopo la morte di <strong>Mao<\/strong> e la caduta della \u201cBanda dei quattro\u201d, <strong>Deng Xiaoping<\/strong> in una Cina arretrata e contadina inizi\u00f2 a promuovere una serie di riforme e aperture destinate a trasformare la vita di milioni di persone. I suoi successori hanno continuato a seguire la strada da lui tracciata e hanno in un certo senso rispolverato e arricchito le ultime analisi che il capo bolscevico aveva, a causa della sua morte avvenuta tre anni dopo, potuto solo abbozzare sommariamente. <strong>Jiang Zemin<\/strong>, dalla tribuna del XV Congresso del Partito Comunista Cinese nel 1997, forniva in poche parole un quadro completo della svolta intrapresa nel paese asiatico: \u201ccostruire un\u2019economia socialista con caratteristiche cinesi significa sviluppare un\u2019economia di mercato in condizioni socialiste e liberare e sviluppare costantemente le forze produttive. Per essere pi\u00f9 precisi, dobbiamo mantenere e perfezionare il sistema economico fondamentale, in cui la propriet\u00e0 pubblica socialista rimane dominante e differenti tipi di propriet\u00e0 si sviluppano l\u2019uno accanto all\u2019altro. Dobbiamo mantenere e perfezionare l\u2019economia socialista di mercato in modo che il mercato giochi un ruolo essenziale nell\u2019allocazione delle risorse sotto il controllo macroeconomico dello stato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riprova dei dilemmi davanti ai quali si trovarono e si trovano tutt\u2019ora i dirigenti cinesi dobbiamo necessariamente richiamare un acuto editoriale di <strong>Palmiro Togliatti<\/strong> dal titolo \u201cViaggio in Jugoslavia\u201d (1964), nel quale egli analizza le particolarit\u00e0 di questo giovane paese socialista: \u201cNella economia, la originalit\u00e0 sta, da un lato, nella applicazione del principio democratico a tutta la nuova struttura economica, attraverso il sistema dell\u2019autogestione operaia; dall\u2019altro lato in un metodo di pianificazione che non elimina il mercato e le sue leggi, n\u00e9 nei rapporti interni n\u00e9 nei rapporti internazionali, dando luogo a una realt\u00e0 complessa, che deve essere oggetto di attento studio\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3815\" aria-describedby=\"caption-attachment-3815\" style=\"width: 372px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/berlinguer_togliatti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3815\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/berlinguer_togliatti-300x271.jpg\" alt=\"berlinguer_togliatti\" width=\"372\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/berlinguer_togliatti-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/berlinguer_togliatti.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3815\" class=\"wp-caption-text\">Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro spunto di riflessione, nella comprensione della strategia che il Partito Comunista Cinese ha elaborato e applicato per raggiungere una moderna societ\u00e0 socialista, ci \u00e8 offerto da un altro dirigente comunista italiano <strong>Enrico Berlinguer<\/strong>, il quale rispondeva a <strong>Giampaolo Pansa<\/strong>: \u201cPrimo: al contrario di quel che prevedevano i classici del marxismo, \u00e8 continuato ad esistere un tessuto di media e piccola impresa industriale, artigianale, commerciale, contadina che, specie in Italia, si \u00e8 rivelato importantissimo per lo sviluppo e l\u2019occupazione. Secondo: nazionalizzazioni totali (come nella Cecoslovacchia degli anni \u201950 dove \u00e8 stato statalizzato tutto, persino i barbieri) si sono rivelate dannose. Terzo. Da noi il settore pubblico \u00e8 gi\u00e0 molto esteso. Dunque, forme miste di impresa pubblica e privata possono esistere anche in una societ\u00e0 socialista. Anzi, in un paese industrializzato come l\u2019Italia \u00e8 conveniente da tutti i punti di vista, e non solo da quello economico, mantenere l\u2019impresa privata. L\u2019elemento unificante \u00e8 dato dalla programmazione, che stabilisce il quadro di certezze entro le quali operano sia il settore privato che quello pubblico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi ultimi due estratti dimostrano come gli attuali comunisti cinesi, se da un lato non abbiano inventato nulla di nuovo con il termine \u201csocialismo di mercato\u201d, ma anzi hanno in un certo senso riassunto in una formula decenni di analisi ed esperienze di molti pensatori comunisti, dall\u2019altro \u00e8 a loro che \u00e8 toccato forse il compito pi\u00f9 arduo, ossia quello di ridiscutere larga parte di quelle che sono state considerate per decenni le certezze incrollabili del marxismo-leninismo e che ne hanno contraddistinto lo sviluppo ma anche la stagnazione e il declino dei paesi che vi facevano riferimento. Vale qui la pena ricordare come la decisione delle autorit\u00e0 della ex-Germania dell\u2019Est di abolire definitivamente nel giugno 1971 ogni forma di impresa privata (liquidando circa 11\u2019000 aziende vitali) ha portato un grave danno all\u2019economia nazionale dell\u2019allora DDR.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troviamo quindi delle forti analogie tra il comportamento dei socialisti riformisti dell\u2019inizio del \u2018900, i quali voltarono frettolosamente le spalle alla Rivoluzione d\u2019Ottobre, e quello di chi oggi fra alcuni comunisti contemporanei (o almeno di chi si professa ancora tale) non riuscendo a comprendere la semplice lezione magistralmente sintetizzata dal prof. <strong>Domenico Losurdo<\/strong>, liquida l\u2019esperienza cinese come un ritorno al sistema capitalistico: \u201cla lotta contro l\u2019egemonismo (americano) si svolge anche sul piano dello sviluppo economico e tecnologico. E\u2019 un punto che, purtroppo, la sinistra occidentale, non sempre riesce a comprendere. Occorre allora ribadirlo con forza: rivoluzionaria non \u00e8 soltanto la lunga lotta con cui il popolo cinese ha posto fine al secolo delle umiliazioni e ha fondato la Repubblica Popolare; rivoluzionaria non \u00e8 soltanto l\u2019edificazione economica e sociale con cui il Partito comunista cinese ha liberato dalla fame centinaia di milioni di uomini; anche la lotta per rompere il monopolio imperialista della tecnologia \u00e8 una lotta rivoluzionaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, le scelte coraggiose che, negli ultimi 30 anni, hanno dovuto compiere le varie generazioni di politici comunisti cinesi &#8211; e che oggi sono studiate e in parte anche riprese dai partiti comunista al governo da Cuba al Vietnam, sono anche dovute all\u2019esaurirsi delle possibilit\u00e0 di replica del \u201csistema sovietico\u201d, che imbrigliato nelle sue contraddizioni fin\u00ec per crollare su stesso, e per questo dalle necessit\u00e0 di seguire vie nuove mai esplorate per adattare il sistema socialista alla rispettiva realt\u00e0 nazionale. Potremmo forse dire che l\u2019esistenza della Cina popolare dimostra la veridicit\u00e0 di una regola generale: la realt\u00e0 si presenta come qualcosa di estremamente complesso e ricco di contraddizioni, un processo di radicale trasformazione deve essere accompagnato oltre che da un\u2019analisi dialettica anche da una tattica politica estremamente flessibile, evitando quindi posizioni dogmatiche e univoche, purch\u00e9 chiara sia la prospettiva strategica che si intende perseguire e altrettanto netta sia la preparazione politico-ideologica dei quadri del Partito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019odierna societ\u00e0 globalizzata del XXI secolo definirsi, anche in una semplice conversazione tra amici, comunista pu\u00f2 creare un senso di incredulit\u00e0 nell\u2019ascoltatore. La caduta del Muro di Berlino e l\u2019implosione dell\u2019Unione Sovietica non solo hanno segnato la fine di una speranza per milioni di uomini, ma hanno anche inferto un duro colpo all\u2019immagine di chiunque ancora aspiri a una trasformazione in senso socialista della societ\u00e0. A peggiorare questa situazione si sono in seguito aggiunti, soprattutto nei paesi dell\u2019Europa occidentale, tranne qualche rara eccezione, persino tentativi disastrosi di una \u201crifondazione\u201d dell\u2019ideale comunista, che in verit\u00e0 hanno nascosto un puro e semplice<\/p>\n","protected":false},"author":16410,"featured_media":3816,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-3811","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16410"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3811"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3811\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4756,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3811\/revisions\/4756"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3811"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=3811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}