{"id":3794,"date":"2015-03-03T01:34:59","date_gmt":"2015-03-03T01:34:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3794"},"modified":"2016-06-05T00:13:46","modified_gmt":"2016-06-05T00:13:46","slug":"un-tentativo-di-unire-comunisti-e-kemalisti-la-turchia-contraria-a-erdogan-si-organizza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3794","title":{"rendered":"Un tentativo di unire comunisti e kemalisti. La Turchia contraria a Erdogan si organizza."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oltre settecento delegati e un Palazzetto dello Sport pieno zeppo: erano circa ventimila i cittadini accorsi all&#8217;Arena di Ankara per assistere al Congresso straordinario del Partito dei Lavoratori di Turchia. Un evento salutato dall&#8217;ambasciatore del Vietnam socialista e a cui ha presenziato persino un funzionario del corpo diplomatico dell&#8217;Egitto post-islamista. Senza contare la copertura mediatica fornita da parte dell&#8217;agenzia stampa dell&#8217;Iran.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Un partito di origine maoista<\/b><\/h2>\n<figure id=\"attachment_3796\" aria-describedby=\"caption-attachment-3796\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3796\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza-300x160.png\" alt=\"Perin\u00e7ek con i delegati svizzeri Ay e Speranza\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza-300x160.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza-768x410.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza-1024x546.png 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza-480x256.png 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza-937x500.png 937w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_perincek_ay_speranza.png 1627w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3796\" class=\"wp-caption-text\">Perin\u00e7ek (IP) con Ay e Speranza (PC)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato sulle ceneri del Partito Rivoluzionario Operaio e Contadino (TIKP) di stretta osservanza maoista poi represso dalla giunta militare, e del successivo Partito Socialista (SP) chiuso dal governo turco per presunta attivit\u00e0 separatista, il Partito dei Lavoratori (IP) si costituisce formalmente nel 1992 ed \u00e8 da sempre stato guidato da <strong>Dogu Perin\u00e7ek<\/strong>, avvocato e leader storico della corrente filo-cinese della sinistra turca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni IP ha rappresentato l&#8217;organizzazione di ispirazione marxista-leninista pi\u00f9 grande e incisiva della Turchia. Non tanto a livello elettorale, dove non ha mai superato lo 0,5% (vittima di una corsa al voto utile devastante, essendo lo sbarramento parlamentare al 10%) quanto piuttosto nella societ\u00e0 civile, nei sindacati, nel mondo dei media. IP \u00e8 infatti proprietario di un canale televisivo \u201cUlusal Kanal\u201d (Canale Nazionale) e di un quotidiano \u201cAydinlik\u201d (\u201cIlluminazione\u201d), oltre che di una rivista culturale molto diffusa a livello accademico \u201cBilim ve \u00dctopya\u201d (\u201cScienza e utopia\u201d) e di \u201cTeori\u201d, il mensile teorico per i militanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi IP gode di ampie relazioni internazionali soprattutto nell&#8217;area mediorientale: con la Lega Operaia del Libano, con il Partito Socialista Baath della Siria, con il Partito Socialista Egiziano, ma anche in altre parti del mondo: in Svizzera con il Partito Comunista, in Messico con il Partito del Lavoro, in Venezuela con il Partito Socialista Unito, in Corea del Nord con il Partito dei Lavoratori, ecc.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>La sintesi fra marxismo e &#8230;kemalismo<\/b><\/h2>\n<figure id=\"attachment_3795\" aria-describedby=\"caption-attachment-3795\" style=\"width: 194px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_sosyalist_perincek.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3795\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_sosyalist_perincek-194x300.jpg\" alt=\"ip_sosyalist_perincek\" width=\"194\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3795\" class=\"wp-caption-text\">La relazione del presidente Perin\u00e7ek<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2006 il Congresso del Partito decise una svolta strategica di portata storica: vedendo venir meno i principi laici e repubblicani del Paese e riconoscendo il carattere eversivo dell&#8217;islamismo di <strong>Recep T. Erdogan<\/strong>, IP stabil\u00ec come priorit\u00e0 la difesa dei valori democratici, laici e sociali della Rivoluzione anti-coloniale turca di inizio secolo e sostenuta anche dal giovane potere bolscevico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stella gialla su sfondo rosso, che rammentava in qualche modo il passato filo-cinese del Partito, venne sostituita da una stella bianca su sfondo rosso che ricordava maggiormente la bandiera nazionale. La narrazione collettiva del Partito ha iniziato poi ad essere egemonizzata da un discorso patriottico e anti-imperialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta ancora, insomma, di costruire il socialismo \u2013 come invece propone il locale Partito Comunista (KP, molto vicino al KKE greco) \u2013 ma di rendere la Turchia un paese completamente indipendente dall&#8217;imperialismo americano, dall&#8217;UE, dal FMI e dalla NATO, unendo il proletariato con i contadini e con la piccola borghesia nazionale, ma soprattutto escludendo distinzioni etniche: le classi subalterne turche e curde devono stare unite contro il padronato turco e i signori semi-feudali curdi, riprendendosi i valori repubblicani ormai distrutti prima dai neo-liberisti e poi dagli islamisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco cos\u00ec che IP, accanto a <strong>Vladimir Lenin<\/strong>,\u00a0a <strong>Mao Zedong <\/strong>e\u00a0al martire comunista <strong>Deniz Gezmis<\/strong>, ha fortemente insistito su\u00a0 <strong>Mustafa Kemal Atat\u00fcrk<\/strong>, l&#8217;unica figura che campeggiava durante il Congresso del 15 febbraio scorso. Atat\u00fcrk, fortemente osteggiato da certa estrema sinistra e spesso travisato nella lettura storica che ne d\u00e0 la sinistra eurocentrica, \u00e8 non solo il fondatore della Turchia moderna e laica, ma fu soprattutto il teorico del \u201cDevlet Sosyalizm\u201d (\u201cSocialismo di stato\u201d). Completare i disegni del kemalismo assume per IP quindi una valenza prioritaria nella definizione di una via turca al socialismo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3801\" aria-describedby=\"caption-attachment-3801\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/10994247_351207255067935_6284786256771505492_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3801\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/10994247_351207255067935_6284786256771505492_o-300x178.jpg\" alt=\"10994247_351207255067935_6284786256771505492_o\" width=\"300\" height=\"178\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3801\" class=\"wp-caption-text\">Una platea di 20mila militanti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">IP inizia quindi a rappresentare oggi a tutti gli effetti una alternativa ai socialdemocratici del Partito Repubblicano del Popolo (CHP, fondato proprio da Atat\u00fcrk) quale vero erede delle sei \u201cfrecce\u201d del kemalismo e cio\u00e8: Repubblicanesimo; Patriottismo; Popolarismo; Statalismo; Laicismo e Rivoluzionarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un momento in cui nel CHP i vertici social-liberali si aprono al separatismo curdo, all&#8217;interventismo militare in Siria e alle privatizzazioni neo-liberiste, il malcontento \u00e8 altissimo fra la base kemalista che inizia a tornare a guardare verso sinistra, trovando appunto IP pronto ad accoglierli, nell&#8217;ottica \u2013 come dicono in IP \u2013 di unire il popolo e \u201ccompletare la Rivoluzione kemalista\u201d interrotta dalla svolta filo-occidentale dei governi successivi ad Atat\u00fcrk.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Il Partito dei Lavoratori diventa Partito Patriottico<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente di IP Dogu Perin\u00e7ek ha ricordato\u00a0 come i patrioti e i socialisti fossero uniti agli inizi del 20\u00b0 secolo, come assieme abbiano combattuto nella guerra di liberazione nazionale contro il colonialismo e come \u2013 uniti sotto il comando di Mustafa Kemal \u2013 abbiano lanciato la Rivoluzione turca e fondato la Repubblica nel 1923. Poi, per\u00f2, \u201cli hanno divisi\u201d ha tuonato il leader da poco scarcerato: ai primi hanno detto di voltare le spalle ai diritti dei lavoratori, ai secondi hanno intimato di scordarsi della questione nazionale. Perin\u00e7ek ha insomma ribadito nella sua relazione il rifiuto del cosmopolitismo che ha pervaso la sinistra europea. Discorso che stona per la sinistra occidentale, ma che in realt\u00e0 non rappresenta nulla di scandaloso: i marxisti-leninisti hanno infatti sempre distinto l\u2019internazionalismo dal cosmopolitismo borghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/10996559_349021681953159_5161760200328184932_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3802\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/10996559_349021681953159_5161760200328184932_n-300x110.jpg\" alt=\"10996559_349021681953159_5161760200328184932_n\" width=\"300\" height=\"110\" \/><\/a>E\u2019 evidente che la Turchia \u00e8 un paese vittima dell\u2019imperialismo e non \u00e8 paragonabile a un paese avanzato d\u2019Europa: ecco che quindi il patriottismo assume in quel contesto un valore tendenzialmente progressista e rivoluzionario. Non cos\u00ec la pensano, per\u00f2, i comunisti riuniti in altri partiti come il KP che considera invece la Turchia un paese in cui vi sono le condizioni oggettive (ma non soggettive) per tematizzare la trasformazione socialista della societ\u00e0. E&#8217; la storica divisione del movimento operaio turco: IP segue la strategia MDD (Milli Demokratik Devrim, cio\u00e8 Rivoluzione Nazionale Democratica), mentre KP segue la linea della Rivoluzione socialista, senza definire tappe intermedie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ci si poteva attendere che IP \u2013 assumendo una tipica posizione maoista \u2013 avesse mantenuto il suo carattere avanguardista costruendo al suo fianco un Fronte unito anti-imperialista da esso egemonizzato, la decisione congressuale \u00e8 stata diversa e per certi versi anche sorprendente. IP ha preferito infatti aprire il Partito in s\u00e9 a tutto il popolo che si riconosce nelle sei \u201cfrecce\u201d kemaliste e a cambiare il proprio nome in Vatan Partisi (Partito Patriottico). Una scelta rischiosa che \u2013 accompagnata dall&#8217;entrata nel Comitato Centrale di ex-ministri riformisti e conservatori \u2013 potrebbe comprometterne il carattere di classe e rivoluzionario, ma nel contempo potrebbe rivelarsi una opportunit\u00e0 per estendere il dibattito sulla transizione a una fase di \u201cNuova Democrazia\u201d e di economia popolare a blocchi sociali che erano, per educazione e tradizione, lontani dal marxismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presidente Perin\u00e7ek ha dichiarato ai delegati, che lo hanno seguito entusiasti votando all&#8217;unanimit\u00e0 il cambiamento del nome: \u201cnon dobbiamo avere paura di crescere: uniremo la patria, noi siamo curdi e turchi e assieme formiamo il popolo della Repubblica\u201d ha tuonato, ribadendo il carattere \u201cpopolare e socialista\u201d del suo Partito che nello statuto ribadisce di essere \u201cavanguardia della classe operaia, dei contadini, degli artigiani\u201d ma anche &#8211; aggiunge &#8211; \u201cdei piccoli commercianti e imprenditori nazionali\u201d, ossia coloro che non appartengono alla grande borghesia compradora legata al capitale atlantico.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Contaminazione culturale e controllo egemonico<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finora hanno raggiunto il \u201cnuovo\u201d partito alcuni ex-deputati di spicco della socialdemocrazia come <strong>Tayfun I\u00e7li<\/strong>, ma anche personaggi pi\u00f9 discussi come colui che nel 1991 fu ministro della difesa <strong>Barlas Do\u011fu<\/strong>, politicamente ritenuto un conservatore. Un altro nome dal passato ambiguo \u00e8 <strong>Yasar Okuyan<\/strong>: gi\u00e0 ministro della sicurezza sociale fra il 1999 e il 2002, l\u2019ultima sigla per la quale ha militato \u00e8 stato il Partito della Risurrezione Popolare (HYP), una piccola realt\u00e0 anti-imperialista che nei propri statuti indicava quale obiettivo la creazione di una \u201ceconomia sociale di mercato\u201d che prevedeva tuttavia la \u201cpianificazione economica nei settori strategici\u201d. <strong>Semih Eryildiz<\/strong> arriva invece dal Partito Democratico della Sinistra (DSP) ed \u00e8 noto per la sua collaborazione con il \u201cGlobal Eco-Village Network\u201d. Non mancano anche gli alti ufficiali pensionati, i cosiddetti \u201csoldati di Mustafa Kemal\u201d che sono stati allontanati dai posti di comando da Erdogan, come l\u2019ex-comandante della gendarmeria <strong>Hasan Atilla Ugur<\/strong>, uno dei protagonisti della lotta contro l\u2019organizzazione separatista curda PKK e l\u2019ex-generale Ismail Hakki Pekin, in passato attivo nei servizi di controspionaggio dell\u2019esercito turco.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3797\" aria-describedby=\"caption-attachment-3797\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_lenin.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3797\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_lenin-300x232.png\" alt=\"ip_lenin\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_lenin-300x232.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_lenin.png 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3797\" class=\"wp-caption-text\">patrioti, ma anche comunisti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano per\u00f2 \u2013 e sono la maggioranza \u2013 i nomi della sinistra rivoluzionaria del Paese che da tempo peraltro hanno scelto di militare in IP. Fra gli altri <strong>Ali Mercan<\/strong>, dirigente della Giovent\u00f9 Rivoluzionaria (Dev-Gen\u00e7) durante il \u201968. Nel 1972 fu fra i fondatori del Partito Comunista di Turchia Marxista-Leninista (TKP\/ML), un partito anti-revisionista che abbandon\u00f2 quando questo decise (sciaguratamente) la via della \u201cguerra popolare\u201d. Abbandonata quell\u2019esperienza, negli anni \u201980 inizi\u00f2 a rappresentare i maoisti turchi di Perin\u00e7ek in Germania. Fra coloro che subirono la repressione della giunta militare negli anni \u201980 troviamo anche il giornalista <strong>Arslan K\u0131l\u0131\u00e7<\/strong>, che a suo tempo fu addirittura uno dei massimi leader militari dell\u2019Esercito di Liberazione degli Operai e dei Contadini (TIKKO), il braccio armato del TKP\/ML, che proprio sul kemalismo entr\u00f2 per\u00f2 in conflitto con il comandante guerrigliero <strong>Ibrahim Kaypakkay<\/strong>a. Assieme a questi nomi troviamo un altro dirigente storico della sinistra turca, <strong>Ferit Ilsever<\/strong>, leader del movimento studentesco di Istanbul fra il 1965 e il 1969, nel 1988 fu eletto presidente del disciolto Partito Socialista. Fra i numerosi vice-presidenti del Partito troviamo non solo il politologo<strong> Yunus Soner<\/strong>, dal 2013 al 2015 responsabile esteri del Partito, e con un passato di giornalista e sindacalista, ma anche <strong>Mehmet Bedri G\u00fcltekin<\/strong>, autore nel 1980 del libro \u201cIl socialimperialismo sovietico e la questione curda\u201d e di un saggio contro il \u201ccomunismo nazionale\u201d di <strong>Mirsaid Sultan-Galiev<\/strong>. Accanto ad alcuni operai che sono balzati all&#8217;onore della cronaca per alcune lotte sociali recenti, dal movimento sindacale arriva <strong>Y\u0131ld\u0131r\u0131m Ko\u00e7<\/strong>, che dal 2003 al 2013 ha svolto consulenze per l\u2019ufficio presidenziale di T\u00fcrk-Is, la confederazione sindacale pi\u00f9 grande del paese e che ha avuto una breve esperienza in \u00d6DP, una formazione che oggi aderisce al Partito della Sinistra Europea. Sempre dal movimento operaio troviamo <strong>Sefa Ko\u00e7oglu<\/strong>, ex-presidente del Sindacato dell\u2019Energia legato al KESK, la confederazione sindacale della funzione pubblica. Senza scordare <strong>Ceyhan Mumcu<\/strong> che ha lavorato ai piani alti dell\u2019Internazionale dei sindacati dei servizi pubblici e <strong>Bilal Simsir<\/strong>, ex-dirigente del Kult\u00fcr-Sanat-Sen, il sindacato dei lavoratori della cultura e dell\u2019arte.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Quale esito si pu\u00f2 prevedere?<\/b><\/h2>\n<figure id=\"attachment_3800\" aria-describedby=\"caption-attachment-3800\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3800 \" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai-300x200.jpg\" alt=\"ip_operai\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai-480x320.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai-750x500.jpg 750w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/ip_operai.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3800\" class=\"wp-caption-text\">I minatori di Soma protagonisti del Congresso<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si riuscir\u00e0 a rendere Vatan Partisi un soggetto politico di massa che sappia superare lo sbarramento del 10% per entrare in parlamento? Nulla \u00e8 sicuro nelle dinamiche elettorali turche, ma \u00e8 evidente dai numeri e dal dibattito scatenato nel Paese che questa volta abbiamo a che fare con un progetto che perlomeno pu\u00f2 ambire a contare qualcosa, superando la fase dei risultati a \u201cprefisso telefonico\u201d. L\u2019alternativa poteva essere quella di riunirsi con i partiti comunisti minori nel neonato Movimento di Giugno, un\u2019alleanza della sinistra radicale, ma IP assumendo il nuovo nome ha scelto una via pi\u00f9 impervia ma anche pi\u00f9 coraggiosa poich\u00e9 esce da ogni potenziale autoreferenzialit\u00e0 e si sforza di parlare ad altri ceti sociali e ad altre forze repubblicane, nell\u2019ottica di costruire maggioranze in grado di governare il Paese. La domanda vera, per\u00f2, \u00e8 un\u2019altra: riuscir\u00e0 Vatan Partisi a mantenere la prospettiva socialista come elemento centrale o soccomber\u00e0 a un discorso patriottico anti-imperialista incapace per\u00f2 di sbocchi rivoluzionari? E\u2019 un compito difficile in cui non mancano i rischi e, tuttavia, riuscire a unire in una sola forza politica tutti gli anti-imperialisti kemalisti, i laicisti e le istanze del movimento operaio potrebbe effettivamente consistere in uno dei progetti pi\u00f9 coraggiosi e appassionanti della sinistra turca degli ultimi decenni. Cos\u00ec come senza dubbio \u00e8 interessante il programma di governo che Vatan Partisi ha ereditato da IP: in esso leggiamo come il suo scopo sia quello di \u201ccompletare la Rivoluzione Kemalista, di ristrutturare lo stato nazionale sulla base dell\u2019indipendenza\u201d e di creare \u201cuna societ\u00e0 prospera, moderna e libera\u201d, attuando una politica estera \u201cdi cooperazione pacifica\u201d. La presa del potere coincider\u00e0 con un progetto per rafforzare \u201cla cooperazione e la solidariet\u00e0 con i paesi dell\u2019Eurasia, specialmente la Russia, la Cina Popolare e l\u2019India\u201d aderendo all\u2019Organizzazione di Shangai, cos\u00ec da aprire nuove relazioni win-win ma anche per normalizzare i contatti con l\u2019UE (di cui, per\u00f2, la Turchia non sar\u00e0 mai membro). A livello economico il programma di transizione prevede \u201cuna politica di economista mista con un settore privato dinamico ma diretto dal settore pubblico\u201d e concretamente attraverso dei piani quinquennali organizzati da un Istituto Statale di Pianificazione Economica. Rifiutando una futura collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale il programma prevede di ritrattare il pagamento dei debiti dello Stato con un ritmo che non danneggi il potenziale di sviluppo dell\u2019economia nazionale. Il settore bancario sar\u00e0 nazionalizzato, le transazioni in valuta straniera saranno soggetti ad autorizzazione cos\u00ec come la circolazione di capitale estero. Gli uffici di cambio saranno chiusi: in pratica si va verso una inconvertibilit\u00e0 della lira turca (tipico dei paesi socialisti). E\u2019 previsto un programma di investimento pubblico per estendere l\u2019industrializzazione di tutte le regioni del Paese in cinque anni e a svolgere un ruolo fondamentale saranno le imprese statali che si concentreranno sull\u2019alta tecnologia producendo beni ad alto valore aggiunto e in concorrenza con le aziende estere. A ci\u00f2 seguir\u00e0 una riforma agraria con l&#8217;obiettivo di cancellare i resti della societ\u00e0 semi-feudale soprattutto nelle regioni a maggioranza curda. L\u2019obiettivo della piena occupazione servir\u00e0 a frenare l\u2019emigrazione di cittadini turchi all\u2019estero e accanto a un miglioramento delle assicurazioni sociali e alla gratuit\u00e0 di scuola e sanit\u00e0, i lavoratori avranno una settimana lavorativa di al massimo 40 ore, con almeno un mese di vacanze pagate all\u2019anno. Il lavoro al di sotto dei 15 anni sar\u00e0 vietato e si prevedono misure per l\u2019emancipazione delle donne. Un programma di transizione interessante e unitario: una proposta che sar\u00e0 sottoposta al giudizio popolare gi\u00e0 alle prossime elezioni politiche di giugno 2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre settecento delegati e un Palazzetto dello Sport pieno zeppo: erano circa ventimila i cittadini accorsi all&#8217;Arena di Ankara per assistere al Congresso straordinario del Partito dei Lavoratori di Turchia. Un evento salutato dall&#8217;ambasciatore del Vietnam socialista e a cui ha presenziato persino un funzionario del corpo diplomatico dell&#8217;Egitto post-islamista. Senza contare la copertura mediatica fornita da parte dell&#8217;agenzia stampa dell&#8217;Iran. Un partito di origine maoista Nato sulle ceneri del Partito Rivoluzionario Operaio e Contadino (TIKP) di stretta osservanza maoista poi represso dalla giunta militare, e del successivo Partito Socialista (SP) chiuso dal governo turco per presunta attivit\u00e0 separatista, il<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3799,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,4,21],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-3794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-esteri","category-medio-oriente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3794"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3794\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3804,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3794\/revisions\/3804"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3794"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=3794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}