{"id":3775,"date":"2015-02-12T20:00:39","date_gmt":"2015-02-12T20:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3775"},"modified":"2016-06-04T22:52:14","modified_gmt":"2016-06-04T22:52:14","slug":"elezioni-in-grecia-la-storica-avanzata-delle-sinistre-e-la-vittoria-di-syriza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3775","title":{"rendered":"Elezioni in Grecia: la storica avanzata delle sinistre e la vittoria di Syriza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Come ci si poteva attendere il 25 gennaio 2015 tutti gli occhi del mondo erano puntanti sulle elezioni parlamentari che si stavano svolgendo nella piccola Grecia. L\u2019aspetto chiaramente pi\u00f9 discusso e analizzato era la probabile vittoria della \u201cCoalizione della Sinistra Radicale\u201d, meglio nota con l\u2019acronimo SYRIZA. Questo soggetto politico nacque nel 2004 come coalizione ideologicamente eterogenea, la quale riuniva al suo interno gli eurocomunisti di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/synaspism%25c3%25b3s\">Synaspism\u00f3s<\/a>, i maoisti del KOE, i trozkisti del DEA e altre formazioni ecologiste e socialiste, solo nel 2012 si costitu\u00ec in partito unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo aspetto da sottolineare, per quanto riguarda i risultati usciti dalle urne, \u00e8 la netta sconfitta dei partiti che, supinamente in questi ultimi anni e sotto le pressioni del grande capitale europeo, hanno accettato di applicare rigide politiche basate sull\u2019austerit\u00e0, avendo come unico risultato il progressivo peggioramento delle condizioni di vita del popolo greco. Il principale partito di centro destra \u201cNuova Democrazia<b>\u201d <\/b>ottiene il 27,81% dei voti, attestandosi lontanamente come seconda forza politica del paese. L\u2019altro partito filo-europeista il PASOK, sezione greca dell\u2019internazionale socialista, continua il suo crollo elettorale raggiungendo il 4,68%, perdendo dal 2009, quando si attest\u00f2 sul 43%, pi\u00f9 di due milioni di elettori. La seconda tendenza da rilevare \u00e8 lo straordinario avanzamento delle forze di sinistra, da un lato SYRIZA di <strong>Alexis Tsipras<\/strong>, in linea con i sondaggi,\u00a0 vince le elezioni con il 36,34% ottenendo 149 deputati, non raggiungendo per\u00f2 la maggioranza assoluta, dall\u2019altro il combattivo KKE (Partito Comunista Greco) conquista il 5,47%, aumentando di circa 60.000 voti e passando da 13 a 15 deputati eletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superati per\u00f2 i clamori e gli entusiasmi di questa vittoria, si \u00e8 presentata in tutta\u00a0 la sua drammaticit\u00e0 la necessit\u00e0 di dare vita a un nuovo governo per porre fine alle politiche di impoverimento e immiserimento ordinate dalla Troika (<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/commissione_europea\">Commissione europea<\/a>, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/banca_centrale_europea\">Banca centrale europea<\/a> e <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/fondo_monetario_internazionale\">Fondo monetario internazionale<\/a>). Il 26 gennaio infatti nasceva dall\u2019accordo tra SYRIZA e ANEL, piccolo partito nazionalista, contrario all\u2019austerit\u00e0 ed euroscettico, un nuovo esecutivo guidato da Alexis Tsipras. Dopo aver incassato il rifiuto dei comunisti per la costituzione di un governo delle sinistre, l\u2019unica strada realmente percorribile, per evitare di scendere a patti con gli screditati social democratici del PASOK, era dare vita a questo strano ibrido politico, che ponesse come denominatore comune l\u2019euroscetticismo e l\u2019opposizione alle politiche della Troika. Questa decisione che potrebbe apparire a molti incomprensibile deve essere analizzata sempre in stretta relazione al comportamento tenuto dal Partito Comunista Greco, il quale gi\u00e0 prima delle elezioni per bocca del suo segretario\u00a0 Koutsumpas tuonava: &#8220;Il KKE afferma chiaramente che sar\u00e0 presente in un governo in cui il popolo assuma il potere nelle sue mani, un governo che socializzi immediatamente la ricchezza e allo stesso tempo si disimpegni dalla UE e dalla NATO, le quali impediscono un percorso di sviluppo favorevole alle persone e mettono in pericolo i diritti sovrani del popolo e del paese. Un governo che abolisca immediatamente i memorandum, la relativa legislazione e cancelli il debito unilateralmente&#8221;. A discapito per\u00f2 delle prime positive decisioni attuate dal nuovo governo come il blocco delle privatizzazioni, l\u2019aumento del salario minimo e il reintegro dei dipendenti pubblici il cui licenziamento \u00e8 stato giudicato incostituzionale, le diverse posizioni, e inevitabilmente i programmi elettorali tra i due partiti, rimangono ancora molto pronunciate. Mentre i comunisti greci si fanno portatori, a discapito delle critiche di settarismo e dogmatismo, di una linea politica netta, di scontro con l\u2019UE e le pi\u00f9 alte sfere del potere capitalistico, SYRIZA, in quanto membro della Sinistra Europea, sembra ancora muoversi nella falsa illusione di una possibile trasformazione dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa spinta propulsiva\u201d della vittoria in Grecia ha comunque suscitato un generale entusiasmo nel panorama della sinistra europea,\u00a0 generando anche un grottesco appoggio trasversale di uomini politici, che o da decenni hanno abbracciato integralmente la dottrina liberista oppure che dall\u2019esigenza di mantenere posti di potere aspettano l\u2019eroe straniero da sfruttare per recuperare un po\u2019 di visibilit\u00e0. Contrariamente a questa esaltazione acritica, un\u2019altra e forse ancora pi\u00f9 pericolosa posizione si sta diffondendo tra gruppi minoritari della sinistra comunista, facendo astrusi paragoni, questi augurano apertamente il fallimento del governo di Tsipras, dimenticando come questa possibilit\u00e0 non aprirebbe le porte alla rivoluzione proletaria, ma molto probabilmente a un riflusso reazionario, magari diretto e rafforzato dal partito apertamente nazista di Alba Dorata, terza forza politica del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evitiamo coscientemente una definitiva valutazione del nuovo governo greco sapendo che a breve esso e tutto il popolo ellenico sar\u00e0 posto di fronte a un bivio: o accettare una minima rinegoziazione del debito e portare avanti una politica di austerit\u00e0 magari un po\u2019 temperata oppure rompere la gabbia d\u2019acciaio dell\u2019unione monetaria e avventurarsi nell\u2019ostica lotta di riacquisto della sovranit\u00e0 nazionale, magari in compagnia delle nazioni emergenti, le quali sarebbero sicuramente ben disposte a prestare l\u2019aiuto necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Fabio Scolari<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ci si poteva attendere il 25 gennaio 2015 tutti gli occhi del mondo erano puntanti sulle elezioni parlamentari che si stavano svolgendo nella piccola Grecia. 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