{"id":3721,"date":"2014-12-14T16:38:23","date_gmt":"2014-12-14T16:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3721"},"modified":"2016-06-03T12:46:55","modified_gmt":"2016-06-03T12:46:55","slug":"locarno-il-sindaco-rusca-una-pace-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3721","title":{"rendered":"Locarno, il sindaco Rusca, una pace impossibile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>&#8220;Lo scrittore di romanzi storici <\/em><br \/>\n<em>d\u00e0 con i suoi libri l&#8217;immagine del tempo in cui vive&#8221;<\/em><br \/>\n<strong><em>Kurt Tucholsky<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Societ\u00e0 delle Nazioni, nata nel 1919 con la firma del trattato di Versailles, trova sede a Ginevra in Svizzera. Salute, disarmo, lavoro, diritti delle donne. Le preoccupazioni meritorie di questa prima e prodromica organizzazione internazionale sono molte, ma verranno travolte dagli eventi e dallo spirito del tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Societ\u00e0 delle Nazioni \u00e8 animata da corposi interessi, anche quelli espressi e difesi dal suo promotore, il presidente a stelle e strisce Wilson, la cui nazione mai aderir\u00e0 all\u2019organizzazione per la resistenza dei parlamentari di Washington ad accettare un confronto con gli altri stati su un piano di parit\u00e0, un vizio intrinseco alla democrazia capitalistica statunitense, ma \u00e8 percorsa anche da sinceri slanci, non solo Wilson vincer\u00e0 il Nobel per la pace, ma anche lo scienziato e professore norvegese Fridtjof Nansen, incaricato dalla Societ\u00e0 delle Nazioni del diritto a un passaporto per i tanti rifugiati e apolidi nati dalla distruzione dei vecchi imperi europei e cos\u00ec come quello ottomano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo andrebbe ricordato che il tragico ventennio tra le due guerre mondiali \u00e8 la certificazione della fine degli stati plurinazionali, la distruzione dell\u2019impero austroungarico, sicuramente non un esempio di avanzata democrazia, ma pur sempre uno stato plurilingue e plurireligioso, n\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 evidente esempio. Solo lo stato sovietico, quello dei comunisti, rester\u00e0 nella feroce temperie di quegli anni il baluardo di una pluralit\u00e0 altrove inimmaginabile. In Unione Sovietica le lingue, le fedi, moschee e chiese comprese, nonostante l\u2019ateismo dichiarato, i caratteri fisici, da quelli europei a quelli asiatici, sono un patrimonio vissuto come straordinaria ricchezza di popoli fratelli nell\u2019ideale marxista. Il razzismo tra i comunisti viene bandito e combattuto, mentre non solo i fascismi europei, ma anche le democrazie liberali francese e inglese, in ragione dei loro possedimenti coloniali, indulgeranno sempre nei confronti di una razzistica idea di inferiorit\u00e0 degli altri popoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Societ\u00e0 delle Nazioni, stretta tra interessi e defezioni, nazionalismi che troveranno nel secondo conflitto mondiale il pieno esplicitarsi, ma gi\u00e0 carburano risentimenti e velleit\u00e0, desideri di veder sventolare la propria bandiera in spregio a tutte le altre, prover\u00e0, non riuscendoci, o riuscendoci molto malamente, a contenere l\u2019esplodere di rivendicazioni territoriali e di sanguinosi sommovimenti, spesso di matrice autoritaria e fascista, come era quell\u2019Europa, dalla Polonia all\u2019Ungheria, non solo in Italia. La Societ\u00e0 delle Nazioni \u00e8 anche inerte di fronte al colonialismo, allo schiavismo, preferisce sempre i governi nazionali ai lavoratori che si ribellano, in Germania e non solo. Parla di lavoro, ma saluta con amicizia i socialdemocratici tedeschi che fanno sparare su operai, minatori, portuali e contadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia in ragione di questo afflato di pace e cooperazione, ancorch\u00e9 esile e precario, il grande sindaco liberal &#8211; radicale della Locarno di allora &#8211; Giovanni Battista Rusca &#8211; decide di convocare, in collaborazione con la Societ\u00e0 delle Nazioni, i grandi del mondo nella sua ridente citt\u00e0 per una Conferenza mondiale per la Pace. \u00c8 certo l\u2019occasione per porre al centro della scena e della cronaca planetaria la sola cittadina elvetica con le palme, adagiata in prossimit\u00e0 del lago Maggiore. Rusca \u00e8 un sincero democratico, un uomo dagli orizzonti larghi, sar\u00e0 il solo membro del parlamento rossocrociato a votare, nel secondo dopoguerra, contro la messa fuori legge dei comunisti, dopo aver aiutato partigiani e resistenti italiani a partire dai suoi amici del Partito d\u2019Azione di Ferruccio Parri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conferenza di pace di Locarno si svolge dal 5 al 16 ottobre 1925, alcuni dei suoi partecipanti vinceranno il Nobel per la pace, in ragione del Patto Renano che qui viene siglato. Non Rusca, che pi\u00f9 dei premiati lo avrebbe meritato. L\u2019idea del sindaco, giustissima, travalica la semplice non belligeranza imposta dal trattato di Versailles, un trattato non condiviso, ma brutalmente imposto dai vincitori ai vinti. Rusca ritiene necessario arrivare ad un accordo in cui tutti gli europei siano consapevoli della necessit\u00e0 della pace e della inviolabilit\u00e0 delle frontiere. \u00c8 questo il Patto Renano, a Locarno i tedeschi Hans Luther, Gustav Stresemann, il belga Emile Vandervelde, il francese Aristide Briand, l\u2019inglese Austen Chamberlain, l\u2019italiano Benito Mussolini, il polacco Aleksander Skrzy\u0144ski, il cecoslovacco Edvard Bene\u0161 firmano un accordo in cui sanciscono l\u2019inviolabilit\u00e0 delle frontiere tra i loro paesi e in particolare quelle belgo \u2013 tedesco &#8211; francesi. Una firma esile, che sar\u00e0 travolta molto presto dai rumori di guerra della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dentro questa temperie culturale e politica, locale e internazionale, il grande scrittore locarnese Arnaldo Alberti ha dedicato pagine gustose e appassionate di un romanzo storico che racconta delle donne e degli uomini della sua terra in quei giorni che hanno trasformato per poco pi\u00f9 di una settimana la cittadina lacustre nel centro del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle pagine di Alberti si incontra cos\u00ec la famiglia Marinelli, che ospita il duce italianissimo, la loro figlia Lea, considerata pazza, giovane, procace e desiderosa d\u2019amplesso, che trover\u00e0 nel capo del governo fascista non solo braccia capaci di reggere il suo assalto, ma che da quell\u2019amplesso verr\u00e0 universalmente, taumaturgicamente, guarita. C\u2019\u00e8 il popolo, ci sono i poveri, gli umili, gli ultimi, quelli della valle Maggia, in cui i Marinelli sono padroni dei mulini, che trovano voce dentro il romanzo soprattutto attraverso Trecciaiola, che osserva, commenta, parafrasa e contrappunta la vita dei grandi, dei ricchi e dei potenti, anche con il sarcasmo irriverente e amante della libert\u00e0, che \u00e8 lo stesso di Arnaldo Alberti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fascisti ticinesi, reazionari da burletta, salutano romanamente Mussolini, srotolano nella meravigliosa piazza grande un enorme striscione con la scritta \u201cEvviva il Duce\u201d, che fa sobbalzare il sindaco Rusca, il quale si affretta a farlo rimuovere, sono gli stessi che come si pu\u00f2 ascoltare in un grotto o in una vineria ancora oggi dalla viva voce degli anziani, scattavano nel saluto romano davanti alla cornetta del telefono negli anni \u201930 e ancora agli albori degli anni \u201840, per poi sprofondarsi in servilissimi e melliflui ossequi, quando gli amici li prendevano in giro con finte telefonate teoricamente provenienti da quella Roma sui cui colli mai sarebbe dovuto tramontare il nero sole del fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alberti ci tiene a sottolineare che la sua \u00e8 pura fantasia, fatti immaginari, tuttavia \u00e8 stata la famiglia Farinelli ad ospitare in quei giorni Mussolini e in seguito un bambino \u00e8 nato. Forse anche per questo il suo bel romanzo, che dallo striscione prende nome, con sincera volont\u00e0 antifascista di irridere l\u2019imbecillit\u00e0 in orbace, ha avuto nella sua patria cos\u00ec limitata eco. Rileggerlo all\u2019approssimarsi del novantesimo anniversario della Conferenza di Locarno, pu\u00f2 essere una buona occasione per immergersi nella storia di una terra, quella locarnese, oggi giustamente famosa per l\u2019importante Festival del Cinema, ma che quasi un secolo fa ha visto il mondo volgersi, carico di speranze, al suo agglomerato di case e ville strette in quell\u2019ottobre tra il profumo dell\u2019incipiente autunno e lo sciabordio del lago, teatro di un incontro tra i grandi della terra degno di un moderno G7. Un luogo magico al punto da aver incantato qualche tempo prima anche un irrefrenabile rivoluzionario come Michail Bakunin.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Lo scrittore di romanzi storici d\u00e0 con i suoi libri l&#8217;immagine del tempo in cui vive&#8221; Kurt Tucholsky La Societ\u00e0 delle Nazioni, nata nel 1919 con la firma del trattato di Versailles, trova sede a Ginevra in Svizzera. Salute, disarmo, lavoro, diritti delle donne. Le preoccupazioni meritorie di questa prima e prodromica organizzazione internazionale sono molte, ma verranno travolte dagli eventi e dallo spirito del tempo. 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