{"id":3716,"date":"2014-11-29T18:03:10","date_gmt":"2014-11-29T18:03:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3716"},"modified":"2016-06-03T12:47:19","modified_gmt":"2016-06-03T12:47:19","slug":"la-guerra-mondiale-del-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3716","title":{"rendered":"La guerra mondiale del petrolio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe ritenere una semplice variabile commerciale dentro il mercato capitalista mondiale. In realt\u00e0 \u00e8 la guerra mondiale del petrolio. Pu\u00f2 sembrare un\u2019affermazione un po\u2019 forte, eccessiva. Occorre addentrarsi con pazienza dentro dinamiche politico-economiche trascurate da televisioni e giornali, relegate in spazi marginali dall\u2019informazione. La spiegazione semplificata potrebbe essere che, poich\u00e9 gli Stati Uniti, primo consumatore planetario di gas e petrolio, hanno iniziato ad estrarli sul loro territorio, \u00e8 evidente che l\u2019offerta mondiale cresca e il prezzo del barile di petrolio scenda. In realt\u00e0 la crisi economica a stelle e strisce \u00e8 di proporzioni colossali, mascherata da una politica estera aggressiva che, quando non riesce ad accaparrarsi a prezzo di furto le materie prime energetiche e alimentari, usa le armi e il controllo diretto delle nazioni, con dittatori amici che sfruttano le popolazioni e le depredano delle ricchezze naturali e agricole. L\u2019atteggiamento statunitense verso l\u2019Europa \u00e8 quello bonario dell\u2019amico indulgente coi propri subalterni. Obama pretende la firma del TTIP, Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti, che avrebbe come risultato la duplice possibilit\u00e0 di imporre nel campo industriale europeo regole di puro sfruttamento per i lavoratori e di portare negli Stati Uniti parte della produzione di merci, per poi commercializzarle nel vecchio continente. Tale accordo capestro a danno dell\u2019Europa \u00e8 accettato dai politici europei in cambio della riduzione del prezzo del petrolio. Ecco il primo tassello della guerra mondiale, l\u2019Unione Europea firma il TTIP, ma Washington garantisce che l\u2019OPEC tenga a prezzi bassissimi il petrolio. Il barile \u00e8 ora a 70 dollari, una cifra che copre a malapena i prezzi di estrazione, l\u2019obiettivo \u00e8 farlo scendere a 60 dollari, obbligando a estrarlo ed esportarlo in perdita. I sauditi e i loro alleati del Golfo accettano, sia per ragioni politiche di alleanza con Washington, sia perch\u00e9 hanno a livello planetario i prezzi pi\u00f9 bassi di estrazione e perch\u00e9 estrarre in perdita intacca solo marginalmente la loro economia, i loro investimenti sociali sono da anni inferiori a confronto con le entrate, per loro \u00e8 prevalente l\u2019accumulo di contante rispetto alla costruzione di scuole, case, ospedali. Tali priorit\u00e0 sociali sono invece da sempre lo sbocco naturale delle entrate per Venezuela e Iran, che volevano una riduzione della produzione mondiale e un aumento del prezzo del barile e sono stati costretti ad accettare la volont\u00e0 dei sauditi, altrimenti avrebbero perso quote di mercato, trovandosi costretti a vendere meno e comunque non al prezzo che avrebbero voluto. L\u2019economie iraniana e venezuelana in ogni caso ne usciranno stremate, il 75% delle entrate di Caracas e il 60% di Teheran vengono dal petrolio. 60 dollari al barile sono ugualmente un modo per strozzare la Russia che dal petrolio ricava il 40% degli utili del suo export. Gli Stati Uniti riescono cos\u00ec a tutelare i loro interessi e contemporaneamente a danneggiare in modo considerevole le economie di Venezuela, Russia e Iran, con quella che all\u2019apparenza \u00e8 una \u201csemplice variabile di mercato\u201d, tragicamente pi\u00f9 efficace di molte sanzioni. A tutto ci\u00f2 si aggiunge il commercio illegale, ovvero con vendita a 30 dollari al barile, del petrolio irakeno dei territori controllati dallo stato islamico, cos\u00ec come allo stesso prezzo \u00e8 sul mercato mondiale quello libico, controllato dallo sceiccato di Bengasi, di cui nei media si parla poco, nascondendolo sotto la perifrasi \u201cconfusione libica\u201d, nella sostanza un altro feudo del peggiore e pi\u00f9 criminale integralismo mascherato da islamico, ma profondamente anti-islamico. Poco importa se poi coloro che acquistano da Libia e Irak il petrolio lo rivendono pi\u00f9 o meno al prezzo ufficiale.\u00a0Gli scenari che emergono da questa guerra mondiale del petrolio sono carichi di pesanti e preoccupanti incognite, ma tendono tutti ad aumentare l\u2019instabilit\u00e0 planetaria, impedire il multipolarismo, destabilizzare nazioni non subalterne a Washington.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si potrebbe ritenere una semplice variabile commerciale dentro il mercato capitalista mondiale. In realt\u00e0 \u00e8 la guerra mondiale del petrolio. Pu\u00f2 sembrare un\u2019affermazione un po\u2019 forte, eccessiva. Occorre addentrarsi con pazienza dentro dinamiche politico-economiche trascurate da televisioni e giornali, relegate in spazi marginali dall\u2019informazione. La spiegazione semplificata potrebbe essere che, poich\u00e9 gli Stati Uniti, primo consumatore planetario di gas e petrolio, hanno iniziato ad estrarli sul loro territorio, \u00e8 evidente che l\u2019offerta mondiale cresca e il prezzo del barile di petrolio scenda. In realt\u00e0 la crisi economica a stelle e strisce \u00e8 di proporzioni colossali, mascherata da una politica estera<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":3718,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-3716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3716"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4653,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3716\/revisions\/4653"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3716"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=3716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}