{"id":3681,"date":"2014-10-28T18:18:41","date_gmt":"2014-10-28T18:18:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3681"},"modified":"2014-10-28T18:29:23","modified_gmt":"2014-10-28T18:29:23","slug":"matteo-salvini-e-il-nuovo-volto-del-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3681","title":{"rendered":"Matteo Salvini e il nuovo volto del fascismo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Molto si \u00e8 parlato, negli ultimi giorni, della manifestazione di Milano dello scorso 18 ottobre che, per la prima volta, ha reso evidente la saldatura tra l\u2019elemento di massa rappresentato dalla Lega Nord e il panorama frammentato, ma ideologicamente sempre pi\u00f9 influente, dell\u2019estrema destra dichiaratamente neofascista o neonazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dispetto del tenore assunto dal dibattito in merito, sapientemente indirizzato dai media al servizio del capitale monopolistico, il corteo razzista di Milano non ha rappresentato neanche di lontano la prova di forza attesa dagli organizzatori. Allo sforzo economico e organizzativo imponente della Lega ha fatto riscontro una partecipazione in definitiva modesta, incapace di riempire anche soltanto l\u2019area limitata di una Piazza del Duomo di per s\u00e9 largamente insufficiente a contenere non solo i centomila partecipanti trionfalmente dichiarati da Matteo Salvini dal palco, ma neppure i quarantamila ventilati dalla questura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La circostanza non deve stupire: la smobilitazione dei partiti di massa, elemento determinante gi\u00e0 del \u201cPiano di rinascita democratica\u201d della loggia P2 di Gelli, ha condotto a una tale consunzione della capacit\u00e0 di mobilitazione degli apparati politici da imporre una variazione nell\u2019interpretazione dei dati quantitativi legati alla politica. Tanto il crollo delle adesioni al Partito Democratico quanto la Piazza del Duomo mezza vuota di Salvini rappresentano, in ultima istanza, non la misura del fallimento di due prospettive politiche, quanto piuttosto quella del successo di un unico disegno reazionario di cui entrambi i partiti citati fanno consapevolmente parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se per\u00f2 ci si riferisce allo stato attuale della Lega Nord, alla sua evidente capacit\u00e0 di attrarre consensi e al raffinato disegno politico di cui essa \u00e8 il perno, un approccio superficiale non pu\u00f2 evitare all\u2019osservatore un moto di stupore: un partito politico che si sarebbe detto defunto, travolto dagli scandali d\u2019inizio 2012, pare aver trovato nuove energie ed essere stato in grado di compiere il processo di rinnovamento necessario per rientrare nell\u2019agone della politica che conta. Ed effettivamente non si pu\u00f2 negare che l\u2019opposizione radicale della Lega dell\u2019ultimo Bossi al governo Monti, determinatasi in virt\u00f9 dello sdegno e del panico del ceto medio bottegaio e della piccola imprenditoria del nord che da sempre ne ha costituito la base sociale per le misure di austerit\u00e0 varate dai \u201ctecnici\u201d su ispirazione della Trojka europea, abbia prodotto una fase di scontro reale tra il partito e i settori dominanti della societ\u00e0 e che questi ne avessero allora decretato la messa a morte, alimentando una spirale di scandali su elementi di contorno della fase politica che andava allora chiudendosi \u2013 la lunga transizione conosciuta come \u201cseconda repubblica\u201d \u2013 capaci di delegittimare l\u2019intero gruppo dirigente leghista, di farlo sprofondare nel ridicolo senza per nulla infirmare la solidit\u00e0 delle relazioni strutturali andate consolidandosi nella stagione del berlusconismo di cui la Lega \u00e8 stata un indispensabile puntello.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3682\" aria-describedby=\"caption-attachment-3682\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1016354_10203164995190961_2008569456_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3682\" alt=\"L'autore dell'articolo, Alessio Arena\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1016354_10203164995190961_2008569456_n-300x249.jpg\" width=\"300\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1016354_10203164995190961_2008569456_n-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1016354_10203164995190961_2008569456_n-768x638.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1016354_10203164995190961_2008569456_n-480x399.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1016354_10203164995190961_2008569456_n-602x500.jpg 602w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/1016354_10203164995190961_2008569456_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3682\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;autore dell&#8217;articolo, Alessio Arena<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 da individuare nei mesi successivi al febbraio 2012, nell\u2019affermarsi della segreteria Maroni e nel suo sapiente lavoro di ricucitura delle relazioni con i gruppi dominanti della societ\u00e0 nazionale, la radice della rinascita della Lega di cui oggi si vedono i frutti. L\u2019attuale presidente della Regione Lombardia, sotto i buoni uffici del sindaco di Verona Tosi, uomo di Banca Intesa nelle fila della Lega, ha saputo infatti efficacemente interpretare la fase e, tramite una serie di pubblici e privati atti di vassallaggio, rassicurare i gruppi dominanti della societ\u00e0 della fedelt\u00e0 del suo partito, della sua affidabilit\u00e0 come gestore dello scontento popolare alimentato dal precipitare della crisi economica e dalle conseguenze delle manovre di austerit\u00e0 dei governi manovrati dalla Trojka. La Lega, infine riammessa tra le formazioni politiche \u201crispettabili\u201d dal tribunale dell\u2019alta borghesia, era dunque pronta a vivere una trasformazione epocale che lo stesso Maroni, compromesso con la stagione del governo in coalizione con Berlusconi, non era in condizione di guidare. Di qui il <em>promoveatur ut admoveatur<\/em> di Maroni alla Regione Lombardia e l\u2019ascesa del \u201crottamatore\u201d Salvini. Tutto secondo copione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito di Salvini \u00e8 sostanzialmente quello d\u2019imporre a un partito figlio di una stagione politica defunta, emerso con l\u2019appoggio determinante del revanscismo della Germania di Bonn e caratterizzato dalla spinta alla frammentazione dell\u2019unit\u00e0 nazionale italiana, una rivoluzione copernicana in grado di porlo all\u2019altezza del nuovo compito di disciplinare i ceti medi di tutto il paese, gi\u00e0 base materiale del fascismo mussoliniano, in funzione degli interessi delle classi dominanti. Un compito per assolvere il quale le premesse sono nell\u2019abbandono dell\u2019insostenibile, obsoleta retorica secessionista e nell\u2019individuazione di nemici comuni contro cui indirizzare la collera carica di terrore delle classi medie in via di proletarizzazione. Nemici, quelli di cui necessita la Lega di Salvini, sempre a portata di mano dell\u2019agitazione reazionaria: le \u201clobbies mondialiste\u201d da un lato, gli immigrati che rubano il lavoro dall\u2019altro. Si tratta, in sintesi, di far assumere a una forza politica espressione di comunitarismo e localismo reazionari i connotati del fascismo dichiarato, esplicito, non pi\u00f9 mascherato. Ed \u00e8 stata questa necessit\u00e0 a offrire a Salvini il terreno per l\u2019incontro ideologico e politico apparentemente impossibile tra la Lega Nord post-secessionista e l\u2019estremismo di destra di marca neofascista e neonazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esempio cui la Lega di Matteo Salvini s\u2019ispira \u00e8 notoriamente il Front National di Marine Le Pen, un partito figlio di circostanze storiche molto diverse da quelle italiane, nato negli anni \u201970 dalla fusione delle sigle della destra fascista francese sul modello del MSI italiano e dall\u2019incontro dei vecchi collaborazionisti della repubblichina nazi-fascista di Vichy durante l\u2019occupazione tedesca con i boia colonialisti dell\u2019OAS, reduci della stagione fallimentare delle guerre coloniali francesi della seconda met\u00e0 del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le similitudini storiche tra FN e Lega sono inesistenti, l\u2019orizzonte ideologico di questa convergenza appare cristallino: l\u2019utilizzo strumentale di una retorica \u201cantisistema\u201d per cementare un blocco sociale di ceti medi impoveriti e sottoproletariato nel reclamare una svolta reazionaria e autoritaria sul piano politico e sociale. Si tratta insomma dello stesso disegno alla base del programma fascista di San Sepolcro del 1919, dei \u201cprogrammi di socializzazione\u201d della repubblichina di Sal\u00f2, della teoria dello \u201csfondamento a sinistra\u201d da parte del MSI sostenuta da Pino Rauti negli anni \u201950 e cos\u00ec via dicendo. In questo senso, il quadro ideologico per la conquista da parte dell\u2019estrema destra di ceti sociali potenzialmente alleati delle classi lavoratrici nella lotta per il progresso sociale, nella nuova situazione della crisi del neocapitalismo \u00e8 stata offerta dall\u2019emersione del fenomeno pseudo-intellettuale del cosiddetto \u201crossobrunismo\u201d, un\u2019interpretazione contemporanea dello spirito del Programma di San Sepolcro che incredibilmente riesce nel tentativo di mettere a disposizione della rinascita del fascismo nella metropoli imperialista i simboli e i volti della lotta rivoluzionaria dei popoli del Terzo Mondo per liberarsi dal giogo coloniale e neocoloniale, sostenuto fino all\u2019impiego della tortura dagli stessi dirigenti dei partiti reazionari occidentali che ora vorrebbero appropriarsi della simbologia degli antichi antagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si visita, ad esempio, il sito di <em>\u00c9galit\u00e9 et r\u00e9conciliation<\/em> dello pseudo-intellettuale Alain Soral, ispiratore teorico della politica di Marine Le Pen, si verr\u00e0 accolti dai volti di Fidel Castro, Hugo Ch\u00e1vez, Thomas Sankara, Muammar Gheddafi, Patrice Lumumba ed Ernesto Che Guevara, disinvoltamente affiancati a quelli di Vladimir Putin e Mahmud Ahmadinej\u0101d, tutti indicati come campioni di una resistenza comunitaria all\u2019imperialismo americano di cui la \u201cdestra dei valori e sinistra del lavoro\u201d preconizzata dallo stesso Soral dovrebbe essere l\u2019interprete in Francia, e cio\u00e8 in uno degli epicentri dell\u2019imperialismo e del neocolonialismo. Una prospettiva che, vien da s\u00e9, interpreta il conflitto su scala internazionale secondo parametri che negano la lotta di classe, dunque rendendo impossibile inquadrare la necessit\u00e0 di una trasformazione strutturale delle relazioni economiche sul piano nazionale e internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo profilo ideologico, importato in Italia con un paziente lavorio e con accenti diversi da gruppuscoli come <em>Stato &amp; Potenza<\/em> o <em>Millennivm<\/em> e dapprima rivendicato, tra mille contraddizioni, dall\u2019estrema destra tradizionale, trova oggi significativamente nella Lega di Matteo Salvini un interprete di massa, capace di servirsene non soltanto per attrarre consensi, ma anche e soprattutto per inserirsi nella partita internazionale della mediazione istituzionale sotterranea tra affaristi del blocco atlantico e di quello russo-cinese tra cui va crescendo la tensione, e probabilmente di lucrare nutrite prebende per alimentare la propria azione politica di massa e il proprio sistema di clientele nel settore imprenditoriale. Di qui i viaggi di Salvini in Corea del Nord e Russia che tanto hanno sorpreso le anime candide \u201cdi sinistra\u201d e da cui \u00e8 derivato il processo di riallineamento dell\u2019estrema destra che a Salvini fa ormai riferimento su questioni nodali della politica internazionale come il conflitto in Ucraina, rispetto al quale essa aveva per lo pi\u00f9 assunto, sulle prime, una posizione in tutto allineata con l\u2019imperialismo atlantico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sfondo sociale di tutto questo \u00e8, come accennato, la crisi del neocapitalismo, cio\u00e8 di un sistema economico, politico e culturale, di un modello di produzione e consumo costruitosi nei decenni del dopoguerra nel blocco occidentale e oggi non pi\u00f9 sostenibile sul piano economico. Una crisi che genera immense, crescenti tensioni sociali interne in Italia e negli altri paesi imperialisti e sta gi\u00e0 portando a un\u2019intensificarsi della tensione internazionale e ad un moltiplicarsi degli scenari di guerra le cui conseguenze potenziali sono a un tempo imprevedibili e fonte di angoscia per tutti coloro che hanno a cuore la causa dell\u2019Umanit\u00e0. Michel Clouscard, filosofo e sociologo comunista francese significativamente vittima <em>post mortem<\/em> di un tentativo di accaparramento da parte del gi\u00e0 citato Alain Soral, aveva individuato a partire dagli anni \u201970 i caratteri di questo insieme economico, politico e ideologico. Scrive Clouscard nel 1998:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abPrima dei Trenta Gloriosi la societ\u00e0 era organizzata, si sa, secondo questa dualit\u00e0: classe operaia, sfruttata, e borghesia, potenzialmente o realmente consumatrice. Gli uni producevano senza goderne, gli altri potevano godere senza produrre. L\u2019irrompere dei nuovi strati intermedi ha sconvolto questa ripartizione conflittuale, di classe: ora il conflitto \u00e8 nelle teste, interiorizzato, \u00e8 la nuova struttura della coscienza dell\u2019inconscio. Perch\u00e9 sono gli stessi che ora lavorano e ora consumano, secondo gli ineludibili modelli dello sfruttamento del lavoratore e della permissivit\u00e0 del tempo libero, del consumo libidico, ludico, marginale! Ora schiavi, ora padroni del mondo! Si opera allora uno sdoppiamento schizofrenico, una causalit\u00e0 folle: per godere, sfrutto me stesso. Io \u00e8 un altro, il mio contrario \u2026 il mio padrone! Questa nevrosi oggettiva corona la liberalizzazione dei costumi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il neofascismo sar\u00e0 l\u2019ultima espressione del liberismo social libertario, dell\u2019insieme che ha origine nel Maggio \u201968. La sua specificit\u00e0 consiste in questa formula: tutto \u00e8 permesso, ma niente \u00e8 possibile. Alla permissivit\u00e0 dell\u2019abbondanza, della crescita, dei nuovi modelli di consumo, succedono le proibizioni della crisi, della penuria, della pauperizzazione assoluta. Queste due componenti storiche si fondono nelle teste, negli spiriti, creando le condizioni soggettive del neofascismo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta a questa apparentemente inarrestabile deriva reazionaria spetta alla lucida azione di un soggetto politico comunista capace di aggregare intorno a s\u00e9 un fronte politico e sociale antimperialista, anticapitalista e antifascista che sappia organizzare e compattare in un nuovo blocco sociale le classi lavoratrici e proprio quei settori di ceto medio cui principalmente il sapiente disegno politico di Matteo Salvini si rivolge. In assenza di un simile soggetto, di una simile capacit\u00e0 egemonica, la fase a venire si prospetta minacciosa, densa di pericoli e avr\u00e0 probabilmente un epilogo la cui tragicit\u00e0 potrebbe giungere a sfidare il confronto con i momenti pi\u00f9 oscuri della nostra Storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessio Arena<\/strong>,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Circolo interuniversitario PRC \u201cG. Ardizzone\u201d (Milano)<\/em><\/p>\n<p>**<\/p>\n<p><em>Sinistra.ch<\/em> ringrazia l&#8217;autore, che ha gentilmente concesso la possibilit\u00e0 di ivi riprodurre il contributo, originalmente apparso <a href=\"http:\/\/frontepopolare.net\/2014\/10\/23\/matteo-salvini-e-il-nuovo-volto-del-fascismo\/#more-1045\">qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto si \u00e8 parlato, negli ultimi giorni, della manifestazione di Milano dello scorso 18 ottobre che, per la prima volta, ha reso evidente la saldatura tra l\u2019elemento di massa rappresentato dalla Lega Nord e il panorama frammentato, ma ideologicamente sempre pi\u00f9 influente, dell\u2019estrema destra dichiaratamente neofascista o neonazista. A dispetto del tenore assunto dal dibattito in merito, sapientemente indirizzato dai media al servizio del capitale monopolistico, il corteo razzista di Milano non ha rappresentato neanche di lontano la prova di forza attesa dagli organizzatori. Allo sforzo economico e organizzativo imponente della Lega ha fatto riscontro una partecipazione in definitiva modesta,<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3684,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,20,4,13],"tags":[220,219,225,223,222,224,221],"coauthors":[],"class_list":["post-3681","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-europa","category-esteri","category-opinione","tag-alessio","tag-arena","tag-destra","tag-fascismo","tag-lega-nord","tag-nuovo-volto","tag-salvini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3681","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3681"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3681\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3688,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3681\/revisions\/3688"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3681"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3681"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3681"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=3681"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}