{"id":3675,"date":"2014-10-27T13:54:39","date_gmt":"2014-10-27T13:54:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3675"},"modified":"2014-10-28T18:01:08","modified_gmt":"2014-10-28T18:01:08","slug":"quale-sicurezza-in-ticino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3675","title":{"rendered":"Quale sicurezza in Ticino?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sinistra.ch intervista <strong>Michel Venturelli<\/strong>, noto criminologo ticinese, a proposito della questione sicurezza, un tema, in Ticino, sempre vivo e pi\u00f9 caldo. Sovente i fatti di cronaca ricevono un&#8217;enorme eco nei nostri media, sempre pi\u00f9 tesi al \u201csensazionalismo\u201d, e sistematicamente gli stessi vengono strumentalizzati politicamente per fini elettorali e propagandistici. I pi\u00f9 chiedono maggiori effettivi nelle forze dell&#8217;ordine, altri chiedono pene pi\u00f9 severe per dissuadere dal commettere crimini; c&#8217;\u00e8 chi addirittura chiede di chiudere le frontiere; d&#8217;altro canto, aumentano i casi di abusi commessi dalla polizia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cura di Stefano Aurajo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Spesso, da destra, la ricetta proposta per una maggiore sicurezza pubblica \u00e8 la semplice equazione: pi\u00f9 effettivi, pi\u00f9 sicurezza. Ad esempio, recentemente, il consigliere comunale di Lugano dell&#8217;Unione Democratica di Centro (UDC) Tiziano Galeazzi ha proposto al Municipio di Lugano di diminuire gli investimenti nella cultura, e di aumentarli nella sicurezza. Il risultato \u00e8 sempre quello sperato? \u00c8 utile, effettivamente, aumentare gli effettivi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Michel-Venturelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3676\" alt=\"Michel-Venturelli\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Michel-Venturelli-300x137.jpg\" width=\"300\" height=\"137\" \/><\/a>La proposta non \u00e8 nuova; gi\u00e0 nella california degli anni \u201980 c\u2019\u00e8 stato un aspirante governatore che proponeva di chiudere le scuole per aprire nuove galere.<br \/>\nIl problema \u00e8 che la strategia repressiva pu\u00f2 dare ottimi frutti se e solo se ci sono le risorse necessarie a finanziarla. In Ticino, senza contare le polizie comunali, spendiamo oltre 200 milioni di franchi all\u2019anno, eppure il numero di furti con scasso non cessa di aumentare: +56% in 4 anni non \u00e8 poco; soprattutto se consideriamo che questi reati impauriscono fortemente la popolazione. Da questo tipo di reato nessuno \u00e8 al riparo e ci\u00f2 fa crescere il sentimento d\u2019insicurezza della popolazione e irrimediabilmente la qualit\u00e0 della vita del cittadino diminuisce. In particolare quella delle persone pi\u00f9 vulnerabili.<br \/>\nPrima di pensare a una possibile risposta bisognerebbe farsi interprete della teoria della prevenzione generale: essa stabilisce che bisogna trovare un giusto equilibrio tra la certezza e la severit\u00e0 della pena, altrimenti la sanzione \u00e8 inefficace. Qui ci troviamo nel caso in cui \u2013 per molti reati \u2013 la probabilit\u00e0 della sanzione \u00e8 bassissima e la severit\u00e0 troppo spesso inconsistente.<br \/>\nLa strategia repressiva sta mostrando il suo vero limite: quello economico. E\u2019 economicamente insostenibile. Quindi nel tempo diventa sempre meno efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Pi\u00f9 volte capita di leggere o sentire lamentele sul fatto che le pene sarebbero troppo leggere, o almeno non abbastanza pesanti da dissuadere i potenziali criminali. Si tratta di un&#8217;argomentazione sostenibile? Crede che una pena pi\u00f9 severa ridurrebbe sensibilmente i delitti, come affermano taluni? E, in termini generali, il nostro panorama penale pu\u00f2 essere definito blando?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che le pene siano blande o meno, dobbiamo considerare che le carceri sono sempre al limite della loro capienza e se non troviamo una soluzione a questo problema \u00e8 inutile inasprire delle pene che poi non saremmo in misura di far scontare. Oggi si parla di risparmiare e di edificare un nuovo carcere. Sono due discorsi che non vanno bene assieme. Per fare un carcere ci vuole una montagna di soldi!<br \/>\nPrima di fare qualsiasi cosa bisognerebbe fare un\u2019attenta analisi della situazione, del contesto e delle risorse a diposizione. Inutile, ad esempio, dire che ci vogliono 200 poliziotti in pi\u00f9 se non ci sono neppure la met\u00e0 dei candidati idonei a ricoprire la carica. Doppiamente inutile se si considera che il materiale umano costa \u2013 considerando i risultati ottenuti &#8211; uno sproposito. Quanto \u00e8 costata la mobilitazione a cui abbiamo assistito all\u2019inizio di settembre? Per quanto tempo durer\u00e0 l\u2019effetto deterrente ottenuto con queste risorse? Con lo stesso dispendio di denaro pubblico, utilizzando un altro mezzo, non saremmo in misura di ottenere di pi\u00f9?<br \/>\nIrvin Waller \u00a0(http:\/\/irvinwaller.org\/fr\/) calcola che se si investisse in prevenzione (intesa anche come riduzione del danno) il 10% di quello che si spende in repressione, avremmo risultati migliori spendendo la met\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Storico, nel mondo della criminologia, \u00e8 il dibattito attorno a quale sia la via pi\u00f9 efficace di fronte al bivio tra prevenzione e repressione. A sinistra, in modo particolare, si tende a focalizzare il discorso in caratteri preventivi. Ci\u00f2 ha effettivamente un valore pi\u00f9 strategico, lungimirante?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non penso che la repressione sia meglio della prevenzione o viceversa. Credo che ci siano situazioni che si affrontano con la repressione e altre con la prevenzione. Spesso si potrebbe usare un <em>mix<\/em>; per dirla in termini medici, se mi rompo la gamba vado da un chirurgo, l\u2019omopata mi aiuter\u00e0 a meglio far calcificare l\u2019osso.<br \/>\nIl problema \u00e8 che in Ticino, per qualsiasi situazione che riguarda l\u2019ordine pubblico, l\u2019aspetto repressivo usufruisce da solo della quasi totalit\u00e0 delle risorse disponibili. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: in Ticino, incaricata della prevenzione contro il crimine, \u00e8 soprattutto la polizia cantonale.\u00a0I risultati di un tale modo affrontare il problema sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Il Partito Comunista (PC) ha denunciato casi di abusi da parte delle forze dell&#8217;ordine del nostro cantone. Dal canto suo, come si dovrebbe per porre un argine a questi episodi? Quale ruolo svolge la formazione dei corpi di polizia? Crede che sia necessaria una maggiore e migliore formazione? In alcuni paesi, peraltro, si \u00e8 iniziato a testare l&#8217;utilizzo di mini telecamere poste addosso agli agenti per monitorare e registrare meglio l&#8217;agire dei poliziotti e le situazioni in cui vi \u00e8 un intervento. I fautori di questa proposta ritengono che ci\u00f2 permetta di ridurre il numero di abusi della Polizia e pure di il numero di violenze o di resistenze nei confronti delle forze dell&#8217;ordine. I contrari invece mettono l&#8217;accento sulla privacy, ritenendola un&#8217;evoluzione verso una societ\u00e0 orwelliana, dove tutti sono spiati e controllati 24\/24. Qual \u00e8 il suo parere a riguardo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispondere a questi interrogativi risulta difficile, data la mancata conoscenza, dall&#8217;interno, del contesto relativo alla formazione degli agenti di Polizia.\u00a0Il discorso \u00e8 molto ampio. Direi che la sicurezza ha un prezzo in termini di libert\u00e0 e che prima di fare qualsiasi cosa bisogna capire quanta libert\u00e0 si \u00e8 disposti a sacrificare in cambio della sicurezza che si vuole ottenere. E\u2019 chiaro che il prezzo che ognuno di noi \u00e8 disposto a pagare in termini di libert\u00e0 dipende dalla propria vulnerabilit\u00e0. Se la popolazione \u00e8 vecchia \u2013 quindi pi\u00f9 vulnerabile \u2013 \u00e8 probabile che la richiesta di repressione sar\u00e0 maggiore.\u00a0Ho motivo di credere che parecchi anni fa le percosse fossero frequenti e che il comportamento fosse prevalentemente omertoso (ndr. sorride). Oggi credo che le cose siano cambiate; personalmente penso che nel Corpo ci siano delle &#8220;mele marce&#8221;, ma non credo che ci siano pestaggi sistematici dopo l\u2019arresto.\u00a0Per quel che ne \u00e8 delle percosse durante gli arresti \u00e8 un\u2019altra storia. Sono curioso di vedere cosa succeder\u00e0 se il Corpo luganese adotter\u00e0 le telecamere sull\u2019agente. Sono molto favorevole all\u2019impiego della tecnologia nelle missioni repressive perch\u00e9, permettendo un controllo a posteriori, dovrebbero garantire la sicurezza di entrambe le parti in causa. Secondo me \u00e8 una bella idea, soprattutto ripensando alle immagini di Genova, quando i poliziotti impedivano ai <em>cameramen<\/em> di fare il loro lavoro. Per questo direi di fare un test per avere tutti gli elementi importanti sul piatto della bilancia prima di prendere una decisione favorevole o contraria. Ricordo quelli che pensavano che l\u2019eroina di Stato non avrebbe risolto il problema del traffico di strada tra i partecipanti al programma di prescrizione medica di oppiacei testato in Svizzera a partire dalla fine degli anni \u201990. Quando dico in Svizzera non includo il Ticino. Prescrizione medica di eroina, testing, canapa ricreativa,\u2026, noi assomigliamo molto di pi\u00f9 agli italiani che non agli altri svizzeri su queste tematiche. Al di l\u00e0 dei monti si fanno test, ricerche, innovazioni alla ricerca di soluzioni percorribili. Da noi si fa come nella vicina penisola, quindi come a citt\u00e0 del vaticano. E\u2019 cos\u00ec che si ottiene un gran bordello (ndr. ride). Scherzi a parte, l\u2019inclusione degli oppiacei, inclusa l\u2019eroina, ha dato risultati insperati dei quali non ci saremmo accorti se avessimo dato ascolto ai contrari alla sperimentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. Attualmente si osserva la crescita dei corpi di sicurezza privata, i quali appoggiano sempre maggiormente la polizia, arrivando talvolta quasi a sostituirla, non pi\u00f9, come un tempo, solo in occasione di determinate manifestazioni. A Lugano, addirittura, sono nati i City Angels, che si occupano anche della supervisione del suolo pubblico e dell&#8217;appoggio alla PolCom. Recentemente si \u00e8 inoltre votato sulla possibilit\u00e0 di appaltare a societ\u00e0 private la supervisione delle carceri ticinesi. In che modo giudica questa tendenziale e progressiva privatizzazione della sicurezza? Quali insidie potrebbero conseguirne?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sicurezza privata \u00e8 un <em>business<\/em> enorme con implicazioni politico-economiche enormi. Non \u00e8 per\u00f2 roba da criminologi, bens\u00ec da economisti. Io ho un\u2019agenzia di sicurezza dove il termine \u201csicurezza\u201d indica prevalentemente che partecipiamo attivamente alla difesa di cittadini ingiustamente attaccati dalle autorit\u00e0. Purtroppo questo \u00e8 un periodo dove capita che il cittadino sia ingiustamente attaccato da magistrati tanto incarogniti quanto incompetenti che si accaniscono per salvar la propria faccia anche di fronte all\u2019evidenza. Le agenzie come la mia sono per\u00f2 la dimostrazione che la giustizia non \u00e8 uguale per tutti. Noi emettiamo fattura, e non tutti possono permettersi di pagarne i costi. Ed \u00e8 proprio partendo dal piano economico che separerei i City Angel da tutti gli altri. Loro non sono mossi dall\u2019incentivo economio; il motore che li muove \u00e8 evidentemente un altro. Quel che mi piace \u00e8 che non costano nulla e che dannosi non dovrebbero essere. Quindi, anche se l\u2019effetto dovuto alla loro presenza dovesse essere nullo, almeno non saranno costati nulla. Un buon risultato se paragonato a quanto spesso riescono a propinarci le autorit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sinistra.ch intervista Michel Venturelli, noto criminologo ticinese, a proposito della questione sicurezza, un tema, in Ticino, sempre vivo e pi\u00f9 caldo. Sovente i fatti di cronaca ricevono un&#8217;enorme eco nei nostri media, sempre pi\u00f9 tesi al \u201csensazionalismo\u201d, e sistematicamente gli stessi vengono strumentalizzati politicamente per fini elettorali e propagandistici. I pi\u00f9 chiedono maggiori effettivi nelle forze dell&#8217;ordine, altri chiedono pene pi\u00f9 severe per dissuadere dal commettere crimini; c&#8217;\u00e8 chi addirittura chiede di chiudere le frontiere; d&#8217;altro canto, aumentano i casi di abusi commessi dalla polizia. A cura di Stefano Aurajo 1. 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