{"id":3450,"date":"2014-05-21T15:41:09","date_gmt":"2014-05-21T15:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3450"},"modified":"2014-05-21T15:41:09","modified_gmt":"2014-05-21T15:41:09","slug":"curugutay-quasi-due-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3450","title":{"rendered":"Curugutay, quasi due anni dopo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A quasi due anni dal massacro di Curuguaty, per la prima volta l\u2019Istituzione incaricata della riforma agraria in Paraguay, l\u2019INDERT, ha rivendicato pubblicamente che le terre nelle quali avvenne il sanguinoso sgombero sono dello Stato paraguaiano. Il massacro di Curuguaty ha lasciato un pesante saldo umano e politico: 17 morti a Marina Ku\u00e9, 14 prigionieri politici, decine e decine di profughi, torture, persecuzioni ai contadini che rivendicarono quelle terre alla potente famiglia Riquelme. Fu inoltre la scusa per destituire il governo di<strong> Fernando Lugo<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo una lunga lotta della Commissione dei famigliari delle vittime di Marina Ku\u00e8, dei prigionieri politici e di molte organizzazioni, l\u2019INDERT ha preso una posizione chiara ed importante. Nel 1967 queste terre, circa 2000 ettari, furono donate dall\u2019impresa La Industrial Paraguay allo stato che le accett\u00f2 e le fece occupare fino al 1999 dalla Marina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato non finalizz\u00f2 mai la scritturazione della propriet\u00e0. Quando la Marina si ritir\u00f2 le famiglie contadine iniziarono le pratiche con l\u2019INDERT per farsi assegnare la terra. Senza alcun risultato e nel 2005 iniziarono delle occupazioni per accelerare il processo di aggiudicazione. Nel frattempo il giudice di Curuguaty, <strong>Jos\u00e9 Benitez<\/strong>, con una manovra fraudolenta ordin\u00f2 l\u2019assegnazione della terra all\u2019impresa Campos Moromb\u00ed SA di propriet\u00e0 di <strong>Blas Riquelme<\/strong> escludendo dal giudizio lo stato paraguaiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019altro per un errore dell\u2019avvocato dell\u2019impresa il numero della sentenza si riferiva ad un altro podere. Questo ha impedito a Campos Moromb\u00ed di accedere legalmente al titolo di propriet\u00e0 di Marina Ku\u00e9. Nonostante questo ad ogni occuoazione di terra da part dei contadini che reclamavano che le terre venissero assegnate alla riforma agraria Blas Riqu\u00ecelme ottenne dal giudice ordini di sgombero. Questo accadde anche il 15 giugno del 2012 quando i contadini chiesero di vedere le carte legali che dimostravano che Campos Morombi era la propietaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terribile repressione che colp\u00ec famigliari delle vittime, sopravissuti e prigionieri non fu un ostacolo pech\u00e9 questi rinunciassero alle legittima richiesta che Marina Ku\u00e9 fosse destinata alla riforma agraria ed assegnate alle famiglie dei campesinos assassinati. Mentre 14 campesinos erano in prigione accusati di un massacro di cui erano vittime, lo stato paraguaiano continuava un\u2019 azione giudiziaria contro la famiglia per la titolarit\u00e0 delle terre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A giugno 2013 nel primo anniversario del massacro lo stesso presidente del Paraguay, <strong>Federico Franco<\/strong>, chiese pubblicamente alla famiglia Riquelme (Blas Riquelme mor\u00ec nel settembre del 2012) di abbandonare la causa per le terre in quanto esisteva sufficiente documentazione che provava la propriet\u00e0 dello stato di Marina Ku\u00e9.\u00a0Naturalmente questa dichiarazione non cambi\u00f2 la condizione dei 14 prigionieri che continuarono a restare in prigione accusati oltre che del massacro di invasione di propriet\u00e0 privata e di associazione criminale per averlo fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora da una parte il rappresentante della famiglia Riquelme, <strong>Victor Pe\u00f1a<\/strong> ha avanzato l\u2019illogica pretesa dei suoi rappresentanti di donare le terre di Marina Ku\u00e9 allo stato a patto che non siano destinate alla riforma agraria ma ad una riserva forestale. Illogica ed assurda proposta in quanto i Riquelme donerebbero allo stato terre che non sono di loro propriet\u00e0, pretendendo che non vengano assegnate ai contadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 poi chiaro con quali procedure e carte pu\u00f2 esser realizzata una donazione di qualcosa che non si possiede. D\u2019altra parte <strong>Justo Cardenas<\/strong>, presidente dell\u2019 INDERT ha rivendicato con convinzione e forza una soluzione integrale del caso che implichi :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 La definizione che Marina Ku\u00e9 \u00e8 dello stato.<br \/>\n\u2022 L\u2019assegnazione di Marina Ku\u00e9 ai contadini della zona.<br \/>\n\u2022 Le azioni giudiziarie che pesano sui prigionieri per il caso Curiguaty.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la soluzione sar\u00e0 questa, potrebbe cadere l\u2019accusa del pubblico ministero l\u2019accusa di invasione di propriet\u00e0 privata non applicabile a terre pubbliche destinate alla riforma agraria. Quest\u2019accusa \u00e8 la madre delle altre che sono basate su prove inconsistenti e contradditorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Francesco Cecchini<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quasi due anni dal massacro di Curuguaty, per la prima volta l\u2019Istituzione incaricata della riforma agraria in Paraguay, l\u2019INDERT, ha rivendicato pubblicamente che le terre nelle quali avvenne il sanguinoso sgombero sono dello Stato paraguaiano. Il massacro di Curuguaty ha lasciato un pesante saldo umano e politico: 17 morti a Marina Ku\u00e9, 14 prigionieri politici, decine e decine di profughi, torture, persecuzioni ai contadini che rivendicarono quelle terre alla potente famiglia Riquelme. Fu inoltre la scusa per destituire il governo di Fernando Lugo. Dopo una lunga lotta della Commissione dei famigliari delle vittime di Marina Ku\u00e8, dei prigionieri politici<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3451,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-3450","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3450"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3453,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3450\/revisions\/3453"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3451"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3450"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=3450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}