{"id":3411,"date":"2014-04-05T00:36:00","date_gmt":"2014-04-05T00:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3411"},"modified":"2019-08-19T17:57:54","modified_gmt":"2019-08-19T17:57:54","slug":"3411","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3411","title":{"rendered":"Giovani comunisti spagnoli fondano il Partito del Lavoro Democratico (PTD)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>E\u2019 nato da poco in Spagna il Partito del Lavoro Democratico, in sigla PTD. I suoi promotori sono perlopi\u00f9 giovani e giovanissimi che provengono da esperienze diverse sempre nell\u2019ambito del movimento comunista spagnolo. La nostra redazione ha fatto una chiacchierata con il suo segretario generale, il compagno <\/b><b>David Comas Rodr\u00edguez.<\/b><b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><\/b><b>Ci puoi raccontare brevemente la storia del PTD e quanto esso \u00e8 radicato sul territorio?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images-7.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3413\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/images-7.jpeg\" alt=\"images-7\" width=\"230\" height=\"219\" \/><\/a>Il Partito del Lavoro Democratico \u00e8 una organizzazione marxista-leninista che \u00e8 sorta come conseguenza del malcontento causato dalla dispersione del movimento comunista spagnolo. Il PTD \u00e8 formato da militanti che si sono opposti alle derive opportuniste sia di destra sia di sinistra attualmente dominanti nel movimento operaio e convinti che actualmente non esiste una forza politica in Spagna che possa essere definita un \u201cpartito della rivoluzione\u201d. In questa dinamica il PTD si vuole come un progetto di riaggregazione dei vari comunisti dello Stato spagnolo e che ammette onestamente di essere un distaccamento in pi\u00f9 all\u2019interno della dispersivo movimento comunista spagnolo, ma che si impegna di ricostruire il necessario partito della classe operaia spagnola. Questo impegno sar\u00e0 affrontato alla prossima conferenza di unit\u00e0 comunista che celebreremo a Madrid il sabato 5 aprile, dove il PTD si unir\u00e0 con la \u201cUnion Proletaria\u201d e gli ex-Collettivi dei Giovani Comunisti di Castilla La Mancha. Questa fusione non ricostituir\u00e0 il partito di cui abbiamo detto, ma permetter\u00e0 di avanzare in questa direzione e continuremo ad avere relazioni con vari altri distaccamenti interessati a costruire tale partito rifuggendo dall\u2019opportunismo riformista e dal dogmatismo settario. Il PTD dispone di gruppi nelle regioni di Madri, Castilla-La Mancha e nelle Asturie, inoltre stiamo svilppando organizzazioni in altre regioni come le Isole Canarie, l\u2019Andalusia e Cantabria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Voi siete a favore del separatismo etnico contrario all\u2019integrit\u00e0 dello Stato spagnolo come ad esempio rivendicano i baschi?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">Anzitutto ci interessa chiarire che in Spagna le contraddizioni sono eminentemente nazionali e non etniche. E anche se alcuni settori politici di qualche nazionalismo (come ad esempio quello basco) alludono in maniera interessata alla questione etnica, il problema \u00e8 in realt\u00e0 fondamentalmente politico e orbita intorno alla formazione di organismi politici nazionali all\u2019interno del medesimo Stato. Questo \u00e8 importante per mettere a fuoco il fondamento della contraddizione e capire come risolverlo in modo adeguato. Da parte nostra crediamo che sia meglio mantenere l\u2019unit\u00e0 della classe operaia invece di disperderla in una moltitudine di Stati, anche se il diritto all\u2019autodeterminazione delle nazioni resta un diritto democratico che va garantito. Nella seconda met\u00e0 di quest\u2019anno si svilupper\u00e0 un processo che probabilmente generer\u00e0 una grande controversia politica, cio\u00e8 il referendum per l\u2019autodeterminazione della Generalitat di Catalunya. Tale referendum \u00e8 stato subito attaccato dai partiti dell\u2019oligarchia e dallo Stato spagnolo. La nostra posizione \u00e8 che questo referendum \u00e8 un diritto da difendere ma ci esprimiamo affinch\u00e9 la classe operaia rimanga unita nella lotta con la classe operaia del resto dello Stato per costruire il socialismo. E\u2019 una situazione complicata che possiamo sintetizzare cos\u00ec: difendere il diritto all\u2019autodeterminazione ma nel contempo combattere le posizioni borghesi e piccolo-borghesi che usano gli ideali del nazionalismo catalano per separare la lotta della classe operaia catalana da quella che si sviluppa nel resto dello Stato e lavorare affinch\u00e9 la classe operaia catalana si separati dalla direzione ideologica di alcuni settori padronali favorevoli a loro volta all\u2019indipendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Parliamo di Unione Europea. Quale \u00e8 la vostra posizione in merito?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">Noi crediamo che la Unione Europea sia una struttura sopranazionale creata in base alla fusione degli interessi economici e politici dei principali gruppi oligarchici del continente. Tale struttura \u00e8 complessa \u00e8 duale e riunisce gli interessi delle diverse potenze imperialiste di primo e secondo ordine, include anche i paesi a cui sono indirizzate l&#8217;esportazione di capitali e contro cui si sviluppa il saccheggio di alcune nazioni imperialiste (come potrebbe essere il caso alcuni paesi dell&#8217;Europa orientale rispetto all\u2019imperialismo tedesco). Per noi la Spagna \u00e8 un paese imperialista di secondo ordine, la UE genera un doppio processo sia di coesione con altre potenze imperialista sia di dipendenza dalle stesse. In primo luogo l\u2019UE serve al capitale finanziario spagnolo per meglio situarsi su scala internazionale, assicurare i propri interessi in Africa e America latina e creare alleanze mutue con i gruppi oligarchici in altri paesi pi\u00f9 forti (come Francia o Germania). La UE serve come polo imperialista al quale la Spagna partecipa per assicurarsi una parte della divisione del mondo. In secondo luogo la UE si traduce in saccheggio per le nazioni oppresse e dipendente dalla Spagna, nonch\u00e9 l\u2019impoverimento della nostra classe operaia. Per noi la UE \u00e8 incompatibile con i diritti della maggioranza del nostro popolo. Noi crediamo nella pedagogia rivoluzionaria mediante un metodo deduttivo, attraverso il quale riteniamo che non basta segnalare che l\u2019UE non ci conviene, ma mostrare piuttosto mediante i fatti che l\u2019UE impoverisce il popolo spagnolo mentre beneficia i grandi gruppi oligarchici alleati degli altri stati imperialisti europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Partito Comunista Spagnolo (PCE) euro-comunista ha iniziato a mettere in discussione criticamente l\u2019UE. Ci saranno forse future collaborazioni fra voi e loro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">Noi vogliamo collaborare con tutti coloro che possano contribuire a sviluppare la lotta facendola avanzare in senso progressista. In questo caso siamo disposti a collaborare nei fronti uniti in cui confluiamo e nell\u2019arena politica con tutti i militanti del PCE e il suo movimento giovanile che siano critici sull\u2019UE. Questa collaborazione sar\u00e0 per\u00f2 sempre accompagnata dalla nostra critica agli errori della loro linea che sta favorendo lo sviluppo di un progetto politico socialimperialista come il partito della Sinistra Europea (SE).\u00a0Siamo coscienti che la base di questo partito non \u00e8 omogenea e che in essa convivono molti settori critici con la sua linea politica attuale e che attuano il marxismo-leninismo. La nostra attitudine \u00e8 quella di non chiudere le porte a nessuno e ritenere un successo ogni passo avanti che queste posizioni potranno avere all\u2019interno del PCE. Noi applichiamo la consegna \u201cunit\u00e0 e indipendenza\u201d: unit\u00e0 con le forze che contribuiscono all\u2019avanzata della lotta operaia e nel contempo indipendenza per poter diffondere le nostre posizioni, la nostra critica e la nostra analisi marxista-leninista della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Spagna ci sono molti altri partiti che si ispirano al marxismo-leninismo come il PCPE, il PTE oppure il PCOE. Quali sono le differenza fra voi e loro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">La nostra esperienza deriva dalla volont\u00e0 di affrontare le varie espressioni di opportunismo di destra o di sinistra nel nostro paese. Sotto il titolo di &#8220;marxismo-leninismo&#8221; sono nascoste molte posizioni che potrebbero essere descritte come settarie e dogmatiche. Gran parte del revisionismo filo-sovietico riciclato, il dogmatismo ideologico o anche un semi-trotskismo sommerso si cela nell\u2019accezione di &#8220;marxismo-leninismo&#8221; e il culto della Rivoluzione d&#8217;Ottobre viene visto come un modo per contrapporsi alla deriva opportunista di destra come nel caso della svolta euro-comunista del PCE.\u00a0La nostra comprensione del marxismo-leninismo rifugge dal ripetere slogan vuoti e non vogliamo nemmeno aspirare ad essere la &#8220;voce di sinistra&#8221; del sistema politico esistente. Per noi il marxismo-leninismo \u00e8 l&#8217;uso della scienza del socialismo per trovare le formule giuste alle nostre circostanze attuali. Ci\u00f2 significa capire lo stato d&#8217;animo delle masse e l&#8217;obiettivo strategico necessario per inquadrare la lotta della classe operaia spagnola.\u00a0Noi non vogliamo separarci dalle masse popolari dirette dal riformismo immaginando che queste, ascoltando \u201cgrandi verit\u00e0\u201d, verrano a noi. Noi preferiamo praticare la tattica del \u201cFronte Unico\u201d con il quale rafforzare le posizioni del Partito e ampliare la nostra capacit\u00e0 di influenza teorica e ideologica nell\u2019ambito del movimento popolare e articolare cos\u00ec un progetto indipendente della classe operaia capace di confrontarsi con la dittatura dell\u2019oligarchia finanziaria. Facciamo nostro lo slogan di altri partiti comunisti europei, ossia essere fermi nei principi e flessibili nella tattica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><\/b><b>Per i comunisti il tema del lavoro \u00e8 importante. I sindacati spagnoli sono per\u00f2 controllati perlopi\u00f9 da settori riformisti. Qual \u00e8 la linea sindacale del PTD?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BANNER-sanidad-WEB.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3414\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BANNER-sanidad-WEB-300x97.jpg\" alt=\"BANNER-sanidad-WEB\" width=\"300\" height=\"97\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BANNER-sanidad-WEB-300x97.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BANNER-sanidad-WEB-768x249.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BANNER-sanidad-WEB-1024x332.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BANNER-sanidad-WEB-480x155.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/BANNER-sanidad-WEB.jpg 1050w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La linea sindacale ha un vincolo stretto con la linea del fronte unito spiegata prima. Certamente i sindacati spagnoli sono sottoposti a direzioni riformiste (in alcuni casi addirittura a settori legati all\u2019oligarchia finanziaria). Potremmo dire \u2013 facendo riferimento al leninismo \u2013 che sia i sindacati Comisiones Obreras (CC.OO) e Union General de Trabajadores (UGT) sono controllati da una direzione reazionaria. La realt\u00e0 \u00e8 che la posizione della classe operaia nel nostro paese \u00e8 molto debole. Milioni di lavoratori si trovano inquadrati, formalmente o informalmente, nei grandi sindacati, molti altri sono iscritti a sindacati minoritari o settoriali e una parte consistente che non va dimenticata non \u00e8 nemmeno sindacalizzata. La nostra proposta \u00e8 quella di costruire l\u2019unit\u00e0 sindacale. Per questo abbiamo definito come nostra linea sindacale la necessit\u00e0 di intervenire in tutti quei sindacati che sono rilevanti nella lotta operaia in ciascun particolare contesto. Per le loro caratteristiche di forte radicamento in tutto lo Stato e nel movimento operaio in linea di principio interveniamo soprattutto in CC.OO e UGT, poich\u00e9 l\u00ec sono organizzati la maggior parte dei lavoratori, tuttavia favoriamo anche l\u2019intervento in sindacati che sono maggioritari in una regione specifica, in un settore oppure in un particolare conflitto locale. Ad ogni modo il criterio non \u00e8 tanto il numero di affiliati che un sindacato ha, quanto piuttosto la relazione di quest\u2019ultimo con il livello di combattivit\u00e0 nel contesto lavorativo nel quale desideriamo attivarci. Dobbiamo essere capaci di analizzare ciascuna situazione e combinare i criteri di affiliazione e di combattivit\u00e0 per saper intervenire in quegli ambiti che facilitano lo sviluppo della lotta della classe operaia e che fortificano la sua capacit\u00e0 di azione sindacale. Risolvere il problema dell\u2019egemonia riformista nei sindacati non \u00e8 possibile n\u00e9 separandosi da essi n\u00e9 entrando in questi come singoli sindacalisti che si dissolvono nelle loro strutture. Noi crediamo che i comunisti debbano organizzarsi nei sindacati per conquistare la fiducia del resto dei lavoratori facendoli allontanare da posizioni riformiste o reazionarie e avvicinandoli alla nostra linea rivoluzionaria. Il compito dei comunisti \u00e8 di organizzare la lotta di classe in seno ai sindacati, fortificando i settori pi\u00f9 combattivi e coerenti, isolando invece quelle espressioni politiche piccolo-borghesi e l\u2019aristocrazia operaia. Il nostro slogan in ciascun sindacato nel quale lavoriamo \u00e8 di \u201crendere prioritaria l\u2019unit\u00e0 della classe operaia di fronte alla dispersione sindacale\u201d. Per questo una delle cose che favoriamo nella nostra tattica sindacale \u00e8 quella di spingere per convocare assemblee sui posti di lavoro aperta a tutti i lavoratori indipendentemente se sindacalizzati o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Voi siete un partito composto principalmente da giovani. Come si lavora fra i giovani? Avete forse sviluppato una linea di massa sulla giovent\u00f9?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Estudiantes-y-trabajadores-presentan-el-Partido-del-Trabajo-Democr\u00e1tico-en-Ciudad-Real.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3416\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Estudiantes-y-trabajadores-presentan-el-Partido-del-Trabajo-Democr\u00e1tico-en-Ciudad-Real-300x223.jpg\" alt=\"Estudiantes-y-trabajadores-presentan-el-Partido-del-Trabajo-Democr\u00e1tico-en-Ciudad-Real\" width=\"300\" height=\"223\" \/><\/a>Il grosso della nostra esperienza giovanile \u00e8 legata allo sviluppo del movimento studentesco e per la nostra prossima Conferenza stiamo preparando un dibattito sulla linea di massa che vogliamo applicare per il lavoro politico fra la giovent\u00f9. Abbiamo varie posizioni, ma tutte si orientano a costruire un fronte giovanile che conservi la sua indipendenza organizzativa rispetto al partito, per quanto esso sia legato alla direzione politica di questo. Non dobbiamo confonderci con l\u2019idea comune secondo la quale l\u2019organizzazione giovanile debba essere un\u2019estensione del Partito: quest\u2019ultimo deve sempre conservare la sua indipendenza e la struttura giovanile deve avere un carattere di massa, ma in uno spazio politico a parte diverso da quello del Partito. Una delle linee di intervento fondamentali secondo noi \u00e8 il movimento studentesco, del quale sosteniamo la lotta per le rivendicazioni politiche ed economiche dei giovani e per una educazione pubblica, costruendo strutture di lotta che permettano di concretizzare queste rivendicazioni. In quest\u2019ottica siamo impegnati per sviluppare un&#8217;organizzazione studentesca diffusa su tutto il territorio spagnolo che abbia un\u2019ampia capacit\u00e0 di incorporare la giovent\u00f9 che lotta per i propri diritti di studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Una questione importante per i giovani \u00e8 il servizio militare obbligatorio. Mentre in Austria i comunisti lo volevano mantenere per evitare la professionalizzazione delle forze armate, in Svizzera i comunisti chiedono invece di abolirlo poich\u00e9 lo ritengono un massiccio strumento di controllo sociale e indottrinamento. Voi siete a favore del servizio militare obbligatorio?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">In Spagna il servizio militare non \u00e8 attualmente obbligatorio. Il fatto che la nostra formazione politica esiste da poco tempo e vista la poca attualit\u00e0 per noi di questo dibattito non ce ne siamo ancora occupati a fondo, per\u00f2 desidero esporvi il mio punto di vista personale. Secondo me l\u2019abolizione del servizio militare obbligatorio \u00e8 qualcosa di adeguato per le medesime ragioni che espongono i comunisti della Svizzera Italiana. Il servizio militare obbligatorio serve come strumento per controllare la societ\u00e0 e indottrinarla, ma non solo: esso serve anche come nesso diretto fra l\u2019istituzione fondamentale del controllo politico della borghesia, lo Stato, e l\u2019intera popolazione. In Spagna questo ruolo \u00e8 evidente, poich\u00e9 nel nostro Paese l\u2019esercito \u00e8 una istituzione che nel suo sviluppo ha sempre rappresentato un filo di continuit\u00e0 rispetto al regime fascista franchista sino alla farsa costituzionale del 1978. Questo tema per\u00f2 permette di dibattere molto: molti comunisti affermano correttamente che la classe operaia necessita della propria indipendenza militare per poter compiere la rivoluzione. Senza dubbio per\u00f2 la militarizzazione che avviene con la leva obbligatoria in paesi a dominio borghese va a beneficio degli interessi dei grandi gruppi oligarchici che sono cos\u00ec facilitati a inquadrare ampi settori della classe lavoratrice affinch\u00e9 vadano a morire in nome di interessi che non sono i loro. Inoltre la libert\u00e0 di scegliere se uno vuole o meno militarizzarsi \u00e8 una lotta per una questione democratica per la quale secondo me i comunisti dovrebbero mettersi alla testa. Tuttavia crediamo che come partito del proletariato si debba anche fare un lavoro di agitazione e di propaganda fra i settori popolari presenti nell\u2019esercito per attrarli sulle nostre posizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Parteciperete alle primarie di PODEMOS. Di che cosa si tratta e perch\u00e9 partecipate alle stesse? Qual \u00e8 la strategia elettorale del PTD?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/virginia-candidata1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3417\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/virginia-candidata1-300x111.jpg\" alt=\"virginia-candidata1\" width=\"300\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/virginia-candidata1-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/virginia-candidata1-768x284.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/virginia-candidata1-480x178.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/virginia-candidata1.jpg 851w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>PODEMOS \u00e8 una proposta di candidatura popolare ampia avanzata da alcuni settori del mondo mediatico spagnolo e da alcune forze politiche autodefinitesi di sinistra. Ogni persona pu\u00f2 presentarsi come candidato se la sua candidatura \u00e8 avvallata da un gruppo di base che ogni collettivo pu\u00f2 fondare. Allo stesso modo il programma \u00e8 una conseguenza di una elaborazione collettiva di chiunque avesse voluto partecipare a tale procedura. La nostra decisione di partecipare alle primarie e all\u2019elaborazione del programma di PODEMOS risponde alla nostra volont\u00e0 di diffondere la nostra proposta programmatica. Abbiamo ritenuto che il carattere mediatico di PODEMOS cos\u00ec come il vincolo con molte persone attive nei movimenti sociali fosse una buona opportunit\u00e0 per articolare, senza rinunciare alla nostra indipendenza politica, una candidatura che potesse fungere da megafono per il nostro programma. E\u2019 stata una tattica vincente poich\u00e9 vari settori dei movimenti sociali e sindacali ci hanno contattato e abbiamo potuto intavolare discussioni sul nostro programma. Tuttavia noi abbiamo una chiara critica da rivolgere a PODEMOS: crediamo che al di l\u00e0 delle buone intenzioni della sua fondazione e delle illusioni che si fanno molti dei suoi partecipanti, in realt\u00e0 si tratti di uno strumento di alcuni settori politici progressisti per costringere la burocrazia interna a Izquidera Unida (IU, la coalizione sviluppata intorno al Partito Comunista Spagnolo, NdR) a cedere spazi e quote istituzionali anche perch\u00e9 si prevede una crescita elettorale di IU nel 2015. Oltre a ci\u00f2 non condividiamo molte considerazioni politiche delle organizzazione che partecipano a questa lista: senza rinunciare alla nostra indipendenza e alla nostra critica riteniamo per\u00f2 che occorra partecipare in ogni spazio dove si possa diffondere le nostre idee pubblicamente. Il nostro obiettivo non \u00e8 eleggere qualcuno, ma utilizzare PODEMOS come mezzo di diffusione per raggiungere molte persone con il nostro programma. La nostra tattica elettorale \u00e8 infatti va molto al di l\u00e0 di PODEMOS: essendo una organizzazione molto giovane non riteniamo di avere le capacit\u00e0 attualmente di presentarci alle elezioni europee e politiche, anche se non escludiamo di scegliere dei contesti comunali in cui candidarci per rafforzare il lavoro di massa sul territorio che gi\u00e0 ora svolgiamo. La nostra linea generale \u00e8 quella di fare appello alla unit\u00e0 popolare sulla base di un programma minimo contro l\u2019offensiva dell\u2019oligarchia e per i diritti economici e politici irrinunciabili del movimento operaio. A seguito di questa campagna per le europee faremo un\u2019analisi di tutte le forze del campo popolare e analizzeremo nel dettaglio i punti forti e i limiti di ciascuna candidatura, chiamando a sostenere quelle che possono far avanzare le posizioni del movimento operaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>In Cina \u00e8 in corso un processo controverso chiamato \u201csocialismo di mercato\u201d. Secondo voi si tratta di qualcosa di simile alla NEP di Lenin, oppure \u00e8 un normale processo di accumulazione primitiva di capitale secondo le indicazioni di Marx?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">La questione Cina \u00e8 uno dei temi che vogliamo discutere e studiare nella nostra organizzazione. Si tratta di una questione complessa in s\u00e9, vista la vastit\u00e0 geografica e demografica del paese e le deviazioni di sinistra e di destra che hanno caratterizzato la costruzione del socialismo nella Repubblica Popolare Cinese. In base alle informazioni che ci arrivano dal grande paese asiatico secondo noi \u00e8 opportuno utilizzare una definizione partendo dalla formazione socioeconomica cinese e cio\u00e8 quella di capitalismo di stato. E\u2019 certo che l\u2019attuale spettacolare sviluppo economico della Cina sarebbe impossibile senza le conquiste della rivoluzione nazional-democratica prima, e socialista poi, che hanno avuto luogo sotto la guida del Partito Comunista di Mao. Con questo processo diretto dai comunisti il popolo cinese ha conquistato la propria indipendenza nazionale e ha potuto nazionalizzare le principali forze produttive. Si tratta di conquiste chiaramente progressiste che permangono tutt\u2019oggi e che hanno permesso, nonostante le crescenti disuguaglianze, di ridurre notevolmente la povert\u00e0. Osserviamo per\u00f2 anche fenomeni contrari a questa tendenza come le riforme privatizzatici di imprese pubbliche e il rafforzamento del ruolo del mercato. Fino al 1992 le riforme si consideravano un complemento alla pianificazione, ma dopo si \u00e8 iniziato a parlare di \u201csocialismo di mercato\u201d secondo cui \u201clo Stato guida il mercato e il mercato guida le imprese\u201d, il che indica il fatto che si tratti di capitalismo di stato. Pi\u00f9 che una NEP prolungata ci sembra una Perestrojka prolungata e siamo preoccupati dalla crescente esportazione di capitali cinese non solo di aziende statali ma anche private che riescono a comprare imprese occidentali. In sintesi definirei la Cina un capitalismo di stato con elementi di socialismo e con una tendenza potenziale verso l\u2019imperialismo, ma occorre prestare attenzione allo sviluppo della lotta di classe interna ed esterna al paese asiatico: a fianco delle crescenti lotte operaie (che sono sostenute da alcuni settori del Partito Comunista Cinese) esiste un imperialismo occidentale che sembra disposto a evitare in ogni modo che la Cina emerga come potenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La lotta per la pace e contro l\u2019imperialismo \u00e8 un tema importante per i comunisti. Non credete che i paesi BRICS possano essere un interessante freno all\u2019espansionismo guerrafondaio dell\u2019Occidente?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">Il gruppo dei paesi BRICS \u00e8 alquanto eterogeneo. Non tutti i paesi hanno una posizione talmente forte da permettere loro di opporsi efficacemente alla NATO. Nei casi di Brasile, India e Sud Africa il retaggio di dipendenza neocoloniale rimane. Ma i casi di Cina e Russia sono i pi\u00f9 particolari, perch\u00e9 in essi vi sono state delle rivoluzioni socialiste vittoriose che non solo hanno portato all&#8217;indipendenza, ma hanno permesso la realizzazione di sistemi pi\u00f9 o meno diversificati a livello industriale. Nel caso russo, inoltre, abbiamo l&#8217;eredit\u00e0 del complesso militare sovietico. Pertanto la Cina e la Russia sembrano avere condizioni pi\u00f9 favorevoli per scalare la catena imperialista. Ma per essere in grado di raggiungere gli imperialisti devono rompere per forza l&#8217;egemonia dell&#8217;imperialismo statunitense. Ci\u00f2 impone loro di seguire una prassi finalizzata alla cooperazione. Possiamo denunciare il loro compromesso con la NATO quando si astennero nel Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU in merito alla no-fly zone in Libia. Ma ci\u00f2 che non deve essere fatto \u00e8 porre sullo stesso piano l&#8217;imperialismo degli Stati Uniti con gli interessi geopolitici della Cina e della Russia, che possono invece venir utilizzati da movimenti e da governi che difendono la sovranit\u00e0 nazionale contro le aggressioni e il saccheggio. Questo si evidenzia nei casi come la Siria e il Venezuela. Non possiamo sconfiggere la borghesia in una sola volta e meno che meno con un movimento comunista e\u00a0 anti-imperialista talmente indebolito dopo la sconfitta della guerra fredda. Dobbiamo concentrarci contro le forze imperialiste dell&#8217;asse euro-atlantico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 nato da poco in Spagna il Partito del Lavoro Democratico, in sigla PTD. I suoi promotori sono perlopi\u00f9 giovani e giovanissimi che provengono da esperienze diverse sempre nell\u2019ambito del movimento comunista spagnolo. La nostra redazione ha fatto una chiacchierata con il suo segretario generale, il compagno David Comas Rodr\u00edguez. Ci puoi raccontare brevemente la storia del PTD e quanto esso \u00e8 radicato sul territorio? Il Partito del Lavoro Democratico \u00e8 una organizzazione marxista-leninista che \u00e8 sorta come conseguenza del malcontento causato dalla dispersione del movimento comunista spagnolo. Il PTD \u00e8 formato da militanti che si sono opposti alle derive<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3412,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-3411","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3411"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3411\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8123,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3411\/revisions\/8123"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3412"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3411"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=3411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}