{"id":3354,"date":"2014-02-25T18:47:58","date_gmt":"2014-02-25T18:47:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3354"},"modified":"2014-02-25T18:47:58","modified_gmt":"2014-02-25T18:47:58","slug":"immigrazione-di-massa-autarchia-e-anti-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3354","title":{"rendered":"Immigrazione di massa, autarchia e anti-politica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;iniziativa popolare federale dell&#8217;Unione Democratica di Centro (UDC) relativa alla cosiddetta &#8220;<i>immigrazione di massa<\/i>&#8220;, approvata dalla maggioranza dei cittadini lo scorso 9 febbraio, non pu\u00f2 che far sorgere una domanda: com&#8217;\u00e8 possibile che una parte della borghesia nostrana abbia promosso una misura tanto protezionista e sciovinista? Non si pu\u00f2 infatti non considerare che l&#8217;Europa rappresenta il 60% delle esportazioni elvetiche, le quali corrispondono a loro volta al 50% circa del PIL svizzero. La messa in atto dei contingentamenti dei lavoratori stranieri richiesti dall&#8217;UDC, porter\u00e0 forzatamente a dover ridiscutere gli accordi bilaterali, mettendo a rischio l&#8217;accesso a un mercato che garantisce l&#8217;esistenza di buona parte del mercato del lavoro svizzero, delle collaborazioni con altri paesi sulla ricerca &#8211; l&#8217;unica in grado di garantirci quell&#8217;alto valore aggiunto necessario a competere a livello internazionale e a permettere alla Svizzera di inserirsi virtuosamente nella costruzione di quel mondo multipolare che sempre pi\u00f9 sta emergendo dalla crisi &#8211; su altri settori strategici, e quindi al benessere dell&#8217;economia del Paese. Apparentemente un uomo d&#8217;affari come Christoph Blocher, principale finanziatore della campagna UDC, imprenditore industriale tra i pi\u00f9 grossi in Svizzera e uomo forte della lobby del settore finanziario, dovrebbe &#8211; di fronte alla possibilit\u00e0 di una chiusura della libera circolazione delle persone &#8211; preoccuparsi per il suo borsellino. Non va dimenticato che l&#8217;iniziativa in questione ha fatto presa sulla popolazione perch\u00e9 ha dato delle risposte (sbagliate) a dei problemi concreti, legati al mondo del lavoro: anzich\u00e9 agire a monte, ovvero sulla libera circolazione dei capitali e contro lo sfruttamento e la divisione dei lavoratori, si \u00e8 voluto prendere di mira la libera circolazione delle persone, la quale non \u00e8 un problema in s\u00e9, ma lo diventa semmai perch\u00e9 subordinata alle necessit\u00e0 del capitale. Molto pi\u00f9 lungimiranti sarebbero misure quali l&#8217;obbligatoriet\u00e0 di Contratti Collettivi di Lavoro in ogni settore, oggi sicuramente in minoranza rispetto ai cosiddetti &#8220;<i>deserti sindacali<\/i>&#8220;; un salario minimo garantito, formulato meglio rispetto a quello dell&#8217;iniziativa dell&#8217;Unione Sindacale Svizzera su cui saremo chiamati a votare il prossimo 18 maggio; e dei controlli adeguati verso il rispetto delle norme legate al diritto del lavoro, oggi inesistenti. Considerando il rischio verso cui sono spinte le realt\u00e0 imprenditoriali di alcuni pezzi grossi dell&#8217;UDC, non si pu\u00f2 escludere il fatto che l&#8217;iniziativa sull&#8217;immigrazione sia stata volutamente preparata per fare in modo che non possa entrare in vigore, se non in maniera tanto sfumata da renderla vana. Ci\u00f2 non pu\u00f2 per\u00f2 farci sorridere, in quanto si permetterebbe all&#8217;UDC &#8211; e a coloro che hanno attivamente sostenuto l&#8217;iniziativa, si pensi al coordinatore de I Verdi Sergio Savoia, oggi alla disperata ricerca di un nuovo elettorato &#8211; di giocare la carta dell&#8217;anti-politica. L&#8217;UDC potr\u00e0 attaccare il Consiglio Federale (CF) e la classe politica, dicendo che essa \u00e8 schiava di Bruxelles, che non fa gli interessi del popolo e che probabilmente mangia alle spalle dell&#8217;elettorato. Quello a cui i democentristi probabilmente mirano \u00e8 la creazione di un clima &#8220;<i>all&#8217;italiana<\/i>&#8220;, nel quale il ruolo del Beppe Grillo rossocrociato diverrebbe facilmente spendibile nelle piazze. In ballo vi \u00e8 insomma il tentativo dell&#8217;UDC di riconquistare il secondo seggio in CF, perso il 12 dicembre 2007 per via di un gioco di corridoio che ha visto quale vittima proprio Blocher. La presa di posizione del tribuno zurighese, messosi a disposizione per rientrare in CF e fare in modo che i contenuti dell&#8217;iniziativa vadano in porto, \u00e8 un chiaro segnale. Il sentimento antipolitico non potr\u00e0 che portare a un ingiustificato\u00a0 allontanamento da parte della popolazione verso la classe politica e le istituzioni, in quanto il minestrone con cui ci si potrebbe confrontare ometterebbe qualsiasi distinguo tra realt\u00e0 politiche oggettivamente differenti. Certamente il consociativismo partitocratico porta alla lottizzazione, di cui possono essere accusati i partiti di governo &#8211; fra cui l&#8217;UDC &#8211; ma non certo le poche realt\u00e0 d&#8217;opposizione esistenti in Svizzera, tra cui il Partito Comunista. Anche sul tema degli accordi bilaterali non si pu\u00f2 generalizzare, in quanto &#8211; all&#8217;interno, ad esempio, della sinistra &#8211; si deve distinguere tra l&#8217;europeismo cieco del Partito Socialista e la posizione critica dei comunisti. L&#8217;anti-politica non potr\u00e0 che portare a uno squadrismo culturale che, come l&#8217;Italia sta dimostrando, \u00e8 anticamera del fascismo. A rendere il clima antipolitico potenzialmente ancora pi\u00f9 accesso sar\u00e0 il fatto che l&#8217;Unione Europea (UE) non potr\u00e0 imporre nulla alla Svizzera, ma sar\u00e0 invece il governo elvetico a edulcorare i contenuti dell&#8217;iniziativa che propone l&#8217;autarchia. All&#8217;UE poco importa se la Svizzera ha modificato la propria costituzione, in quanto nelle relazioni internazionali contano gli accordi bilaterali precedentemente stipulati. I primi segnali minacciosi di Bruxelles servono pi\u00f9 che altro a mostrare agli euro-scettici dell&#8217;UE, in vista delle elezioni europee di maggio, quanto possa essere pericoloso voler cambiare le regole del gioco. Questo non vuol per\u00f2 certo dire che si possano prendere alla leggera certi segnali, in quanto la situazione &#8211; soprattutto considerando il decadente contesto economico &#8211; potrebbe diventare maggiormente conflittuale. Se quest&#8217;ultimo potenziale scenario non dovesse essere corretto, andremmo direttamente sulla via di versioni attualizzate della battaglia del grano di mussoliniana memoria, conseguenti alle difficolt\u00e0 nel proseguire verso una produzione sempre pi\u00f9 orientata all&#8217;alto valore aggiunto. Quando si dice tra l&#8217;incudine e il martello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Mattia Tagliaferri<\/strong>, membro della segreteria del Partito Comunista<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;iniziativa popolare federale dell&#8217;Unione Democratica di Centro (UDC) relativa alla cosiddetta &#8220;immigrazione di massa&#8220;, approvata dalla maggioranza dei cittadini lo scorso 9 febbraio, non pu\u00f2 che far sorgere una domanda: com&#8217;\u00e8 possibile che una parte della borghesia nostrana abbia promosso una misura tanto protezionista e sciovinista? Non si pu\u00f2 infatti non considerare che l&#8217;Europa rappresenta il 60% delle esportazioni elvetiche, le quali corrispondono a loro volta al 50% circa del PIL svizzero. 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