{"id":3280,"date":"2013-12-29T17:34:21","date_gmt":"2013-12-29T17:34:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3280"},"modified":"2016-06-04T22:55:02","modified_gmt":"2016-06-04T22:55:02","slug":"la-cina-oggi-leccezionale-crescita-economica-della-repubblica-popolare-analizzata-in-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3280","title":{"rendered":"La Cina oggi. L&#8217;eccezionale crescita economica della Repubblica Popolare analizzata in un libro."},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201cIl problema pi\u00f9 grave \u00e8 quello di arrestare le diverse forme di spreco, elevare la produttivit\u00e0 del lavoro, ridurre la proporzione dei prodotti che non hanno domanda e degli scarti, abbassare i costi di produzione e aumentare il tasso di utilizzazione dei nostri immobili. Dobbiamo far s\u00ec che tutti si rendano conto che n\u00e9 il denaro n\u00e9 i prodotti crescono sugli alberi e che ogni forma di spreco \u00e8 un crimine. Col crescere della produzione dobbiamo garantire ulteriore espansione, realizzare gli investimenti di base, dare un equilibrio di insieme all\u2019economia nazionale e recuperare i ritardi. \u00c8 vero che abbiamo un discreto numero di successi a nostro credito, ma abbiamo davvero appreso in modo sistematico come sviluppare un\u2019economia socialista pianificata? Sviluppare un\u2019economia\u00a0 socialista pianificata su scala nazionale \u00e8 cosa assai diversa dal pianificare il lavoro economico nelle aree liberate di volta in volta. E per di pi\u00f9 il lavoro economico \u00e8 oggi molto pi\u00f9 complesso che negli anni\u00a0 \u201950. Le condizioni sono differenti e differenti sono i compiti che abbiamo davanti. Ora che vi sono nuovi sviluppi nella scienza e nella tecnologia e negli scambi internazionali di personale e di informazioni, la nostra economia dovrebbe essere all\u2019altezza degli standard mondiali ed essere competitiva sul piano internazionale. Con di fronte i nuovi problemi che emergono costantemente, il nostro partito \u2013 e noi comunisti &#8211; e il resto del popolo cinese devono continuamente imparare. Non possiamo accontentarci di stare in coda agli altri; se cos\u00ec facessimo non sopravviveremmo\u201d.\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i><strong>Deng Xiaoping<\/strong> (<\/i><i>\u201cLa situazione attuale e i compiti che abbiamo di fronte\u201d &#8211;\u00a0<\/i><i>16 gennaio 1980)<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro che vorrei oggi presentarvi si intitola \u201cLa Cina Contemporanea\u201d l\u2019autore \u00e8 <strong>Ignazio Musu<\/strong>, professore di economia all\u2019universit\u00e0 <em>Ca\u2019 Foscari<\/em> di Venezia.\u00a0Come si evince dal titolo, l\u2019intento di questo testo \u00e8 di analizzare e spiegare il periodo di eccezionale crescita economica iniziata dopo la morte di <strong>Mao Zedong<\/strong>, quando <strong>Deng Xiaoping<\/strong>, dopo aver sgominato l\u2019opposizione interna legata ancora alle isterie della Rivoluzione Culturale, inizi\u00f2 una serie di riforme economiche ispirate da un\u2019analisi estremamente realistica delle condizioni del suo paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cinalibro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-3282\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cinalibro-184x300.jpg\" alt=\"cinalibro\" width=\"278\" height=\"453\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cinalibro-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cinalibro-307x500.jpg 307w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cinalibro.jpg 364w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a>Nel primo capitolo \u201cUno sguardo alla storia: Prima delle riforme\u201d lo scrittore analizza molto velocemente la storia cinese partendo dalle prime dinastie imperiali, passando per le guerre dell\u2019oppio, fino ad arrivare alla presa del potere del Partito Comunista e il conseguente avvento e sviluppo della politica maoista. Il paragrafo finale, che presenta il trentennio di potere del Presidente Mao, si pu\u00f2 sintetizzare molto velocemente come un \u201cgrandioso fallimento\u201d. Nel 1949, l\u2019anno della fondazione della Repubblica Popolare, le condizioni economiche in cui versava il paese erano devastanti, in un solo secolo dal 1849-1949, il colonialismo europeo aveva distrutto completamente un impero considerato tra i pi\u00f9 ricchi e sviluppati del mondo antico. All\u2019inizio prevalse un atteggiamento pragmatico, per evitare grandi rotture, venne sviluppato un modello di economia mista, in cui solo le grandi banche e le grandi industrie vennero nazionalizzate. Inoltre venne attuata una radicale redistribuzione della terra lasciandone per\u00f2 la propriet\u00e0 ai singoli agricoltori. A partire dal 1953 il governo abbandon\u00f2 questo approccio gradualistico e inizi\u00f2 uno sviluppo economico secondo l\u2019esempio dell\u2019 economia pianificata di tipo sovietico. Dopo il XX congresso del PCUS, Mao accus\u00f2 di revisionismo la nuova dirigenza sovietica e se ne distacco non solo politicamente, ma anche economicamente. Nel 1958 diede avvio alla politica del \u201cGrande Balzo in avanti\u201d, allo scopo di raggiungere in pochi anni l\u2019autosufficienza e le economie dei paesi capitalistici. Con la divisione del territorio in \u201cComuni\u201d, istituzioni agricole paragonate per estensione alle nostre province, caratterizzate dalla statalizzazione integrale dei mezzi di produzione compresa la terra e la collettivizzazione della vita comune, istituite\u00a0 allo scopo di sviluppare tutte le attivit\u00e0 e i servizi necessari alla sopravvivenza della popolazione, e con la costruzione delle \u201cfornaci da cortile\u201d, piccoli e inefficienti\u00a0 impianti nei quali milioni di contadini furono obbligati a lavorare per produrre ferro e acciaio, si volevano creare delle solide basi sulle quali iniziare un grandioso progetto di industrializzazione forzata. La produzione industriale crebbe, ma in modo modesto rispetto allo sforzo impiegato, con prodotti di qualit\u00e0 scadentissima e con un drenaggio di risorse e di manodopera dall\u2019agricoltura che divenne rapidamente insostenibile. Questo esperimento si concluse negli anni \u201960, causando un enorme carestia e migliaia di morti. Nel 1966 l\u2019ultima follia del maoismo fu lo slogan \u201cbombardare il quartier generale\u201d con il quale venne lanciata la \u201cRivoluzione Culturale\u201d, allo scopo di prevenire una presunta ondata di revisionismo e opportunismo nella dirigenza comunista cinese e la presunta restaurazione del capitalismo, gruppi di ragazzi chiamati \u201cguardie rosse\u201d armati del famoso \u201cLibretto Rosso\u201d iniziarono migliaia di processi pubblici ai presunti \u201cborghesi\u201d eseguendo condanne sommarie gettando il paese nel caos. \u00c8 in quegli anni che la migliore dirigenza del partito viene per oltre un decennio estromessa, Deng Xiaoping compreso e il grande primo ministro <strong>Liu Shaoqi<\/strong>, brutalmente e inopinatamente eliminato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo e nel terzo capitolo intitolati: &#8220;La Cina delle riforme\u201d e \u201cSfide e dilemmi dell\u2019economia cinese\u201d, l\u2019autore inizia ad analizzare le due principali motivazioni che hanno permesso a Deng Xiaoping di intraprendere senza rotture eclatanti il processo di riforme, che dura ormai da pi\u00f9 di 30 anni: il fallimento della pianificazione centrale e lo straordinario sviluppo di alcuni paesi asiatici come il Giappone o Taiwan. Lo scrittore individua due fasi delle riforme: la prima va dal 1978 sino agli inizi degli anni \u201990, essa ha avuto inizio dall\u2019agricoltura, con lo smantellamento delle Comuni e l\u2019introduzione di contratti famigliari grazie ai quali la terra fu data in usufrutto alle famiglie, ma la propriet\u00e0 rimase statale. La possibilit\u00e0 di vendere le eccedenze sul mercato comport\u00f2 di conseguenza l\u2019aumento della produttivit\u00e0 e quindi l\u2019aumento del reddito dei contadini; grazie a questo si \u00e8 assistito all\u2019enorme sviluppo di una imprenditorialit\u00e0 autoctona con la formazione di numerose piccole e medie imprese (queste furono definite \u201cimprese di citt\u00e0 e di villaggio\u201d formalmente considerate imprese collettive in quanto sviluppatesi grazie a capitali privati, ma sotto il diretto controllo delle autorit\u00e0 politiche locali) in settori non strategici dell\u2019economia. La caratteristica principale di questo periodo fu il mantenimento sia del piano e sia del mercato, ma con un aumento della decentralizzazione amministrativa. L\u2019obiettivo di questa fase fu la crescita economica e al tempo stesso l\u2019abbandono della rigida pianificazione centrale maoista. In questi anni fu introdotta una maggiore autonomia manageriale per le imprese statali e furono avviate forme di concorrenza all\u2019interno del settore pubblico non legato ai servizi ma alla produzione industriale. La seconda fase delle riforme \u00e8 incominciata dai primi anni \u201990, questa \u00e8 stata caratterizzata da una progressiva modificazione istituzionale volta a rendere l\u2019economia cinese \u201cun\u2019economia socialista di mercato\u201d (termine utilizzato da Deng Xiaoping), con una ristrutturazione delle imprese pubbliche, per renderle pi\u00f9 efficienti, produttive e capaci di concorrere con le multinazionali straniere. Nella seconda parte delle riforme si \u00e8 assistito anche a\u00a0 una ulteriore diminuzione del peso quantitativo, ma non necessariamente qualitativo, dello stato nell\u2019economia.\u00a0 Come sottolinea l\u2019autore il processo di privatizzazioni ha interessato soprattutto le piccole e medie imprese, in particolare quelle nelle categorie \u201cdi imprese di citt\u00e0 e villaggio\u201d. Fondamentale tra queste due fasi fu la politica \u201cdella porta aperta\u201d lanciata nel 1979 con la creazione di 5 ZES ( Zone Economiche Speciali) e 14 \u201ccitt\u00e0 portuali aperte\u201d, con l\u2019evidente scopo di attrarre investitori\u00a0 stranieri attirati dal basso costo della manodopera locale. In questo modo la Cina ha assorbito esperienze dalle economie avanzate nei campi delle tecnologie e della gestione imprenditoriale, favorendo cos\u00ec l\u2019organizzazione di un moderno sistema industriale. La poderosa crescita del gigante asiatico ha per\u00f2 mostrato e aggravato alcuni problemi, comunque considerati normali per un paese di cos\u00ec nuova e veloce industrializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questi argomenti trattano il quarto e il quinto capitolo: &#8220;Economia e societ\u00e0 in Cina: Le grandi sfide\u201d e \u201cLa sfida dello sviluppo sostenibile\u201d. La prima tematica analizzata \u00e8 il \u201cdualismo citt\u00e0-campagna\u201d, pur sottolineando i grandi risultati raggiunti dal governo nella diminuzione della povert\u00e0: \u201c\u2026 si calcola che a partire dal 1980 circa 400 milioni di persone siano uscite dalla povert\u00e0 \u2026\u201d (pag. 118), viene posto il problema dell\u2019aumento delle disuguaglianze causato principalmente dallo squilibrio di sviluppo tra aree rurali e aree urbane, che ha causato un enorme movimento migratorio, costringendo milioni di cinesi a spostarsi dalle campagne alla parte costiera della Cina, pi\u00f9 industrializzata e ricca. L\u2019autore nota per\u00f2 che: \u201dDall\u2019inizio degli anni 2000 si possono cogliere segni di una certa riduzione della disuguaglianza.\u00a0Questo \u00e8 da attribuirsi agli sforzi fatti dal governo cinese per migliorare la situazione delle aree rurali, soprattutto attraverso programmi mirati all\u2019aiuto di zone e villaggi particolarmente colpiti dalla povert\u00e0\u201d (pag. 119). Il secondo problema che viene trattato \u00e8 \u201cIl mercato del lavoro\u201d, in questo sotto-capitolo vengono spiegate le principali riforme attuate dal governo cinese per regolamentare meglio questo settore, allo scopo di migliorare le condizioni di vita della popolazione. La prima fu l\u2019introduzione nel 1993 della giornata lavorativa di 40 ore settimanali e del salario minimo, che le autorit\u00e0 locali hanno il potere di aumentare periodicamente in conseguenza delle particolari condizioni di vita della regione. Successivamente vengono spiegate le tre nuove leggi sul lavoro approvate nel 2008. La prima rinforza l\u2019obbligatoriet\u00e0 dei contratti di lavoro, specificando meglio le regole per la remunerazione e le condizioni per la rescissioni. Inoltre assegna agli ispettori locali del lavoro il compito di monitoraggio e di risposta ai reclami dei lavoratori e dei sindacati. La seconda regola la mediazione e l\u2019arbitrio nelle dispute di lavoro. La terza \u00e8 una legge sulla promozione dell\u2019occupazione attraverso programmi per rendere pi\u00f9 attivo il mercato del lavoro e per ridurre le discriminazioni (etniche, di genere, relative alla disabilit\u00e0 e contro i lavoratori residenti nelle aree rurali). L\u2019autore sottolinea come: \u201dFormalmente con queste leggi, la Cina si colloca nei livelli pi\u00f9 alti della graduatoria per la protezione del lavoro\u201d (pag. 126). Chiaramente il problema sar\u00e0 rappresentato dalla loro attuazione pratica, ma credo che solamente il tempo potr\u00e0 dare un giudizio. La terza problematica trattata \u00e8 legata al costante invecchiamento della popolazione causato da una caduta del tasso di natalit\u00e0 a seguito dell\u2019applicazione \u201cdella politica del figlio unico\u201d, per ovvi problemi di sovrappopolamento, e l\u2019aumento dell\u2019aspettativa di vita negli ultimi cinquant\u2019anni. Il penultimo problema trattato \u00e8 la condizione del sistema sanitario, in quanto con lo smantellamento dell\u2019ordine maoista anche il sistema cooperativo di protezione sociale finanziato dalle Comuni nelle campagne e quello finanziato dalle imprese di stato nelle arre urbane \u00e8 stato smantellato. Dopo alcuni gravi casi come l\u2019epidemia di SARS nel 2003 il governo cinese ha iniziato un forte intervento costituendo nel 2006 un \u201cGruppo Guida per la Riforma della Sanit\u00e0\u201d. Come ricorda il professore Musu queste nuove riforme dovrebbero portare nel giro di alcuni anni ad assicurare un\u2019assistenza di base universale. Per altro l\u2019ultima sessione del parlamento ha stabilito che il diritto alla salute, alla casa e alla scuola non sono pi\u00f9 legati alla residenza ma si trasferiscono con le persone nel momento in cui queste decidono di trasferiscono nelle grandi citt\u00e0. L\u2019ultimo tema analizzato \u00e8 \u201clo sviluppo sostenibile\u201d, in quanto a causa della rapida industrializzazione e del conseguente innalzamento dei livelli di inquinamento sar\u00e0 fondamentale come il governo cinese interverr\u00e0 in questo settore. Rassicuranti sono state le notizie uscite alla fine del 18\u00b0 congresso del PCC, svoltosi diversi mesi fa, nel quale si \u00e8 assicurato un enorme ampliamento e una maggiore attenzione negli investimenti volti a migliorare le condizioni di vita e di sicurezza del popolo cinese. A questa tematica si accosta anche la linea intrapresa dalla nuova dirigenza cinese, ossia la volont\u00e0 di modificare l\u2019odierno sviluppo economico basato sugli investimenti verso uno in cui i consumi interni, una migliore qualit\u00e0 dei prodotti e di vita siano le forze trainanti. Il quadro che emerge da questo testo \u00e8 la descrizione di un paese che si sta incamminando molto velocemente sulla via della prosperit\u00e0, a piena dimostrazione che \u00e8 il socialismo che genera benessere e non il capitalismo liberista, e guidato da una classe politica determinata a superare ogni problema. Non credo sia sbagliato affermare che il nostro futuro dipender\u00e0 da ci\u00f2 che la Cina sapr\u00e0 costruire nei decenni a venire.<\/p>\n<p><em><strong>Fabio Scolari<\/strong>, studente liceale<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl problema pi\u00f9 grave \u00e8 quello di arrestare le diverse forme di spreco, elevare la produttivit\u00e0 del lavoro, ridurre la proporzione dei prodotti che non hanno domanda e degli scarti, abbassare i costi di produzione e aumentare il tasso di utilizzazione dei nostri immobili. Dobbiamo far s\u00ec che tutti si rendano conto che n\u00e9 il denaro n\u00e9 i prodotti crescono sugli alberi e che ogni forma di spreco \u00e8 un crimine. 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