{"id":3157,"date":"2013-11-17T01:13:46","date_gmt":"2013-11-17T01:13:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3157"},"modified":"2017-05-12T03:22:29","modified_gmt":"2017-05-12T03:22:29","slug":"in-austria-nasce-il-partito-del-lavoro-per-contrastare-il-revisionismo-del-partito-comunista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3157","title":{"rendered":"In Austria nasce il Partito del Lavoro per contrastare il \u201crevisionismo\u201d del Partito Comunista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sono entrambi partiti di ispirazione comunista, ma non vanno d\u2019accordo. Da una parte troviamo il Partito Comunista Austriaco (KP\u00d6), organizzazione storica del movimento operaio del paese, e dall\u2019altro il nuovo Partito del Lavoro d\u2019Austria (PdA), appena costituitosi dal movimento \u201cIniziativa Comunista\u201d con l\u2019idea di riscoprire l\u2019identit\u00e0 marxista-leninista pi\u00f9 tradizionale. Pensando alla difficolt\u00e0 che vive il movimento comunista austriaco in questo periodo, diventa difficile comprendere la decisione del PdA. La cosa che lascia per\u00f2 allibiti \u00e8 una: a fare la scelte apparentemente pi\u00f9 \u201canacronistica\u201d (perlomeno secondo i media borghesi) sono i giovani, fenomeno che si \u00e8 visto pure fra i comunisti svizzeri qualche anno fa. Pare, insomma, che si stia riscontrando in vari paesi d\u2019Europa una sorta di conflitto inter-generazionale fra i comunisti con un rinnovato senso di identit\u00e0 necessaria per costruire una vera prospettiva di alternativa sociale. Costruire una societ\u00e0 diversa, quella socialista, abbandonando il modello capitalista, presuppone infatti una strategia radicale e dunque una solida base ideologica ispirata a Lenin, non solo un procedere a tentoni, tema dopo tema, perdendo di vista il dato globale.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Radicamento sul territorio<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/plakat_rettungsschirme_fb.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3158 alignleft\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/plakat_rettungsschirme_fb-212x300.jpg\" alt=\"plakat_rettungsschirme_fb\" width=\"170\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/plakat_rettungsschirme_fb-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/plakat_rettungsschirme_fb-354x500.jpg 354w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/plakat_rettungsschirme_fb.jpg 403w\" sizes=\"auto, (max-width: 170px) 100vw, 170px\" \/><\/a>Il KP\u00d6 ha di recente partecipato alle elezioni politiche austriache: nessun deputato eletto anche a causa dello sbarramento al 4%, tuttavia era dal 1976 che i comunisti non riuscivano a raggiungere il consenso di quasi 50mila elettori. Rispetto all\u2019ultima tornata elettorale, poi il KP\u00d6 risulta aver conquistato ben 10mila nuovi elettori. Si tratta di un risultato modesto che per\u00f2 rende questo partito l\u2019unico della sinistra \u201cnon-socialdemocratica\u201d a potersi dire minimamente radicato e capace di mobilitare. E ci\u00f2 senza contare che il KP\u00d6 non solo ha una storica corrente sindacale a livello nazionale \u2013 il Blocco Sindacale di Sinistra (GLB) membro della Federazione Sindacale Mondiale (FSM) \u2013 ma ha pure una discreta presenza nelle istituzioni comunali: in alcune municipalit\u00e0, come a Graz, ottengono risultati estremamente alti. Insomma le antenne sul territorio dei comunisti austriaci non mancano, anche se fragili. Diversa, invece, la situazione per il PdA (e prima per il movimento \u201cIniziativa Comunista\u201d), che non solo non ha partecipato finora a nessuna competizione elettorale, ma che dispone di una filiale sindacale chiamata \u201cKOMintern\u201d che alle elezioni aziendali \u00e8 riuscita a nominare un solo delegato operaio in tutto il Paese. L\u2019unico atout della nuova formazione politica \u2013 e non \u00e8 di poco conto! \u2013 \u00e8 la capacit\u00e0 di integrare i giovani della classe operaia: la Giovent\u00f9 Comunista Austriaca (KJ\u00d6) si \u00e8 infatti resa prima di tutto indipendente dal KP\u00d6 a cui era storicamente legata, e oggi guarda in modo esplicito al PdA.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Il rapporto con l\u2019Unione Europea<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20130318100329673_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3161 alignright\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20130318100329673_1.jpg\" alt=\"20130318100329673_1\" width=\"133\" height=\"175\" \/><\/a>Il KP\u00d6 aderisce alla Sinistra Europea (SE), il partito trans-nazionale creato nel 2004 accusato da pi\u00f9 parti \u2013 anche dai comunisti svizzeri (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=992\">leggi<\/a>) \u2013 di essere un progetto che divide la sinistra invece che unirla. La SE suscita numerosi malumori fra i comunisti di vari paesi poich\u00e9 accetta le leggi dell\u2019UE e l\u2019ordinamento costituzionale anti-comunista, condizione questa per ricevere i finanziamenti pubblici dalla stessa Unione. Il PdA per contro si schiera apertamente contro ogni processo di integrazione europea impostata sul neo-liberismo e l\u2019imperialismo e anzi propone che l\u2019Austria esca dall\u2019UE. La linea ondivaga del KP\u00d6 sull\u2019Europa, di critica ma pure di \u00a0integrazione, \u00e8 uno dei motivi di ambiguit\u00e0 che non aiuta il partito a collegarsi con i lavoratori e le fasce popolari austriache impoverite proprio dai diktat europeisti, e da questo malcontento ne trae vantaggio il PdA.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Il dibattito sull\u2019esercito<\/b><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3163\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/siegfried_nagl_konservativ_liberalem_hr_23s04_graz_wahl_ausgangsposition_rieger20121122193147-300x196.jpg\" alt=\"23s04 Graz Wahl Ausgangsposition Rieger\" width=\"300\" height=\"196\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di recente vi \u00e8 stata in Austria una votazione consultiva per valutare se vi fosse o meno la volont\u00e0 di abolire la leva militare obbligatoria e trasformare l\u2019esercito in una struttura di soli professionisti. Il PdA si \u00e8 schierato con la destra per mantenere il servizio militare obbligatorio: secondo loro questo non solo \u00e8 necessario per imparare a usare le armi nell\u2019ottica della conquista rivoluzionaria del potere e l\u2019instaurazione della \u201cdittatura del proletariato\u201d, ma pure per impedire che mercenari austriaci compiano missioni di guerra contro paesi in mano a governi anti-imperialisti. Il KP\u00d6, dal canto suo, impaurito anch\u2019esso dell\u2019idea di un esercito di \u201cprofessionisti della morte\u201d, ma conscio che il servizio militare obbligatorio rappresenti comunque una scelta altrettanto pericolosa in quanto indottrina al militarismo e al nazionalismo ogni anno migliaia di giovani neo-maggiorenni, ha optato per annullare la scheda di voto scrivendoci sopra: \u201cabolire l\u2019esercito\u201d! Entrambe sono state scelte fallimentari: coloro che hanno votato per mantenere la coscrizione lo hanno fatto per motivi nazionalisti egemonizzati dalla propaganda di destra e certo non per il discorso ideologico del PdA, allo stesso modo il KP\u00d6 ha perso terreno avendo deluso una parte consistente della propria base notoriamente pacifista e non avendo riscosso successo nell\u2019alternativa proposta, poich\u00e9 in pochissimi hanno poi davvero annullato la scheda.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Relazioni internazionali<\/b><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3160 alignright\" style=\"cursor: default; float: right; border: 0px initial initial;\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/pda-oesterreich.jpg\" alt=\"pda-oesterreich\" width=\"180\" height=\"139\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Partito Comunista di Grecia (KKE) ha delle responsabilit\u00e0 in merito alla spaccatura del movimento comunista austriaco? Iniziano a girare voci in Europa su possibili mosse da parte dei comunisti di Atene per una corsa alla scissione negli altri partiti che si devono distinguere per la loro fedelt\u00e0 ai massimi dirigenti del KKE che da qualche tempo stanno seguendo una via criticata come settaria ed estremista da molti altri comunisti. Sembra infatti di tornare ai tempi dello scisma fra filo-sovietici e filo-cinesi, quando in moltissimi paesi si registrarono spaccature nei partiti comunisti in base al modello internazionale di riferimento. Il PdA ha gi\u00e0 dimostrato totale sintonia con Atene e non a caso il suo Congresso \u00e8 stato salutato solamente da quei partiti fortemente alleati dei <i>compagni<\/i> greci come il PCPE spagnolo e il TKP turco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono entrambi partiti di ispirazione comunista, ma non vanno d\u2019accordo. Da una parte troviamo il Partito Comunista Austriaco (KP\u00d6), organizzazione storica del movimento operaio del paese, e dall\u2019altro il nuovo Partito del Lavoro d\u2019Austria (PdA), appena costituitosi dal movimento \u201cIniziativa Comunista\u201d con l\u2019idea di riscoprire l\u2019identit\u00e0 marxista-leninista pi\u00f9 tradizionale. Pensando alla difficolt\u00e0 che vive il movimento comunista austriaco in questo periodo, diventa difficile comprendere la decisione del PdA. 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