{"id":3098,"date":"2013-09-28T15:53:52","date_gmt":"2013-09-28T15:53:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3098"},"modified":"2013-09-28T15:54:17","modified_gmt":"2013-09-28T15:54:17","slug":"linganno-degli-ispettori-internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3098","title":{"rendered":"L&#8217;inganno degli &#8220;ispettori internazionali&#8221;"},"content":{"rendered":"<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia delle cosiddette ispezioni internazionali \u00e8 molto istruttiva.\u00a0Tutti ricordiamo come gli \u201eispettori internazionali\u201c durante la guerra decisa dalla NATO con l\u2019obiettivo dello smembramento della Federazione Jugoslava dettero un esempio da manuale di come si possa ingannare l\u2019opinione pubblica.\u00a0Non solo si prestarono spudoratamente a omologare come stragi di civili imputate ai serbi diversi fatti d\u2019arme dove i serbi erano innocenti o addirittura vittime (primo bombardamento al mercato di Sarajevo, secondo bombardamento al mercato di Sarajevo, Racak, Srebrenica)\u00a0 ma si spinsero sino a comunicare alla NATO le coordinate GPS degli obiettivi militari serbi da colpire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tattica seguita durante i preparativi della guerra in Iraq fu ancor pi\u00f9 raffinata.\u00a0Gli agenti dei servizi segreti dei paesi occidentali che operarono in Iraq nelle vesti di \u201dosservatori internazionali\u201d, dopo aver setacciato il paese in lungo e in largo, non avendo trovato traccia alcuna delle armi di distruzione di massa con le quali \u201cla libera stampa\u201d continuava incessantemente a terrorizzare l\u2019opinione pubblica mondiale, decisero di abbandonare improvvisamente il paese dichiarando davanti alle telecamere di essere costretti a farlo, perch\u00e9 le autorit\u00e0 irachene non collaboravano e anzi ostacolavano i loro movimenti.\u00a0Interrogato dieci anni dopo sulle ragioni che lo avevano spinto a mentire in maniera tanto plateale, il signor Butler, capo degli osservatori internazionali, dichiar\u00f2 candidamente: \u201cnon potevo deludere i miei superiori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E che dire oggi dell\u2019operazione di inganno cui si prestano gli osservatori internazionali in Siria?\u00a0Abbiamo atteso, giorno dopo giorno, il loro verdetto.\u00a0Eravamo soggettivamente convinti, sulla base di ragionamenti induttivi, che mai e poi mai il governo siriano sarebbe stato tanto sciocco da far coincidere con l\u2019arrivo degli osservatori internazionali l\u2019uso di quelle armi chimiche che, sin dall\u2019inizio del conflitto, esso si era solennemente impegnato a impiegare soltanto contro le truppe straniere se queste avessero tentato di invadere il paese.\u00a0Ma la nostra non era \u2013 come si suol dire \u2013\u00a0una \u201ccertezza matematica\u201d. Per questo attendevamo con ansia il \u201cverdetto\u201d degli osservatori.\u00a0Ma i giorni passavano e gli \u201cosservatori\u201d tacevano. Gi\u00e0 questo loro prolungato silenzio era motivo di dubbio e preoccupazione. A quali enormi pressioni politiche venivano essi sottoposti? Nessuno \u00e8 in grado dirlo.\u00a0Ed ecco finalmente con una decina di giorni di ritardo la \u201cnotizia bomba\u201d: gli osservatori internazionali dichiarano di aver trovato traccia di sostanze chimiche proibite nei dintorni di Damasco! Che prodezza, che temerariet\u00e0!\u00a0Gli osservatori internazionali confermano dunque, nientepopodimeno&#8230; un fatto di cui siamo a conoscenza e che entrambi i partiti in lotta erano concordi sin dall\u2019inizio di denunciare!\u00a0Una simile \u201cincredibile\u201d notizia \u00e8 stata accompagnata dalla solita stampa di regime con l\u2019ineffabile commento \u201c&#8230;agli osservatori internazionali non era stato assegnato il compito di stabilire la responsabilit\u00e0 dell\u2019uso delle armi chimiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kafka era solo un dilettante. Una simile assurdit\u00e0 pu\u00f2 solo essere spiegata nel senso che i veri responsabili dell\u2019uso delle armi chimiche\u00a0non possono e non devono\u00a0venir denunciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saranno governi \u201cdemocratici\u201d e le agenzie di stampa imboccate dal Mossad, a trarre, dalle scarne dichiarazioni dei miopi osservatori internazionali, le\u00a0necessarie\u00a0conseguenze.\u00a0Giorno dopo giorno, aumentando il proprio \u201cvolume di fuoco\u201d le fonti d\u2019informazione hanno lavorato l\u2019opinione pubblica e i \u201cnon addetti ai lavori\u201d, cio\u00e8 la maggioranza della popolazione \u00e8 convinta che a usare i gas sia stato Assad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lontane e indistinte sono le dichiarazioni di Carla Del Ponte, risalenti ad alcuni mesi or sono e subito dimenticate: \u201ctutto fa credere che siano stati i \u201cribelli\u201d ad usare le armi chimiche\u201d.\u00a0Quella stessa Carla Del Ponte che compariva tre volte al d\u00ec sui teleschermi per condannare la brutalit\u00e0 e le colpe dei serbi e di Milo\u0161evi\u0107 dal pulpito di un tribunale NATO con sede all\u2019Aja, viene invece ora sistematicamente\u00a0oscurata e ignorata dagli zelanti giornalisti dell\u2019impero&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Giuseppe Zambon<\/strong>, editore <a href=\"http:\/\/zambon-verlag.de\/it-home.html\">Zambon Verlag<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia delle cosiddette ispezioni internazionali \u00e8 molto istruttiva.\u00a0Tutti ricordiamo come gli \u201eispettori internazionali\u201c durante la guerra decisa dalla NATO con l\u2019obiettivo dello smembramento della Federazione Jugoslava dettero un esempio da manuale di come si possa ingannare l\u2019opinione pubblica.\u00a0Non solo si prestarono spudoratamente a omologare come stragi di civili imputate ai serbi diversi fatti d\u2019arme dove i serbi erano innocenti o addirittura vittime (primo bombardamento al mercato di Sarajevo, secondo bombardamento al mercato di Sarajevo, Racak, Srebrenica)\u00a0 ma si spinsero sino a comunicare alla NATO le coordinate GPS degli obiettivi militari serbi da colpire. 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