{"id":304,"date":"2010-10-18T12:21:07","date_gmt":"2010-10-18T12:21:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=304"},"modified":"2010-10-19T23:03:07","modified_gmt":"2010-10-19T23:03:07","slug":"il-nobel-della-guerra-ai-signori-del-%c2%abnobel-per-la-pace%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=304","title":{"rendered":"Il Nobel della guerra ai signori del \u00abNobel per la pace\u00bb"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-305 alignleft\" title=\"dome\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/dome.bmp\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"179\" \/><\/span><span style=\"font-size: small;\">Nelle scorse settimane un acceso dibattito ha avuto luogo in Australia. In un saggio pubblicato su \u00abQuarterly Essay\u00bb e parzialmente anticipato su \u00abAustralian\u00bb, Hugh White ha messo in guardia contro inquietanti processi in atto: all\u2019ascesa della Cina Washington risponde con la tradizionale politica di \u00abcontenimento\u00bb, rafforzando minacciosamente il suo potenziale e le sue alleanze militari; Pechino a sua volta non si lascia facilmente intimidire e \u00abcontenere\u00bb; tutto ci\u00f2 pu\u00f2 provocare una polarizzazione in Asia tra schieramenti contrapposti e far emergere \u00abun rischio reale e crescente di guerra di larghe proporzioni e persino di guerra nucleare\u00bb.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019autore di questa messa in guardia non \u00e8 un illustre sconosciuto: ha alle spalle una lunga carriera di analista dei problemi della difesa e della politica estera e fa parte in qualche modo dell\u2019establishment intellettuale. Non a caso il suo intervento ha provocato un dibattito nazionale, al quale ha partecipato lo stesso primo ministro, la signora Julia Gillard, che ha ribadito la necessit\u00e0 del legame privilegiato con gli Usa. Ma i circoli australiani oltranzisti sono andati ben oltre: occorre impegnarsi a fondo per una Grande allenza delle democrazie contro i despoti di Pechino.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio: l\u2019ideologia della guerra contro la Cina fa leva su una ideologia di vecchia data che giustifica e anzi celebra le aggressioni militari e le guerre dell\u2019Occidente in nome della \u00abdemocrazia\u00bb e dei \u00abdiritti umani\u00bb. Ed ecco che ora il \u00abPremio Nobel per la pace\u00bb viene conferito al \u00abdissidente\u00bb cinese Liu Xiaobo: un tempismo perfetto, tanto pi\u00f9 perfetto se si pensa alla guerra commerciale contro la Cina minacciata questa volta in modo aperto e solenne dal Congresso statunitense.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\">La Cina, l\u2019Iran e la Palestina<\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Tra i primi a compiacersi della scelta dei signori di Oslo \u00e8 stata Shirin Ebadi, che ha subito rincarato la dose: \u00abNon solo la Cina \u00e8 un Paese che viola i diritti umani. \u00c8 anche un Paese che appoggia e sostiene molti altri regimi che li violano, come quelli al potere in Sudan, in Birmania, nella Corea del Nord, in Iran\u2026\u00bb; per di pi\u00f9, \u00e8 un Paese responsabile del \u00abgrande sfruttamento degli operai\u00bb. E dunque, occorre boicottare \u00abi prodotti cinesi\u00bb e \u00ablimitare il pi\u00f9 possibile gli scambi economici e commerciali con la Cina\u00bb. E di nuovo: chiaro \u00e8 il contributo all\u2019ideologia della guerra condotta in nome della \u00abdemocrazia\u00bb e dei \u00abdiritti umani\u00bb e aperta \u00e8 la dichiarazione di guerra commerciale.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ma, allora, perch\u00e9 Shirin Ebadi ha conseguito nel 2003 il \u00abPremio Nobel per la pace\u00bb? Il premio \u00e8 stato conferito a una signora che ha una visione manichea delle relazioni internazionali; nella lista delle violazioni dei diritti umani non c\u2019\u00e8 posto per Abu Ghraib e Guantanamo, per i complessi carcerari in cui Israele rinchiude in massa i palestinesi, per i bombardamenti e le guerre scatenate sulla base di pretesti falsi e bugiardi, per l\u2019uranio impoverito, per gli embarghi tendenzialmente genocidi messi in atto sfidando la stragrande maggioranza dei membri dell\u2019Onu e della comunit\u00e0 internazionale\u2026<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">E per quanto riguarda il \u00abgrande sfruttamento degli operai\u00bb in Cina, Shirin Ebadi chiaramente parla a vanvera: nel grande paese asiatico centiniaia di milioni di donne e uomini sono stati sottratti alla fame a cui li avevano condannati in primo luogo l\u2019aggressione imperialista e l\u2019embargo proclamato dall\u2019Occidente; e in questi giorni su tutti gli organi di informazione si pu\u00f2 leggere che i salari operai stanno crescendo a ritmo assai rapido.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">In ogni caso, se l\u2019embargo contro Cuba infierisce esclusivamente sugli abitanti dell\u2019isola, un eventuale embargo contro la Cina provocherebbe una crisi economica planetaria, con conseguenze devastanti anche per le masse popolari occidentali e con tanti saluti per i diritti umani (almeno per quelli economici e sociali).<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio: nel 2003, a conseguire il \u00abPremio Nobel per la pace\u00bb \u00e8 stata una ideologa della guerra mediocre e provinciale. Si \u00e8 voluto premiare una attivista che, se non sul piano internazionale, almeno sul piano interno all\u2019Iran, intende difendere la causa dei diritti umani? Se questo fosse stato l\u2019intento dei signori di Oslo, essi avrebbero dovuto premiare Mohammad Mosaddeq, che agli inizi degli anni \u201950 del Novecento si impegn\u00f2 a costruire un Iran democratico ma che, avendo avuto l\u2019ardire di nazionalizzare l\u2019industria petrolifera, fu rovesciato da un colpo di Stato organizzato da Gran Bretagna e Usa, dai paesi che oggi si ergono a campioni della causa della \u00abdemocrazia\u00bb e dei \u00abdiritti umani\u00bb.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Oppure, i signori di Oslo avrebbero potuto premiare qualcuno dei coraggiosi oppositori della feroce dittatura dello Sci\u00e0, sostenuta dai soliti, improbabili campioni della causa della \u00abdemocrazia\u00bb e dei \u00abdiritti umani\u00bb.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ma, allora, perch\u00e9 nel 2003 il \u00abPremio Nobel per la pace\u00bb \u00e8 stato conferito a Shirin Ebadi? In quel periodo di tempo, mentre conosceva un nuovo giro di vite l\u2019interminabile martirio del popolo palestinese, si delineava con chiarezza la Crociata contro l\u2019Iran. Un riconoscimento dato a un attivista palestinese sarebbe stato un reale contributo alla causa della distensione e della pace nel Medio Oriente. Mancano gli attivisti palestinesi \u00abnon-violenti\u00bb? E\u2019 difficile definire \u00abnonviolento\u00bb Obama, il leader di un paese che \u00e8 impegnato in varie guerre e che per gli armamenti spende da solo quanto tutto il resto del mondo messo assieme. In ogni caso, i \u00abnon-violenti\u00bb non mancano in Palestina, e comunque non-violenti sono gli attivisti che da vari paesi giungono in Palestina per cercare di difendere i suoi abitanti da una violenza soverchiante e che talvolta sono stati spazzati via dai carri armati o dai bulldozer dell\u2019esercito di occupazione.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Sennonch\u00e9, i signori di Oslo hanno preferito premiare una attivista che da allora non si stanca di attizzare il fuoco della guerra in primo luogo contro l\u2019Iran, ma ora anche contro la Cina. Dopo la consacrazione e la trasfigurazione di Liu Xiaobo, \u00e8 subito intervenuto il presidente statunitense, che ha chiesto l\u2019immediato rilascio del \u00abdissidente\u00bb. Ma perch\u00e9 non liberare intanto i detenuti senza processo di Guantanamo o almeno premere per la liberazione degli innumerevoli palestinesi (talvolta appena adoloscenti) da Israele rinchiusi, come riconosce la stessa stampa occidentale, in complessi carcerari racccapriccianti?<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\">I signori di Oslo, gli Usa e la Cina<\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Con Obama ci imbattiamo in un altro \u00abPremio Nobel per la pace\u00bb dalle caratteristiche assai singolari. Quando l\u2018ha conseguito, lo scorso anno, egli aveva gi\u00e0 chiarito che intendeva rafforzare in Afghanistan la presenza militare Usa e Nato e dare impulso alle operazioni di guerra. Confortato anche dal prestigioso riconoscimento conferitogli a Oslo, egli \u00e8 stato fedele alla sua parola: sono ora ben pi\u00f9 numerosi che ai tempi di Bush gli squadroni della morte che dall\u2019alto dei cieli \u00abeliminano\u00bb i \u00abterroristi\u00bb, i \u00abterroristi\u00bb potenziali e i sospetti di \u00abterrorismo\u00bb, e questi elicotteri e aerei senza pilota che fungono da squadroni della morte infuriano anche in Pakistan (con le numerose vittime \u00abcollaterali\u00bb che ne conseguono); l\u2019indignazione popolare \u00e8 cos\u00ec forte e diffusa che anche i governanti di Kabul e Islamabad si sentono costretti a protestare contro Washington.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ma non si lascia certo impressionare Obama, che pu\u00f2 sempre esibire il \u00abPremio Nobel per la pace\u00bb! Nei giorni scorsi \u00e8 trapelata una notizia raccapricciante: in Afghanistan non mancano i militari statunitensi che uccidono per divertimento civili innocenti, conservando poi qualche parte del corpo delle vittime come souvenir di caccia. L\u2019amministrazione Usa si \u00e8 subito affrettata a bloccare la diffusione di ulteriori particolari e soprattutto delle foto: scioccata, l\u2019opinione pubblica americana e internazionale avrebbe potuto premere ulteriormente per la fine della guerra in Afghanistan; pur di continuarla e inasprirla, il \u00abpremio Nobel per la pace\u00bb ha preferito infliggere un colpo anche alla libert\u00e0 di stampa.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ma a questo proposito si pu\u00f2 fare una considerazione di carattere generale. Nel Novecento sono gli Usa il paese che ha visto incoronato dal \u00abPremio Nobel per la pace\u00bb il maggior numero di uomini di Stato: Theodore Roosevelt (per il quale l\u2019unico indiano \u00abbuono\u00bb era quello morto), Kissinger (il protagonista del colpo di Stato di Pinochet in Cile e della guerra in Vietnam), Carter (il promotore del boicottaggio dei Giochi olimpici di Mosca del 1980 e del divieto di esportazione di grano all\u2019Urss, intervenuta in Afghanistan contro i <em>freedom fighters <\/em>islamici), Obama (che ora contro gli ex- <em>freedom fighters<\/em>, nel frattempo divenuti terroristi, fa ricorso a un mostruoso apparato di guerra).<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Vediamo sul versante opposto in che modo i signori di Oslo si atteggiano nei confronti della Cina. Questo paese, che rappresenta un quarto dell\u2019umanit\u00e0, negli ultimi tre decenni non si \u00e8 impegnato in nessuna guerra e ha promosso uno sviluppo economico che, liberandoli dalla miseria e dalla fame centinaia di milioni di donne e uomini, ha consentito loro l\u2019accesso in ogni caso ai diritti economici e sociali. Ebbene, i signori di Oslo si sono degnati di prendere in considerazione questo paese solo per assegnare tre premi a tre \u00abdissidenti\u00bb: nel 1989 viene conferito il \u00abNobel per la pace\u00bb al XIV Dalai Lama, che gi\u00e0 da tre decenni aveva abbandonato la Cina; nel 2000 consegue il Nobel per la letteratura Gao Xingjan, uno scrittore che era ormai cittadino francese; nel 2010 il \u00abNobel per la pace\u00bb incorona un altro dissidente che, dopo essere vissuto negli Usa ed aver insegnato alla Columbia University, ritorna in Cina \u00abdi corsa\u00bb (Marco Del Corona, in \u00abCorriere della Sera\u00bb del 9 ottobre) per partecipare alla rivolta (tutt\u2019altro che pacifica) di Piazza Tienanmen. Ancora ai giorni nostri, egli cos\u00ec parla del suo popolo: \u00abnoi cinesi, cos\u00ec brutali\u00bb (Ilaria Maria Sala, in \u00abLa Stampa\u00bb del 9 ottobre).<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">E cos\u00ec, agli occhi dei signori di Oslo, la causa della pace \u00e8 rappresentata da un paese (gli Usa), che spesso si ritiene investito della missione divina di guida del mondo e che ha installato e continua a installare minacciose basi militari in ogni angolo del pianeta; per la Cina (che non detiene basi militari all\u2019estero), per una civilt\u00e0 millenaria che, dopo il secolo di umiliazioni e di miseria imposto dall\u2019imperialismo, sta ritornando al suo antico splendore, a rappresentare la causa della pace (e della cultura) sono solo tre \u00abdissidenti\u00bb che ormai poco o nulla hanno a che fare col popolo cinese e che vedono nell\u2019Occidente il faro esclusivo che illumina il mondo.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che nella politica dei signori di Oslo vediamo riemergere l\u2019antica arroganza colonialista e imperialista. Mentre in Australia risuonano voci allarmate per i pericoli di guerra, a Oslo si rid\u00e0 lustro a un\u2019ideologia della guerra di infausta memoria: a suo tempo da J. S. Mill le guerre dell\u2019oppio sono state celebrate come un contributo alla causa della \u00ablibert\u00e0\u00bb dell\u2019\u00abacquirente\u00bb oltre che del venditore (di oppio) e da Tocqueville come un contributo alla causa della lotta contro l\u2019\u00abimmobilismo\u00bb cinese.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Non sono molto diverse le parole d\u2019ordine agitate in questi giorni dalla stampa occidentale, che non si stanca di denunciare l\u2019immobile dispotismo orientale. Occorre prenderne atto: saranno pure ispirati da nobili intenzioni, ma col loro comportamento concreto i signori del \u00abNobel per la pace\u00bb meritano per ora soltanto il Nobel per la guerra.<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/div>\n<div><em><strong>Domenico Losurdo, filosofo<\/strong><\/em><\/div>\n<div>Tratto da: <em>http:\/\/domenicolosurdo.blogspot.com<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle scorse settimane un acceso dibattito ha avuto luogo in Australia. In un saggio pubblicato su \u00abQuarterly Essay\u00bb e parzialmente anticipato su \u00abAustralian\u00bb, Hugh White ha messo in guardia contro inquietanti processi in atto: all\u2019ascesa della Cina Washington risponde con la tradizionale politica di \u00abcontenimento\u00bb, rafforzando minacciosamente il suo potenziale e le sue alleanze militari; Pechino a sua volta non si lascia facilmente intimidire e \u00abcontenere\u00bb; tutto ci\u00f2 pu\u00f2 provocare una polarizzazione in Asia tra schieramenti contrapposti e far emergere \u00abun rischio reale e crescente di guerra di larghe proporzioni e persino di guerra nucleare\u00bb. L\u2019autore di questa messa in<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":305,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-304","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/304","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=304"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/304\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":375,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/304\/revisions\/375"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/305"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=304"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=304"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=304"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=304"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}