{"id":3033,"date":"2013-08-26T16:35:31","date_gmt":"2013-08-26T16:35:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3033"},"modified":"2017-04-20T22:08:24","modified_gmt":"2017-04-20T22:08:24","slug":"liberta-di-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=3033","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di scelta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel lontano 1882, Paul Lafargue scriveva:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\"><em>\u201cCi sono altrettante autonomie quante frittate e morali: frittata alla confettura, morale religiosa; frittata alle erbette, morale aristocratica; frittata al lardo, morale commerciale; frittata soffiata, morale radicale o indipendente, eccetera &#8230; L\u2019Autonomia, come la Libert\u00e0, come la Giustizia, non \u00e8 un principio eterno, sempre identico a s\u00e9 medesimo; ma un fenomeno storico variabile, secondo gli ambienti dove si manifesta\u201d<\/em> (L\u2019autonomie, in L&#8217;Egalit\u00e9, organe du Parti Ouvrier Fran\u00e7ais, 25 d\u00e9cembre 1881 &#8211; 15 janvier 1882, traduzione del sottoscritto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo ora alla politica scolastica e alla utilizzazione odierna del concetto di autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Il neo liberismo ha un concetto del tutto economico della conoscenza e dell\u2019autonomia.<br \/>\nConoscenza quale \u201ccapitale umano\u201d, risorsa da investire.<br \/>\nAutonomia quale competizione.<br \/>\nL\u2019economia neo liberista della conoscenza pratica il concetto di autonomia fra gli istituti, come strumento di competizione e di produttivit\u00e0.<br \/>\nUno dei grimaldelli di questa economia \u00e8 il confronto fra istituti; basti ricordare le annuali competizioni PISA, o in Svizzera al concordato Harmos, che introduce chiaramente un confronto fra modelli ed istituti quale strumento di misura della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento.<br \/>\nNon per niente, il corollario di questa competizione \u00e8 la rivendicazione della libera scelta dell\u2019istituto. La libera scelta permette cos\u00ec il genitore di scegliere quello che secondo lui \u00e8 il migliore istituto. Un po\u2019 come andare al mercato, in un negozio piuttosto che l\u2019altro, annusi un pomodoro, lo scarti, provi i pantaloni, preferisci quelli di marca, e cos\u00ec via. Illudendoci che ci\u00f2 stimoli la qualit\u00e0. Nei paesi che l\u2019hanno sperimentata, molto rapidamente si sono create scuole di serie A.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi non illudiamoci. Il modello del mercato \u00e8 sotto gli occhi di tutti: vediamo bene come alcuni cittadini possono permetetrsi la spesa bio, altri devono rincorrere tutti gli sconti, senza preoccuparsi della qualit\u00e0 del prodotto. Alcuni hanno il borsellino ben gonfio, altri hanno gli spiccioli contati e faticano a raggiungere la fine del mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un mistero che l\u2019Autonomia (degli istituti) sia uno dei principali vettori di deregolamentazione e delocalizzazione delle scuole, un concetto ancorato fortemente nella politica scolastica e quindi nella gestione della vita quotidiana degli istituti scolastici.<br \/>\nDegli esempi? Ne faccio tre:<br \/>\n&#8211; la presenza\/assenza delle mense in sede,<br \/>\n&#8211; l\u2019organizzazione o meno di corsi dopo scuola, serali ed estivi,<br \/>\n&#8211; la presenza\/assenza di aule informatizzate e di responsabili di tali aule.<br \/>\nE\u2019 notorio che a seconda del comune notiamo una presenza molto differenziata di questi servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) In verit\u00e0 il concetto di autonomia equivale unitamente alla costruzione di un dispositivo scolastico mercantile, in clima di:<br \/>\n&#8211; riduzione delle risorse pubbliche (basti ricordare la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei tagli subiti dalla scuola pubblica negli ultimi vent\u2019anni).<br \/>\n&#8211; rinuncia a perseguire le pari opportunit\u00e0,<br \/>\n&#8211; de-voluzione (de-localizzazione), vedi l\u2019importanza sempre maggiore che si d\u00e0 agli apprendimenti informali,<br \/>\n&#8211; competizione fra istituti, come abbiamo visto nel primo paragrafo fra confronti PISA, HarmoS, e libera scelta,<br \/>\n&#8211; restaurazione della scuola classista e spinte alla privatizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P.S. La recente proposta di abolire il 4\u00b0 anno di Liceo \u00e8 una conseguenza assolutamente logica della nostra organizzazione statale mercantile e competitiva. Una fetta del salame: riduce le risorse, rinuncia a perseguire le pari opportunit\u00e0, d\u00e0 maggiore importanza agli apprendimenti extra-scuola, si mette in competizione con altre realt\u00e0 (facciamo tutto in tre anni), spinge alla privatizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Giovanni Galli<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 nel lontano 1882, Paul Lafargue scriveva: \u201cCi sono altrettante autonomie quante frittate e morali: frittata alla confettura, morale religiosa; frittata alle erbette, morale aristocratica; frittata al lardo, morale commerciale; frittata soffiata, morale radicale o indipendente, eccetera &#8230; L\u2019Autonomia, come la Libert\u00e0, come la Giustizia, non \u00e8 un principio eterno, sempre identico a s\u00e9 medesimo; ma un fenomeno storico variabile, secondo gli ambienti dove si manifesta\u201d (L\u2019autonomie, in L&#8217;Egalit\u00e9, organe du Parti Ouvrier Fran\u00e7ais, 25 d\u00e9cembre 1881 &#8211; 15 janvier 1882, traduzione del sottoscritto). 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