{"id":2999,"date":"2013-08-18T23:04:39","date_gmt":"2013-08-18T23:04:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2999"},"modified":"2013-08-22T20:22:55","modified_gmt":"2013-08-22T20:22:55","slug":"christoph-blocher-la-coscienza-sporca-della-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2999","title":{"rendered":"Christoph Blocher: la coscienza sporca della sinistra?"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1683\" aria-describedby=\"caption-attachment-1683\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/janosch.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1683 \" alt=\"Janosch Schnider\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/janosch-300x216.png\" width=\"210\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/janosch-300x216.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/janosch.png 449w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1683\" class=\"wp-caption-text\">Janosch Schnider<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura di Christoph Blocher, leader dell\u2019Unione Democratica di Centro (UDC), \u00e8 aleggiata come un fantasma per tutto il Festival del Film di Locarno, fino alla fatidica sera di ieri, quando il documentario del regista svizzero Jean-St\u00e9phane Bron \u00e8 andato finalmente in scena per il pubblico della Piazza Grande. Uno spettro che si \u00e8 aggirato fino alla fine, tra le voci, che si sono pi\u00f9 volte rincorse, sulla possibilit\u00e0 che una delle sedie potesse essere occupata dal protagonista della serata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Protagonista, ecco, forse \u00e8 il vocabolo pi\u00f9 azzeccato per descrivere il tribuno democentrista. Come imprenditore. Come politico. Ma il regista mette in primo luogo al centro della sua narrazione la vicenda dell\u2019uomo Blocher, all\u2019insegna di un tentativo di codificarne le gesta attraverso le lenti del suo vissuto: nato un luned\u00ec a Laufen Am Rhein, figlio di un pastore protestante, e settimo di undici figli il cui rumoreggiare, unitamente al frastuono provocato dallo scorrere del Reno, tempra il ruggito dell\u2019indiscusso mattatore degli ultimi vent\u2019anni della politica svizzera. Consegue in giovane et\u00e0 il diploma di agricoltore, contro i consigli del padre, che gli ricorda di essere sprovvisto di propriet\u00e0 su cui dare avvio alla sua attivit\u00e0: \u00abchiss\u00e0 quante volte quel monito sar\u00e0 risuonato nella sua testa\u00bb, si chiede Bron, alludendo ad una possibile genesi della sua fame di imprenditore. \u00abSei sempre dagli Sch\u00e4r. Sei uno Sch\u00e4r\u00bb, gli fa notare ancora il padre, riferendosi ai vicini, che il giovane Blocher frequenta assiduamente per questioni professionali. Le origini tedesche, come un peccato originale, e le immagini di una manifestazione del 1952, contro la posa di una centralina sul Reno \u2013 una sorta di battesimo delle masse e del loro potere per il futuro condottiero della destra conservatrice \u2013 completano il quadro che nel disegno di Bron ne delineano la personalit\u00e0 e i tratti caratteristici che ben conosciamo: \u00e9 lo sguardo sull\u2019uomo di chi \u2013 e il regista lo esplicita chiaramente \u2013 non ne condivide le idee, ma cerca di comprenderne la formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/l-experience-blocher_c_Frenetic-672x359.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3001\" alt=\"l-experience-blocher_c_Frenetic--672x359\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/l-experience-blocher_c_Frenetic-672x359-300x160.jpg\" width=\"300\" height=\"160\" \/><\/a>\u00c8 un vincente, Blocher. La sua storia lo palesa in maniera evidente: studia, ottiene la maturit\u00e0, si laurea in giurisprudenza ed emerge presto, scalando l\u2019organigramma della EMS Chemie, industria chimica ubicata nei pressi di Coira, fino a divenire uno degli uomini pi\u00f9 ricchi del paese. Le origini umili non lo fermeranno mai: dagli Sch\u00e4r agli Oswald, le sue capacit\u00e0 lo porteranno sempre a legarsi a personaggi all\u2019altezza delle sue ambizioni, puntualmente realizzate.<br \/>\nChi altro poteva dare vita ad una discesa in campo in versione elvetica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 nel 1992, in occasione del voto popolare sull\u2019adesione della Svizzera allo spazio economico europeo, che Blocher cambia i connotati della politica nazionale. Solo contro tutti, inaugura le sue battaglie anti-europeiste con un trionfo che stende la strana alleanza tra centro liberista e sinistra cosmopolita (o cosmopolla?), deciso a difendere il paese da un progetto politico ed economico da lui definito fallimentare. La storia gli dar\u00e0 ragione: parliamo di una persona che negli anni \u201980 inaugurava fruttuosi affari con il governo cinese, avendone intuito le potenzialit\u00e0 con una trentina d\u2019anni d\u2019anticipo sui comuni mortali. \u00c8 una vittoria storica ed esemplare, perch\u00e9 segna il prevalere dell\u2019approccio delle destre su quello delle sinistre rispetto alla globalizzazione: la chiave di volta per un ventennio di vittorie della cosiddetta destra populista in tutta Europa, fatta eccezione per quei paesi dov\u2019\u00e8 sopravvissuta la sinistra non annacquata, di tradizione comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raccoglie lo storico Partito Agrario e ne guida la transizione al neo-liberismo, conservandone la base popolare a suon d\u2019iniziative xenofobe. \u00abAlla gente piacciono le vittorie superficiali\u00bb, esclama nella sua automobile sotto le telecamere di Bron \u2013 che lo segue nel suo peregrinare per tutta la Svizzera per le elezioni del 2011 \u2013 tra la supervisione di un\u2019intervista e l\u2019altra. Cura il dettaglio Blocher: da buon vincente sa che \u00e8 questo a fare la differenza tra i mediocri e migliori. La macchina da guerra UDC apre sezioni in ogni Cantone, scandalizza il paese con le sue grafiche politicamente scorrette: la politica svizzera \u00e8 trascinata di peso in una nuova epoca, e ancora una volta sono le visioni blocheriane ad imporsi sull\u2019esistente.<br \/>\nIl documentario fa tappa tra tutte le principali vicende politiche di Christoph Blocher: dalla sua elezione in Consiglio Federale alla sua esclusione dallo stesso, per mano di un\u2019alleanza trasversale che lo rovescia nel nome della collegialit\u00e0. La sinistra \u00e8 in prima fila, in difesa dei pilastri dello Stato che era nata per combattere. Comincia qui la fase calante di una parabola con cui il regista sembra voler chiudere la pellicola: il leone ferito, che osserva il delinearsi della sua personalissima Marignano, la battaglia che soppresse una volta per tutte le velleit\u00e0 espansionistiche dei Confederati. Le stesse parole di Oscar Freysinger, uno dei suoi colonnelli di cui \u2013 da politico lungimirante \u2013 ha saputo circondarsi, sembrano darlo per spacciato in una trasmissione radiofonica che Blocher ascolta durante un ennesimo viaggio in automobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a prova contraria, per\u00f2, Blocher \u00e8 ancora l\u00ec. Il personaggio che risulta dall\u2019ottimo lavoro di Jean-St\u00e9phane Bron non sembra conoscere resa, e forse quello del regista non \u00e8 altro che un riflesso ormai incondizionato della crisi culturale di cui soffre oggi la sinistra: davvero non ci \u00e8 rimasta che l\u2019attesa della morte dei nostri avversari per cantare effimere vittorie? Per quanto tempo continueremo a nasconderci, fino a diventare invisibili, dietro l\u2019indignazione per l\u2019ascesa di formazioni politiche come l\u2019UDC e non meglio precisati umori popolari, puntando il dito contro vere o presunte scorrettezze altrui, invece di capire, una volta per tutte, che all\u2019origine dei successi dei Blocher e dei Bignasca risiede principalmente la nostra incapacit\u00e0 di coltivare e sviluppare le nostre istanze, di ritrovare la nostra progettualit\u00e0 in senso strategico e di poterci conseguentemente riconnettere con il paese reale, tornando protagonisti nel nostro ruolo irrinunciabile \u2013 pena una lenta morte \u2013 di forza popolare? Abbiamo davvero tanta paura di Christoph Blocher, oppure \u00e8 soltanto una triste scusa per evitare di ammettere, con una trentina d\u2019anni di ritardo, di aver sbagliato strada?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Janosch Schnider<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato originariamente su:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ticinolibero.ch\"><span style=\"color: #ff0000;\">TicinoLibero.ch<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura di Christoph Blocher, leader dell\u2019Unione Democratica di Centro (UDC), \u00e8 aleggiata come un fantasma per tutto il Festival del Film di Locarno, fino alla fatidica sera di ieri, quando il documentario del regista svizzero Jean-St\u00e9phane Bron \u00e8 andato finalmente in scena per il pubblico della Piazza Grande. 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