{"id":299,"date":"2009-11-30T21:33:52","date_gmt":"2009-11-30T21:33:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=299"},"modified":"2016-06-06T12:36:08","modified_gmt":"2016-06-06T12:36:08","slug":"gli-studenti-zurighesi-si-ribellano-giu-le-mani-dalla-nostra-universita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=299","title":{"rendered":"Gli studenti zurighesi si ribellano: &#8220;gi\u00f9 le mani dalla nostra universit\u00e0!&#8221;"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_300\" aria-describedby=\"caption-attachment-300\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/13937_1291313404113_1268602530_832326_3525163_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-300\" title=\"13937_1291313404113_1268602530_832326_3525163_n\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/13937_1291313404113_1268602530_832326_3525163_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/13937_1291313404113_1268602530_832326_3525163_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/13937_1291313404113_1268602530_832326_3525163_n.jpg 604w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-300\" class=\"wp-caption-text\">(c) Foto di Marin Mikelin (2009)<\/figcaption><\/figure>\n<p>ZURIGO &#8211; Quanto successo in altre cinquanta universit\u00e0 europee si \u00e8 sviluppato sotto forme diverse anche negli atenei svizzeri. Ci\u00f2 che conformizza l\u2019accaduto in tutta Europa sono i motivi della protesta. Gli studenti, dall\u2019Austria alla Spagna, non possono pi\u00f9 chinare la testa e sottostare all\u2019ennesima privazione del piacere di imparare. Hanno voluto quindi alzare la voce, far sentire la loro disapprovazione a questo che \u00e8 un altro tentativo di mercificazione dell\u2019istruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Zurigo, da dove scrivo e studio, tutto \u00e8 iniziato marted\u00ec 17 novembre alle ore 15.15 con la prima manifestazione che ha raccolto davanti all\u2019edificio centrale circa 500 studenti. L\u2019atmosfera era quella delle migliori, canzoni e striscioni arricchivano il grigio pomeriggio zurighese, e si sentiva che qualcosa d\u2019importante doveva succedere. L\u2019assembramento si \u00e8 infatti ben presto spostato sempre pi\u00f9 all\u2019interno dell\u2019edificio fino ad arrivare all\u2019occupazione dell\u2019aula principale dello stabile alle ore 17.15. Si \u00e8 iniziato ad appendere striscioni alle pareti e si \u00e8 subito capito che per un po\u2019 di tempo quell\u2019aula non sarebbe pi\u00f9 servita per le semplici lezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al grido \u201cUni Zurich ist besetzt!\u201d inizia la prima assemblea degli studenti occupanti, dove diversi di noi hanno potuto spiegare l\u2019importanza del movimento di ribellione, dell\u2019unit\u00e0 degli studenti contro le ipotesi di privatizzazione. Si sono creati i gruppi di lavoro che per tutte le giornate hanno avuto il compito di trattare le diverse tematiche dell\u2019occupazione. Tali gruppi si sono impegnati nei lavori organizzativi pi\u00f9 fondamentali, come la cucina e l\u2019ordine, cos\u00ec come naturalmente dell\u2019attivit\u00e0 politica (dai volantinaggi alle discussioni sui temi dell\u2019istruzione e dell\u2019imperialismo). Quest\u2019organizzazione \u00e8 sembrata fin da subito utile. Il giorno dopo, il volantinaggio si \u00e8 spostato anche agli altri stabili dell\u2019Universit\u00e0, dove la protesta era fino a quel momento solo un vociferare fra i corridoi, e il gruppo dei media ha rilasciato interviste sui principali giornali zurighesi e alle radio della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le rivendicazioni degli studenti sono state all\u2019ordine del giorno di ogni assemblea, dove, a mio modo di vedere, quasi esageratamente erano ridiscusse a ogni occasione. Si sono svolti momenti di solidariet\u00e0 reciproca e collaborazione con gli altri studenti in lotta di Berna, come ad esempio una diretta in streaming via Internet, dove sia gli studenti di Zurigo sia quelli di Berna hanno potuto assistere a una conferenza tenuta dal professore berlinese Alex Demirovic sul tema dei danni causati dalla riorganizzazione neoliberale della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante i lati positivi, credo tuttavia che sia mancato fin da subito il ruolo guida di un gruppo capace di essere un po\u2019 pi\u00f9 organizzato e meno spontaneista. Lo StuRa, il parlamento studentesco dell\u2019universit\u00e0, \u00e8 stato completamente incapace di svolgere questo ruolo nel movimento di massa creatosi, anzi, \u00e8 stato completamente assente nei momenti principali dell\u2019occupazione, facendo nascere forme di spontaneismo e assemblearismo che hanno portato a elementi di tendenza anarchica ad avere l\u2019egemonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso l\u2019occupazione ha avuto il consenso della base, che riesce a portare ancora mentre scrivo circa 200 persone per la proiezione di un film-documentario di Matthieu Chatallier e Daniele de Felice. La speranza principale \u00e8 che questi momenti possano trovare forme di continuit\u00e0 della lotta anche dopo l\u2019occupazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ZURIGO &#8211; Quanto successo in altre cinquanta universit\u00e0 europee si \u00e8 sviluppato sotto forme diverse anche negli atenei svizzeri. 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