{"id":2982,"date":"2013-08-18T22:40:11","date_gmt":"2013-08-18T22:40:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2982"},"modified":"2013-08-22T20:26:07","modified_gmt":"2013-08-22T20:26:07","slug":"anche-una-famiglia-ticinese-in-una-svizzera-armata-fino-ai-denti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2982","title":{"rendered":"Anche una famiglia ticinese in una Svizzera armata fino ai denti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Andreas-Arnold.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2984\" alt=\"Andreas-Arnold\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Andreas-Arnold-300x137.jpg\" width=\"300\" height=\"137\" \/><\/a>Il documentario ticinese di <strong>David Induni<\/strong>, Heritage (Fuori concorso) mostra la relazione che la Svizzera ha con le armi. Intervistando famiglie col fucile militare in casa, campioni olimpici di tiro, collezionisti, politici e persino ragazzini \u201cresponsabilizzati\u201d per quello sparare, percepito come un semplice sport, \u201cdemocratico\u201d, perch\u00e9 aperto indistintamente a giovani e vecchi, Induni evidenzia l\u2019attrazione di una parte della popolazione per le armi e le sue tradizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Svizzera risulta essere il terzo paese al mondo in fatto di possessori privati di armi. Il documentario sostiene che ci\u00f2 sia dovuto a questioni di eredit\u00e0, come suggerisce il titolo, che riprende le tradizioni mercenarie degli antenati agganciando il concetto della libert\u00e0 individua le garantita solo se ci si pu\u00f2 difendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli intervistati che pi\u00f9 mettono in evidenza il rapporto estremo con le armi, c\u2019\u00e8 una famiglia ticinese amante delle armi e del tiro sportivo, della quale i genitori educano i loro figli gi\u00e0 da piccoli a maneggiare armi, convinti che in questo modo si possano prevenire incidenti con fucili e pistole presenti in casa, rafforzare lo spirito di famiglia attraverso gite alle varie feste di tiro ed aiutarli nel miglioramento della loro concentrazione e il loro rispetto nei confronti degli altri. Vi sono poi interviste a politici come <strong>Ueli Maurer<\/strong> o <strong>Christoph Blocher<\/strong> che, con discorsi tenuti alle numerose feste di tiro e rievocazioni di battaglie storiche di patriottismo, elogiano queste celebrazioni e le armi ponendo l\u2019accento sull\u2019aspetto storico e patriottico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le diverse interviste, alternate a riprese del paesaggio svizzero da cartolina, mostrano una realt\u00e0 talmente estrema, che quasi ci si chiede se non rendi il tutto controproducente. Visto che potrebbe far pensare agli spettatori che quelli che stanno vedendo siano solo casi isolati ben lontani dalla realt\u00e0. Pensando per\u00f2 al fatto che ci siano 175\u2019000 iscritti alla federazione svizzera di tiro (terza federazione sportiva svizzera per numero di iscritti), sentendo i discorsi di ex e attuali consiglieri federali e tenendo conto dell\u2019altissimo numero di armi in circolazione in Svizzera, ci si rende conto che non si tratta poi di una problematica cos\u00ec marginale ma che le armi presentano un problema ben diffuso in tutto il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verso la fine del documentario, la realt\u00e0 estrema mostrata in precedenza viene bilanciata tramite l\u2019intervista a <strong>Jean Ziegler<\/strong>, sociologo e politico svizzero, il quale oltre a sottolineare l\u2019assurdit\u00e0 delle numerosissime armi in circolazione in Svizzera e i pericoli da esse derivate si sofferma anche sulla problematica delle esportazioni di armi, ricordando le armi fabbricate in Svizzera giunte in Sudamerica e utilizzate per l\u2019assassinio di Che Guevara, e menzionando la RUAG che esporta armi in paesi in Guerra come Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, il documentario riesce a mostrare una realt\u00e0 importante in Svizzera e, pur mostrando degli esempi estremi e non citando i numerosi incidenti e crimini commessi con le armi, porta lo spettatore a riflettere sull\u2019assurdit\u00e0 della situazione che diventa ancora pi\u00f9 attuale in questo periodo vista la votazione sull\u2019abolizione della leva militare obbligatoria in settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Andreas Arnold<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato originariamente su:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ticinolibero.ch\"><span style=\"color: #ff0000;\">TicinoLibero.ch<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il documentario ticinese di David Induni, Heritage (Fuori concorso) mostra la relazione che la Svizzera ha con le armi. 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