{"id":2824,"date":"2013-05-22T14:27:23","date_gmt":"2013-05-22T14:27:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2824"},"modified":"2013-05-22T14:27:23","modified_gmt":"2013-05-22T14:27:23","slug":"elezione-popolare-del-consiglio-federale-si-dai-comunisti-no-dal-centrosinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2824","title":{"rendered":"Elezione popolare del Consiglio federale: s\u00ec dai comunisti, no dal centrosinistra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il prossimo 9 giugno il popolo svizzero sar\u00e0 chiamato alle urne per decidere sull\u2019iniziativa popolare che chiede di modificare l\u2019elezione del Consiglio federale, cio\u00e8 del governo. Attualmente il governo elvetico \u00e8 eletto dai deputati sulla base della regola del consenso: tutti i maggiori partiti del Paese vi sono infatti rappresentanti in un esecutivo che altrove verrebbe probabilmente qualificato di \u201cunit\u00e0 nazionale\u201d cio\u00e8 dove tutti sono al governo (e nel contempo all\u2019opposizione) in un clima consociativo. Ora, invece, tutto ci\u00f2 potrebbe venire a cadere: l\u2019iniziativa promossa dall\u2019Unione Democratica di Centro (UDC), il partito populista legato al magnate <strong>Christoph Blocher<\/strong>, chiede infatti che sia il popolo svizzero a eleggere direttamente i propri ministri sulla base di un modello maggioritario.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019idea di \u2026sinistra!<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/josef_zysiadis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2826\" title=\"josef_zysiadis\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/josef_zysiadis.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"168\" \/><\/a>L\u2019idea di per s\u00e9 non \u00e8 nuova e non proviene tradizionalmente dai banchi della destra: da anni se ne discute fra gli addetti ai lavori e spesso tale proposta \u00e8 stata formulata per via parlamentare, invano, dal deputato del Partito Svizzero del Lavoro <strong>Josef Zysiadis<\/strong>, fino al 2007 unico esponente comunista nel legislativo elvetico. Peraltro ci\u00f2 \u00e8 coerente con la storia dei comunisti in Svizzera, i quali hanno sempre sostenuto la necessit\u00e0 di rafforzare ed estendere gli elementi di democrazia diretta gi\u00e0 presenti nell\u2019ordinamento rossoscrociato.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Nasce il \u2026PUSS <\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i maggiori partiti svizzeri sono per\u00f2 contrari alla nuova proposta. Inutile dire che ne va dei loro interessi partitocratrici di gestione del Paese dove ci si mette d\u2019accordo e ci si divide a vicenda la torta. Sembra quasi che la Svizzera sia retta da un regime a partito unico: il Partito Unico del Sistema Svizzera (PUSS), con al suo interno leggere varianti ideologiche (una pi\u00f9 conservatrice, una pi\u00f9 liberale e una un po\u2019 pi\u00f9 sociale), ma in cui, in fondo, tutti sono concordi ad esaltare il neo-corporativismo elvetico e a impegnarsi per non mutarlo di una virgola. Un sistema che prevede il neo-corporativismo nella societ\u00e0, il consociativismo nelle istituzioni politiche elettive e la \u201cpace del lavoro\u201d (cio\u00e8 di fatto il divieto di sciopero sindacale e di serrata padronale) in ambito economico. In Ticino, oltre agli scontati sostegni di UDC e Lega dei Ticinesi, l\u2019unica formazione politica cantonale che si apertamente schierata per il S\u00ec \u00e8 il Partito Comunista. A onor del vero anche singoli esponenti socialisti, come il politologo <strong>Nenad Stojanovic<\/strong>, hanno fatto questa scelta, ma si tratta di nette minoranze.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>No all\u2019immobilismo<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ps_pc_piccolo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2387\" title=\"ps_pc_piccolo\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ps_pc_piccolo.png\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"100\" \/><\/a>Un sistema, quello consociativo, che proprio non piace ai comunisti, l\u2019unica forza di sinistra a votare favorevolmente alla riforma. Gi\u00e0 nel 2009 in occasione di un loro Congresso Cantonale era stata approvata una risoluzione in cui si diceva: \u201cDi fronte alle crescenti crisi internazionali che si riverberano nel quadro europeo e quindi anche svizzero, il Partito Comunista (&#8230;) \u00e8 chiamato a promuovere, a partire dal Ticino, il superamento dell&#8217;organizzazione consociativa di gestione del potere tipicamente svizzera: creare dunque situazioni di scompiglio dello status quo borghese, in cui partitocrazia e collegialit\u00e0 rendono la societ\u00e0 immobile \u00e8 l\u2019invito che questo Congresso lancia agli organi dirigenti del Partito. (&#8230;) Le crescenti tensioni sociali, politiche ed economiche imporranno <em>de facto<\/em> il superamento dell&#8217;attuale schema politico che vede dalle amministrazioni locali all\u2019esecutivo nazionale il formarsi di strutture di governo che accolgono elementi provenienti dall&#8217;intero (o quasi) schieramento politico. Si pone cosi la necessit\u00e0 di iniziare la costruzione di una effettiva alternativa all&#8217;attuale sistema. Tale compito non pu\u00f2 che essere assolto da un vasto raggruppamento che raccolga intelligenze e sensibilit\u00e0 diverse e che si riconosca specificatamente nell&#8217;alternativa al quadro attuale\u201d. L\u2019iniziativa dell\u2019UDC non scardina questo sistema, ma perlomeno lo indebolisce \u00e8 il giudizio dei marxisti ticinesi. Ma cosa risponde <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, segretario del Partito Comunista, a chi loda il sistema di compromesso elvetico e ritiene l\u2019iniaziativa dell\u2019UDC solo un modo per rafforzare tendenze \u201cberlusconiane\u201d? \u201cOggi viviamo in una societ\u00e0 retta da un neo-corporativismo istituzionale basato su un sistema sociale di compromesso interclassista che garantisce il potere dei partiti storici e che \u00e8 essenziale per castrare ogni lotta e ogni trasformazione riformatrice. Vi sono certamente punti deboli nell\u2019iniziativa come il rischio di ingenti flussi di denaro a favore di certi pseudo-capi-popolo, tuttavia questi problemi di fatto esistono gi\u00e0 oggi e non scompariranno mai finch\u00e9 il libero mercato regger\u00e0 tutto. Compito di chi, come noi, concepisce la sinistra come un movimento di trasformazione dello <em>status quo<\/em> borghese \u00e8 quello di sfruttare le contraddizioni del sistema di governabilit\u00e0 e spingere su soluzioni di rottura, ad esempio evitando che i ministri socialisti siano eletti dalla destra che naturalmente opter\u00e0 per candidati talmente moderati che di socialista non hanno nulla\u201d. Su Facebook gli fa eco una voce del mondo culturale: <strong>Jean Olaniszyn<\/strong> del Centro \u201cIl Rivellino\u201d di Locarno spiega: \u201c\u00e8 il popolo che deve eleggere i suoi rappresentanti e rompere il sistema che garantisce il potere, attraverso i partiti storici, a club ben definiti con l\u2019elezione di burattini da loro scelti. L\u2019attuale compromesso elvetico sa tanto di inciucio!\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>La mediocrit\u00e0 al potere?<\/strong><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2825\" title=\"consigliofederale\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/consigliofederale-300x139.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"139\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vantaggio dell\u2019attuale sistema \u2013 scrivono i comunisti \u2013 per i Consiglieri\u00a0federali \u201c\u00e8 che l&#8217;opposizione in parlamento \u2013 gi\u00e0 scarsa a causa del sistema consociativo \u2013 viene ulteriormente mitigata perch\u00e9 gli uni hanno eletto il ministro degli altri e tutti stanno al governo assieme. La forma attuale d&#8217;elezione ha dei limiti sostanziali: non portano sempre al governo le persone con le competenze migliori ma i pi\u00f9 \u2018filoni\u2019, i pi\u00f9 moderati e i pi\u00f9 conformisti; rendono il gioco d&#8217;opposizione pi\u00f9 debole dando un potere fortissimo alle lobby trasversali che possono influenzare le votazioni (soprattutto nei partiti di centro-destra ma in parte anche in PS\/Verdi)\u201d. Per questo l\u2019invito a dare al popolo la possibilit\u00e0 di decidere i propri ministri attuando anche qui i precetti della democrazia diretta che peraltro gi\u00e0 \u00e8 attiva per eleggere i governi cantonali. Insomma c\u2019\u00e8 anche un motivo di sinistra per dire s\u00ec all\u2019iniziativa anche se questa \u00e8 etichettata di destra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo 9 giugno il popolo svizzero sar\u00e0 chiamato alle urne per decidere sull\u2019iniziativa popolare che chiede di modificare l\u2019elezione del Consiglio federale, cio\u00e8 del governo. Attualmente il governo elvetico \u00e8 eletto dai deputati sulla base della regola del consenso: tutti i maggiori partiti del Paese vi sono infatti rappresentanti in un esecutivo che altrove verrebbe probabilmente qualificato di \u201cunit\u00e0 nazionale\u201d cio\u00e8 dove tutti sono al governo (e nel contempo all\u2019opposizione) in un clima consociativo. 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