{"id":2811,"date":"2013-05-20T19:33:32","date_gmt":"2013-05-20T19:33:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2811"},"modified":"2013-05-20T19:33:32","modified_gmt":"2013-05-20T19:33:32","slug":"l%e2%80%99educazione-religiosa-infiamma-il-dibattito-nella-scuola-in-ticino-i-socialisti-chiedono-piu-lezioni-per-gli-allievi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2811","title":{"rendered":"L\u2019educazione religiosa infiamma il dibattito nella scuola in Ticino. I socialisti chiedono pi\u00f9 lezioni per gli allievi."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/crocifisso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2812\" title=\"crocifisso\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/crocifisso-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"152\" \/><\/a>L\u2019attuale legislazione scolastica del Canton Ticino prevede l\u2019offerta di lezioni confessionali sia cattolica sia evangelica, con la possibilit\u00e0 per i non credenti di astenersi dal frequentarle. Una soluzione che in molti ritengono non solo superata, ma anche poco rispettosa del carattere laico e confessionalmente neutrale che la scuola pubblica dovrebbe avere. Su proposta di una vecchia mozione del dicembre 2002 dell\u2019allora deputata <strong>Laura Sadis<\/strong> (Partito Liberale Radicale) si \u00e8 poi iniziato a ragionare su una nuova lezione che affrontasse la tematica religiosa in modo scientifico e slegato dagli ambiti ecclesiastici. Ed \u00e8 proprio in questo periodo che si sta concludendo la sperimentazione del nuovo programma in alcune sedi scolastiche usate come \u201ccavie\u201d: in pratica si intende sopprimere le lezioni confessionali facoltative per sostituirle con una lezione obbligatoria di storia delle religioni insegnata in modo &#8211; dicono &#8211; laico.<\/p>\n<h2><strong>Catto-socialisti contro i \u201csenza dio\u201d?<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Brosch\u00fcre-i.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2813\" title=\"Brosch\u00fcre-i\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Brosch\u00fcre-i-149x300.jpg\" alt=\"\" width=\"149\" height=\"300\" \/><\/a>Gi\u00e0 nel 2007, quando il governo cantonale inizi\u00f2 una prima consultazione fra i partiti politici, si ebbe una spaccatura del fronte progressista: mentre il Partito Socialista diretto in quel periodo da <strong>Manuele Bertoli<\/strong> perorava la nuova tipologia di lezione, il Partito del Lavoro (oggi diventato Partito Comunista) guidato allora da <strong>Gianluca Bianchi<\/strong> si era dissociato chiedendo <em>tout court<\/em> l\u2019abolizione della lezione confessionale di religione senza alcuna sostituzione didattica. A sei anni di distanza le posizioni non sembrano essersi modificate: il Partito Comunista, sotto la responsabilit\u00e0 del 30enne <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, ribadisce il proprio \u201cniet\u201d alla lezione obbligatoria di storia delle religioni, in piena sintonia, peraltro, con l\u2019Associazione ticinese dei Liberi Pensatori diretta dal docente <strong>Giovanni Barella<\/strong>. Quest\u2019ultimo \u2013 a capo degli agnostici e degli atei ticinesi \u2013 critica l\u2019impostazione del corso poich\u00e9 non garantirebbe sufficiente spazio ad una contestualizzazione razionale e critica del fenomeno religioso. Inoltre secondo Barella \u201cnell\u2019esercizio della libert\u00e0 di credo e di coscienza, la facolt\u00e0 di scegliere non pu\u00f2 essere inibita da coercizioni dettate da abusivo autoritarismo\u201d. Vi sono poi altri problemi sollevati dal Partito Comunista e dai Liberi Pensatori (di cui \u00e8 membro pure l\u2019ex-ministro liberale-radicale dell\u2019educazione <strong>Gabriele Gendotti<\/strong>) riguardo la nuova lezione, quali ad esempio la limitazione della libert\u00e0 di insegnamento dei docenti, che sarebbero sottoposti a una commissione didattica in cui vi farebbe comunque parte un delegato del clero, nonch\u00e9 una debole considerazione per i fenomeni \u201ca-religiosi\u201d (come l\u2019economia o la filosofia politica) che spesso sono ben pi\u00f9 importanti per comprendere i mutamenti sociali contemporanei. Di tutt\u2019altro avviso, invece, il Partito Socialista del 65enne <strong>Saverio Lurati<\/strong>, che sostiene pienamente l\u2019obbligatoriet\u00e0 per gli allievi di studiare la storia dei monoteismi con particolare riguardo al cattolicesimo, perch\u00e9 come vedremo pi\u00f9 avanti, la nuova lezione si pone comunque su un piano ben poco laico, al di l\u00e0 delle apparenze.<\/p>\n<h2><strong>Il mondo studentesco \u00e8 diviso<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/cpc_sisa1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1604\" title=\"cpc_sisa1\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/cpc_sisa1-300x290.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/cpc_sisa1-300x290.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/cpc_sisa1-36x36.jpg 36w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/cpc_sisa1.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Ma cosa dicono gli studenti, coloro che la riforma la dovranno subire sulla propria pelle? Naturalmente la loro opinione non viene recepita, se non da pochi media come il nostro. Il Consiglio Cantonale dei Giovani (CCG) che ritiene di rappresentare la voce di tutti i giovani ticinesi, anche se non \u00e8 dato sapere con quale legittimit\u00e0 democratica lo possa fare visto che non \u00e8 eletto da nessuno, \u00e8 un convinto fautore della lezione obbligatoria di storia delle religioni: sembra quasi che gli studenti del giorno d\u2019oggi vogliano proprio studiare di pi\u00f9 e fare pi\u00f9 ore di scuola. La notizia ha quasi dell\u2019incredibile e, forse, \u00e8 proprio inverosimile\u2026 ma neanche troppo in una societ\u00e0 in cui il conformismo \u00e8 diventato un valore. Pi\u00f9 pepato e anticonformista, invece, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) che fin dal 2007 si era pronunciato sia contro ogni ingerenza clericale nella scuola, sia contro ogni nuova lezione obbligatoria che trattasse il fenomeno religioso. Il SISA in una missiva al Consiglio di Stato di quell&#8217;anno tirava in ballo il Codice Civile: \u201cL\u2019art. 303 CC sancisce che l\u2019educazione religiosa \u00e8 una questione familiare fino al compimento del 16\u00b0 anno d\u2019et\u00e0, dopodich\u00e8 diventa una questione personale. Mal si comprende come la scuola possa offrire quindi questo tipo di lezione chiaramente di parte, in collaborazione diretta con i vertici del clero e determinando una situazione di chiara discriminazione\u201d. L\u2019organizzazione sindacale continuava la lettera citando il filosofo <strong>Arthur Schopenhauer<\/strong>: \u201cSolo quando il mondo sar\u00e0 diventato abbastanza onesto da non impartire lezioni di religione ai ragazzi prima del quindicesimo anno d&#8217;et\u00e0 ci si potr\u00e0 aspettare qualche cosa da lui\u201d. Ma il sindacato studentesco contestava (e contesta tuttora) anche la proposta di istituire il corso obbligatorio di storia delle religioni: \u201cl\u2019iniziativa Sadis in modo esplicito pone l\u2019accento sul ruolo che nel nuovo insegnamento dovrebbe mantenere il Cristianesimo e questo non rassicura dal punto di vista dell\u2019uguaglianza e dell\u2019indipendenza. Ritenere che non conoscere a fondo e a menadito il Cristianesimo renda impossibile la comprensione della storia e della cultura europea \u00e8 in effetti quantomeno temerario\u201d. Insomma nemmeno la nuova lezione sarebbe realmente laica, con l\u2019aggravante che sarebbe, per\u00f2, obbligatoria per tutti!<\/p>\n<h2><strong>Perch\u00e9 cambiare sistema?<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Warnschild.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2814\" title=\"Warnschild\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Warnschild-300x259.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Warnschild-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Warnschild.jpg 353w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Il problema di fondo, sottolineato da pi\u00f9 parti, \u00e8 la mancata iscrizione di molti allievi alla lezione di religione. O per agnosticismo o per semplice disinteresse molti genitori e molti studenti preferiscono dedicarsi ad altro durante le ore \u201cappaltate\u201d alla Curia. Il SISA nel suo documento del 2007 per\u00f2 replicava: \u201cOccorre poi onestamente domandarsi se la diserzione dalle lezioni facoltative di religione confessionale attualmente offerte sia realmente da vedere quale fatto negativo. Non \u00e8 positivo, forse, che il pensiero razionale e l\u2019emancipazione da quella che un filosofo del passato ha definito il <em>sospiro della creatura oppressa<\/em> prosegua nel suo cammino?\u201d. A onor del vero non era per\u00f2 solo la diserzione dal catechismo a stare alla base delle proposte di riforma, bens\u00ec anche la constatazione che \u201cil mutato contesto socioculturale pone il problema urgente di un insegnamento obbligatorio della dimensione religiosa come oggetto di analisi per assecondare la comprensione fra le diversit\u00e0 espresse da una societ\u00e0 multi-culturale\u201d. Un\u2019analisi, questa, di tipo assolutamente borghese, poich\u00e9 un marxista non potrebbe mai accettare che un fenomeno sovrastrutturale (come, appunto, la religione) venga considerato quale elemento determinante delle diversit\u00e0 della societ\u00e0. E in effetti, seppur con formulazioni diverse, sia i Liberi pensatori sia il Partito Comunista rilevavano come la dimensione religiosa quale oggetto di analisi per favorire la comprensione fra diverse culture non sia assolutamente sufficiente: se cos\u00ec fosse allora bisognerebbe anche istituire una lezione obbligatoria sulla storia delle ideologie politiche e creare un corso specifico sulla storia dell\u2019economia che \u2013 in ultima analisi \u2013 \u00e8 sempre stata l\u2019elemento centrale che modifica i rapporti sociali e i rapporti di produzione, creando anche guerre e inimicizia fra i popoli. Sulla medesima linea d\u2019onda anche gli studenti nel cui documento si legge infatti: \u201cil fenomeno storico-culturale costituito dalle religioni e pure quello costituito (importante sottolinearlo!) dalle correnti di pensiero areligioso (come ad esempio, perch\u00e9 no?, le differenti ideologie politiche) vada affrontato nell\u2019ambito dell\u2019insegnamento generale e interdisciplinare e non necessita di una trattazione specifica e separata\u201d. Tutta diversa la posizione del PS che sembra, come minimo, sopravvalutare l\u2019elemento spirituale rispetto a quello materiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attuale legislazione scolastica del Canton Ticino prevede l\u2019offerta di lezioni confessionali sia cattolica sia evangelica, con la possibilit\u00e0 per i non credenti di astenersi dal frequentarle. 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