{"id":2759,"date":"2013-04-05T15:32:17","date_gmt":"2013-04-05T15:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2759"},"modified":"2016-06-20T07:44:25","modified_gmt":"2016-06-20T07:44:25","slug":"i-giovani-vanno-a-sinistra-interviene-aldo-brandirali-a-riportarli-sulla-retta-via","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2759","title":{"rendered":"I giovani vanno a sinistra? Interviene Aldo Brandirali a riportarli sulla retta via."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/bradiraligiovane.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2765\" title=\"bradiraligiovane\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/bradiraligiovane-300x225.png\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/bradiraligiovane-300x225.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/bradiraligiovane.png 449w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Figlio di un partigiano antifascista che nel 1945 fu pure segretario di sezione del Partito Comunista Italiano (PCI), <strong>Aldo Brandirali<\/strong> lavora giovanissimo come pendolare fra Novara e Milano, dove si occuper\u00e0 presso la ditta Europhon della catena di produzione dei apparecchi radiofonici. All\u2019inizio degli anni \u201960 inizier\u00e0 la sua attivit\u00e0 politica, inizialmente in ambito sindacale come organizzatore di scioperi e agitazioni nella sua azienda e nelle fabbriche vicine. Negli ultimi mesi \u00e8 stato due volte a Bellinzona: la prima occasione nel novembre 2012 invitato dalla Parrocchia cittadina per l\u2019Anno della Fede, legittimato anche dal sindaco PS <strong>Mario Branda <\/strong>che fa gli onori di casa, e la seconda occasione al Liceo di Via Francesco Chiesa durante le Giornate Culturali del marzo 2013. <em>Sinistra.ch<\/em> ha deciso di ripercorrere la storia di quest\u2019uomo che sembra riscontrare cos\u00ec tanto (strano) successo nel nostro Cantone.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019adesione al Partito Comunista Italiano<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavorando come funzionario sindacale presso la Camera del Lavoro di Milano legato al sindacato CGIL, allora controllato dai comunisti, Aldo Brandirali si avvicina sempre pi\u00f9 al movimento operaio e al suo partito di riferimento: il PCI, tanto che nel 1962 viene eletto membro della Segreteria Nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italina (FGCI) spostandosi cos\u00ec a Roma assieme al futuro distruttore del PCI, <strong>Achille Occhetto<\/strong>. I giovani italiani che lavoravano per i partiti costituzionali a livello dirigenziale non erano tenuti a prestare il servizio militare (che in quegli anni era ancora obbligatorio), ma Brandirali inizia a trovarsi in disaccordo con il suo partito e non ottiene l\u2019esonero dalla scuola reclute: durante il servizio militare a Messina si fa promotore di alcune rivolte \u201catee\u201d contro gli ufficiali che obbligavano i soldati ad andare a messa. Finito il periodo in grigioverde ottiene un incarico sempre nella FGCI, ma questa volta a livello milanese, dove inizia a lavorare in maniera frazionista contro i vertici del Partito fondando una sua tendenza giovanile dissidente.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>La svolta \u201cmaoista\u201d<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/uci_insurr_2-72.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2763\" title=\"uci_insurr_2-72\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/uci_insurr_2-72-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" \/><\/a>Brandirali contesta al PCI la moderazione e l\u2019insufficiente volont\u00e0 rivoluzionaria: nel conflitto ideologico fra i comunisti russi e i comunisti cinesi il PCI si schiera con Mosca e ribadisce la propria via italiana al socialismo, una strategia basata sul pluripartitismo e sulla costruzione di una democrazia progressiva. Brandirali, per contro, rifiuta categoricamente queste posizioni giudicate \u201criformiste\u201d e decide di parteggiare per Pechino. I comunisti cinesi diretti da <strong>Mao Zedong<\/strong> contestavano a quel tempo ai sovietici di aver abbandonato la linea politica di Stalin ed essere quindi dei \u201crevisionisti\u201d, ovvero di voler stravolgere il marxismo-leninismo. Brandirali condivide questa analisi: si converte al maoismo e rifiuta di condannare lo stalinismo. Egli abbandona cos\u00ec il PCI e fonda un suo partito nel 1968: l\u2019Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) che pubblica il giornale \u201cServire il Popolo\u201d. La UCI(m-l) diverr\u00e0 poi Partito Comunista (marxista-leninista) Italiano, un partito d\u2019avanguardia cui poteva aderire solo chi dimostrava un vero spirito rivoluzionario e che disponeva di 10mila militanti selezionati sparsi per tutt\u2019Italia. \u201cServire il Popolo\u201d, che per un certo periodo di tempo fu addirittura un giornale quotidiano, non era solo la testata, ma era pure il nome corrente con cui si identificava prima l\u2019UCI(ml) e poi il PC(m-l)I. Un movimento che seppe coinvolgere fra i suoi membri personaggi oggi molto noti come il giornalista <strong>Michele Santoro<\/strong>, il cantautore <strong>Pierangelo Bertoli<\/strong>, il regista <strong>Marco Bellocchio<\/strong>, ecc. Molti di essi oggi sono passati armi e bagagli a destra, ma alcuni di loro furono gi\u00e0 puniti ai tempi da Brandirali stesso: <strong>Linda Lanzillotta<\/strong> fu espulsa perch\u00e9 si era innamorata con un uomo sposato (contravvenendo alla morale \u201cmilitante\u201d, oltre che a quella cattolica!), mentre <strong>Antonio Polito<\/strong> venne allontanato perch\u00e9 giocava uno sport \u201cborghese\u201d come il Tennis in un circolo di Castellamare di Stabia.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Fanatismo ideologico, il maoismo come religione<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/giornale_servire-il-popolo.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2762\" title=\"giornale_servire-il-popolo\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/giornale_servire-il-popolo-233x300.gif\" alt=\"\" width=\"233\" height=\"300\" \/><\/a>Il maoismo di Brandirali \u00e8 un\u2019interpretazione estremamente dogmatica e settaria del pensiero comunista. Impone ai suoi militanti il culto della personalit\u00e0, tanto che alle manifestazioni di piazza lo slogan urlato era addirittura \u201cStalin \u2013 Mao \u2013 Brandirali\u201d. Nell\u2019 UCI(ml) i militanti si sposavano fra di loro con tanto di riti para-religiosi celebrati dal leader politico, i cosiddetti \u201cmatrimoni comunisti\u201d e la scelta di povert\u00e0 tanto ostentata era solo un modo per Brandirali di controllare meglio i propri adepti che regalavano al partito tutte le loro propriet\u00e0. Del pensiero di Mao Zedong in realt\u00e0 c\u2019\u00e8 ben poco, al di l\u00e0 forse della retorica (anche quella peraltro piuttosto imprecisa), tanto \u00e8 vero che anche Pechino preferisce tenere relazioni con altre organizzazioni in Italia, piuttosto che la setta di \u201cServire il popolo\u201d, a dimostrazione dell\u2019assoluta rappresentativit\u00e0 nulla di questo partito creato ad arte come strumento per delegittimare i comunisti e la sinistra e rendere l\u2019ideale socialista n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che una farsa. E questa farsa viene invece presentata al liceo di Bellinzona agli studenti e nella sala di Palazzo civico alla cittadinanza come fosse qualcosa di serio, di veramente identificativo con la sinistra. Il messaggio \u00e8 chiaro ed \u00e8 politico: i comunisti e i socialisti rivoluzionari sono dei pazzi, l\u2019unica sinistra che si pu\u00f2 tollerare \u00e8 quella liberale e socialdemocratica!<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal maoismo all\u2019integralismo cattolico<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/manif_servirepopolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2764\" title=\"manif_servirepopolo\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/manif_servirepopolo-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" \/><\/a>Alla fine del 1975 Brandirali si rende conto che l\u2019estremismo sta raggiungendo limiti estremi: iniziano infatti contatti con le Brigate Rosse e il rischio di finire nella lotta armata lo spaventa. Decide cos\u00ec di sciogliere il Partito, spiegando ai suoi compagni che \u201ctutto il discorso marxista\u2013leninista non regge, la scelta extraparlamentare finisce con l&#8217;estremizzare a tal punto il senso dell&#8217;azione che si rischia il passaggio alla violenza\u201d. Strano per uno che fino a pochi anni prima, nel 1972 nell\u2019opuscolo \u201cSulla via dell\u2019insurrezione\u201d scriveva frasi del tipo: \u201cil nostro primo obiettivo \u00e8 l\u2019instaurazione della dittatura del proletariato, la nostra strategia rivoluzionaria \u00e8 fondata sulla via insurrezionale\u201d e \u201cil principio della lotta armata per l\u2019instaurazione del potere proletario \u00e8 una verit\u00e0 universale\u201d, polemizzando cos\u00ec contro i comunisti del PCI che invece relativizzavano questa strategia e si riconoscevano al contrario nel contesto democratico italiano. In realt\u00e0, in fondo, vi era coerenza e oggi tutto torna: Brandirali non era marxista-leninista, ma un provocatore inserito nel movimento comunista italiano per spaccarne l\u2019unit\u00e0 d\u2019azione, cos\u00ec da confondere i militanti e indebolirlo definitivamente nel confronto storico con la Democrazia Cristiana. Il Congresso del PC(ml)I \u00e8 sconcertato dall\u2019abiura e Brandirali viene espulso. Espellere il leader per\u00f2 non aiuta quello che pi\u00f9 di un partito era una setta religiosa basata su un dogma e non un partito marxista dialettico, e dopo altre spaccature il gruppo finisce per sciogliersi poco tempo dopo. Il trauma del \u201ctradimento\u201d del loro profeta Brandirali porta alcuni militanti addirittura al suicidio. Il guru del finto maoismo italiano inizia poi un percorso vieppi\u00f9 esplicito che lo porter\u00e0 a incontrare <strong>don Luigi Giusanni<\/strong>, il leader della setta integralista cattolica \u201cComunione e Liberazione\u201d (CL).<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Al soldo di Berlusconi<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passato defintivamente anche dal punto di vista dell\u2019immagine a destra, Brandirali dopo una fase nella Democrazia Cristiana, entra sotto l\u2019ala protettrice di <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> in Forza Italia e poi nel Popolo della libert\u00e0, i partiti di propriet\u00e0 dell\u2019imprenditore milanese ed esponente della loggia massonica deviata \u201cPropaganda 2\u201d che prender\u00e0 il potere in Italia nel 1994 rovesciandone i principi costituzionali e portando il partito erede dei fascisti mussoliniani al governo. Il leader di \u201cServire il popolo\u201d viene nominato consigliere comunale a Milano, carica che ricopre tuttora, e dal 2001 al 2006 sar\u00e0 pure assessore della giunta esecutiva della citt\u00e0 meneghina con lauti guadagni e privilegi tipici della casta partitocratrica italiana, alla faccia della scelta di \u201cpovert\u00e0\u201d di cui si riempie la bocca in tutte le sue conferenze.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Propaganda contro la sinistra<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/brandirali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"brandirali\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/brandirali.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"190\" \/><\/a>A conclusione delle sue elucubrazioni il ciellino berlusconiano mai stato comunista ma che si inventa un passato di rivoluzionario per meglio impressionare la giovent\u00f9 da indottrinare afferma che grazie a lui, di fatto, gli italiani capiscono la crisi della pretesa scientifica del socialismo: la teoria scientifica, infatti, non conoscerebbe la fragilit\u00e0 e la contraddizione dell\u2019uomo, che insomma si deve abbandonare alla fede in Dio. E da ultimo Brandirali ringrazia pure il Padreterno per aver distrutto la sua organizzazione. Un delirio spacciato per conferenza ad alto valore intellettuale dall\u2019<em>intellighentzia<\/em> svizzero-italiana. Accanto a Brandirali, nell\u2019evento presso la sala di Palazzo Civico a Bellinzona (dove nel 2009 per ironia della storia si \u00e8 celebrato il Congresso del Partito Comunista ticinese), vi \u00e8 pure un altro di coloro che hanno abiurato i valori della sinistra: l\u2019avvocato di simpatie leghiste <strong>Tuto Rossi<\/strong> (ex-consigliere comunale bellinzonese per il defunto Partito Socialista Autonomo, la scissine leninista del PS del 1969) che \u2013 dice \u2013 nella sua militanza ha sempre privilegiato il contatto diretto con la base e che ammette come la \u201cutopia socialista di sradicare lo sfruttamento la lotta di classe\u201d sia fallita, constatando la facilit\u00e0 con cui i dirigenti socialisti e comunisti \u201csi convertono alle lusinghe del potere\u201d. Niente male detto da una persona che proprio in quota socialista (!) entr\u00f2 nel Consiglio di Amministrazione (lottizzato!) di BancaStato, finendo accusato di amministrazione infedele per un buco finanziario di oltre 20 milioni di franchi. Lo ripetiamo: invitare Brandirali (accompagnato da Rossi e Branda) per parlare della \u201cfine delle ideologie\u201d non \u00e8 altro che una mossa propagandista della destra e del clero ticinese contro il sentimento giovanile tendenzialmente favorevole verso la sinistra e i comunisti perch\u00e9 non vi \u00e8 assolutamente nulla di scientifico in quanto ascoltato a Bellinzona nelle due occasioni citate: prendere come esempio \u201cServire il popolo\u201d come esperienza progressista e comunista \u00e8 a dir poco scabroso, una farsa che viene dipinta invece come una realt\u00e0 politica veramente identificativa di quell\u2019area politica: tutto fa brodo per dipingere i comunisti e i socialisti rivoluzionari come dei pazzi, inaffidabili e pericolosi. Ma per indottrinare i giovani bisogna affidarsi a personaggi impresentabili come questi, significa che la borghesia ticinese non sa che pesci pigliare\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Figlio di un partigiano antifascista che nel 1945 fu pure segretario di sezione del Partito Comunista Italiano (PCI), Aldo Brandirali lavora giovanissimo come pendolare fra Novara e Milano, dove si occuper\u00e0 presso la ditta Europhon della catena di produzione dei apparecchi radiofonici. All\u2019inizio degli anni \u201960 inizier\u00e0 la sua attivit\u00e0 politica, inizialmente in ambito sindacale come organizzatore di scioperi e agitazioni nella sua azienda e nelle fabbriche vicine. 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