{"id":271,"date":"2008-04-20T21:55:18","date_gmt":"2008-04-20T21:55:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=271"},"modified":"2016-06-06T12:45:22","modified_gmt":"2016-06-06T12:45:22","slug":"alle-officine-si-deve-ancora-resistere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=271","title":{"rendered":"Alle Officine si deve ancora resistere!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/officina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-265\" title=\"officina\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/officina.jpg\" alt=\"\" width=\"178\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/officina.jpg 178w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/officina-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/officina-36x36.jpg 36w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/officina-115x115.jpg 115w\" sizes=\"auto, (max-width: 178px) 100vw, 178px\" \/><\/a>Lotta sindacale e offensiva padronale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vertenza delle Officine di Bellinzona ha travalicato i confini di una \u201cnormale\u201d vicenda sindacale, perch\u00e9 sono state toccate le radici di un intero popolo cresciuto intorno alla Gottardbahn. Quanto successo nell\u2019ultimo mese \u00e8 il risultato di due fattori: una reazione unita dei lavoratori messi di fronte ai tagli e una coscienza di lotta da parte dei leader operai. Anni fa questi ultimi avevano fondato il comitato \u201cGi\u00f9 le mani dalle ferrovie\u201d e recentemente hanno lasciato il sindacato SEV. Nel distacco esistente fra il sindacato di categoria e militanti operai, UNIA ha colto un\u2019opportunit\u00e0 di azione assumendo un ruolo di primo piano nel contrastare l\u2019offensiva padronale che vorrebbe portare la manutenzione delle locomotive a Yverdon e privatizzare quella dei vagoni. Tale idea nasce nei progetti della taskforce Turnaround (che in inglese vuol dire anche \u201cvoltafaccia\u201d). I guai incominciano nel gennaio 2007 quando Andreas Meyer arriva dalla direzione della Deutsche Bahnn per prendere in mano la direzione delle FFS. Gli operai e i tecnici di Bellinzona vengono affiancati da \u201cconsulenti\u201d pagati dai 2000 ai 7000 franchi al giorno (!). Questi consulenti non servono a far funzionare meglio l\u2019azienda, perch\u00e9 le Officine sono gi\u00e0 produttive. I consulenti servono semmai a smembrare le officine. La reazione degli operai \u00e8 poderosa. Anche perch\u00e9 stavolta \u2013 di fatto \u2013 il \u201cpadrone del vapore\u201d non \u00e8 un cinico faccendiere privato, ma le FFS. Ma allora, a cosa serve la Svizzera, se un\u2019intera regione viene buttata a mare in nome di interessi contrari al benessere collettivo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una cattiva politica dei trasporti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reazione popolare \u00e8 possente anche perch\u00e9 \u2013 durante lo sciopero \u2013 arrivano i dati contabili dell\u2019altro grande trasportatore, la Basel L\u00f6etschberg Simplon. La trasversale del L\u00f6etschberg \u00e8 appoggiata da Deutsche Bahn (da cui proviene Meyer) e dalle lobby bernesi che avevano sostenuto Adolf Ogi nell\u2019idea \u2013 folle \u2013 di realizzare due trasversali alpine a 30 chilometri di distanza l\u2019una dall\u2019altra. La BLS ha addirittura incrementato dell\u201911% i propri transiti sull\u2019asse del Gottardo: dunque il lavoro c\u2019\u00e8, ma lo prendono gli altri!\u00a0 Gli \u201cscienziati\u201d di Turnaround stanno mettendo arbitrariamente sui conti delle Officine di Bellinzona gli errori che hanno fatto quando si sono buttati nella privatizzazione dei traffici europei. I politici svizzeri &#8211; con poche eccezioni \u2013 hanno trascurato il Gottardo: nel 1984 il Consiglio federale risponde al deputato Sergio Salvioni sostenendo che non vi \u00e8 alcuna fretta di creare una trasversale alpina sul Gottardo. Intanto la lobby bernese varava i primi crediti per il L\u00f6etschberg. Questa assoluta mancanza di una vera politica dei trasporti ha avuto consequenze catastrofiche: l\u2019asse del Gottardo risulta attualmente scoordinato da tutta la progettualit\u00e0 europea in materia di ferrovie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La societ\u00e0 civile e gli operai<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un mese di sciopero il piano di ristrutturazione \u00e8 stato ritirato. Da un lato \u00e8 una vittoria, dall\u2019altro occorre ricordare che la battaglia non \u00e8 affatto finita: adesso si va al tavolo delle trattative. Nella preparazione di questa lotta i sindacati hanno mostrato capacit\u00e0 organizzativa, ma devono adesso avere la saggezza che la situazione richiede: bando alle strumentalizzazioni e alle egemonie! Per quanto importanti le sole capacit\u00e0 sindacali non potranno vincere questo braccio di ferro epocale: durante le trattative si dovr\u00e0 infatti stare attenti a mantenere ben saldo il formidabile sostegno della societ\u00e0 civile. Il confronto duro non \u00e8 ancora cominciato e i primi segnali sono preoccupanti. Moritz Leuenberger impone un mediatore (Steinegger) in modo unilaterale. Durante l\u2019ultima assemblea (18 aprile) gli operai hanno compreso che la controparte \u201cfa ancora finta di non aver capito\u201d e, attraverso la stampa, rilancia subdolamente la necessit\u00e0 della Turnaround. Le trattative saranno lunghe: due mesi dice Leuenberger. Come se ci\u00f2 non bastasse Steinegger (figura discutibile poich\u00e9 coinvolto in vari consigli di amministrazione \u201ccritici\u201d) ritarda l\u2019inizio delle discussioni a fine maggio. Due mesi a partire da fine maggio? Arriviamo a luglio-agosto, un momento dell\u2019anno delicato, ideale per le pi\u00f9 spietate razionalizzazioni. E\u2019 quindi fondamentale operare per rendere duraturo l\u2019abbraccio fra gli operai e la societ\u00e0 civile. In quest\u2019ottica \u00e8 stata costituita l\u2019Associazione \u201cOfficine 2008\u201d. Fra i fondatori il sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni e l\u2019arciprete Pierangelo Regazzi, propugnatore della dottrina sociale della Chiesa, convinti del fatto che occorre sostenere il progetto di un \u201cpolo tecnologico\u201d voluto dalle oltre 15 mila firme dell\u2019iniziativa popolare. Una cosa \u00e8 certa: la prima battaglia \u00e8 vinta, ma gli avversari non si sono arresi. Anzi!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lotta sindacale e offensiva padronale La vertenza delle Officine di Bellinzona ha travalicato i confini di una \u201cnormale\u201d vicenda sindacale, perch\u00e9 sono state toccate le radici di un intero popolo cresciuto intorno alla Gottardbahn. Quanto successo nell\u2019ultimo mese \u00e8 il risultato di due fattori: una reazione unita dei lavoratori messi di fronte ai tagli e una coscienza di lotta da parte dei leader operai. Anni fa questi ultimi avevano fondato il comitato \u201cGi\u00f9 le mani dalle ferrovie\u201d e recentemente hanno lasciato il sindacato SEV. 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