{"id":2678,"date":"2013-03-17T01:34:04","date_gmt":"2013-03-17T01:34:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2678"},"modified":"2016-10-26T19:54:50","modified_gmt":"2016-10-26T19:54:50","slug":"le-difficolta-dei-comunisti-tedeschi-la-dkp-tenta-gradualmente-di-aprirsi-ai-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2678","title":{"rendered":"Le difficolt\u00e0 dei comunisti tedeschi: la DKP tenta gradualmente di aprirsi ai giovani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/pkoebele.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2681\" title=\"pkoebele\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/pkoebele.png\" alt=\"\" width=\"123\" height=\"162\" \/><\/a>Novantuno delegati delle federazioni regionali contro sessanta hanno eletto <strong>Patrik K\u00f6bele<\/strong> (classe 1962) alla dirigenza del Partito Comunista Tedesco (DKP) riunito a Congresso nei primi di marzo. K\u00f6bele ha sorpassato la presidentessa uscente, <strong>Bettina J\u00fcrgensen<\/strong> in un clima tutt\u2019altro che disteso. Nato nel 1968, dopo la chiusura dello storico Partito Comunista di Germania (KPD) da parte della autorit\u00e0 tedesco occidentali su pressioni statunitense, il DKP \u00e8 sempre stato un partito tenuto sotto controllo dalla polizia politica di Bonn prima e di Berlino oggi.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Un partito che stenta a trovare uno spazio<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/rosalux2005.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2680\" title=\"rosalux2005\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/rosalux2005-300x154.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/rosalux2005-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/rosalux2005-480x247.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/rosalux2005.jpg 604w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il DKP con il crollo dei paesi del socialismo reale \u00e8 entrato in una profonda crisi e non ha pi\u00f9 saputo realmente risollevarsi. Questo a causa anche della concorrenza che proveniva dai L\u00e4nder orientali, dove la tradizione comunista era stata tutta di fatto egemonizzata prima dalla PDS (il Partito del Socialismo Democratico, erede della SED al potere ai tempi della divisione del\u00a0paese) e in seguito dalla LINKE, che ha saputo unire la tradizione comunista governativa della ex-DDR con le istanze sindacali e socialisteggianti dell\u2019Ovest guidate da Oskar Lafontaine. Oggi la corrente comunista interna alla LINKE si sta indebolendo progressivamente, conseguentemente allo spostamento su posizioni riformiste dei vertici del sodalizio. Il che non si traduce per\u00f2 di rimando in un miglioramento delle posizioni del DKP che, con i suoi circa 4&#8217;200 membri, stenta ad essere riconosciuto quale punto di riferimento per la sinistra combattiva del Paese, divisa, anche se solo marginalmente con i maoisti del MLPD. I comunisti tuttavia riescono a mantenere alcune roccaforti a livello comunale, come a Bottrop (116&#8217;000 abitanti) dove il DKP in solitaria raggiunge risultati elettorali intorno all&#8217;8%, a P\u00fcttlingen (19&#8217;000 abitanti) conquista il 7%, oppure ancora a Reinheim (17&#8217;000 abitanti) supera il 10% e cos\u00ec di seguito in una ventina di cittadine.<\/p>\n<h1 id=\"firstHeading\" lang=\"de\"><span style=\"font-size: 20px;\"><strong>Un clima interno rovente<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/DKP-Fahnen.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2682\" title=\"DKP-Fahnen\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/DKP-Fahnen-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/DKP-Fahnen-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/DKP-Fahnen.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019elezione del nuovo presidente \u00e8 stata anticipata da una discussione molto accesa con attacchi anche duri fra la minoranza e la maggioranza di un partito in grave perdita di consensi per evidenti carenze di leadership e per un\u2019incapacit\u00e0 di penetrazione sociale. Il vicepresidente uscente <strong>Leo Mayer<\/strong>, membro dell\u2019ex-maggioranza, \u00e8 stato addirittura fischiato dopo il suo intervento, mentre la relazione introduttiva della J\u00fcrgensen, durata quasi un\u2019ora, ha suscitato espressioni di noia da parte di molti delegati che hanno definito la relazione \u201cparticolarmente debole\u201d se non addirittura un \u201cbla bla\u201d specioso. Il clima non particolarmente sereno era atteso, poich\u00e9 anche nella fase preparatoria si era subodorata la situazione, tanto che alcuni \u201cgrandi vecchi\u201d che erano stati a capo del Partito negli anni \u201980 e \u201990 avevano sentito il bisogno di inviare una lettera ai delegati per tentare di placare gli animi ed eventuali rischi di scissione. Fra di essi si leggono le firme di <strong>Herbert Mies<\/strong>, <strong>Gerd Deumlich<\/strong>, <strong>Georg Polikeit<\/strong>, e altri.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Relazioni internazionali<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20congrdkp.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2683\" title=\"20congrdkp\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20congrdkp.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Il nuovo presidente ha contestato alla sua predecessore un appiattimento troppo marcato sui diktat della Sinistra Europea, il contestato contenitore europeista in cui i comunisti tedeschi sono stati trascinati dall\u2019idealismo dei loro dirigenti da circa un decennio. Questo appiattimento si \u00e8 concretizzato ad esempio negli attacchi ai comunisti greci (KKE) per sostenere esplicitamente l\u2019alleanza di sinistra SYRIZA antagonista al KKE. K\u00f6bele ha voluto chiarire che bisogna evitare di interferire nelle questioni interne al movimento progressista di un altro paese e cercare di mantenere delle relazioni positive con entrambe queste forze popolari molto importanti per la realt\u00e0 greca. La platea ha accolto con grandi applausi questa indicazione di lavoro internazionale che evidentemente sar\u00e0 applicata anche per altri paesi, in primis il Portogallo dove i comunisti e i verdi sono uniti in alternativa alla sinistra anticapitalista riunitasi nel \u201cBloco\u201d. K\u00f6bele al termine dei lavori ha rilasciato un\u2019intervista al quotidiano comunista \u201cJunge Welt\u201d in cui ha spiegato come nella sua visione il DKP debba restare un membro osservatore della Sinistra Europea e non chiederne l\u2019ammissione a tutti gli effetti. Il nuovo presidente pare inoltre avere una pi\u00f9 netta posizione contro l\u2019imperialismo e la politica militarista della Germania nei contesti caldi mediorientali.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Il futuro \u00e8 nei giovani e nei movimenti<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sdaj.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2684\" title=\"sdaj\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sdaj-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>Il DKP fatica a stare all\u2019interno delle contraddizioni dei movimenti sociali di massa: da un lato la direzione uscente aveva intrapreso una linea giudicata molto autoreferenziale, ma anche i settori critici interni al Partito, di orientamento maggiormente leninista, rifiutando quelle che definiscono le &#8220;illusioni del riformismo\u201d, stentano a delineare una modalit\u00e0 d&#8217;azione che sappia fungere da linea di massa. I problemi maggiori sono quelli relativi all\u2019interazione con il mondo giovanile.\u00a0 La relazione fra il DKP e i giovani \u00e8 stata, infatti, negli ultimi anni molto difficoltosa. Durante il congresso i militanti giovani hanno contestato, ad esempio, come la presidentessa uscente del DKP Bettina J\u00fcrgensen non avesse accolto l\u2019idea di un\u2019azione di solidariet\u00e0 con Cuba adducendo motivazioni burocratiche relative alle relazioni bilaterali fra il suo Partito e il Partito Comunista Cubano. Scuse, secondo molti altri delegati, adotte unicamente nell\u2019ottica di sabotare un\u2019azione del movimento giovanile notoriamente critico verso la dirigenza del DKP e incline a soluzioni pi\u00f9 radicali di quelle auspicate dalla J\u00fcrgensen. Durante il dibattito congressuale anche un\u2019altra delegata adulta ha affermato \u2013 suscitando reazioni non entusiaste \u2013 che la SDAJ \u00e8 \u201cun\u2019organizzazione fra le tante con cui dialogare\u201d. In pratica misconoscendo il legame organico (e storico) fra DKP e SDAJ. Un fatto molto grave che denota come in molti partiti comunisti vi siano uno scontro politico-ideoogico che si interseca anche con uno scontro generazionale. Di tutt\u2019altra opinione il neo-presidente che si \u00e8 ripromesso di ristabilire le relazioni con il movimento giovanile, forse anche rendendosi conto che la media d&#8217;et\u00e0 dei tesserati al DKP \u00e8 di ben 60 anni, il che mette in serio pericolo la stessa sopravvivenza del Partito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Novantuno delegati delle federazioni regionali contro sessanta hanno eletto Patrik K\u00f6bele (classe 1962) alla dirigenza del Partito Comunista Tedesco (DKP) riunito a Congresso nei primi di marzo. K\u00f6bele ha sorpassato la presidentessa uscente, Bettina J\u00fcrgensen in un clima tutt\u2019altro che disteso. 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