{"id":2574,"date":"2013-02-12T11:29:57","date_gmt":"2013-02-12T11:29:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2574"},"modified":"2013-02-12T11:35:06","modified_gmt":"2013-02-12T11:35:06","slug":"2574","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2574","title":{"rendered":"Un Nobel per la Pace ad Eva Feistmann"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Foto-Aris.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2572\" title=\"Foto-Aris\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/Foto-Aris.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"274\" \/><\/a><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #262626; font-family: Helvetica, sans-serif; font-size: small;\">L&#8217;intervento militare francese in Mali (gi\u00e0 colonia francese, oggi feudo di Parigi) &#8211; tanto diretto e rapido, quanto da tempo premeditato &#8211; \u00e8 letto da molti come la prima saggia decisione in Africa, dopo secoli di colonialismo irresponsabile. Il fatto di contrapporsi all&#8217;attivit\u00e0 guerresca di estremisti islamici ha permesso di postulare l&#8217;intervento come necessit\u00e0 impellente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Di questo avviso Eva Feistmann (PS), ex-Granconsigliera e attuale Consigliera Comunale a Locarno, che in un allucinante articolo (CDT, 30 gennaio) ha espresso incondizionato sostegno all&#8217;azione militare. Parafrasando il gergo statunitense post 11 settembre, la Feistmann fa assurgere il celeberrimo \u201cterrorismo\u201d come motivazione pi\u00f9 che sufficiente all&#8217;avventura francese, dando dei visionari a chi intravedeva motivazioni geo-economiche. Questa grave uscita \u2013 che glorifica la prosecuzione delle ingerenze francesi sulla sovranit\u00e0 maliana e affossa tutta una tradizione di sinistra fondata su pacifismo e anti-imperialismo &#8211; \u00e8 macabra e indecente. Il combattimento del \u201cterrorismo\u201d attraverso missioni militari eterodirette ha mostrato insensatezza in Iraq e in Afghanistan, dove il fenomeno che si voleva estirpare si \u00e8 infervorato endemicamente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In stati economicamente poco avanzati, dove i sistemi politici sono corrotti e autoritari, dove l&#8217;esclusione economica e politica della maggioranza della popolazione \u00e8 sostanziale, questa prassi aggrava la situazione e fomenta focolai estremisti. \u00c8 un dato di fatto utile per concepire soluzioni alternative di lungo periodo. Vanno poi chiarite le cause strutturali scatenanti di tale instabilit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Si parla di una regione che \u2013 complici colonialismo e neo-colonialismo \u2013 non ha potuto progredire socio-economicamente. Pesa come un macigno una prassi commerciale profondamente ineguale ed escludente, che reca vantaggi ai soliti noti. Letto in quest&#8217;ottica, il malessere che imperversa in queste regioni, non \u00e8 fattore \u201cnaturale\u201d, bens\u00ec conseguenza di uno strozzamento economico &#8211; poggiante sul saccheggio delle materie prime \u2013 che si affianca a parallele ingerenze politiche. Com&#8217;\u00e8 possibile che un territorio con risorse d&#8217;inenarrabile valore e quantit\u00e0 (oro, uranio, bauxite, gas, cotone, ferro, fosfato, granito e petrolio) possa ritrovarsi alla 178\u00b0 posizione su 182 nell\u2019indice dello sviluppo umano? L&#8217;enorme drenaggio di ricchezze che finiscono nelle tasche delle multinazionali estere e dell&#8217;\u00e9lite locale (una borghesia compradora che ha studiato in Occidente e svolge il ruolo di proconsole della Francia, dell\u2019Europa e degli Usa) deve essere preso in considerazione se si vogliono sinceramente tracciare ipotesi di risoluzione reale!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La paralisi socio-economica commista al malaffare dei governi corrotti, gli eserciti incapaci di proteggere le popolazioni, i capi di stato frutto di golpe militari (il governo maliano \u00e8 risultato di un golpe del marzo 2012 e non ha legittimit\u00e0 popolare) e le condizioni di insicurezza democratica sono il risultato di decenni di pressioni, paternalismo e ingerenza francese che impediscono lo sviluppo di una graduale indipendenza. Da questa situazione trae linfa vitale l&#8217;islamismo jiadista. La soluzione strategica passa forzosamente da un concetto: sovranit\u00e0 (politica, economica e territoriale).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Una condizione che i francesi &#8211; al di l\u00e0 del colore politico dei loro governi &#8211; non hanno mai riconosciuto, essendo sempre intervenuti nei problemi interni di quei paesi che ricadono nella loro \u201carea di influenza\u201d, oltrepassando il diritto internazionale e i diritti umani delle popolazioni africane. La Francia, come gendarme interessato dell&#8217;Africa, ha intrattenuto rapporti con \u201cregimi amici\u201d africani &#8211; feudi la cui indipendenza \u00e8 valsa una sequela di governi fantoccio preconfezionati &#8211; certo non emblemi della democrazia. Il Burkina Faso di Blaise Compaor\u00e9 \u2013 prodotto della decapitazione del governo di Thomas Sankara, reo di aver conseguito gli interessi del proprio popolo, sostituito con un fantoccio dai servizi segreti francesi \u2013 \u00e8 un esempio significativo. Le recenti avventure della Francia nel continente nero hanno dimostrato quanto essa sia claudicante nella gestione di contesti delicati: l&#8217;intervento del 2011 in Costa D&#8217;Avorio e quello in Libia del 2012 hanno aperto ulteriori contraddizioni.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La crisi economica pone la necessit\u00e0 di contare su un prezzo delle materie prime ottimale e non sottoposto a scossoni destabilizzanti. La sostenibilit\u00e0 dei profitti occidentali \u00e8 dunque vincolata al controllo economico, politico e geo-strategico di aree ricche di risorse. La celebre frase del generale Karl von Clausewitz per cui \u201cla guerra non \u00e8 che la prosecuzione della politica con altri mezzi\u201d riecheggia con forza. La fascia di paesi del Sahel \u00e8 stata confrontata con una progressiva colonizzazione militare ad opera della Francia e di altre potenze occidentali (gli Usa con Africom), ghiotte delle ricchezze del sottosuolo. Il Mali \u00e8 il nuovo capitolo di questa operazione a vasto raggio per il controllo della regione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ci\u00f2 \u00e8 ancor pi\u00f9 chiaro constatando la presenza di un temibile concorrente: la Cina &#8211; che avendo sviluppato, con i paesi del continente nero, una prassi commerciale e diplomatica imperniata sull\u2019assenza di sfruttamento in campo produttivo e sul tentativo di favorire un processo di crescita economica stabile al loro interno &#8211; ha saputo attrarre nella propria orbita un corposo numero di stati africani. Il recente Nobel per la Pace conferito all&#8217;Unione Europea si \u00e8 rivelato, alla luce dei fatti, una scelta quantomai azzeccata.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Aris Della Fontana,<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Coordinatore Cantonale Giovent\u00f9 Comunista (GC). <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333333; font-family: Helvetica, sans-serif; font-size: small;\"><em><br \/>\n<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3b4866; font-family: Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;\"> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intervento militare francese in Mali (gi\u00e0 colonia francese, oggi feudo di Parigi) &#8211; tanto diretto e rapido, quanto da tempo premeditato &#8211; \u00e8 letto da molti come la prima saggia decisione in Africa, dopo secoli di colonialismo irresponsabile. 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