{"id":2554,"date":"2013-02-11T17:26:32","date_gmt":"2013-02-11T17:26:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2554"},"modified":"2013-02-11T17:26:32","modified_gmt":"2013-02-11T17:26:32","slug":"quella-guerra-dimenticata-a-14-anni-dalla-guerra-nei-balcani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2554","title":{"rendered":"Quella guerra dimenticata: a 14 anni dalla guerra nei Balcani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/kosovo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2555\" title=\"kosovo\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/kosovo-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/kosovo-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/kosovo.jpg 609w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nell\u2019estate del 2000 ero in Jugoslavia, per la precisione in Serbia a Kraljevo <em><strong>(1)<\/strong><\/em>, in un campo di profughi serbi provenienti dal Kosovo. Un professore di storia in pensione organizzava corsi per intrattenere i bambini e i ragazzini. Mi disse: \u201cL\u2019aggressione della NATO alla Jugoslavia \u00e8 stata la pi\u00f9 grande sconfitta della classe operaia europea.\u201d Infatti nel 1999, durante i bombardamenti sulla Serbia e il Montenegro (allora ancora erano Jugoslavia) l\u2019opposizione alla guerra fu blanda, se da un lato la CGIL (<em>il sindacato di sinistra italiano, ndr<\/em>) si schier\u00f2 in modo vergognoso con il governo dalemiano, la sinistra, a parte il sindacato di base e qualche rara eccezione tra gli intellettuali, si ferm\u00f2 al \u201cn\u00e9 con la NATO n\u00e9 con Milo\u0161evi\u0107\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo ci\u00f2 si ripercosse anche sul \u201cdopo bombardamenti\u201d. Gli aiuti agli operai jugoslavi della Zastava di Kragujevac furono frutto della solidariet\u00e0 di molte fabbriche, ma ebbero per lo pi\u00f9 il carattere di aiuto umanitario, non essendoci n\u00e9 vera e propria solidariet\u00e0 politica. In realt\u00e0 la Jugoslavia, polmone d\u2019Europa, fu devastata da un immane disastro ecologico, che si ripercuote fino ad ora nella popolazione non solo della Serbia, ma dell\u2019intera regione: basti pensare alle bombe cadute in Adriatico&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratt\u00f2 di una vera e propria catastrofe, in quanto furono colpiti impianti industriali del settore chimico e petrolchimico, farmaceutico, alimentare, elettrico: serbatoi delle industrie petrolifere di decine di metri ridotti ad altezze di metri, fiumi inquinanti da quantit\u00e0 spropositate di componenti chimici, oli velenosi e cancerogeni immessi nel terreno&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio di questo tipo di catastrofe non \u00e8 stato mai fatto, in quanto ben presto fu assalito il Parlamento serbo, da organizzazioni giovanili e non (Otpor) addestrate dai servizi americani, e lo stesso Milo\u0161evi\u0107 venne prelevato e portato all\u2019Aja, dove poi mor\u00ec in circostanze sospette. Nella provincia del Kosovo (ma non solo) furono inoltre sparati proiettili all\u2019uranio impoverito, con ovvie conseguenze sulla salute della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante e subito dopo i bombardamenti, gli operai e l\u2019esercito si misero al lavoro in condizioni estreme per rimuovere le rovine, ripristinare gli impianti, e ricostruire. Nel frattempo, in Kosovo, arrivarono i soldati della KFOR nella miniera di piombo e zinco di Trep\u010da <em><strong>(2)<\/strong><\/em>, perch\u00e9 \u201cle quantit\u00e0 di inquinanti che emanava erano sopra la soglia consentita dalla UE&#8230;\u201d. Gli impianti della miniera erano sottoutilizzati, data la guerra, la Jugoslavia non faceva parte della UE, eppure coloro che avevano causato una delle pi\u00f9 grandi catastrofi ecologiche del pianeta, si permettevano di occupare la miniera con una scusa grottesca&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una vera e propria bonifica su tutto il territorio non c\u2019\u00e8 stata: e infatti la FIAT di Marchionne ha preteso che la zona su cui sorge la Zastava fosse bonificata, a spese&#8230; del governo serbo. Le conseguenze dell\u2019aggressione NATO sono stati politiche: la costituzione di uno staterello etnico a partire da quella che era una provincia della Serbia e un territorio autonomo della Jugoslavia, staterello riconosciuto tra l\u2019altro anche dall\u2019Italia, \u00e8 stato un precedente importante nella violazione del diritto internazionale, come del resto l\u2019aggressione stessa nel \u201999 aveva aperto le porte a quegli ossimori come \u201cguerra umanitaria\u201d che tanti danni hanno arrecato alla coscienza civile europea e alla capacit\u00e0 di analisi della sinistra, aprendo le porte ad ulteriori aggressioni, invasioni, uccisioni di capi di Stato o di nemici (ci ricordiamo i sorrisetti del segretario di stato Hillary Clinton di fronte al linciaggio di Gheddafi?). La dissoluzione della (gi\u00e0 allora mini) Jugoslavia con la formazione di Serbia e Montenegro ha fatto capire che era di nuovo possibile alle potenze occidentali tracciare confini pi\u00f9 consoni alle loro mire strategiche ed economiche. Una conseguenza militare \u00e8 la costruzione della base americana in Kosovo, appunto. La prima operazione fu la costituzione di un governo pi\u00f9 ligio ai desiderata di USA e UE (quando vi fu contrasto tra gli obiettivi vi furono attentati come quello a \u0110in\u0111i\u0107). In generale all\u2019interno i provvedimenti richiesti erano liberalizzazioni e privatizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La devastazione del territorio jugoslavo (dai monumenti ortodossi, alle foreste, alle acque) fu necessaria per la deindustrializzazione dell\u2019area dei Balcani e la completa penetrazione nel territorio della ex-Jugoslavia delle multinazionali. Basti ricordare che nel \u201999 fu bombardata la fabbrica di medicinali Galenika, statale, mentre fu risparmiata la parte in possesso di privati (Soros), e che fu risparmiata un\u2019acciaieria, che fu in seguito acquistata dalla U.S. Steel. Ma ad una scala molto differente non sta succedendo anche in Italia? Non c\u2019\u00e8 forse deindustrializzazione e nello stesso tempo progetti insensati di grandi opere pubbliche a scapito dell\u2019ambiente e della salute? Non aveva ragione il professore di storia di Kraljevo? Perch\u00e9 nonostante tutti i richiami dei compagni jugoslavi, la sinistra europea non \u00e8 stata in grado di opporsi con maggiore fermezza alla guerra, perch\u00e9 in troppi hanno bevuto le menzogne sulla pulizia etnica?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prospettive in Serbia sono incerte, basate sulla mitizzazione dell\u2019adesione alla UE, anche se i Paesi confinanti, gi\u00e0 annessi, hanno gravi difficolt\u00e0 economiche. La globalizzazione non offre grandi opportunit\u00e0 ai Paesi piccoli, a meno di improbabili fusioni&#8230; La Serbia importa il doppio di quello che esporta, con forti legami con la Comunit\u00e0 europea, sicch\u00e9 il cambio euro-dinaro \u00e8 soggetto ad improvvise tensioni, a seconda del malessere economico dell\u2019Unione (115 dinari circa per 1 euro). L\u2019inflazione \u00e8 dell\u2019ordine del 10% e, in un contesto di depressione economica, erode in maniera drammatica il potere d\u2019acquisto dei salari &#8211; gi\u00e0 molto bassi rispetto alle medie europee, mentre i prezzi sono gi\u00e0 allineati a quelli internazionali, e tendono a salire.Ci\u00f2 risulta in modo evidente da un dato tragico: la spesa delle famiglie per i consumi alimentari supera il 40% della spesa totale (in Italia \u00e8 dell\u2019ordine del 15%). Se si aggiungono le spese \u201cincomprimibili\u201d si vede che l\u2019economia domestica serba \u00e8 di pura sopravvivenza. In tale contesto, parlare di investimenti, di capitale straniero, \u00e8 illusorio. Il salario medio \u00e8 di circa 370 euro, alcune decine di migliaia di lavoratori lavorano senza percepire il salario. Il tasso di disoccupati \u00e8 al 26%. Per quanto riguarda la FAS (Fiat Auto Serbia), come noto \u00e8 nata dal contratto (capestro) tra la FIAT e il governo serbo, per assicurare un po\u2019 di lavoro alla citt\u00e0 di Kragujevac <em><strong>(3)<\/strong><\/em>, dove per anni la Zastava, un tempo Crvena Zastava (Bandiera Rossa), aveva prodotto automobili (la pi\u00f9 famosa \u00e8 la Yugo), esportate in diverse parti del mondo, e dove, a poco a poco, con embarghi, bombardamenti, dopoguerra, la produzione era diminuita in modo impressionante. I dipendenti della FAS sono 2300, di cui 270 impiegati, il resto sono operai. I lavoratori sono neo assunti, a parte 720 che provengono dalla vecchia Zastava (la FIAT ha licenziato quasi tutti i lavoratori della Zastava). La linea funzionante \u00e8 quella della 500L. Le auto prodotte sono spedite via mare da Bar (Montenegro) a Bari due volte la settimana, e una volta la settimana vanno anche in Germania. I turni di lavoro sono due (6-16 e 20-6) e molti lavoratori fanno anche un paio di ore di straordinario. La settimana lavorativa \u00e8 di 4 giorni (dal luned\u00ec al gioved\u00ec). Pause: 10 minuti, poi la mezz\u2019ora per la mensa, altre due pause di 10 e 15 minuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavoratori della FAS si sono gi\u00e0 mobilitati contro le pesantissime condizioni di lavoro: la FIAT si dichiara disponibile a trattare su aumenti di salario (10%) ma non su orari e turni. Gli iscritti al Samostalni Sindikat sono 860. Mi preme ricordare che il sindacato dei metalmeccanici della Zastava fu boicottato in generale dai sindacati europei e dai partiti di sinistra europei, in quanto \u201cseguace di Milo\u0161evi\u0107\u201d&#8230; e spesso accusato di nefandezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In compenso il governo serbo \u00e8 oberato dalle richieste della FIAT e minacciato da Marchionne: oltre alla bonifica, il governo serbo deve pagare anche le infrastrutture (strade, autostrade,&#8230;) cittadine e regionali, per consentire i trasporti delle merci FIAT. Attualmente ha richiesto una proroga, in quanto, come immaginabile, il bilancio dello Stato non consente gli ingenti pagamenti <em><strong>(4)<\/strong><\/em>. Come dice una sindacalista della Zastava: \u00e8 il governo serbo a pagare i lavoratori della FAS&#8230;<\/p>\n<p><em><strong>Tamara Bellone, <\/strong>membro del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia (CNJ &#8211; Italia)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"text-decoration: underline;\">NOTE<\/span><br \/>\n<strong>(1)<\/strong> Kraljevo e Kragujevac furono teatro nell\u2019ottobre del 1941 di due tra i pi\u00f9 spaventosi eccidi della II Guerra Mondiale. L\u2019esercito tedesco uccise rispettivamente circa 3000 e circa 7000 persone, in generale maschi, dai 15 anni agli 80. Infatti vi erano stati scontri tra partigiani e tedeschi, in cui erano morti una ventina di soldati tedeschi. E\u2019 noto che i Tedeschi usavano un triste cambio nelle rappresaglie: per ogni soldato tedesco dovevano esser fucilati 10 Italiani, 50 Greci e 100 Slavi (Jugoslavi, Russi, ecc.). A Kragujevac \u201cdovevano\u201d essere fucilati 2000 civili, ne furono in alcuni giorni fucilati nell\u2019orgia di sangue circa 7000: tra gli altri gli studenti e i professori del locale ginnasio e molti piccoli Rom lustrascarpe, che si erano rifiutati di lustrare gli stivali ai soldati tedeschi. A Kraljevo vennero fucilati tra gli altri molti operai e ferrovieri. Un racconto della strage si trova nel libro di Giacomo Scotti: Kragujevac, la citt\u00e0 fucilata. Milano, 1967. Una famosissima poesia di Desanka Maksimovi\u0107, Krvava bajka (La fiaba insanguinata), ricorda gli studenti uccisi. Nel parco delle rimembranze di Kragujevac, esistono monumenti, a suo tempo donati dalle varie Repubbliche della Jugoslavia, a ricordo della strage. Il pi\u00f9 famoso \u00e8 il monumento a forma di V, che simboleggia la classe sterminata.<br \/>\n<strong>(2)<\/strong> Il complesso minerario di Trep\u010da, ricco di piombo, zinco, argento, oro, fu nazionalizzato dalla Jugoslavia di Tito, come del resto tutte le risorse minerarie del territorio, in precedenza in mano a compagnie private francesi, inglesi, belghe. Attualmente, nel Kosovo \u201calbanesizzato\u201d, si parla di privatizzazione.<br \/>\n<strong>(3)<\/strong> Kragujevac fu fondata nel XIV secolo. Divenne il centro delle ribellioni nazionali nei primi decenni del 1800 contro l&#8217;occupazione turca, e nel periodo 1818-1839 fu la capitale del Regno di Serbia. Proprio di quel periodo furono dunque qui fondate le prime istituzioni culturali, economiche ed educative del Paese: la prima Universit\u00e0 serba fu fondata proprio in questa citt\u00e0 nel 1838, come pure le prime Scuole Superiori il Teatro e la Scuola Militare. In seguito a Kragujevac si svilupp\u00f2 un forte movimento operaio comunista, l\u00e0 dove era nata una fabbrica di armi. Fu paragonata per la sua storia a Torino. L&#8217;Universit\u00e0 di Kragujevac riveste ancora oggi particolare importanza soprattutto per l\u2019Ingegneria meccanica.<br \/>\n<strong>(4)<\/strong> Le notizie riguardanti la FAS sono state raccolte da Gilberto Vlaic (CNJ) durante i periodici viaggi per portare avanti progetti di solidariet\u00e0 della ONLUS Non Bombe ma Solo Caramelle- Trieste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019estate del 2000 ero in Jugoslavia, per la precisione in Serbia a Kraljevo (1), in un campo di profughi serbi provenienti dal Kosovo. Un professore di storia in pensione organizzava corsi per intrattenere i bambini e i ragazzini. 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