{"id":2336,"date":"2012-12-13T01:28:32","date_gmt":"2012-12-13T01:28:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2336"},"modified":"2012-12-13T01:29:16","modified_gmt":"2012-12-13T01:29:16","slug":"la-scuola-e-neutrale-neanche-chuck-norris-lo-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=2336","title":{"rendered":"La scuola \u00e8 neutrale? Neanche Chuck Norris lo \u00e8!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_2337\" aria-describedby=\"caption-attachment-2337\" style=\"width: 179px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/stefano_robertini.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2337 \" title=\"stefano_robertini\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/stefano_robertini-298x300.png\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/stefano_robertini-298x300.png 298w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/stefano_robertini-150x150.png 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/stefano_robertini-36x36.png 36w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/stefano_robertini-115x115.png 115w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/stefano_robertini.png 635w\" sizes=\"auto, (max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2337\" class=\"wp-caption-text\">L&#39;autore \u00e8 sindacalista studentesco<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercare di definire la scuola neutrale, \u00e8 come cercare di definire il nulla ad una lezione di filosofia: non ha senso. Esiste un motivo per il quale la scuola non \u00e8 e non sar\u00e0 mai neutrale. Avendo ognuno le proprie convinzioni, \u00e8 inconcepibile pensare di poter assistere ad una lezione che non sia condizionata dalle idee del docente: per quanto un insegnante possa cercare di mantanere una minima oggettivit\u00e0, non sar\u00e0 mai possibile estraniare completamente la parzialit\u00e0 dal discorso. Si tratta per cui di una circostanza inevitabile; non potendo quindi essere la scuola neutrale, occorre concepirla parziale gi\u00e0 dal principio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 che questa parzialit\u00e0 \u201cnaturale\u201d della scuola \u00e8 gestita e manipolata da coloro che, nella nostra societ\u00e0, detengono il potere, e di conseguenza anche il monopolio del pensiero comune. Queste persone hanno interesse a nascondere i lati oscuri del sistema socio-economico di cui sono a capo, per evitare che le nuove generazioni, cio\u00e8 le menti del futuro, prendano coscienza di tali lacune e reagiscano di conseguenza. Uno dei mezzi che permette loro di mantenere questa egemonia culturale \u00e8, appunto, la scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come certo sapete la scuola non diffonde in modo esplicito nozioni filo-capitaliste con una frequenza di cinque nozioni al minuto; bastano piccoli interventi ma molto efficaci e l\u2019egemonia culturale continua a dominare sul nostro pensiero: un esempio evidente potrebbe essere la conferenza organizzata in collaborazione con l\u2019ambigua ONG Amnesty International, che alle 10:10 di marted\u00ec 11 dicembre occuper\u00e0 l\u2019aula multimediale del Liceo di Bellinzona. Durante la conferenza \u00e8 prevista la visione di un film, che ha come scopo quello di diffamare i governi di Cuba, Iran, e Cina, che come sapete sono, guardacaso, alcuni dei paesi che attualmente si oppongono al diktat dei paesi occidentali, interessati a sottomettere anche questi popoli ai loro interessi geostrategici ed economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli \u201cegemoni\u201d hanno escogitato un metodo furbesco e camuffato per nascondere i lati oscuri del sistema, che consiste nel porre un filtro selettivo attorno alle attivit\u00e0 scolastche, conferendo cos\u00ec alla scuola le sembianze di una campana di vetro. Per spiegare cosa intendo dire, cade a pennello la questione delle conferenze di stampo politico alle Giornate autogestite: come raccomanda il\u00a0<a href=\"https:\/\/docs.google.com\/spreadsheet\/viewform?fromEmail=true&amp;formkey=dFk4eF94ZUg3SlVDNm5zZVBfeHZZTkE6MQ\">formulario da compilare<\/a>, queste proposte possono essere svolte esclusivamente con la presenza di una controparte. Molti staranno pensando che in una scuola \u201cpluralista\u201d e \u201cneutrale\u201d si debba per forza garantire la controparte, per evitare indottrinamenti (come se gli studenti fossero tutti sprovveduti). In realt\u00e0 questa\u00a0non \u00e8 che un\u2019altra scusa bella e buona, che i soliti egemoni ci fanno bere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre questi ultimi ci trasmettono quello che interessa loro tramite la scuola e la televisione, si accertano che fonti dal loro punto di vista \u201cpericolose\u201d, non vengano troppo a contatto con la stessa scuola, evitando cos\u00ec che diffondano una coscienza altrettanto pericolosa tra le menti del futuro. Il \u201cbello\u201d della faccenda \u00e8 che questo ostacolamento delle proposte di stampo politico, viene giustificato con la pessima scusa che gli studenti delle prime annate non hanno ancora sviluppato uno spirito critico\u2026 certamente la campana di vetro a cui alludevo prima \u00e8 una delle cause per il quale la criticit\u00e0 dello studente non viene stimolata. La verit\u00e0 \u00e8\u00a0che lo spirito critico, tanto decantato, \u00e8 pericoloso. Studenti con uno spirito critico troppo sviluppato vorrebbe dire troppa consapevolezza dei problemi e quindi (uso un eufemismo) la conseguente diffusione di un sentimento di dissenso nei confronti del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa antidemocratica strumentalizzazione della scuola qualcuno dice basta da anni. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), oltre che a denunciare questa manipolazione della scuola, prendendo atto della situazione, si \u00e8 prefissato l\u2019obbiettivo di informare gli studenti su cose che accadono fuori dalla campana di vetro. Purtroppo la voce del SISA deve far fronte ad un colosso egemone che a confronto \u00e8 una scorreggia del ciel, e spesso risulta difficile superare nella scala decibel la risonanza sonora di chi ci nasconde le cose (scuola, quotidiani, network televisivi ecc.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, ci tengo a fissare tre punti che reputo fondamentali in questo articolo, e in merito ai quali spero sia riuscito a farvi riflettere.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>La scuola come d\u2019altronde ogni altro elemento della societ\u00e0 non \u00e8 neutreale, bens\u00ec parziale, e ci\u00f2 scaturisce la necessit\u00e0 di consultare fonti alternative per avere una visione a pi\u00f9 punti di vista e non un unica visione che l\u2019egemonia ci vende come oggettiva.<\/li>\n<li>I dirigenti del sistema economico si servono anche della scuola per conservare l\u2019egemonia culturale e quindi lo status quo che li rende, appunto, dirigenti.<\/li>\n<li>Questa strumentalizzazione della scuola in funzione dell\u2019egemonia dei valori di chi comanda ostacola lo sviluppo di un vero spirito critico negli studenti.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non sono riuscito ad essere esaustivo o forse non volete credere a queste brutte cose che ho cercato di spiegare. In tal caso vi comprendo in pieno, poich\u00e9 come dice una bellissima ragazza che conosco \u201cLa consapevolezza porta all\u2019infelicit\u00e0\u201d, e qui l\u2019infelicit\u00e0 \u00e8 inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Stefano Robertini<\/strong>, sindacalista studentesco SISA<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonte:<\/span> http:\/\/libeblog.ch\/wordpress\/?p=5109<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Cercare di definire la scuola neutrale, \u00e8 come cercare di definire il nulla ad una lezione di filosofia: non ha senso. Esiste un motivo per il quale la scuola non \u00e8 e non sar\u00e0 mai neutrale. 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