{"id":216,"date":"2010-10-13T16:55:30","date_gmt":"2010-10-13T16:55:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=216"},"modified":"2016-06-09T03:46:19","modified_gmt":"2016-06-09T03:46:19","slug":"venezuela-un-esempio-di-partecipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=216","title":{"rendered":"Venezuela, un esempio di partecipazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Venezuela.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-220\" title=\"Venezuela\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Venezuela-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Venezuela-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/Venezuela.jpg 984w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La propaganda antichavista ha agito fortemente su tutta la stampa europea nei giorni delle elezioni per il nuovo parlamento venezuelano a fine settembre 2010, elezioni per altro vinte dal PSUV, il partito socialista unito del Venezuela. Al presidente Chavez vengono attribuite ogni sorta di nefandezza, a partire da presunte responsabilit\u00e0 di un deterioramento delle condizioni di vita, economiche e sociali, dei cittadini, che alimenterebbero la criminalit\u00e0. Tutto assolutamente falso. La stampa francese nel 1996 cos\u00ec documentava la vita in Venezuela e in particolare a Caracas, due anni prima della vittoria di Chavez: \u201cfurti nelle strade e rapine sui mezzi di trasporto pubblici, almeno 80 morti ogni fine settimana, inflazione al 1000% annuo che moltiplica la povert\u00e0 sempre pi\u00f9 dilagante\u201d. L\u2019inflazione oggi \u00e8 a livelli infinitamente pi\u00f9 bassi, due e non quattro cifre, la povert\u00e0 \u00e8 drasticamente ridotta, i morti sono molti meno, ma l\u2019opposizione antichavista venezuelana blatera che oggi la situazione sia peggio di prima del \u201998. Prendiamo in considerazione alcuni dati, ancora una volta forniti non dal governo bolivariano, ma da fonti occidentali. Nel 1998 il 60% dei venezuelani era povero e il 25% indigente. Restava escluso il 15% formato dalla classe media e dai ricchi, quelli che avevano sempre comandato e non avevano mai pagato le tasse. Chavez impone che paghino le tasse, per la prima volta nella storia della nazione e dodici anni dopo &#8211; nel 2010 &#8211; i poveri sono il 23% della popolazione e gli indigenti il 5%. Commento non sarebbe necessario, a patto che si sia un buona fede. Cresciuto il numero di persone che hanno una vita dignitosa, quella piccola percentuale di societ\u00e0 che vive di furti e di espedienti si ritrova oggi in una societ\u00e0 pi\u00f9 ricca e con pi\u00f9 soldi, quindi con pi\u00f9 possibilit\u00e0 per delinquere a danno di donne e uomini che hanno raggiunto la dignit\u00e0. In ogni caso, come documentato, i reati da quando esiste il governo bolivariano sono diminuiti, certo non scomparsi. Ma d\u2019altronde il governo crede che l\u2019opportunit\u00e0 da offrire sia quella del pieno recupero sociale dei barrios, non la repressione armata. Scuole, sanit\u00e0, case in muratura, terreni agricoli abbandonati da decenni assegnati a campesinos senza terra, sarebbe lungo documentare quanto realizzato e quanto sta per esserlo. Tutto ci\u00f2 \u00e8 davvero interessante, soprattutto se messo a paragone con la considerazione strombazzata in Occidente rispetto a un presunto atteggiamento autoritario di Chavez, che in realt\u00e0 anche in questo caso non corrisponde assolutamente al vero. Certo nel governo vi \u00e8 chi creda necessario utilizzare maggiormente l\u2019esercito nella repressione del crimine, come per altro farebbero tutti i governi europei, ma proprio Chavez insiste nel ritenere che non la violenza, ma la cultura, la partecipazione e il recupero sociale siano le migliori, pi\u00f9 profonde e durature armi, quelle davvero vincenti. Per altro nel caso di un progetto repressivo del crimine occorrerebbe coinvolgere l\u2019esercito e non la polizia, perch\u00e9 grazie a un deleterio sistema esasperatamente federalista ereditato dall\u2019epoca prebolivariana, in Venezuela esistono 135 corpi di polizia, uno per ogni regione o grosso quartiere delle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti, controllati dai governatori locali. Quelli delle regioni di confine con la Colombia, oppositori del governo, spesso dichiaratamente reazionari o fascisti, incentivano l\u2019immigrazione dalla Colombia. Si stima che in Venezuela vivano 4 milioni di colombiani, nella stragrande maggioranza ottime persone, ma all\u2019interno di questa comunit\u00e0 si nascondono, spesso coperti dai politici antichavisti, narcotrafficanti e squadroni della morte che non solo coprono e incentivano il crimine e lo spaccio, ma anche organizzano l\u2019uccisione di attivisti del PSUV. Il celebre narco &#8211; paramilitare fascista colombiano Gonzales, arrestato nel 2008, aveva documenti rilasciati dallo stato venezuelano di Zulia e lascipassare della locale polizia, uno stato governato dall\u2019opposizione. Anche nella stessa Caracas, nei quartieri amministrati dalla destra, questi gruppi eversivi e criminali hanno l\u2019appoggio politico che permette loro di aprire bar e ristoranti, che poi utilizzano come copertura e base per il coordinamento di furti, rapine e spaccio, ne consegue che queste persone abbiano di conseguenza una certa familiarit\u00e0 con le armi e contribuiscano agli omicidi che insanguinano la capitale. Ulteriore dimostrazione del fatto che laddove la presenza del PSUV sia forte e massiccia e il controllo politico del territorio radicato, attraverso iniziative sociali capillari e diffuse, la criminalit\u00e0 \u00e8 quasi nulla, come nei barrios carachegni di Guaitre, Guarenas e 23 gennaio. Molto si potrebbe ancora scrivere e documentare, ma quanto esposto offre in ogni caso sinteticamente un quadro della realt\u00e0, aderente al vero e scevro da falsificazioni. Il compito di tutti coloro che credono nel progresso e nella giustizia sociale \u00e8 quello della solidariet\u00e0, verso il Venezuela e il presidente Hugo Chavez. Perch\u00e9 il golpe fortunatamente fallito in Ecuador contro il presidente Correa e la campagna interna e internazionale contro il candidato Ollanta in Per\u00f9, a pochi mesi dalle elezioni, sono l\u2019evidente segnale di come e quanto l\u2019obiettivo sia quello di colpire, abbattere e distruggere il progetto bolivariano che si diffonde per l\u2019America Latina, e di cui il Venezuela guidato da Chavez \u00e8 stato al contempo primo esempio concreto e modello per una trasformazione profonda della politica sudamericana.<\/p>\n<p><strong><em>Davide Rossi<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La propaganda antichavista ha agito fortemente su tutta la stampa europea nei giorni delle elezioni per il nuovo parlamento venezuelano a fine settembre 2010, elezioni per altro vinte dal PSUV, il partito socialista unito del Venezuela. 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