{"id":1812,"date":"2012-05-04T00:45:02","date_gmt":"2012-05-04T00:45:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1812"},"modified":"2012-05-05T20:55:31","modified_gmt":"2012-05-05T20:55:31","slug":"le-multinazionali-spagnole-nel-mirino-dei-governi-di-sinistra-dellamerica-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1812","title":{"rendered":"Le multinazionali spagnole nel mirino dei governi di sinistra dell&#8217;America latina!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/boliviaesproprio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1814\" title=\"boliviaesproprio\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/boliviaesproprio.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"286\" \/><\/a>Quello appena passato \u00e8 un primo maggio che la Spagna non potr\u00e0 sicuramente n\u00e9 dimenticare, n\u00e9 digerire facilmente e non tanto perch\u00e9 le sue strade si sono riempite di lavoratori e disoccupati, soprattutto giovani, che faticano giustamente ad accettare i pesanti tagli sociali fatti dal neonato governo Rajoy, ma soprattutto per lo strappo avvenuto in questi giorni con i paesi dell&#8217;America latina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ultime due settimane sia l&#8217;Argentina di Kirchner che la Bolivia di Morales hanno cominciato il processo di nazionalizzazione di rispettivamente due aziende spagnole presenti nei loro territori nazionali e legate alla produzione e alla distribuzione energetica dei due paesi latinoamericani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1813\" aria-describedby=\"caption-attachment-1813\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ypfpueblo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1813 \" title=\"ypfpueblo\" 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rumori che vedevano lo Stato argentino come possibile futuro azionista di YPF (azienda petrolifera nazionale acquistata da Repsol nel 1994 durante il periodo delle grandi privatizzazioni portate avanti dal governo Menem), la Kirchner \u00e8 riuscita a spingersi oltre, nazionalizzando in breve tempo YPF e ridandogli di fatto uno stampo nazionale utile per rispettare un articolo costituzionale dove si stabilisce che il paese ha il diritto all&#8217;autosufficenza energetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l&#8217;azienda spagnola Petrobras non significa solo perdere il 30% della loro produzione globale e\u00a0il 50% delle loro entrate globali ma soprattutto significa veder sparire la possibilit\u00e0 di accapparrarsi i 940 milioni di barili scoperti in territorio argentino soltanto sei mesi fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Bolivia la nazionalizzazione riguarda anche la sovranit\u00e0 nazionale sulla gestione dell&#8217;energia elettrica, ma in questo caso ad essere stata nazionalizzata \u00e8 stata la \u201cTransportadora de Electricidad\u201d che si occupa della distribuzione elettrica in gran parte del territorio boliviano e che era in mano al gruppo aziendale spagnolo \u201cRed El\u00e9critca Espa\u00f1ola\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 da notare, inoltre, come in entrambi i casi si tratti di aziende costruite con i finanziamenti dello Stato ed in seguito svendute ai privati a prezzi stracciati da parte dei governi neoliberali degli ani &#8217;90.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1815\" aria-describedby=\"caption-attachment-1815\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/afiche-izq-CURVAS-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1815\" title=\"afiche-izq-CURVAS-01\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/afiche-izq-CURVAS-01-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" 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altri portati avanti negli ultimi anni da governi sempre meno allineati all&#8217;Occidente, come Venezuela, Ecuador, Honduras, ecc. rimangono comunque un&#8217;importante dimostrazione di come gli equilibri mondiali stiano cambiando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente, se da una parte si ha un Occidente che inizia a mostrare le sue debolezze e quindi anche a sfoderare il suo lato pi\u00f9 violento, come il trsite passato c&#8217;insegna, dall&#8217;altra parte per\u00f2 c&#8217;\u00e8 una Cina che sta diventando il principale partner economico dei paesi emergenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza, infatti, fra la Cina e le potenze Occidentali a livello di relazioni estere, risiede nel fatto che il colosso orientale non impone condizioni n\u00e9 forme di governo ai suoi partner commerciali, trattandoli da pari e non con arrogante superiorit\u00e0 e pagando il vero valore delle merci che importa permettendo quindi ai paesi in via di sviluppo di avere pi\u00f9 fondi a disposizione e di essere pi\u00f9 autodeterminati nelle scelte che li riguardano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Gianfranco Cavalli<\/strong>, membro del Partito Comunista ticinese<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello appena passato \u00e8 un primo maggio che la Spagna non potr\u00e0 sicuramente n\u00e9 dimenticare, n\u00e9 digerire facilmente e non tanto perch\u00e9 le sue strade si sono riempite di lavoratori e disoccupati, soprattutto giovani, che faticano giustamente ad accettare i pesanti tagli sociali fatti dal neonato governo Rajoy, ma soprattutto per lo strappo avvenuto in questi giorni con i paesi dell&#8217;America latina. 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