{"id":16922,"date":"2025-07-02T01:46:00","date_gmt":"2025-07-02T00:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16922"},"modified":"2025-06-25T09:09:09","modified_gmt":"2025-06-25T08:09:09","slug":"chiudono-le-scuole-ma-prosegue-la-mobilitazione-dei-docenti-neoabilitati-il-partito-comunista-presenta-una-mozione-in-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16922","title":{"rendered":"Chiudono le scuole, ma prosegue la mobilitazione dei docenti neoabilitati. Il Partito Comunista presenta una mozione in parlamento"},"content":{"rendered":"\n<p>Sedie sui banchi, quaderni e <em>classeur<\/em> negli zaini, pagella in mano e sorriso sulle labbra: la chiusura delle scuole di questo mercoled\u00ec non sembra essere stata molto diversa da quella degli ultimi anni. Eppure, questo anno scolastico \u00e8 stato caratterizzato da una mobilitazione inedita per la scuola ticinese: quella dei docenti neoabilitati, giovani insegnanti formati ma lasciati ai margini del sistema scolastico. A fronte di una disoccupazione crescente e di condizioni lavorative precarie, negli ultimi mesi questi professionisti dell\u2019educazione hanno deciso di alzare la voce. La protesta, sostenuta da sindacati e forze politiche della sinistra, ha messo in discussione non solo le politiche occupazionali nel settore scolastico, ma anche l\u2019intero impianto dell\u2019abilitazione all\u2019insegnamento. Dopo mesi di mobilitazione, \u00e8 ora senz\u2019altro utile stilare un bilancio e rivolgere lo sguardo al futuro di questa lotta, sostenuta anche dai banchi del parlamento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1990402-9dpod6-Alta-Scuola-Pedagogica.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1990402-9dpod6-Alta-Scuola-Pedagogica-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16928\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1990402-9dpod6-Alta-Scuola-Pedagogica-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1990402-9dpod6-Alta-Scuola-Pedagogica-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1990402-9dpod6-Alta-Scuola-Pedagogica-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1990402-9dpod6-Alta-Scuola-Pedagogica-480x270.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/1990402-9dpod6-Alta-Scuola-Pedagogica.jpeg 1408w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Si respira un&#8217;aria pesante nei corridoi e sotto i portici dell&#8217;ex convento dei Frati Minori di San Francesco a Locarno, sede del Dipartimento Formazione e Apprendimento.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il grido d\u2019allarme dei docenti senza cattedra: \u201csiamo destinati al precariato\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La miccia si accende alla fine di marzo 2025, quando un gruppo di docenti neoabilitati per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano al liceo denuncia pubblicamente la chiusura del concorso per questa materia, che preclude loro l\u2019ottenimento di un posto di lavoro dopo un anno di formazione. Questi tredici insegnanti vengono subito seguiti da una sessantina di altri docenti di vari ordini scolastici, che <a href=\"https:\/\/www.ticinonews.ch\/ticino\/il-caso-dei-tredici-aspiranti-docenti-e-solo-la-punta-delliceberg-409466\">rendono pubblica la propria frustrazione attraverso una lettera<\/a> al Dipartimento dell\u2019educazione, della cultura e dello sport (DECS) e al Dipartimento Formazione e Apprendimento (DFA) della SUPSI, ossia l\u2019ente preposto all\u2019abilitazione dei nuovi docenti. \u201cIl caso dei tredici docenti di italiano \u2013 si legge nella presa di posizione \u2013 non \u00e8 affatto un unicum: da anni, diversi docenti gi\u00e0 abilitati sono in attesa di un posto di lavoro \u2013 un dato che DECS e DFA hanno convenientemente scelto di passare sotto silenzio\u201d. Errori di calcolo, misure di risparmio che impediscono una stabilizzazione degli impieghi, assegnazione di incarichi a docenti non abilitati e scarsa trasparenza nelle procedure di assunzione: le accuse formulate sono gravi e circostanziate, facendo emergere un malessere a lungo tenuto nascosto. \u201cPer molti di noi \u2013 dichiara un docente intervistato da Ticinonews \u2013 l\u2019abilitazione \u00e8 diventata un biglietto d\u2019accesso al precariato, non a un impiego stabile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il sindacato VPOD convoca un\u2019assemblea: \u201cun successo che dimostra la gravit\u00e0 del problema\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>A questa prima denuncia segue un\u2019azione organizzata: il 26 marzo, su iniziativa del sindacato VPOD, si tiene a Bellinzona una <a href=\"https:\/\/vpod-ticino.ch\/news\/2025\/grande-successo-dellassemblea-dei-neoabilitati-convocata-dal-sindacato-vpod\/\">partecipatissima assemblea dei docenti neoabilitati<\/a>. L\u2019incontro, definito dalla VPOD un \u201cgrande successo\u201d, si conclude con l\u2019approvazione all\u2019unanimit\u00e0 di una risoluzione che denuncia come siano state \u201cdisattese e frustrate le legittime aspettative riposte nell\u2019ottenimento di un impiego di tali aspiranti docenti, peraltro gi\u00e0 formatisi presso il DFA in condizioni economicamente difficili e pedagogicamente insoddisfacenti\u201d. Attraverso la creazione di una delegazione incaricata di incontrare le autorit\u00e0 e la definizione di una lista di rivendicazioni puntuali e concrete per affrontare il problema, l\u2019assemblea si prefigge dei traguardi specifici e si d\u00e0 gli strumenti per raggiungerli. La risoluzione \u00e8 infatti accompagnata dal lancio di una petizione popolare, rivolta al Governo e al DECS, con tre richieste chiare: pi\u00f9 trasparenza, revisione dei criteri di abilitazione e assunzioni stabili. \u201cNon siamo semplici numeri \u2013 dichiara un docente presente all\u2019assemblea \u2013 siamo persone formate con passione, e meritiamo prospettive concrete\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/dfa_assemblea_neoabilitati.800x450.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/dfa_assemblea_neoabilitati.800x450.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16925\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/dfa_assemblea_neoabilitati.800x450.jpg 800w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/dfa_assemblea_neoabilitati.800x450-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/dfa_assemblea_neoabilitati.800x450-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/dfa_assemblea_neoabilitati.800x450-480x270.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il 26 marzo a Bellinzona si tiene un&#8217;affollata assemblea tra neoabilitati e abilitandi e i rappresentanti del sindacato VPOD.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Oltre 2.200 firme in pochi giorni: quella dei docenti neoabilitati \u00e8 una causa condivisa<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La risposta della cittadinanza \u00e8 rapida e significativa: in meno di due settimane, <a href=\"https:\/\/vpod-ticino.ch\/news\/2025\/oltre-2200-firme-per-i-docenti-neoabilitati-prospettato-un-incontro-con-decs-e-governo\/\">la petizione raccoglie oltre 2.200 firme<\/a>, tra cui quelle di numerosi genitori, docenti in servizio e rappresentanti del mondo politico e culturale. \u201cAbbiamo sentito una solidariet\u00e0 forte e diffusa \u2013 spiega il sindacalista VPOD <strong>Edoardo Cappelletti<\/strong> \u2013 perch\u00e9 le famiglie capiscono che la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento passa anche dalla stabilit\u00e0 del corpo docente\u201d. La raccolta firme si rivela un momento di legittimazione collettiva del disagio: non si tratta pi\u00f9 di un\u2019iniziativa di categoria, ma di una questione pubblica. A fronte del successo dell\u2019iniziativa, la VPOD chiede un incontro ufficiale con la direttrice del DECS, Marina Carobbio, e con il Consiglio di Stato, con l\u2019obiettivo di rompere il silenzio istituzionale e avviare una discussione seria ed approfondita sulle condizioni di impiego nella scuola e sulle prospettive dei docenti neoabilitati.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019incontro con il DECS: primi spiragli, ma la mobilitazione prosegue<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il 13 maggio 2025, una delegazione della VPOD e del gruppo dei docenti neoabilitati \u00e8 ricevuta dalla direttrice del DECS <strong>Marina Carobbio<\/strong>. Secondo il sindacato, \u201cdall\u2019incontro sono emersi alcuni segnali positivi\u201d, in particolare l\u2019apertura a un confronto strutturato e l\u2019impegno a istituire un tavolo di lavoro per analizzare \u201cle incongruenze tra numero di abilitazioni rilasciate e i reali bisogni del sistema scolastico ticinese\u201d. Tuttavia, i rappresentanti della mobilitazione mantengono i piedi per terra: \u201cAbbiamo ottenuto ascolto, ma non ancora delle risposte soddisfacenti \u2013 afferma una docente \u2013 e per questo la lotta continua\u201d. La VPOD infatti convoca una <a href=\"https:\/\/vpod-ticino.ch\/news\/2025\/mobilitazione-dei-docenti-neoabilitati-ecco-i-primi-frutti-ma-la-lotta-continua\/\">nuova assemblea, tenutasi a Bellinzona due giorni dopo<\/a> l\u2019incontro con la direttrice del DECS, in cui gli impegni da lei assunti vengono definiti \u201cun primo frutto concreto del lavoro sindacale per garantire ascolto e sostegno alla categoria. Ora, a partire da ci\u00f2, occorre tenere alta la pressione per fornire soluzioni pi\u00f9 avanzate alle problematiche sollevate\u201d. Per questa ragione, l\u2019assemblea decide di portare le rivendicazioni della petizione anche davanti al governo, di verificare l\u2019avanzamento dei cantieri avviati dal DECS e di valutare una presa di contatto con il DFA, ad oggi ancora silente a fronte delle richieste avanzate mesi fa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/f_-neoabilitati-docenti-firme-decs-petizione-1jj0x.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/f_-neoabilitati-docenti-firme-decs-petizione-1jj0x-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16926\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/f_-neoabilitati-docenti-firme-decs-petizione-1jj0x-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/f_-neoabilitati-docenti-firme-decs-petizione-1jj0x-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/f_-neoabilitati-docenti-firme-decs-petizione-1jj0x-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/f_-neoabilitati-docenti-firme-decs-petizione-1jj0x-480x252.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/f_-neoabilitati-docenti-firme-decs-petizione-1jj0x.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">2&#8217;232 firme vengono consegnate al Consiglio di Stato per la petizione VPOD.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u201cVa rivoluzionato il sistema di abilitazione\u201d: il Partito Comunista presenta una mozione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il 14 maggio 2025, il Partito Comunista (PC) fa un ulteriore passo politico a sostegno della mobilitazione, <a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=8003\">depositando una mozione che chiede una revisione strutturale dell\u2019attuale percorso di abilitazione<\/a>. \u201c\u00c8 uno scandalo che lo Stato promuova corsi abilitanti senza garantire alcuna pianificazione seria \u2013 ha dichiarato il deputato comunista <strong>Massimiliano Ay<\/strong> \u2013. La scuola non pu\u00f2 essere gestita come un\u2019azienda che assume a chiamata\u201d. Le modifiche proposte configurano una vera e propria rivoluzione del sistema attuale: il PC richiede la denuncia dell\u2019accordo intercantonale sui diplomi scolastici per ottenere maggiore autonomia in questo campo, la rescissione del mandato di prestazione di cui gode il DFA e la reinternalizzazione dell\u2019alta scuola pedagogica all\u2019interno del DECS, nonch\u00e9 il ritorno ad un sistema di abilitazione \u201cen emploi\u201d che favorisca la stabilit\u00e0 economica dei docenti e garantisca la possibilit\u00e0 di formarsi contemporaneamente per pi\u00f9 ordini scolastici. A differenza delle generiche interpellanze di denuncia presentate dal resto del parlamento nei mesi precedenti, la mozione comunista rappresenta il primo atto parlamentare che fornisce una concreta risposta legislativa alle rivendicazioni emerse con la mobilitazione dei docenti neoabilitati.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una vertenza che riguarda tutti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Quella dei docenti neoabilitati \u00e8 una vertenza emblematica: parla di lavoro giovanile, di formazione pubblica e di una visione della scuola che rifiuta la precarizzazione come modello. In gioco c\u2019\u00e8 il futuro della scuola ticinese e la credibilit\u00e0 delle istituzioni che la governano. La mobilitazione ha dimostrato che esiste una generazione di insegnanti pronta a battersi non solo per s\u00e9, ma per un sistema educativo pi\u00f9 equo, stabile e di qualit\u00e0. E ora la palla passa alla politica: ascoltare non basta pi\u00f9, \u00e8 venuto il tempo di agire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sedie sui banchi, quaderni e classeur negli zaini, pagella in mano e sorriso sulle labbra: la chiusura delle scuole di questo mercoled\u00ec non sembra essere stata molto diversa da quella degli ultimi anni. Eppure, questo anno scolastico \u00e8 stato caratterizzato da una mobilitazione inedita per la scuola ticinese: quella dei docenti neoabilitati, giovani insegnanti formati ma lasciati ai margini del sistema scolastico. A fronte di una disoccupazione crescente e di condizioni lavorative precarie, negli ultimi mesi questi professionisti dell\u2019educazione hanno deciso di alzare la voce. 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