{"id":16906,"date":"2025-06-28T01:10:00","date_gmt":"2025-06-28T00:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16906"},"modified":"2025-06-24T17:13:48","modified_gmt":"2025-06-24T16:13:48","slug":"ripetizioni-di-storia-per-beat-jeans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16906","title":{"rendered":"Ripetizioni di storia per Beat Jeans"},"content":{"rendered":"\n<p>Le recenti dichiarazioni del Consigliere federale Beat Jans&nbsp;(PSS), secondo cui il nuovo pacchetto di accordi&nbsp;tra Svizzera e Unione Europea sarebbe paragonabile al Patto del Gr\u00fctli, sono non solo incoerenti, ma una vera e propria offesa all\u2019intelligenza degli svizzeri. Di seguito verranno messe in evidenza le gravi contraddizioni di questa dichiarazione;&nbsp;non prima,&nbsp;per\u00f2,&nbsp;di capire&nbsp;gli elementi citati da Jans.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Patto del Gr\u00fctli&nbsp;\u00e8 storicamente e folcloristicamente considerato l\u2019atto di nascita della Confederazione tra Uri, Svitto e Untervaldo. Un\u2019alleanza difensiva stretta nel 1291 per resistere all\u2019oppressione degli Asburgo e successivamente anche&nbsp;dei re francesi. Parliamo quindi di un patto militare tra piccole realt\u00e0 alpine per tutelare la propria sovranit\u00e0 contro vicini potenti e bellicosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Accordi Bilaterali III con l\u2019UE, al contrario, sono intese di natura economica&nbsp;di stampo liberista, che puntano a integrare ulteriormente l\u2019economia svizzera con quella europea, in particolare nei settori strategici come quello dell\u2019energia e&nbsp;quello&nbsp;dei trasporti pubblici, aprendo la strada a una progressiva privatizzazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo questa premessa dovrebbe bastare per smontare il paragone: uno \u00e8 un patto per difendere la sovranit\u00e0, l\u2019altro \u00e8 una trappola economica per la Svizzera. Ma andiamo oltre; Jans prova a&nbsp;legittimare il suo paragone affermando che entrambi gli accordi sono stati firmati in tempi difficili. Vero: sia nel 1291 che oggi si vivevano situazioni complesse. Ma la natura delle difficolt\u00e0 \u00e8 radicalmente diversa. Nel XIII secolo i cantoni alpini erano minacciati dal dominio imperiale degli Asburgo. Il Patto del Gr\u00fctli&nbsp;fu dunque una risposta per proteggere la libert\u00e0 e l\u2019autonomia&nbsp;di queste regioni. Oggi, la Svizzera affronta le pressioni neoliberiste dell\u2019UE e quelle guerrafondaie NATO, che mirano a inglobarci&nbsp;nelle loro rispettive sfere d\u2019influenza&nbsp;e trascinare il nostro Paese nelle loro tenzoni. Se volessimo davvero ispirarci ai confederati del Gr\u00fctli, dovremmo fare di tutto per proteggere&nbsp;la nostra sovranit\u00e0, non svenderla&nbsp;come purtroppo sta accadendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se il nostro Governo stesse effettivamente seguendo le orme dei confederati del Gr\u00fctli difenderebbe la nostra&nbsp;sovranit\u00e0 con le unghie e con i denti se necessario&nbsp;pur di non finire sotto i diktat di Washington e Bruxelles.&nbsp;Il paragone di Jans&nbsp;avrebbe senso se nel 1291 i tre cantoni avessero firmato un accordo di sottomissione agli Asburgo, divenendone vassalli; per fortuna cos\u00ec non fu&nbsp;e nemmeno oggi noi dobbiamo chinare il capo davanti a queste entit\u00e0 che tanto spavaldamente tentano di piegarci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra evidente menzogna di Jans&nbsp;\u00e8 che \u201cl\u2019esito dei negoziati promuove il commercio e dunque la nostra prosperit\u00e0\u201d. Eppure&nbsp;questo contraddice la folle politica estera&nbsp;del Consiglio federale, in particolare degli ultimi anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se davvero commercio significa&nbsp;prosperit\u00e0, perch\u00e9 allora limitarsi all\u2019UE? Perch\u00e9 non rafforzare i rapporti con i Paesi BRICS o altre economie in forte crescita? E ancora: se davvero il benessere economico \u00e8 cos\u00ec centrale, perch\u00e9 partecipare passivamente alle guerre economiche di UE e Stati Uniti? Perch\u00e9 adottare&nbsp;sanzioni contro la Russia e compromettere&nbsp;le relazioni con altri attori economici globali (soprattutto per quanto riguarda l\u2019approvvigionamento energetico)?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La coerenza sarebbe applicare sanzioni anche a Paesi \u201camici\u201d quando violano i diritti umani o agiscono&nbsp;da aggressori inclusi&nbsp;UE, USA e Israele. Ma evidentemente, le regole e i parametri cambiano a seconda dai capricci di Washington e Bruxelles. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Voler evitare di diventare vassalli economici dell\u2019Unione Europea non \u00e8 solo una questione di principio, ma anche di salvaguardia dei diritti del lavoro&nbsp;e della nostra democrazia. Cosa succede quando un piccolo Paese apre il proprio mercato a una potenza economica molto pi\u00f9 grande? Possiamo chiederlo ai Paesi africani, del subcontinente indiano, del Sudamerica e del Sud-Est asiatico. Risposta facile: un disastro. Risposta un po\u2019pi\u00f9 articolata: un disastro dovuto alla comparsa di capitali e aziende estere titaniche rispetto alle controparti locali. E siccome il mercato \u00e8 competitivo che succede? Succede che aziende e capitali locali vengono annientati e soppiantati da quelli esteri che ora venderanno i loro prodotti&nbsp;nel nuovo mercato ma&nbsp;i profitti adesso non rimarranno pi\u00f9 nel disgraziato Paese; invece,&nbsp;finiranno nella pancia della potenza&nbsp;pi\u00f9 grande arricchendola&nbsp;ulteriormente. E, ciliegina sulla torta, visto che ora nel Paese ci sono aziende estere e l\u2019economia ne \u00e8 dominata, il Paese non \u00e8 altro che un mero vassallo, perch\u00e9 se quelle stesse aziende dovessero fare i capricci la popolazione non avrebbe i mezzi per sostentarsi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un detto che recita \u201cper prevedere il futuro cerca di conoscere il passato e comprendere il presente\u201d. Viene dunque spontaneo porsi domande sulla validit\u00e0 delle previsioni di Jans&nbsp;in merito agli esiti degli accordi che sostiene. I suoi assurdi paragoni storici dimostrano un livello conoscenza della nostra storia ed una comprensione della realt\u00e0 del Paese inaccettabili, soprattutto considerando la carica&nbsp;politica&nbsp;che ricopre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evidente smarrimento ideologico e politico dei vertici della socialdemocrazia nostrana costituisce un duro colpo ai danni della nostra classe lavoratrice, la quale rischia di venire privata dei suoi diritti dato che Jans&nbsp;e compagnia sono troppo occupati a seguire insulse mode europeiste, ignorando la classe lavoratrice e le minacce contro di lei. Il Partito Comunista non ceder\u00e0 di fronte a questi atteggiamenti e far\u00e0 tutto ci\u00f2 che \u00e8 in suo potere per rimanere un punto di riferimento politico serio e coerente&nbsp;per i lavoratori e le lavoratrici svizzeri.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le recenti dichiarazioni del Consigliere federale Beat Jans&nbsp;(PSS), secondo cui il nuovo pacchetto di accordi&nbsp;tra Svizzera e Unione Europea sarebbe paragonabile al Patto del Gr\u00fctli, sono non solo incoerenti, ma una vera e propria offesa all\u2019intelligenza degli svizzeri. Di seguito verranno messe in evidenza le gravi contraddizioni di questa dichiarazione;&nbsp;non prima,&nbsp;per\u00f2,&nbsp;di capire&nbsp;gli elementi citati da Jans.&nbsp; Il Patto del Gr\u00fctli&nbsp;\u00e8 storicamente e folcloristicamente considerato l\u2019atto di nascita della Confederazione tra Uri, Svitto e Untervaldo. 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