{"id":16818,"date":"2025-05-03T10:30:46","date_gmt":"2025-05-03T09:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16818"},"modified":"2025-05-03T10:30:48","modified_gmt":"2025-05-03T09:30:48","slug":"nuovi-attacchi-al-servizio-civile-allorizzonte-il-militarismo-europeo-colpisce-anche-la-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16818","title":{"rendered":"Nuovi attacchi al servizio civile all\u2019orizzonte: il militarismo europeo colpisce anche la Svizzera"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre l\u2019Unione europea \u00e8 impegnata nel pi\u00f9 grande piano di riarmo da decenni a questa parte e indottrina la popolazione per prepararla ad un conflitto su larga scala, anche in Svizzera la classe dirigente sembra volersi accodare al mantra bellicista delle \u00e9lites occidentali. Oltre all\u2019aumento dei crediti militari e all\u2019allentamento delle norme per la riesportazione di armi (ormai accettati pure dalla socialdemocrazia), negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attacchi al servizio civile, che permette ai giovani svizzeri di non prestare servizio militare in caso di conflitto di coscienza. Dopo alcuni anni di tregua, gli ambienti militaristi vogliono ritornare ad indebolire e ridimensionare questo importante diritto costituzionale che tutela gli obiettori di coscienza e tutti i giovani che non vogliono partecipare alla corsa al riarmo che stiamo vivendo in tutta Europa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019iniziativa popolare \u201cPer un servizio cittadino\u201d: un pericoloso cavallo di troia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il primo subdolo tentativo di rafforzare ed estendere l\u2019obbligo di leva militare \u00e8 stato effettuato nel 2022 da un comitato interpartitico trasversale, che raggruppava personalit\u00e0 conservatrici di chiaro orientamento militarista e personalit\u00e0 progressiste appartenenti al Partito socialista e ai Verdi. Il <a href=\"https:\/\/www.bk.admin.ch\/ch\/i\/pore\/vi\/vis524t.html\">testo dell\u2019iniziativa<\/a> (riuscita nel 2023 e attualmente al vaglio delle Camere federali) prevede che \u201cle persone di cittadinanza svizzera prestano un servizio a beneficio della collettivit\u00e0 e dell\u2019ambiente, sotto forma di servizio militare o di un altro servizio di milizia equivalente\u201d (aprendo la possibilit\u00e0 ad un impiego anche di persone senza passaporto elvetico).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen-1024x650.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16820\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen-1024x650.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen-300x190.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen-768x487.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen-1536x975.jpeg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen-480x305.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/service-citoyen.jpeg 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La consegna delle firme a sostegno dell&#8217;iniziativa &#8220;Per un servizio cittadino&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Sfruttando abilmente la retorica ambientalista, femminista e multiculturale, questa iniziativa si \u00e8 configurata come un cavallo di Troia per sdoganare anche a sinistra l\u2019estensione alle donne e agli stranieri dell\u2019obbligo di leva (contro cui si sono battute intere generazioni di pacifisti e antimilitaristi). L\u2019effetto dell\u2019iniziativa sarebbe infatti quello di costringere le donne e spingere anche gli stranieri a prestare un nebuloso \u201cservizio cittadino\u201d, che nei fatti sarebbe direttamente subordinato alle esigenze militari: il testo prevede infatti che, in caso di crisi, \u00e8 garantito l\u2019effettivo regolamentare dei servizi d\u2019intervento (in primis dell\u2019esercito).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli obiettori di coscienza verranno arruolati nella protezione civile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Lo scorso marzo, il Consiglio nazionale ha approvato in forma definitiva una <a href=\"https:\/\/www.parlament.ch\/fr\/ratsbetrieb\/suche-curia-vista\/geschaeft?AffairId=20240043\">riforma di legge<\/a> che prevede l\u2019obbligo per i civilisti di prestare servizio nella protezione civile qualora questa dovesse mancare di effettivi sufficienti per svolgere i propri compiti. Ci\u00f2 significa negare l\u2019essenza stessa del servizio civile, che costituisce un\u2019alternativa al servizio militare per chi vive un conflitto di coscienza. Invece di essere impiegato in compiti civili al servizio della collettivit\u00e0, gli obiettori saranno costretti a svolgere attivit\u00e0 in divisa, a seguire una gerarchia simile a quella militare, alloggiati in strutture simili a delle caserme. Le ultime riforme della protezione civile hanno infatto teso a militarizzare questo corpo di pronto intervento, che al di fuori delle catastrofi naturali e delle crisi umanitarie \u00e8 per\u00f2 spesso impiegato per compiti di secondaria importanza rispetto a quelli prestati dai civilisti: invece di disporre transenne per gare di corsa o di sci, gli obiettori sarebbero infatti molto pi\u00f9 utili alla popolazione nelle case anziani, sugli alpeggi o nelle scuole!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres-1024x684.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16823\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres-1024x684.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres-768x513.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/294183528_highres.jpeg 1300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il servizio civile \u00e8 ormai sempre pi\u00f9 visto come un impiego utile alla collettivit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il Consiglio federale vuole impedire il libero passaggio al servizio civile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Lo scorso novembre, il Consiglio federale ha pubblicato uno <a href=\"https:\/\/www.news.admin.ch\/it\/nsb?id=103193\">studio sul passaggio dall\u2019esercito al servizio civile<\/a>, i cui risultati sono inequivocabili: \u201cOltre la met\u00e0 dei civilisti con esperienza in ambito militare ha avuto difficolt\u00e0 con lo stile di condotta e le strutture gerarchiche nel militare e\/o ha avuto esperienze di servizio negative. Circa un quarto di loro ha ritenuto che lo stress psicologico durante la scuola reclute fosse troppo elevato o ha dichiarato di aver subito discriminazioni nell\u2019esercito. Gli intervistati hanno considerato in parte poco sensati e poco appropriati anche i contenuti e la metodologia dell\u2019istruzione nell\u2019esercito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado questo studio dimostri nuovamente le ragioni delle critiche mosse all\u2019esercito dal movimento antimilitarista negli ultimi decenni, il Consiglio federale ha semplicemente deciso di ignorarne le conclusioni, presentando pochi mesi dopo una <a href=\"https:\/\/www.zivi.admin.ch\/it\/nsb?id=104187\">modifica di legge volta a ridurre il numero di ammissioni al servizio civile<\/a>. Tra le misure previste, l\u2019introduzione di un numero minimo di 150 giorni di servizio, l\u2019obbligo di impiego annuale a partire dall\u2019ammissione e di terminare il periodo di lunga durata entro l\u2019anno successivo dall\u2019ammissione per tutti coloro che decidono di abbandonare l\u2019esercito dopo aver iniziato o svolto la scuola reclute. Insomma, invece di lavorare sulle cause della crescente disaffezione dei giovani svizzeri verso l\u2019addestramento militare, il governo sceglie la via del bastone, ostacolando sempre di pi\u00f9 il libero passaggio al servizio civile e costringendo i coscritti a rimanere controvoglia nelle fila dell\u2019esercito. La riforma \u00e8 attualmente al vaglio del parlamento, ma visti i venti bellicisti \u00e8 lecito attendersi che abbia i numeri per essere approvata senza troppe difficolt\u00e0 (a differenza del 2020, quando una modifica legislativa simile venne respinta di misura dal Consiglio nazionale, determinandone l\u2019affossamento).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/esame-coscienza.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"418\" height=\"235\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/esame-coscienza.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16821\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/esame-coscienza.jpeg 418w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/esame-coscienza-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">A livello federale, c&#8217;\u00e8 chi vorrebbe un ritorno all&#8217;esame di coscienza in vigore fino al 2009.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verso la reintroduzione dell\u2019esame di coscienza: gli obiettori di nuovo in tribunale?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ma non finisce qui. A fine gennaio, la commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) ha approvato un <a href=\"https:\/\/www.parlament.ch\/fr\/ratsbetrieb\/suche-curia-vista\/geschaeft?AffairId=20253010\">postulato volto a reintrodurre l\u2019esame di coscienza<\/a>, ossia quella procedura che regolava fino al 2009 il passaggio al servizio civile. Tale procedura consisteva in un esame approfondito da parte di una commissione preposta ad accertare se il coscritto stava effettivamente vivendo un conflitto di coscienza: ogni recluta era dunque messo sotto la lente di psicologi, ufficiali militari e funzionari che ne verificavano le motivazioni. Un processo lungo, impegnativo e opprimente finalmente sostituito nel 2009 dalla cosiddetta \u201cprova dell\u2019atto\u201d, ossia dall\u2019introduzione di un automatismo per cui ogni domanda di ammissione al servizio civile viene approvata d\u2019ufficio in seguito allo svolgimento di una giornata informativa, in virt\u00f9 del fatto che l\u2019obiettore s\u2019impegna a prestare una volta e mezza i giorni di servizio previsti dall\u2019esercito.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello proposto dalla commissione parlamentare \u00e8 dunque un nuovo e durissimo attacco frontale all\u2019obiezione di coscienza, che solo decenni di lotte hanno permesso di tutelare e rafforzare fino ad ottenere i diritti acquisiti di cui godiamo oggi. Purtroppo la militarizzazione crescente delle societ\u00e0 occidentali non sembra risparmiare la Svizzera, la cui classe dirigente oggi corre ai ripari per rimpolpare le fila del proprio esercito (gi\u00e0 sovradimensionato rispetto a quanto previsto dallo stesso parlamento) e per indottrinare le nuove generazioni in vista di un conflitto in cui il nostro paese, vista la rottamazione della politica di neutralit\u00e0 e l\u2019avvicinamento alla NATO, rischia sempre pi\u00f9 di essere coinvolto. Non tutti sono per\u00f2 d\u2019accordo: la federazione svizzera del servizio civile (CIVIVA) e vari movimenti politici, tra cui il Partito Comunista (PC), hanno gi\u00e0 annunciato battaglia e hanno dichiarato di valutare seriamente il lancio di uno o pi\u00f9 referendum contro queste misure.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre l\u2019Unione europea \u00e8 impegnata nel pi\u00f9 grande piano di riarmo da decenni a questa parte e indottrina la popolazione per prepararla ad un conflitto su larga scala, anche in Svizzera la classe dirigente sembra volersi accodare al mantra bellicista delle \u00e9lites occidentali. Oltre all\u2019aumento dei crediti militari e all\u2019allentamento delle norme per la riesportazione di armi (ormai accettati pure dalla socialdemocrazia), negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attacchi al servizio civile, che permette ai giovani svizzeri di non prestare servizio militare in caso di conflitto di coscienza. 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