{"id":16738,"date":"2025-03-16T19:30:36","date_gmt":"2025-03-16T18:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16738"},"modified":"2025-03-16T19:32:52","modified_gmt":"2025-03-16T18:32:52","slug":"il-progressismo-futurista-di-veltroni-et-al","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16738","title":{"rendered":"Il \u00abprogressismo\u00bb futurista di Veltroni et al."},"content":{"rendered":"\n<p>Accade abbastanza di frequente che il salotto di Otto e mezzo, trasmissione serale condotta da Lilli Gruber, si trasformi in una seduta medianica per interrogare gli spiriti dei cosiddetti \u201cpadri nobili\u201d del centrosinistra. Personaggi la cui vita politica \u00e8 gi\u00e0 ben oltre il capolinea, politici pi\u00f9 fantasmi che ombre di loro stessi, ma che in qualche modo mantengono sempre un\u2019aura di sacralit\u00e0 e di imprescindibilit\u00e0 della loro opinione. Luned\u00ec scorso \u00e8 stato il turno di Walter Veltroni, che invero non ha avuto nulla di particolarmente interessante o illuminante da dire, almeno fermandosi alla superficie. Su questo piano infatti Veltroni ha solamente lanciato ripetuti segnali alla segreteria del Partito Democratico affinch\u00e9 si disfi delle ambiguit\u00e0 su temi di fondo e aderisca al piano europeo di riarmo. Fin qui nulla che meriti pi\u00f9 di uno sbuffo, europeisti che europeeggiano, si potrebbe dire (\u00abtutto ci\u00f2 che va nella direzione [\u2026] degli Stati uniti d\u2019Europa va accolto\u00bb, dice invece Veltroni), senonch\u00e9 \u00e8 interessante vedere le tortuosit\u00e0 del percorso argomentativo di Veltroni (et al. dal momento che si tratta solo dell\u2019ultimo esempio di una schiera di suoi consimili in processione continua tra salotti televisivi).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi di Veltroni \u00e8 molto semplice, ossia \u00abche il mondo abbia imboccato una strada molto pericolosa e che l\u2019Europa sia sotto un duplice attacco, sia di tipo politico che di tipo economico\u00bb, e questo perch\u00e9 l\u2019Europa sarebbe stretta nella morsa delle autocrazie trumpiana e putiniana, che minacciano l\u2019isola felice sul piano economico e commerciale (dazi), militare, e politico (il paventato autoritarismo delle destre di governo). Risposta: il riarmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 convenire abbastanza facilmente con Veltroni che il mondo stia percorrendo questa strada pericolosa, ma sarebbe difficile fargli capire che \u00e8 una strada pericolosa anche a causa sua e soprattutto per quelli che a vario titolo la pensano come lui. Infatti la sua visione \u00e8 rivestita di una patina di idealismo, o meglio moralismo, che gli impedisce di vedere oltre le sue idealizzazioni, oltre le sue divisioni in buoni e cattivi, di vedere che sotto l\u2019etichetta di \u00abprogressismo\u00bb sta infilando la guerra, la morte e la distruzione. Perch\u00e9 rimesso in ordine il ragionamento di Veltroni, e con lui tanti altri, il messaggio \u00e8 sostanzialmente questo: noi siamo i progressisti quindi i buoni quindi vogliamo e facciamo il bene; l\u2019unione europea che noi vogliamo e facciamo \u00e8 il bene, chi la minaccia \u00e8 il male; nel nome del progresso che noi incarniamo \u00e8 necessario far fuori il male ad ogni costo. A questa argomentazione possiamo affiancare due livelli di lettura: quello futurista e quello kantista. Futurismo: \u00abNoi vogliamo glorificare la guerra &#8211; sola igiene del mondo &#8211; il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore [\u2026]\u00bb (Marinetti, <em>Manifesto del futurismo<\/em>); in questo senso il \u00abprogressista\u00bb \u00e8 il libertario distruttore che muore per le belle idee e che perci\u00f2 glorifica la guerra. Kantismo: \u00abC\u2019\u00e8 una frase ormai proverbiale, che suona forse pomposa, ma \u00e8 pur sempre vera: <em>fiat iustitia, pereat mundus<\/em>, ed essa significa: \u00abChe regni la giustizia, dovessero anche perire per questo tutti gli scellerati del mondo\u00bb [lett. sia la giustizia, muoia il mondo]. Si tratta di un principio giuridico coraggioso, che sgombra completamente il campo da tutte le vie tortuose tracciate con l\u2019inganno o con la forza\u00bb (Kant, <em>Per la pace perpetua<\/em>); in questo senso il \u00abprogressista\u00bb sgombra il campo dall\u2019inganno e dalla forza degli autocrati, a costo di ammazzarli tutti e in fondo, anche ammazzarci tutti quanti assieme al mondo.<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo bene che fine hanno fatto i futuristi, ma forse \u00e8 meno nota la vicenda dei socialisti neokantiani tedeschi. Il pi\u00f9 noto alle cronache politiche \u00e8 certamente Eduard Bernstein, esponente di spicco della SPD tra fine ottocento e inizio novecento che allontanandosi dal marxismo inizia a concepire il progresso storico come una tendenza morale, che la socialdemocrazia avrebbe dovuto accompagnare, verso la realizzazione in terra del regno del bene; come lui diversi storici ed economisti di scuola neokantiana, i cosiddetti \u00absocialisti della cattedra\u00bb. Ebbene, praticamente tutti questi personaggi si sono trovati uniti nella follia del sostegno ai crediti di guerra, poich\u00e9 se il progresso morale passa dalla guerra non v\u2019\u00e8 ragione di fermarla. Non penso servano dotte dissertazioni per sostenere che i milioni di morti della Grande guerra non siano stati un progresso morale dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E oggi Veltroni, come tanti altri, ricade nello stesso errore dei neokantiani e dei socialisti della cattedra, pensa il progresso come fatto morale senza concepire che le dinamiche storiche siano perlopi\u00f9 uno sviluppo, e se riuscir\u00e0 a vedere la fine della guerra che vorrebbe, probabilmente piangerebbe sulla miseria che ha voluto. E tutto questo, si badi bene, in linea teorica, senza nemmeno entrare nel problema della fattibilit\u00e0 del riarmo europeo, della questione delle insufficienti testate nucleari e l\u2019assenza di vettori adeguati, della dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti che mantengono il controllo delle filiere produttive e che riceverebbero la maggior parte degli 800 miliardi di euro proposti dalla Commissione Europea. Volendo essere gentili si tratta di una confusione ideologica che ha colto ancora una volta la socialdemocrazia in tutta Europa, anche da noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Veltroni, in uno slancio profetico avverte \u00abun rischio anni 30, ma anni 30 dell\u2019altro secolo\u00bb, e sostiene che \u00abla storia non \u00e8 vero che si ripete sempre due volte, \u00e8 molto piacevole dirlo citando Vico e Marx, ma non \u00e8 cos\u00ec: la storia ha sempre un tratto originale\u00bb. Ad una pi\u00f9 attenta analisi per\u00f2 un parallelismo pu\u00f2 essere tracciato con gli anni 10 dell\u2019altro secolo, e cos\u00ec come per Marx \u00abCaussidi\u00e8re invece di Danton, Louis Blanc invece di Robespierre [\u2026]\u00bb (Marx, <em>Il diciotto brumaio di Luigi <\/em>Bonaparte) per noi oggi dovrebbe forse valere Veltroni invece di Bernstein.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Per correttezza va specificato che la chiave di lettura kantista non \u00e8 propriamente kantiana poich\u00e9 \u00e8 lo stesso Kant a scrivere \u00abuna guerra di questo tipo [guerra di sterminio e mutua distruzione] dev\u2019essere assolutamente vietata, come anche l\u2019uso dei mezzi che vi conducono\u00bb. Il problema merita un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita qui impossibile da svolgere; ci\u00f2 che conta rilevare \u00e8 quanto segue nel testo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accade abbastanza di frequente che il salotto di Otto e mezzo, trasmissione serale condotta da Lilli Gruber, si trasformi in una seduta medianica per interrogare gli spiriti dei cosiddetti \u201cpadri nobili\u201d del centrosinistra. Personaggi la cui vita politica \u00e8 gi\u00e0 ben oltre il capolinea, politici pi\u00f9 fantasmi che ombre di loro stessi, ma che in qualche modo mantengono sempre un\u2019aura di sacralit\u00e0 e di imprescindibilit\u00e0 della loro opinione. Luned\u00ec scorso \u00e8 stato il turno di Walter Veltroni, che invero non ha avuto nulla di particolarmente interessante o illuminante da dire, almeno fermandosi alla superficie. 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