{"id":16680,"date":"2025-03-02T11:02:14","date_gmt":"2025-03-02T10:02:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16680"},"modified":"2025-03-02T11:05:02","modified_gmt":"2025-03-02T10:05:02","slug":"conoscere-il-passato-male-parlare-del-presente-peggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16680","title":{"rendered":"Conoscere il passato male, parlare del presente peggio"},"content":{"rendered":"\n<p>In data 5 febbraio 2025, in occasione della Cerimonia di consegna dell\u2019onorificenza accademica di Dottore honoris causa dall\u2019Universit\u00e0 di Aix-Marseille, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella si \u00e8 rivolto agli studenti, parlando del passato, presente e futuro dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i passi pi\u00f9 assurdi del discorso si trova un paragone tra le \u201cguerre di conquista\u201d che furono \u201cil progetto del Terzo Reich\u201d e l\u2019intervento militare della Russia in Ucraina; se si decide, anche solo per un momento, di ignorare il rumore dei 27 milioni di morti sovietici della Seconda Guerra Mondiale che si rigirano all\u2019unisono nelle proprie tombe, si possono individuare i problemi di questa analogia.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche senza considerare il fatto che la situazione politica delle parti in causa oggi non \u00e8 minimamente paragonabile a quella dei paesi impegnati dal conflitto 70 anni fa, o la questione della scala bellica, parlare di guerra di conquista nel caso odierno \u00e8 al limite del buon senso e oltre il buon gusto. Se proprio si desidera fare un paragone con delle vicende storiche, sarebbe pi\u00f9 opportuno tracciare delle analogie tra la politica russa in Donbass e l\u2019irredentismo italiano con Trento e Trieste. Questo perch\u00e9 la questione non \u00e8 nata, nonostante Mattarella voglia farlo sembrare, nel 2022, ma nel 2014, in seguito al golpe dell\u2019Euromaidan e all\u2019inizio delle persecuzioni nei confronti della popolazione russofona del Donbass.<\/p>\n\n\n\n<p>Mattarella, poi, parla dell\u2019inefficacia delle misure di \u201cappeasment\u201d prese dalle potenze europee nei confronti della Germania nelle fasi inziali della Seconda Guerra, avvisando l\u2019uditorio sull\u2019inefficacia che misure simili avrebbero oggi; viene da chiedersi a quali misure si riferisca il Presidente, considerando l\u2019enorme quantit\u00e0 di sanzioni imposte alla Russia, e la loro completa inefficacia. Ma l\u2019elemento pi\u00f9 importante a muovere la ruota delle vicende che trovano impegnati questi due paesi -elemento curiosamente ignorato dal Presidente italiano in tutto il suo discorso- \u00e8 la pressione esercitata dalla NATO sui confini della Russia e le azioni di questa organizzazione criminale ai danni del mantenimento della pace nel mondo sin dalla sua creazione.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio di pace parla Mattarella, elogiando il traguardo di 70 anni di pace raggiunto dall\u2019Europa. Che il Presidente si stia scordando di qualche fatterello di qualche decennio fa? Anche considerando questa pace come strettamente europea, eliminando dall\u2019equazione le dinamiche di tensione della Guerra Fredda, la Guerra di Corea, il Vietnam, l\u2019Afganistan, l\u2019Iraq e vari altri conflitti su scala globale negli ultimi 70 anni, ci si dovrebbe sentire quantomeno un filo ipocriti a dimenticare completamente i sanguinosi conflitti degli anni \u201990 proprio alle porte dell\u2019Unione Europa, nei paesi dell\u2019ex- Jugoslavia. Risulta poi ancora pi\u00f9 difficile parlare di pace se si considera che nelle guerre fratricide di quegli anni a sporcarsi di sangue ci furono, anche allora, pure gli stessi responsabili dei conflitti di oggi, vale a dire gli Stati Uniti e la NATO.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a essere ancora pi\u00f9 assurdo, nell\u2019analisi dello sviluppo di questa \u201cpace\u201d, risulta il fatto che nel suo discorso Mattarella sembra volerne attribuire i meriti alla diffusione delle democrazie liberali in seguito al crollo dell\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p>A preoccupare maggiormente, per\u00f2, \u00e8 una frase presente alla fine del discorso del Presidente, in cui egli afferma: \u201cLe attuali istituzioni non bastano, tuttavia, e le riflessioni poste in essere dalla Conferenza sul futuro dell\u2019Europa negli anni scorsi meritano di essere riprese e attuate, con una politica estera e di difesa comune pi\u00f9 incisiva, capace di trasmettere fiducia nei confronti del ruolo europeo nella risposta alle sfide globali.\u201d Inquieta infatti pensare, in una situazione globale in cui a regnare di certo non \u00e8 il dialogo ma piuttosto una furiosa lotta per la sopravvivenza, scatenata dall\u2019attuale ordine unipolare morente, che si possa, anzi si debba, porre in atto politiche estere ancora pi\u00f9 pressanti e manovre di difesa pi\u00f9 intense.<\/p>\n\n\n\n<p>E infine, un ultimo appunto: il presidente parla della capacit\u00e0 dell\u2019Unione Europea di saper reagire alle crisi e di sapersi opporre alle violazioni dei diritti umani, come nel caso dell\u2019\u201daggressione russa all\u2019Ucraina\u201d. Sarebbe bello e onorevole vedere una simile reazione dell\u2019Unione Europea quando a violare i diritti umani sono altri, anche se sono alleati storici come Israele e Stati Uniti, e soprattutto se la vittima \u00e8 un paese che negli ultimi 70 anni di pace non ne ha vista, come la Palestina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In data 5 febbraio 2025, in occasione della Cerimonia di consegna dell\u2019onorificenza accademica di Dottore honoris causa dall\u2019Universit\u00e0 di Aix-Marseille, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella si \u00e8 rivolto agli studenti, parlando del passato, presente e futuro dell\u2019Unione Europea. 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