{"id":16643,"date":"2025-02-17T21:57:26","date_gmt":"2025-02-17T20:57:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16643"},"modified":"2025-02-19T16:10:04","modified_gmt":"2025-02-19T15:10:04","slug":"bilaterali-iii-una-catastrofe-per-la-svizzera-e-i-lavoratori-intervista-ad-alberto-togni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16643","title":{"rendered":"&#8220;Bilaterali III? Una catastrofe per la Svizzera e i lavoratori&#8221;: intervista ad Alberto Togni"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Riportiamo tradotta in italiano l&#8217;intervista del giornale comunista turco <\/em>Ayd\u0131nl\u0131k<em> (uscita sull&#8217;inserto settimanale per l&#8217;Europa <\/em>Ayd\u0131nl\u0131k Avrupa<em>) ad Alberto Togni, membro della Direzione del Partito Comunista della Svizzera, a proposito dei recenti Accordi Bilaterali III tra Svizzera e Unione Europea.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1- Per iniziare potrebbe informarci brevemente su questo accordo bilaterale? Che cosa riguarda?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questi nuovi accordi vanno inseriti nel pi\u00f9 ampio e complesso contesto di relazioni politiche economiche fra la Svizzera e l\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1999 la Svizzera e l\u2019UE firmarono il primo pacchetto di accordi bilaterali, che disciplinano le relazioni tra la Svizzera e l\u2019Unione Europea in sette settori: la libera circolazione delle persone, gli ostacoli tecnici al commercio, gli appalti pubblici, l\u2019agricoltura, la ricerca, i trasporti aerei e terrestri. Nel 2004 viene firmato un secondo pacchetto di accordi (Bilaterali II), che estendevano ulteriormente gli ambiti di \u201ccooperazione\u201d (io preferisco dire di sottomissione della Svizzera all\u2019UE).<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 a partire dal 2008, l\u2019Unione Europea ha iniziato a fare pressioni per un nuovo giro di accordi. Questi hanno mutato forma e sostanza nel tempo, ne parleremo pi\u00f9 avanti, ma arriviamo a oggi dove vengono presentati come \u201caccordi bilaterali III\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16515\" style=\"width:437px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-720x480.jpg 720w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Alberto-Togni-480x320.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alberto Togni, membro della Direzione del Partito Comunista (Svizzera).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La premessa \u00e8 che in verit\u00e0 nessuno ha potuto ancora leggere direttamente questa bozza di accordi perch\u00e9 il governo non li ha ancora pubblicati. Basandoci su quanto disponibile, sappiamo che ai cinque accordi precedenti ne verranno aggiunti tre nuovi nel settore energetico, sanitario e in quello della sicurezza alimentare. Vengono poi apportate importanti modifiche alla questione degli aiuti di Stato, che troveranno applicazione in questi tre nuovi accordi e nei cinque accordi dei \u201cbilaterali I\u201d. Sempre in questi accordi verr\u00e0 anche introdotta la ripresa dinamica del diritto europeo. L\u2019UE chiede inoltre alla Svizzera di allentare una serie di misure riguardanti le tutele dei lavoratori e i controlli svolti nelle imprese. Non da ultimo la Svizzera dovr\u00e0 aumentare i suoi contributi milionari annuali versati all\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2- Mentre il padronato sostiene l&#8217;accordo, i lavoratori sono arrabbiati. Pu\u00f2 spiegarci meglio questa situazione? Cosa porta questo accordo alla classe operaia svizzera? Quali saranno i potenziali danni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo accordo sarebbe una catastrofe per i lavoratori da ogni punto di vista.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ci concentriamo un attimo sulle questioni pi\u00f9 strettamente legate al mondo del lavoro, come ha giustamente denunciato anche l\u2019Unione Sindacale Svizzera (USS), emergono le seguenti problematiche: innanzitutto verrebbe quasi sicuramente a cadere una cauzione attualmente richiesta alle imprese, che pu\u00f2 essere trattenuta come multa in caso di fenomeni di dumping salariale, venendo quindi meno l\u2019effetto preventivo, ma anche la riscossione della penale a posteriori.<\/p>\n\n\n\n<p>In serio pericolo \u00e8 anche una norma che attualmente vieta ogni anno a 500-1000 imprese di operare in Svizzera a seguito di violazioni particolarmente gravi delle condizioni salariali.<\/p>\n\n\n\n<p>Verrebbe poi introdotta la regolamentazione europea in materia di spese, che permetterebbe alle imprese straniere attive in Svizzera di rimborsare le spese di vitto e alloggio ai lavoratori secondo gli standard del Paese d\u2019origine e quindi senza tenere conto del costo della vita in Svizzera. Questo risulterebbe in una perdita non indifferente di potere d\u2019acquisto dei lavoratori, senza tenere conto delle conseguenze problematiche a livello di alloggio, salute e sicurezza (dove mangeranno e dormiranno questi lavoratori se non otterranno un rimborso che tenga conto del costo della vita in Svizzera?). Non da ultimo, vengono allentate determinate norme che renderebbero le attivit\u00e0 di controllo pi\u00f9 difficili. Nel complesso quindi si assisterebbe a un indebolimento della protezione salariale e al contempo a una maggiore facilit\u00e0 di ingresso nel nostro Paese di aziende truffatrici. Tuttavia, non \u00e8 solo l\u2019ambito \u201csindacale\u201d a dover preoccupare i lavoratori. Con questi accordi, infatti, si attacca anche il servizio pubblico, portando avanti esplicitamente da un lato la volont\u00e0 di proseguire la liberalizzazione totale del mercato elettrico in svizzero (una politica che l\u2019esperienza insegna essere sempre causa di speculazione e successiva esplosione dei prezzi, a danno dei lavoratori ma anche delle piccole imprese), dall\u2019altro l\u2019introduzione di meccanismi di concorrenza nel traffico ferroviario, un primo passo verso la futura liberalizzazione, che a sua volta ha sempre portato a un peggioramento del servizio e delle condizioni di chi ci lavora.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/873ba23dab423b88384b05e3cde75facd8bcc6a0.avif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3320\" height=\"1370\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/873ba23dab423b88384b05e3cde75facd8bcc6a0.avif\" alt=\"\" class=\"wp-image-16645\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Con i Bilaterali III, liberalizzazione in vista per il mercato energetico svizzero.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>3- L&#8217;USS ha dichiarato di essere favorevole all&#8217;apertura verso l&#8217;UE, a patto che i lavoratori ne traggano beneficio. Come pu\u00f2 una tale apertura essere vantaggiosa per i lavoratori? Cosa ne pensate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019USS (ma anche Travail Suisse, l\u2019unione dei sindacati di origine \u201ccristiana-sociale\u201d) ha affermato che se le misure di indebolimento della protezione del mercato del lavoro, cos\u00ec come la volont\u00e0 di liberalizzare il settore elettrico e del traffico ferroviario, dovessero rimanere in vigore, si opporr\u00e0 a questo accordo. L\u2019USS ha anche raccolto dalla base delle controproposte di rafforzamento dei diritti dei lavoratori, da opporre al degrado del mercato del lavoro causato anche dai precedenti accordi con l\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa posizione \u201cal rialzo\u201d pu\u00f2 sembrare di principio positiva perch\u00e9 significa che all\u2019interno del USS non sta prevalendo la fazione \u201cfiloeuropeista\u201d, legata al Partito Socialista Svizzero, e perch\u00e9 se alla destra nazionalista, contraria a questo accordo, si affiancano anche le forze sindacali (e ovviamente del nostro Partito), ci sono gi\u00e0 delle ottime basi di partenza per riuscire ad affossare questo accordo e vincere. Detto questo, e seppure possa in parte comprendere che un Sindacato nella sua presa di posizione si concentri principalmente sulle questioni pi\u00f9 vicine ai temi direttamente salariali ed economici, ci tengo anche a sottolineare che se si hanno a cuore le sorti dei lavoratori, questo accordo andrebbe bocciato indipendentemente che venissero accolte o meno queste pretese sindacali. Oggi difendere i diritti dei lavoratori svizzeri significa anche difendere la sovranit\u00e0 della Svizzera e la sua neutralit\u00e0. Gli altri ambiti dell\u2019accordo in questione invece, come nel caso degli aiuti di stato o della ripresa del diritto europeo, significano un ulteriore passo verso un futuro ingresso (sottomissione) della Svizzera nell\u2019Unione Europea, un\u2019entit\u00e0 che \u00e8 irriformabile, che sta smantellando i processi democratici degli stati membri e che mentre distrugge i diritti dei lavoratori li vuole contemporaneamente preparare ad andare in guerra contro quei Paesi stufi del mondo unipolare a guida statunitense. L\u2019assenza totale di critica su questi aspetti, unita a certe prese di posizione che edulcorano gli effetti nefasti dei primi accordi bilaterali (i sindacati fecero il gravissimo e storico errore di sostenerli a pi\u00f9 riprese), mostra comunque sia un certo limite nella riflessione sindacale &#8211; economicista, dimenticandosi dell\u2019impegno storico della sinistra a favore della Pace e anche dei diritti popolari dei lavoratori &#8211; sia, peggio ancora, il perdurare di una forte presenza della corrente filoeuropeista, legata come gi\u00e0 detto al Partito Socialista Svizzero, che ancora non ha imparato nulla dai suoi errori e che continua a portare avanti una visione di Unione Europea progressista e migliorabile dall\u2019interno che esiste soltanto nei loro sogni. L\u2019auspicio \u00e8 che l\u2019USS non ceda a questa fazione e che porti avanti con determinazione il rifiuto a questo accordo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"591\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-591x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16644\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-591x1024.jpg 591w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-173x300.jpg 173w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-768x1330.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-887x1536.jpg 887w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-1183x2048.jpg 1183w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-480x831.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Aydinlik-Avrupa-Interview_page-0001-scaled.jpg 1479w\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il giornale comunista turco Ayd\u0131nl\u0131k segue da vicino la lotta dei compagni svizzeri.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>4- Sono state formulate delle critiche sul fatto che tale accordo miner\u00e0 la sovranit\u00e0 e l&#8217;indipendenza della Svizzera. Condivide queste preoccupazioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono assolutamente d\u2019accordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 della retorica, rimane ben presente in questo accordo la ripresa del diritto dell\u2019Unione Europea che, anche se non pi\u00f9 apparentemente automatica come nelle precedenti trattative, permetter\u00e0 a Bruxelles, in caso di controversia, di trascinare la Svizzera in un tribunale arbitrale \u201cparitario\u201d e, successivamente, di far intervenire la Corte di giustizia dell\u2019Unione Europea. Una volta presa una decisione in merito alla controversia, al nostro Paese resterebbe la facolt\u00e0 di decidere se chinarsi ai dettami dell\u2019UE e accettare la nuova normativa, anche se contraria al volere politico o a un verdetto popolare, oppure subire delle sanzioni come ritorsioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Vista la totale incapacit\u00e0 dimostrata dal nostro governo negli ultimi anni di elaborare una politica autonoma e indipendente, \u00e8 purtroppo facile prevedere dove cadr\u00e0 la scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, l\u2019introduzione di un meccanismo di sorveglianza sugli aiuti di stato, vietati di principio in Unione Europea, sebbene rester\u00e0 in mano svizzera \u2013 e ci mancherebbe \u2013 rappresenta a sua volta un primo passo verso una maggiore integrazione alle normative europee.<\/p>\n\n\n\n<p>In generale, \u00e8 evidente che tutto ci\u00f2 segna un ulteriore passo verso una graduale annessione all\u2019Unione Europea, la quale impedir\u00e0 qualsiasi margine di autonomia politica, comporter\u00e0 un peggioramento delle condizioni di lavoro e porter\u00e0 allo smantellamento del nostro servizio pubblico, a danno dei diritti democratici e della coesione sociale. Questo accordo va combattuto con tutte le nostre forze, per garantire ancora in futuro l\u2019esistenza di una Svizzera neutrale e indipendente, che abbia ancora i margini politici e giuridici per poter portare avanti liberamente tutte quelle riforme sociali ed economiche necessarie a garantire il benessere del Paese e dei suoi lavoratori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5- \u00c8 noto che i colloqui sono iniziati nel 2014, le parti si sono incontrate circa 200 volte, ma la Svizzera ha interrotto i colloqui nel 2021. Perch\u00e9 i colloqui si sono interrotti? E perch\u00e9 allora continuano oggi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo terzo pacchetto di accordi venne richiesto la prima volta dall\u2019Unione Europea alla Svizzera nel 2008, e nel 2014 iniziarono i primi colloqui. A quel tempo, non si parlava ancora di \u201cAccordi bilaterali III\u201d, ma, ancora peggio, l\u2019Unione Europea richiedeva esplicitamente un vero e proprio accordo quadro con la Svizzera. Non si trattava quindi di introdurre dei singoli e specifici accordi in ambiti ben definiti, ma di creare piuttosto una cornice legale\/istituzionale pi\u00f9 generale al cui interno portare avanti le relazioni bilaterali e gli accordi fra la Svizzera e l\u2019Unione Europea in ogni ambito. Anche se combatteremo questo nuovo accordo con tutte le nostre forze, bisogna ammettere che questa precedente versione era, se possibile, ancora peggiore, e infatti le critiche e le proteste si alzarono sia da destra sia da sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Consiglio federale decise di interrompere i colloqui nel 2021, affermando che vi erano delle divergenze importanti su alcuni punti sostanziali. Non so se si sia trattato, a fronte delle conseguenze che avrebbe comportato per il nostro Paese, dell\u2019ultimo momento di orgoglio del nostro governo o se pi\u00f9 semplicemente avevano capito che l\u2019accordo sarebbe stato fatto a pezzi in votazione popolare. Si \u00e8 per\u00f2 sicuramente trattata di una fondamentale vittoria da parte dei contrari, che ci ha permesso di non essere assorbiti totalmente dall\u2019Unione Europea gi\u00e0 alcuni fa, sopravvivendo tranquillamente da soli, al contrario delle previsioni catastrofiche sbandierate dai settori filoeuropeisti sia di destra sia di sinistra. L\u2019Unione Europea ha per\u00f2 da subito iniziato a ricattare il nostro Paese con delle ritorsioni, come l\u2019esclusione dai programmi di ricerca Horizon Europe. A ci\u00f2 si \u00e8 aggiunto un clima internazionale sempre pi\u00f9 teso, che sta fungendo da ottimo pretesto per spingere la nostra classe politica, sempre pi\u00f9 incapace di difendere gli interessi nazionali e popolari, nelle braccia dell\u2019UE e della NATO e che sicuramente ha influito per la ripresa dei negoziati. Questo senza dimenticare quella fascia della borghesia svendipatria e della socialdemocrazia che da sempre chiedono che il nostro Paese entri direttamente nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/f_-svizzera-ue-nato-negoziati-associazione-1i2mv.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/f_-svizzera-ue-nato-negoziati-associazione-1i2mv-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16647\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/f_-svizzera-ue-nato-negoziati-associazione-1i2mv-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/f_-svizzera-ue-nato-negoziati-associazione-1i2mv-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/f_-svizzera-ue-nato-negoziati-associazione-1i2mv-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/f_-svizzera-ue-nato-negoziati-associazione-1i2mv-480x252.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/f_-svizzera-ue-nato-negoziati-associazione-1i2mv.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Consiglio federale sfrutta la crisi internazionale per forzare l&#8217;integrazione europea contro il volere della popolazione.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>6- Qual \u00e8 la posizione del suo Partito su questo accordo e quale politica intende perseguire nel processo referendario?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Partito Comunista ha giudicato l\u2019esito di questi negoziati come un atto di tradimento e come l\u2019ennesima dimostrazione che la Svizzera sta diventando una colonia dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo purtroppo da tempo che il Consiglio federale \u2013 portando avanti una politica estera e militare totalmente subordinata alla NATO e all\u2019UE- non ha pi\u00f9 a cuore le sorti della Pace e della neutralit\u00e0, ma l\u2019esito di questi negoziati dimostra che ora i gruppi dirigenti sono anche disposti a cedere persino sui meccanismi giuridico\/istituzionali, sulle pratiche di democrazia diretta del nostro Paese e sulla sovranit\u00e0 nazionale (senza dimenticare la svendita del servizio pubblico e l\u2019indebolimento delle tutele dei lavoratori). Come gi\u00e0 detto, non possiamo tollerare un recepimento del diritto dell\u2019Unione Europea, tantomeno l\u2019intromissione di tribunali \u201cstranieri\u201d nei nostri processi politico istituzionali. Rifiutiamo anche totalmente la logica del ricatto e delle sanzioni, a maggiore ragione, ma non solo, in caso di scelte portate avanti a seguito di una decisione votata democraticamente dal nostro popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Facciamo nostre le preoccupazioni dei sindacati sul fronte della protezione dei salari e delle condizioni di lavoro, cos\u00ec come dei controlli (e ci spingiamo oltre, essendo il nostro Partito per una rinegoziazione totale anche dei precedenti accordi bilaterali, o se costretti anche a un loro annullamento) e ci opponiamo a qualsiasi ulteriore tentativo di smantellamento del servizio pubblico e di liberalizzazione di settori come il mercato energetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Come se non bastasse, in cambio di questo tradimento sia degli interessi di classe sia di quelli nazionali, il nostro Paese sar\u00e0 pure costretto ad aumentare il suo contributo annuale milionario all\u2019Unione Europea. Un flusso di denaro che spesso finisce unicamente a portare avanti pratiche di sapore neocoloniale e di privatizzazione dei Paesi dell\u2019Est Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Partito Comunista sosterremo sicuramente qualsiasi referendum e iniziativa portata avanti per lottare contro questi accordi. Il nostro compito \u00e8 per\u00f2 anche quello di fare pressioni ai partiti maggioritari di sinistra che ancora oggi credono, per ingenuit\u00e0 o opportunismo, in un Unione Europa che esiste solo nelle loro fantasie (smentite quotidianamente dalla realt\u00e0 concreta), e soprattutto mostrare al Paese che esiste ancora una sinistra popolare e patriottica che con questo europeismo aggressivo, antisociale e guerrafondaio non ha nulla a che fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo tradotta in italiano l&#8217;intervista del giornale comunista turco Ayd\u0131nl\u0131k (uscita sull&#8217;inserto settimanale per l&#8217;Europa Ayd\u0131nl\u0131k Avrupa) ad Alberto Togni, membro della Direzione del Partito Comunista della Svizzera, a proposito dei recenti Accordi Bilaterali III tra Svizzera e Unione Europea. 1- Per iniziare potrebbe informarci brevemente su questo accordo bilaterale? Che cosa riguarda? Questi nuovi accordi vanno inseriti nel pi\u00f9 ampio e complesso contesto di relazioni politiche economiche fra la Svizzera e l\u2019Unione Europea. Nel 1999 la Svizzera e l\u2019UE firmarono il primo pacchetto di accordi bilaterali, che disciplinano le relazioni tra la Svizzera e l\u2019Unione Europea in sette settori:<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16646,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"coauthors":[259],"class_list":["post-16643","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16643"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16643\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16656,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16643\/revisions\/16656"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/16646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16643"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=16643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}