{"id":16615,"date":"2025-02-07T01:04:00","date_gmt":"2025-02-07T00:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16615"},"modified":"2025-02-05T18:25:41","modified_gmt":"2025-02-05T17:25:41","slug":"black-myth-wukong-la-cina-conquista-i-videogiocatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16615","title":{"rendered":"Black Myth: Wukong &#8211; La Cina conquista i videogiocatori"},"content":{"rendered":"\n<p>Non vince ma brilla ugualmente il gioco-rivelazione di Game Science, il team di Shenzhen che ha portato sul palcoscenico dei \u201cThe Game Awards 2024\u201d il Re delle Scimmie della tradizione cinese. Nonostante il premio di \u201cGioco dell\u2019anno\u201d non sia toccato a lui, <em>Black Myth: Wukong<\/em> ha ugualmente ottenuto tante soddisfazioni all\u2019ultima edizione dell\u2019attesa cerimonia di premiazione. Mai prima d\u2019ora un videogioco cinese aveva ottenuto un tale riconoscimento mondiale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nascita di un capolavoro<\/h3>\n\n\n\n<p>Come un fulmine a ciel sereno <em>Black Myth: Wukong<\/em> si presenta al pubblico videogiocatore nell\u2019agosto del 2020, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/oRLhCxC886o?si=e3W8_F_dVP6oS2Mv&amp;t=125\">con un trailer<\/a> che svela immediatamente una produzione ad altissimo budget e una direzione artistica ispirata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019annuncio desta per\u00f2 numerosi interrogativi: in primis, nessuno ha mai sentito parlare di Game Science, lo studio di sviluppatori con sede a Shenzhen che sta dietro allo sviluppo di <em>Wukong<\/em>. Nel mercato dei videogiochi vi \u00e8 sempre grande diffidenza verso i progetti ambiziosi che provengono da team sconosciuti: \u00e8 raro infatti che degli sviluppatori alle prime armi riescano a gestire con successo un progetto multimilionario. Tantopi\u00f9 che il mercato cinese non aveva mai prodotto nulla di lontanamente paragonabile a ci\u00f2 che promette Game Science.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Company-Logo_Game-Science-Inits.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"624\" height=\"293\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Company-Logo_Game-Science-Inits.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-16618\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Company-Logo_Game-Science-Inits.png 624w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Company-Logo_Game-Science-Inits-300x141.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Company-Logo_Game-Science-Inits-480x225.png 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 624px) 100vw, 624px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Prima dell&#8217;annuncio di <em>Wukong<\/em> nessuno aveva mai sentito parlare degli sviluppatori di Game Science.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Con il passare degli anni crescono anche le aspettative: alle porte del 2024 \u00e8 gi\u00e0 uno dei giochi pi\u00f9 attesi dell\u2019anno e compete per l\u2019attenzione del pubblico con i titoli in uscita delle grandi compagnie videoludiche occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine giunge la data del lancio, il 20 agosto 2024. Il successo \u00e8 strepitoso: 10 milioni di copie vendute nei primi tre giorni (cifra che raddoppia entro ottobre) e voti della critica che vanno dal molto buono all\u2019eccellente. In Cina, va da s\u00e9, l\u2019uscita di <em>Wukong<\/em> \u00e8 un fenomeno culturale senza precedenti, ma anche il pubblico internazionale stravede per il Re delle Scimmie.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec arriviamo ai \u201cThe Game Awards 2024\u201d, tenutisi a Los Angeles il 13 dicembre. Black Myth: Wukong \u00e8 nominato in diverse categorie: \u201cMigliore regia\u201d, \u201cMigliore direzione artistica\u201d, \u201cMiglior gioco d\u2019azione\u201d e persino \u201cMiglior gioco dell\u2019anno\u201d. Quest\u2019ultimo premio, il pi\u00f9 prestigioso, va per\u00f2 ad <em>Astrobot<\/em> di Team Asobi, con grande delusione di Feng Ji, l\u2019amministratore delegato di Game Science. <em>Wukong<\/em> vince per\u00f2 come \u201cMiglior gioco d\u2019azione\u201d, ma anche il premio \u201cPlayers\u2019 Voice\u201d che esprime le preferenze del pubblico, non di rado in contrasto con quelle della critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun videogioco cinese era mai giunto a questi livelli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un nuovo inizio per il gaming cinese?<\/h3>\n\n\n\n<p>Ma alla fine dei conti, perch\u00e9 <em>Wukong<\/em> \u00e8 cos\u00ec importante per il mondo dei videogiochi?<br>La Cina non \u00e8 certo un\u2019esordiente nel mercato: gi\u00e0 da molti anni le sue produzioni videoludiche generano incassi miliardari sia sul mercato interno che su quello internazionale. Titoli come <em>Genshin Impact<\/em> (2020), <em>PUBG Mobile<\/em> (2018) e <em>Honor of Kings<\/em> (2015) erano gi\u00e0 stati dei successi mondiali. Ma ci\u00f2 che accomuna questi tre titoli \u00e8 l\u2019essere dei giochi mobile (ossia per smartphone), caratterizzati da un comparto grafico-artistico generico e ovviamente poco esigente, vista la necessit\u00e0 di funzionare sui cellulari. Siamo molto lontani insomma da un videogioco che vuole essere considerato \u201copera d\u2019arte\u201d e rivendicare la stessa dignit\u00e0 artistica che si concede a un\u2019opera cinematografica o letteraria.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quello che invece vuole e ottiene <em>Black Myth: Wukong<\/em>, elevandosi al di sopra dei \u201cgiochini per telefono\u201d, rivendicando il suo posto tra i grandi capolavori videoludici del Giappone e dell\u2019Occidente.<br>Non solo: al contrario di molti altri bestseller cinesi, <em>Wukong<\/em> non ricerca a tutti costi l\u2019appeal del pubblico occidentale, ma \u00e8 prima di tutto un\u2019ode alla cultura e alla tradizione cinese.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/black-myth-wukong-destined-one.avif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2200\" height=\"1100\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/black-myth-wukong-destined-one.avif\" alt=\"\" class=\"wp-image-16620\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;eroe Sun Wukong, come appare nel videogioco di Game Science.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sun Wukong, eroe della tradizione cinese<\/h3>\n\n\n\n<p>Il videogioco di Game Science si ispira infatti a un testo di importanza fondamentale per la letteratura del Regno di Mezzo: stiamo parlando del <em>Viaggio in Occidente<\/em>, edito nel 1590 ed entrato a far parte dei \u201cQuattro grandi romanzi classici\u201d, ossia le quattro opere fondamentali del genere letterario del romanzo cinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Viaggio in Occidente<\/em> narra delle avventure del monaco Sanzang, inviato in India dall\u2019imperatore cinese con l\u2019incarico di riportare in patria i testi del canone buddista, necessari alla diffusione della nuova religione nel Celeste Impero. Mentre Sanzang \u00e8 una figura realmente esistita, e pure il suo viaggio in India \u00e8 davvero avvenuto nel VI secolo d.C, lo stesso non si pu\u00f2 dire degli altri protagonisti del romanzo: il maiale antropomorfo Zhu Bajie, pigro, goloso e scorbutico; il demone fluviale Sha Wujing, spaventoso ma segretamente gentile; e infine la scimmia Sun Wukong, re della sua specie, furbo e dispettoso ma anche saggio e forte in combattimento; tutti e tre vengono incaricati di proteggere Sanzang e aiutarlo a compiere la sua missione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/hq720.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"686\" height=\"386\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/hq720.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16617\" style=\"width:686px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/hq720.jpg 686w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/hq720-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/hq720-480x270.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Anche il maiale Zhu Bajie fa la sua comparsa in <em>Black Myth: Wukong<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 \u00e8 proprio Sun Wukong il vero protagonista della storia, visto che i primi capitoli dell\u2019opera sono dedicati al racconto delle sue origini magiche. \u00c8 grazie al suo ingegno che, sulla strada verso l\u2019India, i viaggiatori riescono a sconfiggere i numerosi nemici che cercano di ostacolare il loro cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>Sun Wukong \u00e8 tra i personaggi fantastici pi\u00f9 amati della tradizione cinese, e non \u00e8 un caso che in Cina abbia ricevuto numerosi adattamenti su piccolo e grande schermo, prima della trasposizione videoludica di Game Science che lo ha reso celebre in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La trama di <em>Black Myth: Wukong<\/em> inevitabilmente si discosta da quella del romanzo, con il quale mantiene per\u00f2 un fortissimo legame tematico e spirituale. Persino la struttura del gameplay, che prevede duelli progressivamente sempre pi\u00f9 difficili contro i cosiddetti \u201cboss\u201d, ricalca i costanti scontri che il Re delle Scimmie affronta insieme ai suoi amici nel <em>Viaggio in Occidente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Sun_Wukong_and_Jade_Rabbit.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"825\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Sun_Wukong_and_Jade_Rabbit.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16623\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Sun_Wukong_and_Jade_Rabbit.jpg 550w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Sun_Wukong_and_Jade_Rabbit-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Sun_Wukong_and_Jade_Rabbit-480x720.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sun Wukong e il Coniglio Lunare in una rappresentazione dell&#8217;artista giapponese Yoshitoshi (1889).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Videogiochi e multipolarismo<\/h3>\n\n\n\n<p>Interpretare il successo di <em>Black Myth: Wukong<\/em> in chiave dell\u2019ascesa della Cina e del mondo multipolare pu\u00f2 apparire pretestuoso. Sarebbe per\u00f2 da ingenui credere che il media videoludico, che nel 2024 ha generato un fatturato di circa 188 miliardi di dollari e che interessa 300 milioni di giocatori ogni anno, non sia anch\u2019esso un campo di battaglia per l\u2019egemonia culturale delle masse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 ben noto che i pi\u00f9 popolari franchise di sparatutto come Call of Duty e Battlefield vengano utilizzati dagli Stati Uniti sia per le campagne di reclutamento nell\u2019esercito, sia per diffondere la propaganda atlantista, glorificando i militari della NATO e individuando i \u201cnemici probabili\u201d. Soldati russi e terroristi islamici sono i nemici principali di quattro su cinque tra gli ultimi titoli della serie di Call of Duty. Non manca nemmeno il revisionismo storico: in <em>Call of Duty: WWII <\/em>(2017) e <em>Battlefield V<\/em> (2018), giochi ambientati nella Seconda Guerra Mondiale, non si trova alcun riferimento all\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/norussian-artofthelevel-blogroll-1698054452524.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/norussian-artofthelevel-blogroll-1698054452524-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16616\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/norussian-artofthelevel-blogroll-1698054452524-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/norussian-artofthelevel-blogroll-1698054452524-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/norussian-artofthelevel-blogroll-1698054452524-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/norussian-artofthelevel-blogroll-1698054452524-480x270.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/norussian-artofthelevel-blogroll-1698054452524.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Call of Duty: Modern Warfare 2<\/em>: un gruppo di terroristi russi (ovviamente) sta per compiere un massacro in un aeroporto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I videogiochi non sono diversi dunque da tutti gli altri prodotti della cultura di massa: nella maggioranza dei casi sono il riflesso dell\u2019ideologia dominante. Ci\u00f2 si deve anche al fatto che la produzione di videogiochi per console \u00e8 rimasta fino ad oggi concentrata nel \u201cprimo mondo\u201d, con USA e Giappone a fare la parte da leone.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cina ha sin dal 2015 superato il fatturato statunitense nel mercato dei videogiochi, ma ci\u00f2 \u00e8 dovuto al mercato dei giochi mobile, i cui ricavi sono schizzati alle stelle con il boom degli smartphone. Si tratta per\u00f2 in assoluta prevalenza di giochi da un valore artistico del tutto trascurabile, il cui impatto sulla cultura di massa appare piuttosto insignificante. Nessun gioco mobile ha mai vinto i The Game Awards, per intenderci.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Black Myth: Wukong<\/em> \u00e8 dunque sorprendente non tanto per il suo successo economico quanto per il suo impatto culturale. Molti si domandano se non sia l\u2019inizio della fine del monopolio occidentale sul media videoludico. Altri team cinesi sono infatti pronti a seguire l\u2019esempio di Game Science: \u00e8 il caso del team Hoothanes, che in seguito all\u2019uscita di <em>Wukong<\/em> ha pubblicato il trailer del suo <em>La resistenza<\/em>, uno sparatutto ambientato in Cina sotto l\u2019occupazione giapponese dei primi anni \u201840, dove vestiremo i panni di un partigiano cinese. \u00c8 simbolico che questo progetto sia gi\u00e0 stato ribattezzato il \u201cCall of Duty cinese\u201d dalla stampa di settore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impatto di questo cambiamento non \u00e8 da sottovalutare: il multipolarismo passa anche per l\u2019emancipazione dalla cultura del nucleo imperialista. Sarebbe infatti difficile immaginare un rifiuto dell\u2019egemonia americana da parte di chi \u00e8 completamente succube della sua cultura: ci\u00f2 vale per la musica, i film, le serie TV e persino i videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo negli USA traspare gi\u00e0 parecchia inquietudine per l\u2019inedita capacit\u00e0 della cultura cinese di esercitare il suo soft power sul pubblico occidentale. <a href=\"https:\/\/theconversation.com\/black-myth-wukong-how-chinas-gaming-revolution-is-fueling-its-tech-power-239998\">Un articolo uscito sulla piattaforma di news e analitica The Conversation <\/a>non riesce a nascondere la propria preoccupazione pe la fine dell\u2019egemonia culturale americana:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSebbene possa sembrare strano collegare i videogiochi alla geopolitica, Black Myth: Wukong \u00e8 molto pi\u00f9 di un semplice intrattenimento. \u00c8 uno strumento nell&#8217;arsenale del soft power cinese. Il soft power consiste nella capacit\u00e0 delle nazioni di influenzarsi a vicenda attraverso le esportazioni culturali. Per decenni, l&#8217;Occidente, in particolare gli Stati Uniti, ha dominato la cultura globale attraverso Hollywood, la musica e i videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la Cina sta mostrando i suoi muscoli culturali. Il successo di Black Myth: Wukong all&#8217;estero, dove \u00e8 stato acclamato come un titolo rivoluzionario, fa parte della strategia di Pechino per esportare la propria cultura e la propria abilit\u00e0 tecnologica. Milioni di giocatori in tutto il mondo sono ora esposti alla mitologia, all&#8217;arte e alla narrazione cinese attraverso un mezzo digitale altamente sofisticato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16622\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1-2048x1152.jpg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Myth-Wukong_003-scaled-1-480x270.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">I paesaggi mozzafiato di <em>Black Myth: Wukong <\/em>immergono il videogiocatore nell&#8217;atmosfera cinese.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 della Cina di esercitare soft power sulle masse occidentali sta ricevendo dimostrazioni sempre pi\u00f9 plateali e ormai non si pu\u00f2 sottovalutare. \u00c8 quello che si \u00e8 visto nelle ultime settimane negli USA con l\u2019improvvisa popolarit\u00e0 dell\u2019app social RedNote, alternativa cinese di TikTok che gli americani hanno scaricato in massa dopo il temporaneo bando di quest\u2019ultimo. Il pubblico americano, che prima conosceva la Cina unicamente attraverso i telegiornali propagandistici della TV di stato, si sta ora confrontato (spesso per la prima volta) con la cultura cinese contemporanea e ha avuto la possibilit\u00e0 di interagire con l\u2019utenza cinese, sfatando molti miti e pregiudizi sul Celeste Impero. L\u2019improvvisa esplosione di interesse per la Cina da parte del pubblico americano ha ormai assunto dimensioni virali.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0, forse tra qualche anno ringrazieremo Sun Wukong e il suo videogioco come uno di quei rari pezzi di cultura capaci di abbattere le barriere tra i continenti e diventare patrimonio dell\u2019intera umanit\u00e0, precursore di una rinascita culturale all\u2019insegna del multipolarismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non vince ma brilla ugualmente il gioco-rivelazione di Game Science, il team di Shenzhen che ha portato sul palcoscenico dei \u201cThe Game Awards 2024\u201d il Re delle Scimmie della tradizione cinese. Nonostante il premio di \u201cGioco dell\u2019anno\u201d non sia toccato a lui, Black Myth: Wukong ha ugualmente ottenuto tante soddisfazioni all\u2019ultima edizione dell\u2019attesa cerimonia di premiazione. Mai prima d\u2019ora un videogioco cinese aveva ottenuto un tale riconoscimento mondiale. Nascita di un capolavoro Come un fulmine a ciel sereno Black Myth: Wukong si presenta al pubblico videogiocatore nell\u2019agosto del 2020, con un trailer che svela immediatamente una produzione ad altissimo budget<\/p>\n","protected":false},"author":85796,"featured_media":16621,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,29],"tags":[],"coauthors":[260],"class_list":["post-16615","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-cultura-arte-e-letteratura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16615","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85796"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16615"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16615\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16624,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16615\/revisions\/16624"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/16621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16615"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16615"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16615"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=16615"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}