{"id":16517,"date":"2024-12-28T17:49:31","date_gmt":"2024-12-28T16:49:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16517"},"modified":"2024-12-28T17:49:33","modified_gmt":"2024-12-28T16:49:33","slug":"accordi-bilaterali-iii-il-consiglio-federale-china-il-capo-a-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16517","title":{"rendered":"Accordi bilaterali III: il Consiglio Federale china il capo a Bruxelles"},"content":{"rendered":"\n<p>I \u201cnuovi\u201d accordi bilaterali che la Svizzera ha recentemente siglato con l\u2019Unione Europea costituiscono un ulteriore tassello di un mosaico che mostra da tempo la tendenza del Consiglio Federale a conseguire politiche estere di autoumiliazione nazionale in nome degli interessi della NATO e dell\u2019UE. Che il nostro esecutivo non avesse a cuore la storica neutralit\u00e0 o che la pace non fosse fra gli obbiettivi che perseguiva lo si sapeva ormai da tempo, ma gli accordi bilaterali III dimostrano che il governo svizzero ha ceduto persino sulla salvaguardia degli strumenti democratici del popolo svizzero, nonch\u00e9 sulla sua sovranit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzitutto, in che cosa consistono gli accordi bilaterali III? Si tratta di un insieme di misure attraverso le quali la Svizzera dovr\u00e0 chinare il capo di fronte ai diktat di Bruxelles, perdendo importanti elementi della sua stessa sovranit\u00e0 nazionale. Infatti, in caso di controversia, la Corte di giustizia dell\u2019UE potr\u00e0 arrivare a sanzionare il nostro paese anche in seguito a determinate decisioni prese democraticamente dallo stesso popolo elvetico. Il fatto che la Svizzera possa accettare simili condizioni per degli accordi che dovrebbero portare beneficio ad entrambe le parti (con \u201cbilaterali\u201d ci si dovrebbe riferire ai vantaggi ad ambedue i lati) \u00e8 emblematico della progressiva sottomissione di Berna al volere di Ursula von der Leyen.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello della sovranit\u00e0 nazionale non \u00e8 tuttavia l\u2019unico elemento di preoccupazione; anche il servizio pubblico sar\u00e0 duramente colpito dai nuovi accordi. Si verificheranno infatti importanti passi indietro nella lotta alla protezione dei salari e delle condizioni di lavoro, dove la parte svizzera sar\u00e0 sempre pi\u00f9 impossibilitata tutelare i lavoratori di fronte ad abusi delle aziende dell\u2019UE. Saremo confrontati alla liberalizzazione del trasporto ferroviario ed a quella del mercato elettrico nazionale. Come conseguenza assisteremo nuovamente all\u2019esplosione dei prezzi a svantaggio delle piccole medie imprese e ad una maggiore dipendenza del nostro paese dal mercato energetico Europeo, un settore in profonda crisi almeno dallo scoppio della guerra in Ucraina. In questo senso, \u00e8 evidente l\u2019inasprimento delle misure gi\u00e0 contenute nel fallimentare accordo quadro del 2021; il Consiglio Federale persevera nell\u2019errore.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, gli accordi bilaterali III costituiscono un tradimento nei confronti di tre principi fondanti della Svizzera: la sovranit\u00e0 nazionale, bistrattata di fronte agli interessi esteri; i diritti democratici del popolo, che pu\u00f2 venire sanzionato se prende decisioni divergenti dall\u2019agenda politica di Bruxelles; ed i diritti dei lavoratori. Ricordiamo inoltre che queste decisioni vanno sommate a tutta una serie di misure di avvicinamento del nostro paese a UE e NATO. Le recenti politiche approvate dal nostro esecutivo indicano la chiara volont\u00e0 di mandare le reclute svizzere a fare \u201cesercitazioni militari congiunte\u201d in un\u2019Europa che si prepara alla guerra sotto spinta dalle politiche guerrafondaie della NATO, che da anni non fa che inviare armi in Ucraina esecrando la diplomazia in qualunque sua forma. Dobbiamo assumere la consapevolezza collettiva che gli attacchi alla neutralit\u00e0 ed alla pace non provengono pi\u00f9 unicamente da Washington e dai suoi alleati, ma dal nostro stesso governo. In questo senso, l\u2019ingenuit\u00e0 delle posizioni della \u201csinistra liberal\u201d (PSS e Verdi), la quale, accecata da un dogmatismo europeista, crede ancora alle fiabesche \u201cmisure accompagnatorie\u201d rappresenta un significativo passo indietro nella lotta sindacale e pacifista.<\/p>\n\n\n\n<p>Risulta evidente la necessit\u00e0 di una mobilitazione concreta a salvaguardia dei nostri diritti democratici e dei nostri principi costituzionali, in modo da opporci con forza a chi vuole renderci uno stato vassallo dell\u2019Unione Europea. \u00c8 arrivato il momento di fare fronte comune fra le forze politiche sovraniste, pacifiste e sindacali per far valere i diritti del popolo svizzero e gli interessi nazionali. La Giovent\u00f9 Comunista far\u00e0 la sua parte!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I \u201cnuovi\u201d accordi bilaterali che la Svizzera ha recentemente siglato con l\u2019Unione Europea costituiscono un ulteriore tassello di un mosaico che mostra da tempo la tendenza del Consiglio Federale a conseguire politiche estere di autoumiliazione nazionale in nome degli interessi della NATO e dell\u2019UE. Che il nostro esecutivo non avesse a cuore la storica neutralit\u00e0 o che la pace non fosse fra gli obbiettivi che perseguiva lo si sapeva ormai da tempo, ma gli accordi bilaterali III dimostrano che il governo svizzero ha ceduto persino sulla salvaguardia degli strumenti democratici del popolo svizzero, nonch\u00e9 sulla sua sovranit\u00e0. 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