{"id":1646,"date":"2012-03-04T12:17:34","date_gmt":"2012-03-04T12:17:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1646"},"modified":"2012-03-04T12:30:00","modified_gmt":"2012-03-04T12:30:00","slug":"prepariamoci-allattacco-frontale-alle-condizioni-di-lavoro-nellindustria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1646","title":{"rendered":"Prepariamoci all&#8217;attacco frontale alle condizioni di lavoro nell&#8217;industria"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1647\" aria-describedby=\"caption-attachment-1647\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sciope.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1647\" title=\"sciope\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sciope-300x199.jpg\" alt=\"Gli operai della Trasfor durante lo sciopero\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sciope-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sciope.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1647\" class=\"wp-caption-text\">Gli operai della Trasfor durante lo sciopero<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco pi\u00f9 di un anno f\u00e0, la Trasfor di Molinazzo di Monteggio ha lanciato l&#8217;ondata di attacchi nei confronti degli operai elettromeccanici, metalmeccanici, elettronici e tessili. Tutto d&#8217;un tratto, l&#8217;indebolimento dell&#8217;euro ed in generale la questione cambio, diventa un fattore essenziale della stabilit\u00e0 finanziaria di una ditta. Lo spauracchio della crisi \u00e8 subito sbandierato, si tratta ancora una volta di per poter  attaccare i lavoratori, chiedendo il sacrificio di lavorare due ore in pi\u00f9 a gratis o di essere pagati in euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il direttore dell&#8217;Aiti (Associazione industriali ticinesi) chiede la \u201csimmetria de sacrifici\u201d. Triste espressione, gi\u00e0 usata da Marina Masoni ai bei tempi degli sgravi fiscali per i ricchi. In questo caso si intende che, viste le perdite sugli utili delle imprese \u2013 ossia che hanno guadagnato meno miliardi che l&#8217;anno scorso \u2013  a causa dell&#8217;indebolimento dell&#8217;Euro, devono essere i lavoratori ad offrire tempo di lavoro gratuitamente all&#8217;azienda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi, a suo tempo, ha pensato che questo stratagemma sarebbe stato solo un episodio isolato deve ormai ricredersi. Sono ormai, solo in Ticino, una ventina le aziende che hanno gi\u00e0 adottato l&#8217;aumento delle ore o misure di ritorsione anche peggiori. Una Black List \u00e8 stata stilata da Unia (<span style=\"color: #000080;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.unia.ch\/Black-list.5992.0.html\">http:\/\/www.unia.ch\/Black-list.5992.0.html<\/a><\/span><\/span>) nella quale sono inserite ditte simbolo come AGIE Charmilles e R\u00ecr\u00ec, colossi come la Consitex che impiega quasi un migliaio di operaie e lo stabilimento del gruppo Mikron.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/euro-franco-500x375.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1648\" title=\"euro-franco-500x375\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/euro-franco-500x375-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/euro-franco-500x375-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/euro-franco-500x375.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dietro lo spauracchio Franco forte, si cela sempre l&#8217;ombra nera della delocalizzazione. Il recente esempio da manuale di Novartis che \u00e8 riuscita \u00e0 farsi concedere 3 ore  settimanali supplementari a gratis, la delibera di permessi edilizi su ampi terreni a Nyon e dei favorevolissimi alleggerimenti fiscali, deve essere d&#8217;insegnamento per i dirigenti sindacali locali. Nel capitalismo, gli azionisti delle grandi industrie sono unici a poter decidere sulla possibilit\u00e0 di eliminare centinaia se non migliaia di posti di lavoro delocalizzando. Tuttavia le grandi industrie svizzere, quando minacciando di delocalizzare, non fanno altro che ricattare la politica, che oggigiorno \u00e8 pi\u00f9 che d&#8217;accordo, per ottenere ulteriori privilegi e libert\u00e0. Si tratta di un teatrino per poter giustificare qualsiasi furto al salario diretto e indiretto e ai diritti dei lavoratori, dove sindacati e autorit\u00e0 mettono in scena delle \u201cpressioni\u201d  contro la delocalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte politico la notizia pi\u00f9 positiva \u00e8 l&#8217;ammissione di colpa del presidente UDC Toni Brunner che getta definitivamente la maschera. Dovr\u00e0 ricredersi chi sostiene che l&#8217;UDC fa gli interessi del popolo svizzero. A met\u00e0 mese di luglio del 2011, il presidente del partito di estrema-destra ha affermato \u201cle imprese devo avere la libert\u00e0 di agire per salvare i posti di lavoro che potrebbero partire all&#8217;estero\u201d. Di quali interessi si tratta se si \u00e8 pronti a concedere ulteriore libert\u00e0 a chi gi\u00e0 \u00e8 libero di sfruttare migliaia di lavoratori? La domanda retorica serve a dimostrare come l&#8217;UDC rappresenti gli interessi degli azionisti delle grandi industrie. Toni Burnner e camerati non si sognerebbero  mai di usare la stessa arroganza e violenza che usano contro gli stranieri, all&#8217;indirizzo di chi minaccia di delocalizzare, eppure si tratta di un vero e proprio attacco ai diritti fondamentali del popolo svizzero, quello di avere un lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 tutta la \u201cl&#8217;alta politica\u201d cantonale e nazionale si schiera con la borghesia. Dal centro-sinistra all&#8217;estrema-destra quando si tratta di decidere come si dovrebbe organizzare la produzione nazionale e garantire i posti di lavoro, sono sempre in prima linea per svendere le condizioni di lavoro. I comunisti invece sostengono che la politica deve dedicarsi a difendere e migliorare l&#8217;apparato produttivo nazionale quale fonte di sostentamento per il popolo, soprattutto andando a recuperare la ricchezza rubata dai capitalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo scenario i sindacati si trovano, come spesso succede, imbrigliati in un passato sindacale da dimenticare. L&#8217;abitudine di cedere ai ricatti, soprattutto quando la posta messa in gioco dai padroni sono i posti di lavoro, \u00e8 ben radicata e difficile da cambiare. Urge quindi riaprire una discussione, sia sui luoghi di lavoro, sia a sinistra, sulla centralit\u00e0 del conflitto capitale-lavoro e la maniera in cui bisogna contrastare l&#8217;avanzata aggressiva del padronato. In fondo si tratta semplicemente di riscoprire che la societ\u00e0 \u00e8 composta da classi in lotta l&#8217;una contro l&#8217;altra e che nel capitalismo i proletari e i padroni sono le classi antagoniste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi economica che colpisce l&#8217;Europa, non da speranza per una risoluzione \u201cpacifica\u201d del conflitto con il padronato. Continuare a sottostare alle <em>pace del lavoro<\/em>, credendo che i padroni svizzeri faranno beneficenza \u00e8 un illusione pura. L&#8217;unico modo per smuovere un padronato sempre pi\u00f9 goloso, \u00e8 quello del conflitto, dello sciopero, della lotta di classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per farsi rispettare i lavoratori e le lavoratrici hanno a disposizione la possibilit\u00e0 di denunciare pubblicamente le loro condizioni di lavoro, di astenersi dal lavoro causando il blocco della produzione, occupare la sede di produzione, scendere in manifestazione, occupare stabili pubblici pacificamente, ecc, ma questo pu\u00f2 avvenire solo quando esiste un movimento fortemente unito e organizzato. Attualmente il movimento operaio svizzero \u00e8 piuttosto dormiente o essenzialmente rivolto alla lotta istituzionale, sta quindi a quelle compagne e quei compagni impegnati e dediti alla causa del movimento operaio, implementare la lotta per permettere la difesa dei diritti dei lavoratori delle lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione cambio \u00e8 quindi un ennesima campagna riuscitissima del padronato, che negli ultimi mesi ha potuto sfruttare ulteriormente migliaia di lavoratori, senza sganciare un centesimo supplementare, anzi riducendo i salari. La lotta di classe la stanno conducendo bene e la stanno sinceramente vincendo, ora tocca a chi lavora svegliarsi e iniziare a farsi sentire, partendo da ogni singola fabbrica, da ogni luogo di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Leonardo Schmid<\/strong>, <\/em><em>membro del Comitato Cantonale del Partito Comunista<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco pi\u00f9 di un anno f\u00e0, la Trasfor di Molinazzo di Monteggio ha lanciato l&#8217;ondata di attacchi nei confronti degli operai elettromeccanici, metalmeccanici, elettronici e tessili. Tutto d&#8217;un tratto, l&#8217;indebolimento dell&#8217;euro ed in generale la questione cambio, diventa un fattore essenziale della stabilit\u00e0 finanziaria di una ditta. Lo spauracchio della crisi \u00e8 subito sbandierato, si tratta ancora una volta di per poter attaccare i lavoratori, chiedendo il sacrificio di lavorare due ore in pi\u00f9 a gratis o di essere pagati in euro. 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