{"id":16361,"date":"2024-11-07T12:33:45","date_gmt":"2024-11-07T12:33:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16361"},"modified":"2024-11-07T12:33:54","modified_gmt":"2024-11-07T12:33:54","slug":"chi-sono-e-che-cosa-chiedono-i-72-milioni-di-elettori-di-donald-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16361","title":{"rendered":"Chi sono e che cosa chiedono i 72 milioni di elettori di Donald Trump"},"content":{"rendered":"\n<p>Dunque 72 milioni di donne e uomini, bianchi, neri, ispanici, giovani e anziani, hanno votato Donald Trump. Leggere i giornali oggi conferma quello che si legge da otto anni: in un rapporto simbiotico, Trump e i suoi elettori sarebbero uguali. Sprezzanti, fascisti, volgari, aggressivi, dittatoriali, xenofobi, truffatori, bugiardi, squilibrati, razzisti, golpisti e predatori sessuali, solo mettendo insieme le simpatiche definizioni espresse in quattro righe da un editorialista della Svizzera Italiana, uno dei tanti dell\u2019universo liberal che piange e si dimena per la sconfitta della democratica e \u201cprogressista\u201d (in che cosa progressista lo sanno solo loro) signora Harris, familiarizzata mediaticamente come l\u2019amica Kamala, inchiodatasi, nonostante una campagna mediatica interna e internazionale senza precedenti, al consenso di 67 milioni di statunitensi. Certamente qualche burlone senza argomenti ci racconter\u00e0 che son stati gli hacker&nbsp; russi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, dando anche per buono che un paio di milioni di elettori statunitensi rientrino nelle orrorifiche categorie dispiegate tutti i giorni dai liberal, rimarrebbe da analizzare chi siano gli altri 70 milioni di elettrici ed elettori, che tra l&#8217;altro son sempre pi\u00f9 dei 67 milioni della signora Harris.<\/p>\n\n\n\n<p>Sommariamente e sommessamente, in una prima e molto sbrigativa analisi, possiamo dire che non siamo di fronte all\u2019America di Trump, ma siamo di fronte a donne e uomini statunitensi che hanno compiuto una scelta politica chiara e netta, chiedendo a Trump di renderla operativa. Poi come \u201cLa Repubblica\u201d si pu\u00f2 realizzare una prima pagina in cui si paragona Trump all\u2019orco delle favole, ma la favola vera, simmetrica e opposta di considerare la signora Harris la fatina buona \u00e8 pi\u00f9 demenziale ancora di raccontare Trump come un mostro terrificante.<\/p>\n\n\n\n<p>Primo punto, Trump ha detto, dopo l&#8217;elezione, che terminer\u00e0 le guerre e non ne far\u00e0 di nuove, come peraltro dimostrato nel suo primo mandato. Questo il motivo principale per cui \u00e8 stato votato: lo spettro della Terza Guerra Mondiale si allontana almeno di quattro anni, anche il presidente cinese ha salutato la sua elezione con un appello alla pace e alla cooperazione. Ora, anche nel pi\u00f9 sperduto bar del Minnesota tutte e tutti sapevano a perfezione che la signora Harris voleva portare di corsa il mondo in guerra con Cina e Russia per provare a salvare l\u2019impero a stelle e strisce e i suoi dollari sempre meno utilizzati sul pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le elettrici e gli elettori di Trump hanno detto chiaro e netto che la guerra non la vogliono, che miliardi di dollari da investire in armi per salvare l\u2019impero non devono essere spesi. Vogliono piuttosto che vengano utilizzati per la sanit\u00e0, per il lavoro, per le fabbriche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il trombettiere atlantico Gianni Riotta, gi\u00e0 mesi fa spiegava \u2013 pensate, lo spiegava pure lui &#8211; che il Partito Repubblicano non \u00e8 pi\u00f9 la fotocopia di quello Democratico, ma un partito di operai, lavoratori, disoccupati, piccoli produttori agricoli, donne e uomini che chiedono un futuro in cui ribaltare le logiche dell\u2019impoverimento a cui la deriva liberal \u2013 liberista estremista della finanza speculativa li ha condannati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, solo i nostri media hanno fatto finta di non sapere che cosa sia successo negli Stati Uniti tra il 2016 e il 2020, gli anni in cui per volont\u00e0 di Trump i salari sono aumentati in accordo coi sindacati, pure in Messico, pensa un po\u2019, per ridurre le delocalizzazioni, le tasse sono state ridotte per gli imprenditori che hanno riportato le aziende sul suolo statunitense, impiegando manodopera interna, mentre sono state aumentate con pesanti dazi per chi produce all\u2019estero e poi reimporta, recuperando anche denaro per iniziative sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli operai neri e ispanici, uomini e donne, questi fatti concreti del quadriennio 2016 \u2013 2020 se li sono ricordati e li hanno trasformati in voti nelle urne.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di continuare dunque a parlare dell\u2019orco cattivo, gli analisti liberal &#8211; atlantisti studiassero un poco di pi\u00f9 che cosa sono gli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse scoprirebbero che esiste un popolo non di mostri, ma di persone che sanno che si mangia pane e salame e non pane e impero. Gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 quelli di venti anni fa, aspirazioni, desideri e interessi delle masse popolari non coincidono pi\u00f9 con i piani di dominio planetario dei gruppi affaristico-politico-speculativi che cercano di mantenere il potere a Washington e con esso la sua proiezione in ogni angolo della terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, se questo \u00e8 il passaggio epocale che si dipana all\u2019orizzonte, esiste il rischio, anche per la grave incapacit\u00e0 di Trump di costruire interno a s\u00e9 un gruppo dirigente coerente con il progetto preteso dagli elettori, che spinte distruttive, guerrafondaie, speculative, in cui gli interessi di quella porzione del grande capitale che si \u00e8 schierato con Trump per cercare di ammorbidire se non eludere le richieste degli elettori, possano non solo mettere i bastoni tra le ruote, ma rappresentare il volano principale per cercare di impedire che quanto i cittadini si attendono e si aspettano non venga realizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sempre trovato un po\u2019 demenziale il vagheggiamento di una nuova guerra civile statunitense, ho invece certezza che la guerra tra i rappresentanti politici ed economici dei vecchi apparati imperiali statunitensi (politica-media-finanza) e i rappresentati di questa clamorosa e definitiva svolta non isolazionista, ma chiamata a reinventare la nazione sulla base di una introspezione culturale e produttiva autoriferita e non pi\u00f9 volta a imporsi al globo terraqueo, sar\u00e0 non solo feroce, ma violentissima. Nei prossimi mesi ne vedremo le modalit\u00e0 e le forme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dunque 72 milioni di donne e uomini, bianchi, neri, ispanici, giovani e anziani, hanno votato Donald Trump. Leggere i giornali oggi conferma quello che si legge da otto anni: in un rapporto simbiotico, Trump e i suoi elettori sarebbero uguali. 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