{"id":16347,"date":"2024-10-30T09:50:19","date_gmt":"2024-10-30T09:50:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16347"},"modified":"2024-10-30T09:50:25","modified_gmt":"2024-10-30T09:50:25","slug":"la-linke-tedesca-sempre-piu-in-crisi-ora-si-spacca-anche-sulla-palestina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16347","title":{"rendered":"La Linke tedesca sempre pi\u00f9 in crisi. Ora si spacca anche sulla Palestina!"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando il Muro di Berlino croll\u00f2 e si avvi\u00f2 la triste fase della demonizzazione e della banalizzazione di tutta l\u2019esperienza socialista della Germania dell\u2019Est, il Partito Socialista Unificato (SED) che l\u2019aveva fino allora guidata inizi\u00f2 a reinventarsi all\u2019interno del quadro istituzionale della Germania riunificata. La SED, dopo l\u2019epurazione dalle sua fila dei precedenti esponenti comunisti che avevano avuto responsabilit\u00e0 di governo, cambi\u00f2 nome dapprima in Partito del Socialismo Democratico (PDS) e, nel 2007, attraverso un processo di fusione con il movimento progressista WASG dell\u2019ex-ministro socialdemocratico <strong>Oskar Lafontaine<\/strong>, divenne semplicemente La Sinistra, appunto \u201cDie Linke\u201d riscontrando successi elettorali importanti, e non pi\u00f9 solo nei L\u00e4nder orientali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I partiti eclettici prima schizzano in alto e poi precipitano<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Col trascorrere degli anni la situazione per\u00f2 muta, l\u2019opportunismo viene smascherato da sempre pi\u00f9 elettori che non si riconoscono pi\u00f9 in un partito che, provenendo dalla pi\u00f9 seria tradizione marxista ha rinnegato s\u00e9 stesso e ora si divide in due anime principali: una di destra che pensa solo a formare coalizioni di governo moderate a livello regionale e che talvolta strizza l\u2019occhio persino a Israele; e una di sinistra che per\u00f2 \u2013 influenzata anche dai trotzkisti \u2013 nel suo \u201cmovimentismo\u201d abbandona i lavoratori e schifa i contadini per preferire gli accademici e gli attivisti delle ONG e che ai diritti sociali e sindacali della classe operaia sostituisce i diritti LGBTQ e l\u2019allarme climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Elezione dopo elezione la Linke \u00e8 cos\u00ec scesa dal 12% nazionale del 2009 al 4,9% del 2021 e i pronostici futuri, alla luce anche dei risultati regionali nelle roccaforti dell\u2019Est, lasciano ora presumere persino l\u2019uscita dal <em>Bundestag<\/em>. Pochi mesi fa, in Turingia, la Linke \u00e8 ad esempio crollata dal 31% al 12% e in Brandemburgo dal 10% al 3%. Una condanna all\u2019irrilevanza che evidentemente non fa tuttavia paura a <strong>Sarah Lee-Heinrich<\/strong>, ex-portavoce della Giovent\u00f9 Verde, un&#8217;organizzazione giovanile che ha rotto con i <em>Gr\u00fcne<\/em> dopo la svolta militarista di questi ultimi, e che sta pensando di aggregarsi proprio alla Linke.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/50f02bb0a806df6a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"650\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/50f02bb0a806df6a.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16349\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/50f02bb0a806df6a.jpg 1020w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/50f02bb0a806df6a-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/50f02bb0a806df6a-768x489.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/50f02bb0a806df6a-480x306.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Turingia la Linke scende al 12%, superata da BSW di Sahra Wagenknecht con il 16%.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I sionisti provano a fomentare ulteriori scissioni a sinistra<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La tensione interna, gi\u00e0 elevata a seguito della scissione guidata da <strong>Sahra Wagenknecht<\/strong> e da molti parlamentari ormai stanchi delle derive filo-atlantiste della dirigenza, si \u00e8 manifestata gi\u00e0 durante l\u2019ultimo congresso regionale di Berlino, che aveva dovuto discutere di una provocatoria mozione che si focalizzava a condannare la presenza, nel movimento solidale con la Palestina, di un presunto \u201cantisemitismo di sinistra\u201d, adottando la retorica borghese per identificarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mozione \u00e8 stata democraticamente emendata dalla maggioranza dei delegati, i quali si sono accorti del subdolo tentativo sionista di infiltrarli: i promotori, offesi dal dibattito interno, hanno colto l\u2019occasione di abbandonare la seduta, accusando il Partito sui media di essere \u201ccomplice\u201d dei razzisti anti-ebraici. Un\u2019accusa che, soprattutto in Germania, a causa del suo passato, risulta non solo particolarmente infamante ma anche il modo migliore per screditare e infangare qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa non deve stupire pi\u00f9 di tanto: accanto a elettoralisti di mezza et\u00e0 che non hanno vissuto nel socialismo della ex-DDR e che usano il Partito per ritagliarsi spazi di carriera, all\u2019interno della Linke per anni si sono fatti strada anche ampi gruppi di giovani di buona famiglia, solo fintamente alternativi che, mascherati da una retorica di sinistra, portano avanti in realt\u00e0 un\u2019agenda politica squisitamente <em>liberal<\/em>. Esattamente quello che alle nostre latitudini si conosce da anni con il fenomeno della JUSO, la Giovent\u00f9 Socialista Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Solidali con la Palestina&#8230; teoricamente ma non in pratica!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Le dinamiche di Berlino si sono riscontrate anche sul piano nazionale: in un clima lacerante, al Congresso si sono scontrate ben quattro mozioni contrapposte tutte incentrate sul conflitto israelo-palestinese, a dimostrazione di quanto quella lotta sia dirimente. La resistenza palestinese, andando a incidere nella stabilit\u00e0 del regime israeliano, nel nuovo contesto geopolitico multipolare riuscir\u00e0 a impattare anche nella politica interna dei singoli Stati europei, talmente collusi col capitale sionista da risultarne dipendenti persino politicamente e militarmente. Un motivo in pi\u00f9 perch\u00e9 a sinistra si continui la mobilitazione filo-palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare nuove scissioni nel Partito, il vertice della Linke \u00e8 riuscito a trovare una \u201csintesi\u201d: oltre a chiedere il cessate il fuoco a Gaza e in Libano, si dichiara contro l\u2019occupazione delle terre da parte di Israele ma sempre e solo rifacendosi a quanto gi\u00e0 prima stabilito dall\u2019ONU. Poi si identifica nel solo governo di estrema destra di <strong>Benjamin Natanyahu<\/strong> il vero e unico problema dell\u2019entit\u00e0 sionista (detto altrimenti: ci sarebbero anche sionisti buoni da mettere al governo). Anche la natura genocida delle azioni sioniste non \u00e8 una definizione scaturita dei lavori congressuali, ma \u00e8 un semplice riferimento alla vertenza contro il regime di Tel Aviv aperta attualmente presso la Corte internazionale di giustizia. Accanto a questa linea perlomeno \u201cminimalista\u201d, il Congresso ha insistito \u2013 giurando e spergiurando \u2013 di essere per\u00f2 a favore dell\u2019esistenza dello Stato di Israele (cio\u00e8 di uno stato coloniale sorto su territorio di un\u2019altra nazione!) e di voler dare priorit\u00e0 alla lotta all\u2019anti-semitismo, riconoscendo di fatto quanto rivendicato dalla propaganda sionista e indebolendo cos\u00ec il movimento di solidariet\u00e0 con la Palestina.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il dibattito si sono sentite argomentazioni pesanti, totalmente estranee alla tradizione del movimento operaio tedesco, perlomeno di quello che proviene dalla ex-DDR: alcuni delegati sono arrivati persino a chiedere che la Linke prendesse come riferimento la Dichiarazione di Gerusalemme, la quale, equiparando l\u2019anti-sionismo all\u2019anti-semitismo, crea un pericoloso precedente giuridico che potrebbe essere usato per reprimere proprio le manifestazioni filo-palestinesi. Proposta respinta, certo, ma non \u00e8 un buon segno se \u00e8 stata discussa in un partito erede della migliore tradizione di solidariet\u00e0 con la Palestina.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La nuova leadership non tollerer\u00e0 il dissenso<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il Partito che era stato di leader carismatici come Oskar Lafontaine e Sahra Wagenknecht \u00e8 stato guidato al tracollo elettorale dal duo <em>liberal<\/em> <strong>Martin Schirdewan<\/strong> e da <strong>Janine Wissler<\/strong>. Un duo che era riuscito non solo ad esacerbare le frizioni interne fino a giustificare la scissione dell\u2019odierna Alleanza BSW, ma anche a far eleggere a Bruxelles personaggi di rara mediocrit\u00e0 come <strong>Karola Rackete<\/strong>, ricca attivista che, dopo essersi fatta bella con il pacifismo e l\u2019aiuto umanitario (o forse dovremmo chiamarla tratta di esseri umani?), ha votato al parlamento europeo per la guerra alla Russia e l\u2019invio di armi al regime di Kiev.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rackete.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"693\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rackete-1024x693.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-16350\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rackete-1024x693.webp 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rackete-300x203.webp 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rackete-768x520.webp 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rackete-480x325.webp 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/rackete.webp 1378w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La finta pacifista Karola Rackete ha gettato la maschera ed ora sostiene l&#8217;invio di armi al regime di Kiev.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Congresso li ha sostituiti con una nuova <em>leadership<\/em>: <strong>Ines Schwerdtner<\/strong>, pubblicista ed ex direttrice della rivista della sinistra accademica \u201cJacobin\u201d nella sua versione germanica, \u00e8 stata eletta con il 79% dei voti. Ad accompagnarla sar\u00e0 <strong>Jan van Aken<\/strong>, gi\u00e0 ispettore dell\u2019ONU sulle armi biologiche, che \u00e8 stato eletto con il favore dell&#8217;88% dei delegati.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente da fare invece per la candidatura alternativa di <strong>Emanuel Schaaf<\/strong>. Quest\u2019ultimo, pur sperticandosi nel \u201ccondannare l&#8217;attacco della Russia all&#8217;Ucraina e il terribile attacco terroristico di Hamas\u201d, aveva per\u00f2 osato chiedere al suo Partito di evitare visioni troppo unilaterali e sostenere che entrambi i fatti citati vanno contestualizzati storicamente. Quando poi ha dichiarato correttamente che \u201cla solidariet\u00e0 internazionale \u00e8 sempre dalla parte degli oppressi e non degli imperialisti, anche se questo \u00e8 ci\u00f2 che la politica <em>mainstream<\/em> ci chiede\u201d le sue <em>chances<\/em> di essere eletto sono sparite: \u00e8 infatti proprio l\u2019ossessione di essere citati dal <em>mainstream<\/em> mediatico e di abbellire la propria <em>image <\/em>a guidare oggi i neo-riformisti edonistici che stanno sgomitando in quel che resta della sinistra europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale \u00e8 quindi il corso che Van Aken e Schwerdtner intendono imprimere ora al Partito? Lo ha spiegato bene il primo dei due, sottolineando s\u00ec l&#8217;importanza della lotta per la pace (slogan peraltro piuttosto generico) e contro la produzione di armi (slogan invece piuttosto irrealistico), ma ha anche chiarito che non si tollerer\u00e0 pi\u00f9 dissenso interno: la Linke deve secondo lui diventare il polo della \u201csinistra progressista\u201d contrapposto alla \u201csinistra conservatrice\u201d della deputata Sahra Wagenknecht, che \u00e8 diventata ormai una vera ossessione. Chi insomma \u00e8 ancora comunista e si ostina a difendere una linea anti-imperialista, realmente pacifista e ancorata alla classe operaia dovr\u00e0 aspettarsi di essere emarginato dall\u2019odierna Linke. Non \u00e8 un caso che una mozione sull\u2019Ucraina promossa dalla Piattaforma Comunista, la corrente interna alla Linke che fino a qualche anno fa faceva capo proprio a Wagenknecht, \u00e8 stata respinta perch\u00e9 troppo &#8230;\u201cfilo-russa\u201d. Ed ecco che torna la russofobia ossessiva, che ormai va letta come una cartina di tornasole: chi cade in essa, anche se dice cose di sinistra, finir\u00e0 per essere la marionetta dell\u2019imperialismo nella guerra che si sta preparando contro il multipolarismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/nuovi-leader.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"540\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/nuovi-leader.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16351\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/nuovi-leader.jpg 960w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/nuovi-leader-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/nuovi-leader-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/nuovi-leader-480x270.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il duo Schwerdtner-van Aken guider\u00e0 ora la Linke nella stessa disastrosa direzione di prima.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un partito sempre pi\u00f9 autoreferenziale che non sa identificare le priorit\u00e0<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Intanto i problemi organizzativi e politici interni alla Linke crescono: il crollo elettorale nelle roccaforti viene snobbato; tornare a parlare agli operai e concentrarsi sulle periferie viene escluso; gli iscritti che interessano al Partito sono solo gli aderenti al ceto intellettuale che vivono nelle grandi citt\u00e0. Le contraddizioni fra l\u2019ala movimentista e quella concentrata principalmente sul lavoro istituzionale poi cresce sempre di pi\u00f9 e ancora pochi giorni fa una serie di eletti regionali hanno restituito la tessera del Partito. Le priorit\u00e0 politiche sono poi tutte sfasate: ci troviamo a un passo dalla Terza Guerra Mondiale, la Germania parla di reintrodurre la leva obbligatoria e di entrare in guerra contro la Russia entro pochi anni. Invece la Linke, il partito che un tempo guidava il movimento per la pace, arriva a votare una fondamentale risoluzione contro lo stazionamento di missili a medio raggio statunitensi in Germania solo alla fine dei lavori, quando un numero importante di delegati \u00e8 gi\u00e0 rincasato, peraltro solo perch\u00e9 forzata da una mozione d\u2019ordine urgente, e dovendosi pure scontrare con il vertice del Partito che ha tentato di opporvisi per non dispiacere troppo ai partner di area rossoverde ormai alleati della NATO. Insomma: si assiste alla fine graduale di una storia umana e politica, ma si stanno aprendo anche praterie enormi da conquistare per l\u2019Alleanza BSW di Sahra Wagenknecht, unica interprete non solo della sinistra nazional-popolare che i cittadini dell\u2019ex-DDR si attendono, ma anche di una chiara linea contro la guerra, il riarmo e la NATO che fa breccia anche a Ovest. Perch\u00e9 ancora una volta si vede che, nonostante la propaganda e l\u2019annessione, la Germania non \u00e8 ancora stata davvero riunificata!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando il Muro di Berlino croll\u00f2 e si avvi\u00f2 la triste fase della demonizzazione e della banalizzazione di tutta l\u2019esperienza socialista della Germania dell\u2019Est, il Partito Socialista Unificato (SED) che l\u2019aveva fino allora guidata inizi\u00f2 a reinventarsi all\u2019interno del quadro istituzionale della Germania riunificata. 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