{"id":16262,"date":"2024-09-22T01:38:00","date_gmt":"2024-09-22T01:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16262"},"modified":"2024-09-25T21:03:02","modified_gmt":"2024-09-25T21:03:02","slug":"perche-abbiamo-sostenuto-il-movimento-studentesco-contro-la-cooperazione-accademica-con-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16262","title":{"rendered":"Perch\u00e9 abbiamo sostenuto il movimento studentesco contro la cooperazione accademica con Israele?"},"content":{"rendered":"\n<p>Ad esclusione del Partito Comunista, al cui interno vige una compattezza invidiabile su questo punto, fra alcuni compagni di altre organizzazioni erano sorti dei dubbi circa la correttezza delle rivendicazioni dei movimenti studenteschi che, indignati per il genocidio in corso in Palestina, hanno occupato, prima della pausa estiva, le universit\u00e0 svizzere ed europee, chiedendo la fine della collaborazione accademica con gli atenei israeliani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi compagni \u201cscettici\u201d vanno invitati a ragionare da politici che leggono la fase storica, e non da intellettuali staccati dal mondo reale. Essi infatti, nel loro scetticismo, sbagliano linea per almeno due motivi:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1.<\/strong> il primo motivo \u00e8 un dato metodologico: un movimento di massa che riesce per la prima volta dopo tanti anni a creare un consenso diffuso e duraturo, che riesce a unire aree politiche diverse intorno a una prospettiva storicamente di sinistra e a mettere in difficolt\u00e0 sia ideologicamente sia parzialmente anche economicamente il regime di Tel Aviv merita in ogni caso, politicamente parlando, di essere sostenuto, anche se si possono avere dubbi su alcune scelte metodologiche e tattiche del movimento stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.<\/strong> Il secondo motivo \u00e8 afferente all\u2019analisi della fase storica. Non siamo pi\u00f9 nel 1993 quando Yasser Arafat e Yitzhak Rabin si stringevano la mano: sono entrambi morti, e quel mondo non torner\u00e0 pi\u00f9. Chi ragiona ancora con quelle categorie non riuscir\u00e0 a incidere oggi in politica. Non siamo per\u00f2 pi\u00f9 nemmeno nei primi anni 2000, quando Russia e Cina mantenevano un basso profilo geopolitico per accumulare forze. Oggi questi due paesi hanno lanciato l\u2019offensiva: economicamente, ma se necessario anche militarmente! Il mondo \u00e8 totalmente cambiato: se oggi Israele (e il suo potenziale distruttivo) non viene limitato, si accetta la guerra globale che metter\u00e0 a repentaglio la Nuova via della seta e che rallenter\u00e0 la transizione al multipolarismo. Chi anche solo parzialmente prova a giustificare Israele sta fornendo un assist spaventoso alla NATO, al pericoloso duo Biden\/Harris e alle prospettive di una terza guerra mondiale!<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungiamo altre considerazioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Israele \u00e8 uno Stato sorto come progetto coloniale nel 1948 occupando un territorio altrui, cio\u00e8 la Palestina. Una parte del popolo ebraico rifiuta Israele come proprio Stato poich\u00e9 lo ritiene illegittimo. Questi ebrei hanno ragione!\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La prospettive del \u201c2 popoli, 2 stati\u201d era qualcosa di accettabile forse negli anni \u201990. Dopo il 7 ottobre \u00e8 complicato ritenere quella prospettiva ancora realistica. La prospettiva che correttamente i comunisti palestinesi pongono \u00e8 un\u2019altra: uno Stato unico, laico, democratico in cui convivano arabi ed ebrei, che si chiama Palestina. Come era un tempo!<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Le posizioni equidistanti tra israeliani e palestinesi che si riscontrano in certa sinistra sono lo specchio della sua subalternit\u00e0 ideologica al sistema atlantico: anche se idealmente simpatetica verso la causa palestinese, siamo di fronte a un&#8217;opzione che osteggia il multipolarismo. Gi\u00e0 solo per questo risulta essere, magari inconsapevolmente, di accompagnamento all&#8217;imperialismo e in ultima battuta inadeguata per concretizzare il definitivo processo di liberazione nazionale della Palestina.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Interrompere la cooperazione accademica non significa interrompere per forza le relazioni con ogni singolo professore e ricercatore israeliano che si oppone al regime sionista, ma indebolire la posizione di privilegio che gli atenei israeliani (direttamente legati al regime e alle sue forze armate) hanno sul piano internazionale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Interrompere la cooperazione accademica significa inoltre isolare il regime sionista e aumentare le contraddizioni interne allo Stato di Israele stesso poich\u00e9 vengono colpiti centri economici, tecnico-militari di grande importanza per tenere in piedi il sistema di apartheid e che, soprattutto adesso, sono direttamente coinvolti nel genocidio del popolo palestinese.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 il Partito Comunista ha giudicato quel movimento studentesco, pur con tutte le sue contraddizioni, come particolarmente avanzato e lo ha sostenuto senza tentennamenti: esso, anche se in gran parte in modo inconsapevole, si inseriva coerentemente nella prospettiva strategica orientata al multipolarismo del nostro Partito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad esclusione del Partito Comunista, al cui interno vige una compattezza invidiabile su questo punto, fra alcuni compagni di altre organizzazioni erano sorti dei dubbi circa la correttezza delle rivendicazioni dei movimenti studenteschi che, indignati per il genocidio in corso in Palestina, hanno occupato, prima della pausa estiva, le universit\u00e0 svizzere ed europee, chiedendo la fine della collaborazione accademica con gli atenei israeliani.&nbsp; Questi compagni \u201cscettici\u201d vanno invitati a ragionare da politici che leggono la fase storica, e non da intellettuali staccati dal mondo reale. 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