{"id":16242,"date":"2024-09-09T01:08:00","date_gmt":"2024-09-09T01:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16242"},"modified":"2024-09-08T16:16:36","modified_gmt":"2024-09-08T16:16:36","slug":"fumi-della-fornace-di-valle-cascia-come-sempre-lotta-e-cultura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16242","title":{"rendered":"Fumi della Fornace di Valle Cascia, come sempre lotta e cultura"},"content":{"rendered":"\n<p>I Fumi della Fornace \u2013 Festa della Poesia di Valle Cascia, procede di anno in anno con entusiasmo, mietendo i giusti, meritati e crescenti successi, risultato di una direzione artistica di profonda sensibilit\u00e0, composta da Valentina Compagnucci, Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019agosto 2024 si \u00e8 tenuta la sesta edizione, nel solco del recupero iniziato lo scorso anno dello spazio che ha segnato la storia di questa frazione del comune maceratese di Montecassiano, ovvero la fabbrica di mattoni. Il rito teatrale collettivo, quest\u2019anno avvalsosi del pregevole occhio registico di Danilo Maglio, in scena come sempre al tramonto, si \u00e8 svolto per il secondo anno tra le mura operaie, rappresentando la seconda parte (dal titolo \u201cOra vattene, fratello mio\u201d) di una trilogia &nbsp;con cui l\u2019autore Giorgiomaria Cornelio ci ricorda la complessit\u00e0 non disgiungibile tra arte, lotta e territorio. Il prossimo anno l\u2019ultima parte di questo cammino si intitoler\u00e0 \u201cAnche l\u2019edera si arrampica sulla storia\u201d, cosicch\u00e9, dopo la violenza padronale della fabbrica sulle donne e sugli uomini messa in scena l\u2019anno scorso e la repressione capace di trasformarsi in violenza fratricida di quest\u2019anno, sar\u00e0 la volta di una redenzione, sempre auspicabilmente possibile, oltre le crepe e dentro le crepe, ferite aperte dei luoghi e degli esseri umani.<\/p>\n\n\n\n<p>Davvero straordinario come attraverso il teatro, la poesia, la riflessione personale e collettiva, un luogo operaio ridotto a triste rudere di archeologia industriale, torni a essere cuore vivo e pulsante del quartiere, almeno per alcune giornate, dimostrando quanto spazi fisici, geografici e dell\u2019anima, cittadinanza ed arte siano assolutamente pi\u00f9 efficaci quando si fondono in un progetto unitario.<\/p>\n\n\n\n<p><em>A essere indagata quest\u2019anno \u00e8 la dimensione straniante del dolore e della repressione<\/em><em>:<\/em><em> se l\u2019anno scorso si respirava qualche anelito di speranza dentro \u201c<\/em>Una favola per uomini, bestie e piante rampicanti\u201d, quest\u2019anno, dentro il dramma dell\u2019incapacit\u00e0 dei percorsi collettivi di farsi concreto futuro, ecco che primeggia, in tragica sintonia con gli attuali tempi di guerra, la devastante solitudine che annienta tanto l\u2019individuo, quanto il suo diritto ad agire insieme agli altri per un domani giusto e solidale.<\/p>\n\n\n\n<p>Apre lo spettacolo una ragazza che trascina una croce, solo improvvidi non conoscitori della produzione poetica e artistica del collettivo Congerie potrebbero attribuire una qualche blasfemia a questo gesto, tutt\u2019altro, anzi \u00e8 la piena rappresentazione di come la concreta, fisica, materiale morte del sacro, personale e collettivo, spalanchi le porte alla violenza e alla sopraffazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole del testo, mentre i ragazzi si muovono tra le macerie del lavoro e dell\u2019anima, sono sempre toccanti e di straordinaria sensibilit\u00e0: \u201c<em>Il collasso di un&#8217;ecologia che manteneva gli uomini poco numerosi e in sintonia con il mistero e la diversit\u00e0 di tutta la vita ha portato, come per una diabolica Caduta, alla caccia e all&#8217;allevamento dell&#8217;uomo da parte dell&#8217;uomo, all&#8217;accaparramento del grano e alla secolarizzazione di tutto lo spazio. Per difendere i suoi campi, un contadino aveva bisogno di molti associati figli, co &#8211; protettori, co &#8211; combattenti e, infine, fratelli ideologi<\/em>.\u201d \u00c8 chiaro, \u00e8 la solidariet\u00e0 ad essere stata uccisa. Sar\u00e0 una ragazza a cercare una forma di resistenza: \u201c<em>Io cerco di esprimere quella che, secondo me, \u00e8 in realt\u00e0 la fratellanza e comincia nella condivisione del dolore<\/em>.\u201d L\u2019essere umano tuttavia \u00e8 lasciato solo, troppo forte e troppo potente la reazione, aggredito, tra il sangue e il pianto, gli restano solo le ingiurie verso chi lo bastona, capaci di gonfiare il petto e il cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una tragica eternizzazione del dolore, della sofferenza, della sconfitta: \u201c<em>Qualcuno d\u00e0 gli ultimi ordini. Qualcuno li esegue. E nel regno s&#8217;insempra la sconfitta<\/em>.\u201d Cos\u00ec: \u201c<em>nel colmo del bene il bene s&#8217;accascia. Svanisce. Non c&#8217;\u00e8 giustizia<\/em>.\u201d Costole, mandibole e teste fracassate non troveranno giustizia, anzi, \u00e8 la violenza la cifra della giustizia del potere, \u00e8 \u201c<em>il sermone dei manganelli. Il giudice somministra colpe pi\u00f9 ancora che assoluzioni<\/em>.\u201d Tuttavia la violenza e l\u2019ingiusto potere che l\u2019impartisce non impediscono agli ultimi resistenti, ombre, fantasmi, cittadini, ex operai di domandarsi: \u201c<em>cosa rester\u00e0 di questi mattoni?<\/em>\u201d, anche perch\u00e9 \u201c<em>la fabbrica \u00e8 ancora umida di rivoluzione<\/em>.\u201d D\u2019altronde la vittoria degli ultimi, dei lavoratori, dei \u201c<em>poveri cristi<\/em>\u201d, voleva essere una festa durevole, \u201c<em>un sogno pungente, turchese di eresia, rozzo e grandioso<\/em>\u201d. Invece tutto viene risucchiato in un male che esonda, che fa suo il mondo, in un quadro di lugubre oppressione, di drammatica consapevolezza: \u201c<em>tutto sar\u00e0 davvero sterile. Dalla fabbrica non deve sorgere pi\u00f9 niente. Spenta \u00e8 la fornace. E il mio becco violato. E la mia ala nata rotta<\/em>\u201d, tuttavia il seme del riscatto \u00e8 soffocato, ma forse non per sempre, perch\u00e9 \u201c<em>non c&#8217;\u00e8 creatura che non sia un popolo. Il dolore \u00e8 collettivo<\/em>\u201d, obbligando a cercare in s\u00e9 \u201c<em>ogni cosa estinta, ogni debito, ogni incandescenza nel limo opaco di tutte le vite negate<\/em>\u201d. Gli uomini forse \u201c<em>non sanno migrare leggeri<\/em>\u201d,&nbsp; ma certamente non fanno \u201c<em>il nido nei carri armati<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il passato del mondo, delle donne e degli uomini, di ciascuno di noi, non ci rende mai consapevoli di come si debba affrontare il futuro. L\u2019ammonimento di Giorgiomaria Cornelio \u00e8 severo, pertinace e pertinente: \u201cC<em>i si imprepara, a testa bassa, scollando dai memoriali il carbone glabro dei massacri. Nei giorni del dire come nei giorni del tacere. \u2026 Non \u00e8 semplice slentare la presa dei passati. Dimenticare il carro agricolo, l&#8217;inguaio delle ciminiere, l&#8217;enorme reggimento coi soldati. Li portiamo dentro. Dobbiamo farlo, come un prezioso bruc\u00eco. Ma non ci legheranno in eterno<\/em>.\u201d L\u2019attesa di una nuova resurrezione non \u00e8 un\u2019attendistica speranza estromessa, nel senso stretto del termine, ovvero posta fuori da s\u00e9, ma una profonda ed escatologica convinzione che prima o poi occorra rimettere in movimento la consapevolezza e la lotta: \u201c<em>Un giorno scioglieranno le campane. Rimpasteranno da capo i mattoni. Croller\u00e0 il massacro, come \u00e8 crollata la fornace. Allora saremo oltre la montagna, e non diremo pi\u00f9, con rammarico, con pezzo di tempesta: Adesso vattene, fratello mio<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Niente \u00e8 perduto finch\u00e9 dentro le metamorfosi della vita e della natura sapremo riconoscere la memoria delle persone e degli oggetti, sar\u00e0 una \u201c<em>verit\u00e0 non temprata che s&#8217;aggrappa al bordo ruvido delle domande<\/em>.\u201d Anche per questo gli indizi coincidono con la speranza del cuore, la bandiera rossa che chiude il ri<em>to collettivo, sventola quest\u2019anno con ancora pi\u00f9 forza, a segno che a volte la disperazione e la rinascita si nutrono di un abbraccio fraterno e scambievole.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ancora una volta i ragazzi dell\u2019associazione Congerie hanno dimostrato come un esercizio collettivo d\u2019immaginazione possa vincere la colonizzazione del nostro immaginario, praticata con violenza da un sistema che, dietro la patina del pluralismo, promuove omologanti ripiegamenti conformistici<\/em><em>.<\/em><em> <\/em><em>N<\/em><em>on solo il meraviglioso rito serale, ma tutte le giornate dell\u2019intera settimana, tra poesie, installazioni, musica, dibattiti, libri, hanno brillato per qualit\u00e0 e partecipazione, in un quadro di <\/em>crescita artistica e di pubblico, con la partecipazione di tanti ospiti, amiche e amici, a partire da Luigi Lo Cascio, da anni sempre felicemente presente. Meritoriamente la Regione Marche e i comuni circonvicini appoggiano e sostengono i Fumi della Fornace, anche la comunit\u00e0 di Valle Cascia \u00e8 sempre pi\u00f9 partecipe, al contrario il comune di Montecassiano e in particolare il sindaco Leonardo Catena mostrano una miserevole avversione, svilendo questa Festa della Poesia, colpendola con gabbie orarie e un\u2019assenza istituzionale imbarazzante, soprattutto agli occhi dei tanti estimatori del lavoro dei ragazzi di Congerie che ogni anno a fine agosto qui convergono da tutta Italia e anche da tante parti d\u2019Europa e del mondo. Quest\u2019anno addirittura si \u00e8 arrivati all\u2019incredibile iniziativa comunale di aprire fantomatici cantieri che cercano soltanto di intralciare l\u2019opera degli organizzatori. Segno palese di una virulenta ignoranza che non vuole prendere atto di come questi ragazzi straordinari abbiano portato una rosa nel deserto, sollevando il problema delle aree industriali dismesse, che non pu\u00f2 essere occultato semplicemente dimenticandole a vantaggio di un ornativo decoro dei centri storici medievali.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia Congerie dimostra di volare ben pi\u00f9 alto dei dispetti e delle bassezze altrui, consapevole che il pensiero e la libert\u00e0 di pensiero siano semi profondi di umanit\u00e0 capaci di abbracciare quanto li circonda, a partire dai diritti&nbsp; delle donne e degli uomini che vivono a Valle Cascia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Fumi della Fornace \u2013 Festa della Poesia di Valle Cascia, procede di anno in anno con entusiasmo, mietendo i giusti, meritati e crescenti successi, risultato di una direzione artistica di profonda sensibilit\u00e0, composta da Valentina Compagnucci, Giorgiomaria Cornelio e Lucamatteo Rossi. Quest\u2019agosto 2024 si \u00e8 tenuta la sesta edizione, nel solco del recupero iniziato lo scorso anno dello spazio che ha segnato la storia di questa frazione del comune maceratese di Montecassiano, ovvero la fabbrica di mattoni. Il rito teatrale collettivo, quest\u2019anno avvalsosi del pregevole occhio registico di Danilo Maglio, in scena come sempre al tramonto, si \u00e8 svolto<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":16243,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"coauthors":[264],"class_list":["post-16242","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-ricreativi-culturali-e-artistici"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16242","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16242"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16242\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16245,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16242\/revisions\/16245"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/16243"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16242"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16242"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16242"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=16242"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}