{"id":16232,"date":"2024-09-07T20:08:45","date_gmt":"2024-09-07T20:08:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16232"},"modified":"2024-09-19T10:01:38","modified_gmt":"2024-09-19T10:01:38","slug":"il-partito-comunista-palestinese-fa-autocritica-e-si-oppone-alla-soluzione-dei-due-popoli-due-stati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16232","title":{"rendered":"Il Partito Comunista Palestinese fa autocritica e si oppone alla soluzione dei \u201cDue popoli, due Stati\u201d!"},"content":{"rendered":"\n<p>In Palestina vi sono almeno quattro organizzazioni attive di ispirazione marxista. Il Partito Comunista Palestinese (PCPal) \u2013 bench\u00e9 si trovi all&#8217;ombra di sigle pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 conosciute, come il Partito Popolare Palestinese (PPP), il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (PFLP) e il Fronte Democratico di Liberazione della Palestina (DFLP) \u2013 \u00e8 un attore di un certo interesse, poich\u00e9 difende tre posizioni di fondo che lo rendono particolare nel suo genere anche all\u2019interno del Movimento Comunista Internazionale: anzitutto ha rifiutato la soluzione dei \u201cdue Stati\u201d; in secondo luogo, storicamente, si \u00e8 opposto al liquidazionismo \u201cgorbacioviano\u201d senza per\u00f2 finire nel dogmatismo; e infine sostiene la resistenza palestinese realmente esistente, senza settarismi ideologici o attitudini \u201cschizzinose\u201d, comprese quindi le sue fazioni islamiche. Quello che conta \u00e8 insomma la lotta partigiana unitaria contro il sionismo razzista e colonialista.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dopo 8 anni di dibattiti una svolta clamorosa!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Nel 2016 il Partito Comunista Palestinese rende pubblico un nuovo programma politico-ideologico, nel quale ammette che la cosiddetta soluzione dei \u201cdue popoli, due Stati\u201d \u2013 tanto sbandierata dalla sinistra europea impaurita di essere etichetta come \u201cantisemita\u201d \u2013 ha portato in realt\u00e0 a un indebolimento generalizzato della lotta di liberazione nazionale palestinese da un lato e all&#8217;isolamento dei comunisti palestinesi dalle masse popolari dall&#8217;altro, le quali infatti si sono spostate dal fronte laico a quello islamista rappresentato da Hamas, visto come pi\u00f9 coerente e meno arrendevole. Intervistato dal comunista tedesco <strong>Noel Bamen<\/strong> proprio su questo tema, <strong>Anwar Khoury<\/strong>, membro del Comitato Centrale del PCPal, spiega che il dibattito interno \u00e8 durato per ben otto anni: \u201cabbiamo sviluppato lentamente e collettivamente una posizione basata sulla riflessione e sullo studio. Al termine di questo dibattito, abbiamo riscritto il nostro programma e formulato pubblicamente la nostra autocritica\u201d. Oggi, nell\u2019area mediorientale anche il Partito Comunista Libanese e il Partito Comunista Siriano sostengono questa svolta del PCPal.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/palCp.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"441\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/palCp.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-16234\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/palCp.webp 960w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/palCp-300x138.webp 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/palCp-768x353.webp 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/palCp-480x221.webp 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Partito Comunista Palestinese (PCPal), dopo il cambio di rotta ideologico del 2016, ripudia la soluzione &#8220;a due Stati&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La soluzione a 2 Stati \u00e8 oggi un\u2019utopia!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Anwar Khouryspiega anzitutto i cambiamenti demografici e politico-geografici verificatisi in Palestina dopo la firma degli accordi di Oslo del 1993: \u201cla crescita spietata della popolazione dei coloni \u00e8 passata da 50\u2019000 prima degli accordi di Oslo a quasi 1\u2019000\u2019000 oggi. Il numero di insediamenti coloniali \u00e8 passato da decine a centinaia e oggi rivendica oltre il 40% della terra su cui, secondo gli accordi, doveva sorgere lo Stato palestinese. \u00c8 diventato quindi impossibile stabilire l&#8217;unit\u00e0 demografica, fisica e geografica di uno Stato palestinese\u201d. Su questa base, il PCPal ha quindi deciso di rifiutare la soluzione dei due Stati e di rivendicare invece uno Stato democratico per tutti i suoi abitanti sull&#8217;intero territorio della Palestina storica, compresa la realizzazione del diritto al ritorno dei palestinesi sfollati e dei loro discendenti e il diritto all&#8217;autodeterminazione nazionale. \u201cIl nostro obiettivo \u2013 continua Khoury \u2013 \u00e8 uno Stato democratico per tutti i suoi abitanti. Ci\u00f2 significa che vogliamo vivere in uno Stato in cui tutti partecipiamo alla sua costruzione senza alcuna discriminazione. A differenza di oggi, dove la realt\u00e0 del dominio sionista significa soprattutto una cosa: discriminazione razziale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I comunisti alleati dell\u2019Asse della Resistenza?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Lo storico fronte arabo del rifiuto al riconoscimento di Israele, il fronte palestinese del rifiuto agli accordi di Oslo e l&#8217;odierno Asse della resistenza sono storicamente e politicamente in continuit\u00e0. Oggi questo asse \u2013 spiega sempre Khoury \u2013 \u00e8 composto dalle fazioni della resistenza palestinese: accanto ai comunisti laici come PFLP, DFLP, ecc. vi sono anche i movimenti partigiani di cultura islamista: Hamas, Jihad, ecc. Il dirigente del Partito Comunista Palestinese non ha accettato di sedersi allo stesso tavolo con loro, ma Khoury ha dichiarato di considerarsi \u201cpoliticamente parte di questo asse di resistenza contro il colonialismo sionista, contro Oslo e contro l&#8217;imperialismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Anche senza il socialismo, la liberazione nazionale \u00e8 una vittoria!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Con questa svolta il PCPal ha di fatto interrotto il suo privilegiato rapporto con il Partito Comunista di Grecia (KKE) e con la sua dottrina che ritiene ineluttabile l\u2019esistenza dello Stato di Israele finch\u00e9 non si abolir\u00e0 il capitalismo. Ma cosa risponde Anwar Khoury a chi dice, appunto, che una Palestina libera \u2018dal fiume al mare\u2019 sar\u00e0 possibile solo con il trionfo del socialismo? \u201cChe non hanno capito la differenza tra liberazione nazionale e rivoluzione socialista. Sarebbe auspicabile che la liberazione nazionale si trasformasse direttamente in una rivoluzione socialista, certo, ma la liberazione nazionale senza rivoluzione socialista \u00e8 gi\u00e0 un valore in s\u00e9 e un passo importante verso la liberazione da ogni sfruttamento e dominio di classe\u201d. Esiste insomma un rapporto dialettico tra la lotta patriottica e la lotta di classe: la lotta di liberazione nazionale \u00e8 infatti una forma del conflitto di classe.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>E in Svizzera?<\/strong><\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/photo_2024-08-20-18.37.12-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/photo_2024-08-20-18.37.12-1-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16236\" style=\"width:523px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/photo_2024-08-20-18.37.12-1-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/photo_2024-08-20-18.37.12-1-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/photo_2024-08-20-18.37.12-1-480x640.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/photo_2024-08-20-18.37.12-1.jpeg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un volantino del Partito Comunista della Svizzera, diffuso nelle universit\u00e0 elvetiche durante le mobilitazioni in solidariet\u00e0 alla Palestina.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La linea del PCPal gode di un certo sostegno anche fra i comunisti svizzeri guidati dal segretario <strong>Massimiliano Ay<\/strong>. Nelle tesi politiche approvate all\u2019unanimit\u00e0 nel novembre 2021 dai delegati del 24\u00b0 Congresso del Partito Comunista della Svizzera riunitosi a Bellinzona si afferma quanto segue: \u201cNoi non riteniamo la teoria (presuntamente pacifista) dei \u2018Due popoli, due Stati\u2019 come risolutiva del conflitto: consideriamo al contrario Israele un\u2019entit\u00e0 sorta dall\u2019occupazione illegale della Palestina, la cui piena liberazione nazionale noi quindi sosteniamo con forza\u201d. Quella dei comunisti svizzeri non \u00e8 quindi una linea oltranzista: idealmente essi riconoscono una posizione simile a quella del PCPal, nel contempo le loro tesi congressuali ammettono pragmaticamente la necessit\u00e0 di \u201cdare voce alle forze anti-sioniste e per la pace che non mancano nemmeno all\u2019interno dell&#8217;attuale Stato di Israele, con particolare riguardo ai comunisti israeliani\u201d. Insomma finch\u00e9 la nascita della Palestina come Stato unico bi-nazionale non sar\u00e0 realizzabile, occorrer\u00e0 sostenere anche le forze democratiche che agiscono all\u2019interno dell\u2019entit\u00e0 sionista e, pur di contrastare il genocidio in corso, \u00e8 possibile anche sostenere le risoluzioni dell\u2019ONU che di fatto sono orientate alla salvaguardia di Israele. Emerge fra le righe, tuttavia, che si tratta di scelte pi\u00f9 tattiche che non strategiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Evita invece il problema il Partito Svizzero del Lavoro (PSdL), che non si esprime esplicitamente sulla questione del riconoscimento di uno Stato di Israele. Probabilmente ci\u00f2 si deve alla presenza, al suo interno, di opinioni contrastanti dovute all\u2019influenza di alcuni dirigenti di origine israeliana come l\u2019ex-presidente <strong>Gavriel Pinson<\/strong>. A onor del vero, anche il PSdL, come il PC, non ha tentennato e, in una nota stampa, ha reso noto che \u201cle politiche di colonizzazione e pulizia etnica durate pi\u00f9 di 75 anni sono state intraprese dal giovane Stato di Israele contro il popolo palestinese\u201d. Inoltre, nel contesto attuale, \u201clo Stato di Israele non ha il diritto di difendersi\u201d poich\u00e9 ci\u00f2 consisterebbe nel \u201cdiritto della potenza occupante di schiacciare il popolo di cui occupa la terra\u201d. Il PSdL conclude la sua presa di posizione con una citazione del leader anti-apartheid sudafricano <strong>Nelson Mandela<\/strong>: \u201c\u00e8 sempre l&#8217;oppressore, non l&#8217;oppresso, a determinare la forma di lotta. Se l&#8217;oppressore usa la violenza, l&#8217;oppresso non avr\u00e0 altra scelta che rispondere con la violenza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Palestina vi sono almeno quattro organizzazioni attive di ispirazione marxista. 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