{"id":16056,"date":"2024-07-13T14:22:10","date_gmt":"2024-07-13T14:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16056"},"modified":"2024-07-13T14:23:25","modified_gmt":"2024-07-13T14:23:25","slug":"il-75-della-nato-la-guerra-mondiale-e-la-fine-dellimpero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=16056","title":{"rendered":"Il 75\u00b0 della NATO, la guerra mondiale e la fine dell\u2019impero"},"content":{"rendered":"\n<p>Nonostante l\u2019atmosfera forzatamente festosa, sopra le celebrazioni del 75\u00b0 della NATO a Washington aleggia e svolazza lugubre la morte, come in alcuni spaventevoli dipinti tardomedievali. La NATO, con tutto il suo carico scheletrito di vittime innocenti e il suo eterno e pi\u00f9 fedele alleato, ovvero la guerra, sta per dispiegare l\u2019ultima tappa di un cammino drammatico e pericoloso per l\u2019umanit\u00e0 intera, un carnevale di morte che avr\u00e0, con l\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nella NATO, l\u2019ultimo atto simbolico e al contempo concreto del dispiegamento del conflitto, non pi\u00f9 solo culturale ed economico, ma anche armato, tra Occidente e sino-russi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Aggredito Orban, definito un agente di Putin, per la sola volont\u00e0 di dialogare con il presidente russo in cerca di una dimenticata e introvabile pace, ammoniti i cinesi: gli occidentali non compreranno pi\u00f9 neppure uno spillo da loro e se non si piegheranno sar\u00e0 la guerra nell\u2019Indo \u2013 Pacifico, tutto \u00e8 pronto per l\u2019atto finale di una follia lucidissima, tentare il tutto per tutto per restituire all\u2019impero morente il suo posto centrale e autodichiaratamente sovraordinato nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La bestialit\u00e0 dell\u2019imperialismo statunitense sta anche nell\u2019assurda, blasfema e feroce sacralit\u00e0 mistica del suo potere, il quale, ben annidato nell\u2019amministrazione, nei servizi segreti, nel Pentagono, nella finanza squallidamente speculativa, si rappresenta e autorappresenta attraverso il corpo del presidente, corpo fisico ma anche e soprattutto corpo mistico, come quello dei sovrani francesi dell\u2019Ancien R\u00e9gime e in cui le senescenti membra di un confuso e marionettistico Biden sono l\u2019immagine perfetta dello sgretolarsi ultimo e finale di un potere arrogante che assiste, pur non volendo ammetterlo e non vedendolo, al suo tramonto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sacerdoti di questo rito infame e assassino, latore della guerra mondiale, i neocon statunitensi, che sono di fatto, pur a loro insaputa, criptotrotzkisti. Essi da sempre teorizzano, da quando si sono incistati putridamente dentro la Casa Bianca, giusto mezzo secolo fa, nell\u2019estate 1974 con l\u2019avvento alla presidenza di Gerald Ford, lo stato di imperialit\u00e0 permanente, ovvero un destino presuntamente indiscutibile che identifica Washington con l\u2019ente supremo, ovvero divino, chiamato a determinare l\u2019ordine mondiale, comandando e disponendo a libero piacimento del destino di tutti i popoli e di tutte le nazioni della terra. Dominio permanente, fratello monozigote del concetto trotzkista della rivoluzione permanente, due imbecillit\u00e0 in una, totalmente antistoriche, concepibili solo da ignoranti della vita e appunto della storia, perch\u00e9 la vita e la storia hanno sempre inizio, trasformazione, cambiamento, conclusione, nuovo inizio e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali nefasti celebranti del dominio assoluto e incontrastato del potere speculativo e finanziario dell\u2019imperialismo statunitense hanno vissuto nei primi anni \u201890 dello scorso secolo il loro delirio di orgiastica felicit\u00e0, la scomparsa del campo sovietico, il dilagare planetario del liberismo, i cannoni a stelle e strisce in ogni angolo della terra. Ebbri della loro follia, hanno cercato un vate che teorizzasse l\u2019implacabilit\u00e0 della loro vittoria, presuntamente eterna, e l\u2019hanno trovato in Francis Fukuyama, inventore della fine della storia e del trionfo planetario del liberal \u2013 liberismo. Insomma, avevano vinto loro senza possibilit\u00e0 di replica, un <em>game over<\/em>, la sottomissione all\u2019imperialismo per tutta l\u2019umanit\u00e0. Tuttavia, come sempre, il delirio dell\u2019arroganza esalta adrenalinicamente, ma rende ciechi.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mentre gli imperialisti traevano furibondi vantaggi economici, militari e politici, da quella vittoria che era solo temporanea, ma che appunto immaginavano duratura per i secoli dei secoli, ecco che il resto dell\u2019umanit\u00e0, silenziosamente, da Pechino a Teheran, da Mosca a Ouagadougou, capiva la necessit\u00e0 di costruire un nuovo ordine mondiale, multipolare e cooperativo, per porre fine all\u2019epoca della depredazione e iniziare un nuovo cammino per tutte le donne e gli uomini della terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019alba di una teoria politico-economica capace di cambiare il destino del XXI secolo e di quello di tutte e tutti noi che in questo tempo viviamo. Oltre un decennio fa, quando le presidenze russa e cinese stringevano i legami sostanzialmente monolitici che avrebbero condotto la partita del cambiamento, in pochi abbiamo capito, analizzato e studiato quanto stava avvenendo e abbiamo parlato e scritto, incompresi e inascoltati, del tempo nuovo e affascinante del multipolarismo.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra che Washington pretende ora al pi\u00f9 presto \u00e8 questa: provare a distruggere il nuovo ordine mondiale in costruzione per ripristinare l\u2019antico dominio. Tuttavia oggi in Africa, Asia, Medioriente, America Latina, le donne e gli uomini sanno che la bandiera della libert\u00e0 statunitense nasconde il furto delle materie prime energetiche e alimentari, portatore di miseria e sottomissione, i padroni la chiamano democrazia, in realt\u00e0 \u2013 tutti lo sanno &#8211; \u00e8 brutale neocolonialismo. Cos\u00ec gi\u00e0 oggi un quarto delle nazioni della terra commercia in yuan e non pi\u00f9 in dollari, vende a russi e cinesi che pagano venti volte di pi\u00f9 quello che i democratici propugnatori della lotta contro le autocrazie rubavano a prezzo di furto, collaborano con russi e cinesi che costruiscono infrastrutture e puntano a uno sviluppo generalizzato di quel Sud globale che ha smesso di essere l\u2019evanescente e muto schiavetto dell\u2019Occidente. Quest\u2019ultimo non \u00e8 pi\u00f9 la citt\u00e0 sulla collina \u2013 immagine evangelica violentemente usurpata dagli statunitensi per secoli &#8211; a cui tutti guardano con ammirazione: l\u2019impero si sgretola e il comandante in capo, l\u2019incerto e malfermo Biden, somma in s\u00e9 il declino fisico, politico, economico e militare dell\u2019impero stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eterno presente senza domani non esiste, la storia \u00e8 in cammino e i tempi e i modi del futuro non saranno dettati dalla NATO e dagli Stati Uniti. Come la Sibilla cumana, al potere imperiale a stelle e strisce \u00e8 mancata la saggezza di chiedere la freschezza della giovinezza, ne rimarr\u00e0 dunque, pur al termine di terribile guerra che lo stesso impero scatener\u00e0, il rantolio sordo che ancora oggi si percepisce visitando l\u2019oscura grotta della Sibilla, per lei ricordo indelebile dei suoi errori, per gli imperialisti del male che hanno perpetrato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante l\u2019atmosfera forzatamente festosa, sopra le celebrazioni del 75\u00b0 della NATO a Washington aleggia e svolazza lugubre la morte, come in alcuni spaventevoli dipinti tardomedievali. 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