{"id":15893,"date":"2024-06-07T01:36:00","date_gmt":"2024-06-07T01:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15893"},"modified":"2024-06-06T00:12:08","modified_gmt":"2024-06-06T00:12:08","slug":"greenpeace-e-diventata-partner-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15893","title":{"rendered":"Greenpeace \u00e8 diventata partner della NATO?"},"content":{"rendered":"\n<p>In seguito all\u2019intervento militare russo in Ucraina e alla crescita delle tensioni globali, il commercio internazionale \u00e8 stato rivoluzionato in profondit\u00e0. Tra sanzioni, embarghi e misure protezionistiche, lo scambio di merci tra i vari paesi del mondo \u00e8 divenuto molto pi\u00f9 complesso e costoso. Le conseguenze di tale dinamica sono evidenti per tutti i cittadini occidentali: dall\u2019energia ai generi alimentari, i prezzi non cessano di aumentare, erodendo il potere d\u2019acquisto spesso gi\u00e0 indebolito da decenni di politiche neoliberiste.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove non arrivano le sanzioni o gli embarghi, l\u2019Occidente imperialista sta cercando ora di intensificare in altri modi la sua offensiva contro l\u2019affermazione del multipolarismo, che si basa su una intensificazione dei rapporti commerciali tra i paesi in via di sviluppo del Sud globale. Tra gli strumenti impiegati a tale scopo, come rivela un recente <a href=\"https:\/\/www.srf.ch\/news\/international\/russische-oelexporte-wie-greenpeace-und-die-nato-zu-partnern-werden\">articolo pubblicato dalla radiotelevisione svizzera di lingua tedesca (SRF)<\/a>, figurano anche\u2026 gli ambientalisti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tra sanzioni e diritto internazionale, fin dove ci si pu\u00f2 spingere?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 l\u2019assemblea generale dell\u2019ONU abbia condannato l\u2019invasione russa del 2022, le Nazioni Unite non hanno imposto alcuna sanzione alla Federazione russa. Non esistono dunque decisioni che impongono misure restrittive in ambito economico ai paesi membri dell\u2019ONU nei loro rapporti con la Russia. Diverso \u00e8 il discorso per quanto riguarda i paesi occidentali, che hanno autonomamente deciso di adottare sanzioni contro di essa. Gli USA e l\u2019UE hanno infatti adottato vari pacchetti di misure volte a bloccare o limitare gli scambi con la Russia, finendo \u2013 come abbiamo pi\u00f9 volte rimarcato su questo portale \u2013 per <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14381\">danneggiare le stesse economie europee<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15894\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL-480x270.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/ImageforZoeBlogFINAL.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dopo le sanzioni occidentali, la Russia continua a vendere gas e petrolio, ma ad altri acquirenti&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il commercio internazionale russo non ha per\u00f2 sofferto eccessivamente di tali sanzioni, riorientandosi verso il mercato euro-asiatico e verso i paesi in via di sviluppo. Tra i prodotti esportati maggiormente dalla Russia figurano ovviamente quelli energetici, gas e petrolio in primis. \u00c8 contro di essi che sono rivolte varie misure adottate dall\u2019UE e dagli USA, che hanno minacciato di escludere dai mercati occidentali le compagnie internazionali colpevoli di trasportare e commerciare tali prodotti. Per questa ragione la Russia ha adottato vari escamotage commerciali, eludendo le sanzioni unilaterali dell\u2019Occidente e permettendo alle imprese dei paesi in via di sviluppo di continuare a commerciare liberamente con qualunque Stato desiderino.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi escamotage figura il trasporto del proprio petrolio su navi non battenti bandiera russa, ma di altri paesi non soggetti a sanzioni, come il Gabon o l\u2019Eswatini. Una pratica che, nonostante sia molto diffusa e venga <a href=\"https:\/\/www.inail.it\/cs\/internet\/comunicazione\/news-ed-eventi\/news\/p1825089304_da_panama_alla_liberia_zero_.html\">utilizzata anche da grandi multinazionali occidentali per ragioni di ottimizzazione fiscale<\/a> e di opportunit\u00e0 politica, se impiegata dalla Russia diventa naturalmente \u201cillecita\u201d. Il diritto marittimo prescrive per\u00f2 che, al di fuori delle acque territoriali, il mare aperto appartiene a tutti. Non \u00e8 dunque legalmente possibile impedire a queste navi di spostarsi e di trasportare merci da un luogo all\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Laddove non arrivano le sanzioni, arriva Greenpeace<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che entrano in gioco delle organizzazioni non governative come Greenpeace, che ha recentemente lanciato una campagna contro la \u201cflotta ombra\u201d russa, con azioni dimostrative contro alcune navi accusate di trasportare illegalmente petrolio russo. Una campagna salutata molto positivamente dagli ambienti atlantisti, come dimostrano le dichiarazioni rilasciate alla SRF da <strong>Elisabeth Braw<\/strong>, esponente dell\u2019Atlantic Council (uno dei pi\u00f9 importanti think-tank della NATO). Secondo l\u2019analista americana, Greenpeace si sta mobilitando contro queste navi in quanto costituiscono \u201cuna grave minaccia per i mari e per le coste\u201d, ma cos\u00ec facendo l\u2019ONG ambientalista e la NATO \u201cstanno di fatto tirando la stessa corda\u201d. Per Elisabeth Braw, \u201cl&#8217;impegno di Greenpeace \u00e8 d&#8217;aiuto. Attraverso l&#8217;opinione pubblica, l&#8217;organizzazione sta esercitando pressioni sui governi affinch\u00e9 intervengano in modo pi\u00f9 deciso contro la flotta ombra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/GP_Azione_PeaceNotOil_08.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"922\" height=\"615\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/GP_Azione_PeaceNotOil_08.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-15896\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/GP_Azione_PeaceNotOil_08.webp 922w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/GP_Azione_PeaceNotOil_08-300x200.webp 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/GP_Azione_PeaceNotOil_08-768x512.webp 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/GP_Azione_PeaceNotOil_08-720x480.webp 720w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/GP_Azione_PeaceNotOil_08-480x320.webp 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 922px) 100vw, 922px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aprile 2022: un&#8217;azione dimostrativa di Greenpeace, al largo della Sicilia, contro una nave trasportante petrolio russo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Su questo portale abbiamo gi\u00e0 messo in luce <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14571\">gli opachi legami che legano il grande capitale ad alcune grandi organizzazioni ecologiste<\/a>. Non deve dunque stupire che anche Greenpeace, al pari di altre ONG ambientaliste, segua l\u2019agenda imperialista degli USA e dell\u2019UE, servendone di fatto gli interessi. Non si sono infatti ancora viste dimostrazioni di Greenpeace contro le navi che trasportano armi e petrolio verso Israele: anzi, il suo direttore medio-orientale <strong>Julien Jreissati<\/strong> ha recentemente <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2024\/3\/7\/could-houthi-sunk-ship-rubymar-spell-eco-disaster-for-the-red-sea\">criticato gli attacchi Houthi a queste navi in quanto responsabili di una possibile \u201ccatastrofe ambientale\u201d<\/a>. Si pu\u00f2 dunque supporre che, in nome della \u201csostenibilit\u00e0\u201d, Greenpeace veda di buon occhio missioni militari di smaccato stampo coloniale, come l\u2019europea \u201cAspides\u201d, tese a proteggere i convogli mercantili che attraversano il Mar Rosso. Ad ulteriore dimostrazione che, come candidamente rimarcato da Elisabeth Braw, l\u2019ONG e la NATO \u201ctirano la corda nella stessa direzione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In seguito all\u2019intervento militare russo in Ucraina e alla crescita delle tensioni globali, il commercio internazionale \u00e8 stato rivoluzionato in profondit\u00e0. Tra sanzioni, embarghi e misure protezionistiche, lo scambio di merci tra i vari paesi del mondo \u00e8 divenuto molto pi\u00f9 complesso e costoso. Le conseguenze di tale dinamica sono evidenti per tutti i cittadini occidentali: dall\u2019energia ai generi alimentari, i prezzi non cessano di aumentare, erodendo il potere d\u2019acquisto spesso gi\u00e0 indebolito da decenni di politiche neoliberiste. Laddove non arrivano le sanzioni o gli embarghi, l\u2019Occidente imperialista sta cercando ora di intensificare in altri modi la sua offensiva contro<\/p>\n","protected":false},"author":17693,"featured_media":15897,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"coauthors":[6809],"class_list":["post-15893","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15893","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/17693"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15893"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15893\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15898,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15893\/revisions\/15898"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15893"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15893"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15893"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=15893"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}