{"id":15833,"date":"2024-05-24T01:03:00","date_gmt":"2024-05-24T01:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15833"},"modified":"2024-05-24T16:58:09","modified_gmt":"2024-05-24T16:58:09","slug":"occupazioni-nelle-universita-svizzere-un-primo-bilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15833","title":{"rendered":"Occupazioni nelle universit\u00e0 svizzere: un primo bilancio"},"content":{"rendered":"\n<p>Il vento dell\u2019<em>intifada<\/em> fischia nei corridoi e nelle sale degli atenei svizzeri. Dopo pi\u00f9 di otto mesi di massacri indiscriminati ed industrializzati (quindi, di genocidio) compiuto dalle truppe di occupazione israeliane nei confronti della popolazione palestinese che, nonostante tutto, continua a resistere, e sulla scia dei movimenti di protesta che hanno attraversato tutto il mondo occidentale, messo fatalmente di fronte a tutta la sua ipocrisia e la sua violenza, anche gli studenti svizzeri hanno deciso di trasformare le universit\u00e0 in luoghi di confronto politico; perch\u00e9 diventino, da recettori passivi e propagatori attivi delle istanze imperialiste occidentali e del sionismo quali sono oggi, a megafono della lotta di liberazione nazionale palestinese; perch\u00e9, come diceva il grande rivoluzionario cubano, \u201cnon possiamo essere indifferenti verso ci\u00f2 che capita nel resto del mondo, poich\u00e9 la vittoria di un qualunque paese contro l\u2019imperialismo \u00e8 anche la nostra vittoria\u201d, esattamente com\u2019\u00e8 vero l\u2019inverso. E proprio tutti, anche gli studenti meno politicizzati, pur non conoscendo queste parole, ne attivano la verit\u00e0 storica quando si mobilitano per raggiungere i presidi e le occupazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-13_17-48-19-2-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-13_17-48-19-2-1-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15854\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-13_17-48-19-2-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-13_17-48-19-2-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-13_17-48-19-2-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-13_17-48-19-2-1-480x360.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-13_17-48-19-2-1.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;ingresso all&#8217;Universit\u00e0 di Friborgo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli studenti di Losanna danno il via alla mobilitazione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il movimento comincia nell\u2019universit\u00e0 di Losanna il 2 maggio scorso. Un comitato studentesco di coordinamento chiama a raccolta i sostenitori della causa palestinese per occupare parte dell\u2019edificio scolastico. Le sue richieste s\u2019inseriscono sulla traccia di quelle stilate un po\u2019 ovunque dagli studenti militanti europei ed americani, che si riassumono in sostanza nella trasparenza sulle relazioni tra l\u2019universit\u00e0 e gli istituti di ricerca israeliani, la fine delle collaborazioni accademiche e scientifiche con l\u2019entit\u00e0 sionista (com\u2019era stato fatto repentinamente e senza mezze misure nei confronti della Russia nel febbraio di due anni fa), la condanna del genocidio in corso a Gaza e dell\u2019occupazione della Palestina, il boicottaggio delle imprese israeliane e la messa in moto dello stesso numero di risorse economiche e accademiche sbloccate anni prima per i ricercatori ucraini, ma ora per quelli palestinesi. Meno di una settimana dopo (5 maggio), due scuole politecniche federali, quella di Losanna (EPFL) e di Zurigo (ETH), e un\u2019universit\u00e0, quella di Ginevra, sono occupate a loro volta dagli studenti. Se a Zurigo la polizia fa sgombrare quasi immediatamente gli studenti, prelevandoli a forza dal posto, negli altri due istituti la protesta resiste per qualche tempo. Seguono, dopo la festa dell\u2019Ascensione, l\u2019occupazione dell\u2019universit\u00e0 di Berna il 12 maggio e quella di Friburgo e Basilea il giorno successivo. Due giorni dopo \u00e8 il turno dell\u2019universit\u00e0 di Zurigo, mentre l\u2019ultima (per ora) \u00e8 quella di Neuch\u00e2tel. Altri istituti insorti sono la scuola d\u2019arte di Berna e l\u2019Alta Scuola di Igegneria e Architettura (Hepia) di Ginevra, prontamente sgombrata senza tanti complimenti, negando ai giovani il diritto di manifestare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una reazione repressiva spropositata<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 la reazione delle istituzioni accademiche? La risposta \u00e8 riassumibile in due parole: intimidazione e repressione. I politecnici sono sgomberati quasi subito (a Zurigo \u00e8 una questione di ore), anche in ragione del loro valore strategico ed alcuni legami forti con Israele (per esempio, l\u2019EPFL ha aiutato nella ricerca le forze di sicurezza dell\u2019apartheid israeliano: <a href=\"https:\/\/journal.unipoly.ch\/2024\/02\/13\/epfl-le-mythe-de-la-neutralite-ou-comment-lecole-a-aide-israel-a-developper-des-armes\/\">vedi qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/C7Lwj_jIRCh\/?igsh=MWdiaTZmODl1cDQ3dw==\">qui<\/a>). Nelle universit\u00e0 in pochissimi casi sono intavolate delle trattative (Losanna, Friborgo), che si rivelano per\u00f2 nel giro di pochi giorni (nel caso di Friborgo, uno solo) totalmente prive di contenuto e puramente strumentali, atte a tentare di calmare le acque senza garantire nulla di concreto in cambio della smobilitazione. Nella stragrande maggioranza dei casi non esiste nemmeno un falso tentativo di discussione: le universit\u00e0 di Berna, Basilea e Zurigo sono sgombrate in poco tempo; a Ginevra la polizia, anzich\u00e9 chiedere loro di andarsene dopo un ultimatum, arresta in massa 50 studenti verso le cinque del mattino e li rilascia solo nel corso della mattinata. A Friburgo, e un po\u2019 in tutti gli altri atenei (che subito si copiano a vicenda sulle migliori idee per schiacciare il dissenso), il rettorato minaccia di denunciare tutti gli occupanti per \u201cviolazione di domicilio\u201d, anche laddove vi sono dei semplici presidi nelle ore di apertura degli stabilimenti, che peraltro mai ostacolano la normale attivit\u00e0 didattica. Sempre a Friburgo, sul campus non \u00e8 inviata la sicurezza dell\u2019universit\u00e0 (cosa che avviene solo il 13 maggio e mai pi\u00f9), ma direttamente la polizia cantonale, armata di pistola, che resta sul posto sia durante alcune riunioni sia addirittura preventivamente nel corso di alcune mattinate<s>. <\/s>Ricordiamo che si tratta di occupazioni e presidi assolutamente pacifici, composti da gente le cui uniche armi sono <em>kefiyyah<\/em> e bandiere della Palestina. E tuttavia, gli studenti vengono accusati dai vari rettori e rettrici di minacciare la \u201cagibilit\u00e0 degli edifici\u201d (a Berna l\u2019occupazione inizia di domenica), d\u2019intimidire ed \u201cirritare\u201d parte della comunit\u00e0 studentesca, di minacciare la \u201clibert\u00e0 accademica e di ricerca\u201d (e le universit\u00e0 russe?), dell\u2019impiego di metodi \u201cnon-democratici\u201d (?) e di \u201crifiuto del dialogo\u201d, oltre che di usare slogan totalmente o \u201cparzialmente\u201d (qualunque cosa voglia dire) antisemiti. Il tutto, naturalmente, con l\u2019ausilio dei media, che si premurano di <a href=\"https:\/\/www.tio.ch\/svizzera\/attualita\/1755206\/la-critica-sbagliato-parlare-di-genocidio-tremano-gli-studenti-ebrei-in-svizzera\">far passare gli studenti come niente meno che dei potenziali terroristi<\/a> e intervistando ONG come la GRA (\u201cFondazione contro il razzismo e l\u2019antisemitismo\u201d), che non riconosce la situazione di apartheid in Israele (fatto noto e garantito dalle indagini dell\u2019ONU ormai da anni), che considera slogan come \u201c<em>From the river to the sea<\/em>\u201d antisemiti e che mischia intenzionalmente l\u2019antisemitismo con le contestazioni contro il sionismo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-15_12-11-12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-15_12-11-12-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15853\" style=\"width:474px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-15_12-11-12-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-15_12-11-12-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-15_12-11-12-480x640.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/photo_2024-05-15_12-11-12.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un presidio anche all&#8217;Universit\u00e0 di Neuch\u00e2tel.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il gioco sporco dei media mainstream<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019ennesimo tentativo, e non sar\u00e0 di certo l\u2019ultimo, di tracciare una falsa equivalenza tra l\u2019odio per gli ebrei in quanto tali, cos\u00ec come per l\u2019ebraismo, una religione che ha pi\u00f9 di 40 secoli di storia, e invece la lotta contro un\u2019ideologia politica di poco pi\u00f9 di cent\u2019anni di et\u00e0, il sionismo, che prevede l\u2019occupazione coloniale della Palestina a qualsiasi prezzo (come, per esempio, una <em>Nakba<\/em>). Abbiamo anche casi surreali, come quello dell\u2019associazione Svizzera-Israele, la quale <a href=\"https:\/\/www.24heures.ch\/on-recrute-des-activistes-pro-israeliens-face-au-soutien-a-gaza-250928109240\">\u201cprega\u201d i propri associati di spiare dietro pagamento gli studenti e i loro movimenti associativi<\/a> di modo da poter denunciare gli \u201catti antisemiti\u201d. Lasciamo immaginare al lettore quale sarebbe stata la reazione se una qualsiasi associazione privata russa avesse pregato i propri membri di spiare dietro compenso degli studenti per \u201cdenunciare\u201d un qualunque gesto d\u2019odio contro i russi. Qui per\u00f2 si parla di uno Stato chiave del sistema di alleanze euroatlantico e quindi, pare, tutto sia concesso; e poco importa se bisogna impiegare gli stessi metodi che si attribuiscono e denunciano ad altri stati \u201ccanaglia\u201d, \u201cautoritari\u201d, \u201cdittatoriali\u201d, metodi che peraltro sono valsi come <em>casus belli<\/em> contro alcuni di loro. Ma l\u2019Occidente \u00e8 l\u2019Occidente \u201ce voi non siete un cazzo\u201d. Questa \u00e8 l\u2019essenza delle cose, dopo la reazione poliziesca nelle nostre isole del sapere in Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La bancarotta dei valori occidentali<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per il momento nessun movimento studentesco in Svizzera \u00e8 riuscito ad obbligare il proprio istituto ad accettare <em>in toto<\/em> le proprie rivendicazioni. \u00c8 anche vero per\u00f2 che la mobilitazione, nonostante gli sgomberi e le minacce, persiste e continua ad evolversi (a Ginevra sono tornati ad occupare, per esempio), cos\u00ec come \u00e8 vero che perlomeno i legami e la natura di questi tra gli atenei svizzeri ed israeliani sta venendo chiaramente a galla, preoccupando non poco lo <em>status quo<\/em> (come i gi\u00e0 citati legami dei politecnici con entit\u00e0 sioniste implicate nella repressione, o il caso della rettrice dell\u2019universit\u00e0 di Ginevra, da un lato interessata ad espandere i legami accademici con Israele e dall\u2019altro legata ad un <a href=\"https:\/\/lecourrier.ch\/2024\/05\/14\/audrey-leuba-en-position-delicate\/\">marito che lavora in un\u2019azienda che vende reattori all\u2019esercito israeliano<\/a>). \u00c8 difficile dire con certezza quale sar\u00e0 l\u2019esito di questo movimento. Ci\u00f2 che possiamo affermare senza alcun dubbio \u00e8 sicuramente la giustezza delle sue ragioni e rivendicazioni<s> <\/s>e prendere atto della bancarotta totale dell\u2019Occidente come campione della \u201cdemocrazia\u201d e delle \u201clibert\u00e0\u201d. Un campionato di arroganza ed ipocrisia certo gi\u00e0 antico, ma che si era tentato di riaffermare negli ultimi due anni in particolare attraverso la sua \u201csolidariet\u00e0\u201d (se solidariet\u00e0 \u00e8 la politica di rapina di paesi e corporazioni che si spartiscono privatamente intere regioni del paese \u201caiutato\u201d, come gi\u00e0 era avvenuto in ex Jugoslavia) verso l\u2019Ucraina. L\u2019egemonia culturale, intesa in senso gramsciano, dell\u2019Occidente esce nettamente ridimensionata dalla prova palestinese attuale, molto pi\u00f9 di quanto non si fosse rivelata vulnerabile nel corso di altri momenti di manifesto \u201cdoppiopesismo\u201d per diverse cause e paesi negli ultimi decenni. E il caso palestinese non \u00e8 che una scena nel mosaico mondiale di popoli che si stanno scrollando di dosso le lunghe e odiose <a><\/a>catene del (neo)colonialismo e dell\u2019imperialismo occidentale: un mondo nuovo sta nascendo e vuole nascere, quel mondo che sinora ha vissuto nella periferia dell\u2019Impero, umiliato e sfruttato. Questo mondo sar\u00e0, che lo vorremo o meno, perch\u00e9 l\u2019emancipazione dei popoli \u00e8 un processo storico incontrovertibile. A noi come occidentali resta solo la scelta se rendere questo processo pacifico o traumatico; a noi come svizzeri resta la scelta se lasciarci fagocitare dal mondo euroatlantico responsabile sia dell\u2019imperialismo sia della sua resistenza alla decolonizzazione oppure assicurare la nostra indipendenza e neutralit\u00e0 per provare ad agire come ponte tra i paesi emergenti e quella parte di mondo occidentale disposto a coesistere pacificamente con essi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vento dell\u2019intifada fischia nei corridoi e nelle sale degli atenei svizzeri. 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